Articoli 33-34 - prima parte: presentazione storica
Dall’articolo 33
L´arte e la scienza sono libere e libero ne è l´insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull´istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. (...)
Dall’articolo 34
La scuola è aperta a tutti.
L´istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.(...)
Conduttore 1. Michele Marchi
Fino alla Costituzione repubblicana il tema dell’ordinamento scolastico era considerato appartenente alla materia amministrativa e, di conseguenza, regolato da leggi ordinarie.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Nello Statuto Albertino non vi erano disposizioni sulla scuola e pochi membri dell’Assemblea Costituente erano d’accordo sul fatto che l’istruzione fosse materia da disciplinare per via costituzionale.
Conduttore 1. Michele Marchi
Fu la Democrazia Cristiana ad insistere sulla necessità di inserire nella Costituzione degli articoli dedicati alla scuola e ad orientare così un intenso dibattito.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Una prima controversia si aprì sul fatto che nessuna costituzione al mondo prevedeva il diritto per i meritevoli, anche se poveri, di accedere ai gradi più elevati dell’istruzione.
Conduttore 1. Michele Marchi
Un principio di equità e giustizia che era, secondo Meuccio Ruini, l’unico modo per attuare una vera e integrale democrazia.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
A replicargli fu il comunista Concetto Marchesi che osservò come, date le difficoltà del momento storico, l’applicazione di questo articolo sarebbe stata molto difficile.
Conduttore 1. Michele Marchi
Secondo Marchesi, inoltre, l’Italia postbellica aveva bisogno di ricostruirsi e, nell’immediato futuro, il titolo di operaio qualificato sarebbe stato più ricercato ed utile di una laurea.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Ma in realtà nel dibattito costituente il tema dominante fu quello dei rapporti tra scuola pubblica e scuola privata.
Conduttore 1. Michele Marchi
L’istruzione e l’educazione dei giovani vennero sanciti come doveri etico-politici dello Stato, che la legge trasformava in diritto.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Ma questo diritto non implicava il monopolio dello Stato sulla scuola. Quindi si riconosceva ad enti e a privati il diritto di istituire scuole e centri di educazione.
Conduttore 1. Michele Marchi
Aldo Moro fece l’intervento più importante. Egli rilevò che allo Stato andasse riconosciuta una preminenza, da tradurre nel suo potere di regolare, con norme generali, la materia dell’istruzione.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Anche le parole contenute nell’articolo 33 «senza oneri per lo Stato» furono oggetto di una accesa controversia. Gli esponenti della Democrazia Cristiana erano contrari a questa formulazione.
Conduttore 1. Michele Marchi
Essi volevano lasciare allo Stato la possibilità di aiutare istituzioni che potevano concorrere a finalità di elevata importanza sociale. Al termine del dibattito costituente fu mantenuta questa frase.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Si trattò di una soluzione di compromesso. La formula adottata - si affermò - non impediva interventi a favore di istituti privati. Ma li rendeva possibili, non obblighi.