Articoli da 114 a 133 (aut. locali comuni) - prima parte: presentazione storica
Dall’articolo 114 (attuale formulazione)
(...) I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione. (...)
Dall’articolo 118 (attuale formulazione)
Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. (...)
Dall’articolo 119 (attuale formulazione)
(...) I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione (...)
Dispongono di compartecipazione al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio (...).
Conduttore 1. Michele Marchi
La Costituzione configura un articolato sistema di autonomie locali. Ma se per le regioni si poteva parlare di istituti per certi aspetti artificiali, non altrettanto si poteva dire per comuni e province.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
In particolare la tradizione comunale affondava le sue radici nella storia medievale del nostro Paese. Un passato che si evoca ancora oggi per spiegare le difficoltà italiane nel costruire una coerente identità nazionale.
Conduttore 1. Michele Marchi
Ma è scorretto utilizzare lo slogan dell’Italia dei “mille campanili” e dimenticarsi delle esperienze di grande importanza del socialismo municipale.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
E se il comune è un’unità amministrativa iscritta nel dna italiano, anche l’istituzione provinciale ha una lunga storia alle spalle. Le province sono infatti un’invenzione napoleonica, introdotte nel Centro-Nord Italia ad inizio Ottocento.
Conduttore 1. Michele Marchi
Una precisazione è però d’obbligo. Mentre la logica comunale risponde a criteri di autonomia e di decentramento quella provinciale, almeno nel dettato napoleonico, risponde a criteri diametralmente opposti.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
Napoleone cioè, con la creazione delle province e la nomina dei prefetti, costruì una struttura capillare di controllo del territorio. La catena di comando, insomma, doveva in questo caso procedere direttamente dall’alto verso il basso.
Conduttore 1. Michele Marchi
L’evoluzione urbanistica e demografica del Paese ha spinto ad una marginalizzazione della logica provinciale per rafforzare quella più autonoma e federale, legata alla centralità dei comuni.
Conduttore 2. Riccardo Brizzi
E’ diventato così sempre più frequente parlare di abolizione dell’ente provinciale e di maggiore valorizzazione delle cosiddette città metropolitane, riconosciute nella Costituzione con la riforma del 2001.
Conduttore 1. Michele Marchi
Appare impossibile sul tema delle autonomie locali senza affrontare il concetto di sussidiarietà. Con questo termine ci si riferisce al principio secondo il quale l’intervento normativo compete all’ente più vicino al destinatario della norma stessa.