Seconda tappa per la mostra itinerante “Donne e Lavoro”, inaugurata a Imola lo scorso 30 gennaio. Dall’Unità d’Italia agli anni '60, com'è cambiato il rapporto fra donna e lavoro? Per raccontare la trasformazione dell’identità femminile nel corso del XX secolo, Urban Center - Sala Borsa (Piazza Nettuno, 3 Bologna) dal 18 febbraio ospita “Donne e lavoro: un’identità difficile. 1860|1960 lavoratrici in Emilia-Romagna”
17/02/2010 - La mostra, inaugurata a Imola lo scorso 30 gennaio, è promossa dalla presidenza della Giunta della Regione Emilia-Romagna e dall’Ibc-Soprintendenza beni librari e documentari.
La mostra
A cura di Rossella Ropa e Cinzia Venturoli, l’iniziativa ripercorre per immagini e temi, in 42 pannelli, i tempi e le fasi dell’inclusione ed esclusione femminile nel mondo del lavoro, individuandone cause e ragioni. Raccontando le difficoltà ad accedere a lavori ritenuti “naturalmente maschili” alla fine dell’Ottocento, la possibilità di esercitare tutte le professioni a partire dalla fine della prima guerra mondiale, i passi indietro fatti durante il periodo fascista e arrivare, infine, al raggiungimento della parità duramente conquistata con le lotte degli anni 1950-1960.
La narrazione prende in esame le caratteristiche degli ambiti lavorativi (i salari più bassi, lo status inferiore, la minore qualificazione) e la loro evoluzione; le riviste, le associazioni e le donne che hanno portato avanti le richieste delle lavoratrici; la legislazione dedicata al lavoro femminile; le conseguenze sulle strutture sociali e sulla mentalità dominante.
Alla mostra è dedicato anche l’omonimo volume, sempre di Rossella Ropa e Cinzia Venturoli, pubblicato per la collana Erba (Emilia-Romagna Biblioteche e Archivi) dell’Ibc- Soprintendenza beni librari e documentari (n. 70, Editrice Compositori, Bologna).
Il libro e la mostra sono stati realizzati nell’ambito delle iniziative del Comitato per le celebrazioni del 60º anniversario della Costituzione italiana composto da Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Bologna, Ufficio territoriale di Governo di Bologna, Università di Bologna e Ufficio scolastico regionale.
La Mostra a Bologna sarà aperta fino al 20 marzo 2010. Orari: Lunedì 14.30-20 - Da martedì a venerdì 10-20, sabato 10-19. Chiuso festivi.
L’allestimento
L’allestimento, a cura di Pablo Comunicazione, comprende 42 pannelli preceduti da un’introduzione generale alla mostra. Due le sezioni principali. La prima, “Dall’Unità d’Italia alla prima guerra mondiale”, racconta delle attività allora tradizionali (dalle mezzadre alle braccianti, dalle risaiole alle lavandaie, dalle lavoranti a domicilio alle operaie), dei lavori di cura (di balie, levatrici, infermiere, crocerossine), delle lavoratrici dello Stato (tabacchine, impiegate, maestre). Con approfondimenti sulle lotte delle donne in campagna e in città.
Dopo un focus sul lavoro femminile durante il primo conflitto mondiale, si apre la seconda sezione “Dal regime fascista agli anni Sessanta” suddivisa in due parti: “Il fascismo e la seconda guerra mondiale” (La missione della donna nella propaganda fascista; Le donne organizzate: fasci femminili e sezioni operaie e lavoranti a domicilio; Massaie rurali e donne in Africa; Nelle fabbriche; Lavorare in campagna; I littoriali femminili del lavoro; Donne in guerra) e “Dal dopoguerra agli anni Sessanta” (Votare ed essere votate. Donne sulla scena pubblica; Il diritto al lavoro; La legislazione; Richieste e rivendicazioni per il lavoro in campagna e in fabbrica; Le operaie; Il lavoro a domicilio: mutamenti e persistenze; La campagna; Mestieri e professioni).