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Articoli da 114 a 133 (aut. locali regione) - prima parte: presentazione storica

Dall’articolo 114 (testo attualmente in vigore)

La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. (...)

Dall’articolo 117 (testo attualmente in vigore)

(...) Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.  (...)

Dall’articolo 119 (testo attualmente in vigore)

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa. (...)

Conduttore 1. Michele Marchi

Questo è il testo attuale degli articoli 114, 117 e 119 che, insieme ad altri articoli, compongono il Titolo V della Carta costituzionale, modificata nel 2001 da una dibattuta legge di riforma costituzionale.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Il confronto sul federalismo e sul ruolo delle regioni è stato acceso e contrastato già in sede costituente ed è poi proseguito sino ad oggi.

Conduttore 1. Michele Marchi

Nonostante la forte tradizione federalistica del nostro Paese, risalente a pensatori ottocenteschi quali Gioberti  e Cattaneo, lo spazio da lasciare alla libera espressione delle autonomie locali fu molto criticato.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

L’opposizione delle sinistre fu rilevante riguardo alla creazione delle regioni a statuto ordinario. Comunisti e socialisti infatti avrebbero voluto attribuire un maggiore peso alla tradizione comunale italiana.

Conduttore 1. Michele Marchi

L´attacco più duro al progetto venne da Togliatti, che aveva individuato il difetto fondamentale proprio nella presenza di elementi di federalismo che avrebbero appesantito l´apparato amministrativo.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Il leader comunista aveva poi accusato il progetto di antimeridionalismo: secondo Togliatti, infatti, esso avrebbe favorito l’emergere di egoismi regionali.

Conduttore 1. Michele Marchi

Una volta previste in Costituzione, le regioni a statuto ordinario tardarono ad essere istituite, per i timori della classe di governo.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Il forte radicamento locale delle sinistre in alcune aree del Paese però, spaventava la classe dirigente democristiana. Esso infatti lasciava prevedere la creazione di “contropoteri” locali totalmente nelle mani del Partito comunista italiano.

Conduttore 1. Michele Marchi

Soltanto nel 1970 furono disciplinati i Consigli regionali e nel giugno dello stesso anno si votò per le prime elezioni nelle regioni a statuto ordinario.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Soltanto cinque anni dopo il Parlamento votò il primo trasferimento di funzioni alle regioni.

Conduttore 1. Michele Marchi

A questo punto si dovrebbe aprire il delicato discorso del trasferimento dei poteri dal centro alla periferia, con particolare attenzione alle norme di esclusiva competenza centrale e alle altre di competenza delle regionale.

Conduttore 2. Riccardo Brizzi

Affrontando questo tema è quasi impossibile non parlare di “federalismo fiscale”. Secondo alcuni una tassa pagata all’ente più vicino al cittadino sarebbe accettata più volentieri

Conduttore 1. Michele Marchi

I critici di questa visione controbattono che il rischio di un eccessivo decentramento fiscale è quello di moltiplicare il numero delle aliquote e di conseguenza il complessivo carico fiscale.