Articoli 29-30-31 - prima parte: presentazione storica
Dall’articolo 29
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. (...)
Dall’articolo 30
E’ dovere e diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli anche se nati fuori del matrimonio.(..)
Dall’articolo 31
La Repubblica agevola (...) la formazione della famiglia, con particolare riguardo alle famiglie numerose. (...)
Conduttore 1. Michele Marchi
Ecco un altro tema molto legato alle condizioni del periodo in cui fu scritta la nostra Carta fondamentale e tornato di grande attualità.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
La tesi della centralità della famiglia era fortemente sostenuta dalla Chiesa cattolica che ne aveva fatto un proprio cavallo di battaglia, vincolando alla sua difesa i costituenti della Democrazia Cristiana.
Conduttore 1. Michele Marchi
In verità considerare la famiglia il valore fondante della società era ampiamente diffuso anche nella cultura popolare e più in generale nel costume del paese. A dispetto di quello che si narrava sull’URSS con la leggenda del “libero amore”, lo stesso partito comunista avvertiva che i suoi militanti non avrebbero tollerato di negare alla famiglia la tradizionale tutela.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
C’era ovviamente la questione del divorzio, che in Italia si era tentato, senza successo, di introdurre sin dagli inizi del Novecento, ai tempi del governo Giolitti. Invece la Chiesa pretendeva che fosse riconosciuto il principio dell’indissolubilità del matrimonio, anche sul piano del diritto e non solo come vincolo religioso.
Conduttore 1. Michele Marchi
La scrittura di questi articoli, di cui furono relatori la comunista Nilde Iotti e il democristiano Camillo Corsanego, fu tra le più difficili. Infatti non mancarono i tentativi da parte di varie aree di destra, di mettere in difficoltà col Vaticano i costituenti democristiani, in particolare i più aperti.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Il punto di mediazione e di intesa fu trovato nel riconoscimento della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Questa era una visione classica che veniva dall’antica Roma. Tradizione che definiva la famiglia seminarium rei publicae, ossia come luogo in cui si veniva educati a vivere da cittadini.
Conduttore 1. Michele Marchi
Si poneva però il problema dei figli “illegittimi”, di quelli cioè nati fuori dal matrimonio. La nostra Carta compì un coraggioso salto di civiltà superando la cultura che li vedeva privi di ogni diritto e tutela. Non era solo una rottura contro tabù religiosi, ma ancor più una rivolta contro tabù sociali molto diffusi.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Superato, non senza problemi, questo scoglio, i costituenti si preoccuparono di attribuire allo Stato un obbligo di tutela e promozione dell’istituto familiare. Si riconosceva che formare una famiglia era una cosa non semplice, mandarla avanti ancora più complesso.
Conduttore 1. Michele Marchi
Questi temi sono oggi di grande attualità in una società complessa in cui il modello familiare e i valori di riferimento sono molteplici.