ER - il portale della Regione Emilia-Romagna
Regione Emilia-Romagna
 
Logo di Autonomie Contattaci
  
Portale delle Autonomie locali
 Home > Il Glossario dell'innovazione

Il Glossario dell'innovazione

a | b | c | d | e | f | g | h | i | k | l | m | n | o | p | r | s | t | u | v | w |

Accessibilità//
"La potenza del Web è nella sua universalità. L´accesso al Web da parte di tutti, indipendentemente dalle limitazioni dovute alle diverse abilità, ne è un aspetto fondamentale". L´accessibilità  fu descritta come la caratteristica principale di Internet, poco dopo la sua nascita, dal suo "inventore", l´ingegnere del Centro Europeo per la Ricerca Nucleare Tim Berners-Lee . Per approfondire il tema, la Linee guida sull'accessibilità della Regione Emilia-Romagna
Action Planning//
L’Action Planning è uno strumento della progettazione partecipata di origine anglosassone, utilizzato per individuare i problemi e le necessità di un particolare territorio attraverso il coinvolgimento della comunità locale. Questa metodologia rappresenta una valida alternativa alla discussione di tipo assembleare in quanto favorisce il coinvolgimento di tutti i partecipanti e consente ad ognuno di esprimere le proprie idee in maniera anonima e libera. Questa metodologia si articola in diverse fasi: inizialmente vengono rivolte a tutti i partecipanti delle domande di carattere generale in merito all’ambito territoriale in esame e si procede all’elenco degli aspetti positivi e negativi di tale contesto, in modo da ricostruire un quadro aggiornato della situazione; successivamente si invitano gli abitanti ad esprimere delle previsioni relative ai cambiamenti programmati nel prossimo futuro. La fase conclusiva rappresenta l’obiettivo principale di questa metodologia, in quanto mira alla definizione di alcuni principi guida volti ad assicurare una conclusione propositiva e costruttiva del processo e ad allontanare eventuali esiti inconcludenti.
Advergame//
Il termine advergame è dato dall'unione delle parole advertising e game, ovvero "pubblicità" e "gioco". Si tratta di giochi interattivi per comunicare messaggi pubblicitari e generare traffico verso i siti di tipo consumer. L'azione dell'advergame consiste nel coinvolgere l'utente con un gioco semplice e accattivante, in modo da catturare la sua attenzione in modo non intrusivo e fidelizzante, per imprimere nella sua mente il marchio che vuole promuovere. Chi utilizza gli advergame lo fa per spingere la propria marca, quindi la comunicazione pubblicitaria costituisce il cuore del gioco on line. Possiamo avere vari tipi di advergame. Advergame di tipo associativo, si basa su una ssociazione di idee, per cui il gioco è associato ad un certo prodotto, es. una partita di calcio elettronico i cui tabelloni a lato indicano sempre la stessa marca di scarpe. Advergame illustrativi, dove l'oggetto da reclamizzare diviene l'oggetto del gioco, il prodotto diviene quindi un tassello fondamentale dell'azione. Advergame dimostrativi, sono tra i giochi più difficili da realizzare, poiché si tende a dimostrare, attraverso il gioco, la validità del prodotto. Per esempio un gioco automobilistico in cui la vettura ha esattamente le caratteristiche di listino dichiarate dalla casa produttrice. In alcuni casi, equivalgono a una "prova virtuale" del prodotto. La differenza tra l'advergame dimostrativo e la prova virtuale sta nel fatto che il primo introduce un approccio competitivo (il superamento del livello piuttosto che la competizione vera), la seconda invece è fine a se stessa.
Agenda 21 locale//
Agenda 21 č il nome del documento approvato durante la Conferenza "Ambiente e Sviluppo" di Rio de Janeiro del 1992. Agenda 21 locale č un processo strategico per incoraggiare e controllare lo sviluppo sostenibile. L´allestimento, la gestione e l´attuazione di questo processo necessitano di tutte le capacitā e gli strumenti di cui possono disporre un´autoritā locale e la sua collettivitā (dal glossario Agenda 21 del comune di Piacenza ).
AIR//
Sviluppatasi originariamente in ambito anglossassone, l’AIR (Analisi di Impatto della Regolamentazione) è uno strumento di analisi complesso che consiste nella valutazione preventiva degli effetti che un intervento regolatore può avere sull’attività dei cittadini e delle imprese nonché sull’organizzazione e sul funzionamento delle amministrazioni pubbliche; fine ultimo di tale analisi è l’individuazione della soluzione normativa, c.d. “opzione regolativa”, più efficace e rispondente alle esigenze della collettività.
Riferimenti normativi: L. 50/1999 e  L. 246/2005
(definzione tratta dal glossario del sito web  Consiglio Regionale del Lazio)
Alternative Dispute Resolution//
Le procedure di ADR, cioè di risoluzione alternativa delle controversie, sono tecniche di regolamentazione e di razionalizzazione delle tensioni, la cui efficacia si basa sulla volontà delle parti di farvi ricorso e di accettarne le conclusioni.
La conciliazione, in particolare, è uno strumento attraverso il quale le parti cercano, con l’aiuto di un terzo (conciliatore) imparziale e competente, la risoluzione autonoma e concordata della controversia. Il procedimento conciliativo è informale, caratterizzato dalla riservatezza e consente comunque, vista la natura contrattuale dell’accordo finale, il ricorso successivo all’autorità giudiziaria.
I metodi ADR sono stati oggetto di un Libro Verde della Commissione Europea, e sono sostenuti in quanto possibile risposta ai problemi della giustizia ordinaria propri di molti Paesi, poichè consentono un miglior accesso alla giustizia in termini di celerità ed economicità.
In Italia le principali istituzioni che si occupano di conciliazione sono le Camere di Commercio e il CORECOM (Comitato Regionale per le Comunicazioni). La conciliazione viene attuata anche presso le associazioni a difesa dei consumatori e presso altre associazioni private.

Per saperne di più sul servizio di conciliazione delle CCIAA: www.conciliazione.camcom.it/
Sull'ADR in Europa si può consultare il sito della Direzione generale Giustizia, Libertà e Sicurezza della Commissione Europea.

Amministrazione Paperless//
E´ l´azione di informatizzazione avviata dalla pubblica amministrazione come premessa per il conseguimento di reali traguardi di efficienza operativa e di semplificazione dell´azione amministrativa. Essa prevede la gestione integrale dei flussi documentali su base informatica e telematica con il risultato di una maggiore trasparenza e velocità di trasmissione delle informazioni fra gli utenti e fra i diversi settori delle amministrazioni. Oltre a digitalizzare i flussi documentali, l´amministrazione paperless prevede una incisiva riorganizzazione della struttura organizzativa e dei processi di modo da creare nella pubblica amministrazione le condizioni di lavoro necessarie allo sviluppo ed erogazione di servizi innovativi per via telematica.
Ansoff Strategy//
La Ansoff Matrix (conosciuta anche come Growth Vector Matrix) deve il suo nome al Professor H. Igor Ansoff, uno dei padri della Management Science e del concetto di strategia Aziendale e Strategic Planning. La matrice di Ansoff è una delle più note mappe strategiche ed è particolarmente utile per mostrare graficamente le relazioni fra due variabili chiave del marketing: i prodotti e i mercati. La posizione dei prodotti sulla matrice permette di definire gli obiettivi aziendali e come questi possono essere raggiunti: se vi è un gap fra gli obiettivi e la previsione aziendali e la matrice aiuta a programmare il contributo offerto dagli incroci dei prodotti già in portafoglio, dei prodotti nuovi, dei mercati attuali e quelli da conquistare.
Armonizzazione Legislativa//
Approvazione, attraverso direttive, dei requisiti essenziali di sicurezza (o di altre esigenze di carattere collettivo), ai quali devono sottostare i prodotti immessi sul mercato comune che, in tal caso, possono circolare liberamente nella comunitā. La direttiva europea di armonizzazione č quindi lo strumento legislativo sovranazionale il cui scopo č fornire la base legale e gli strumenti tecnici ed applicativi per conseguire il riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri in un particolare settore.
Banda Larga//
Termine che identifica un vasto insieme di tecnologie aventi la comune caratteristica di consentire il collegamento a Internet e alle Reti locali ad una velocità di trasmissione dei dati largamente superiore a quelle supportate dai modem tradizionali. Comunemente per larga banda si intende una connessione nell´ordine dei megabit (1 Mbit = 1000 Kbit). La connessione a larga banda si differenzia dalle altre connessioni "fast internet" (isdn, adsl, satellite) per il suo carattere bidirezionale; ciò significa che la velocità è alta sia in trasmissione che in ricezione. Le reti a banda larga sono una delle espressioni più avanzate della tecnologia dell´informazione. Grazie alla fibra ottica queste reti sono in grado di trasportare enormi quantità di informazioni, con grande affidabilità, a velocità molto superiori rispetto ai cavi in rame tradizionali. Tecnicamente la fibra ottica si differenzia dagli altri mezzi di trasmissione poiché consente di trasferire le informazioni digitali attraverso la propagazione di impulsi luminosi. Questa qualità conferisce alla fibra ottica immunità alle interferenze elettromagnetiche e migliori prestazioni in termini affidabilità (dal sito web dell´Assessorato all´informatica della Regione Marche ). 
Per approfondimenti sulla Banda Larga: Task Force sulla Larga Banda del Ministro per l´Innovazione e le Tecnologie.
Barcamp//
Con il termine Barcamp si indica una rete internazionale di "non-conferenze" aperte, i cui contenuti sono proposti dai partecipanti stessi. Il primo Barcamp si tenne a Palo Alto nel 2005. Si tratta di incontri che, per loro natura, evitano uno o più aspetti delle conferenze tradizionali (come la presentazione non interattiva di slide), che possono essere fruiti dai partecipanti anche online, e pongono invece l'accento sull'aspetto partecipativo e umano offerto dall'incontro fisico tra persone interessate a uno stesso tema. Nel BarCamp chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorirne il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione. L'evento in genere comincia con un'introduzione degli organizzatori sulle finalità dell'evento, sul codice comportamentale da tenere durante la giornata e sui parametri. Questi ultimi riguardano l'inizio e la fine dell'evento, la durata delle sessioni, le pause per rifocillarsi, le regole per accedere alla rete WiFi. Alcuni elementi fondanti del concept sono quindi la disintermediazione, l’interattività , lo scambio di ruoli,l’improvvisazione, la condivisione. Il Barcamp si contrappone dunque alla comunicazione gerarchica dove vi è sempre una platea e un oratore: in questa non-conferenza tutti partecipano e comunicano le loro idee. (Per maggiori approfondimenti si veda http://www.barcamp.org/ )
Benchmarking//
Pratica che consiste nel confrontare l´attività del proprio ente con quella degli enti migliori al fine di individuare i fattori critici di successo e gli elementi guida che definiscono obiettivi, strategie e processi per raggiungere l´eccellenza. Il confronto avviene su risultati e processi lavorativi e vi sono diverse tipologie di benchmarking:
- associato: condotto dalle organizzazioni che hanno stretto un´alleanza di benchmarking
- competitivo: misurazione della performance di un ente e confronto con quella dei concorrenti
- interno: confronto delle attività eseguite all´interno dell´organizzazione con la performance di attività analoghe di altri enti
- strategico: applicazione del benchmarking alla strategia e alle politiche dell´ente per valutare alternative che migliorino la performance mediante la comprensione e l´adattamento delle strategie usate con successo da altre organizzazioni.
Definizione tratta dal Glossario della Relazione annuale 2000  dell´Azienda Sanitaria Regionale dell´Emilia- Romagna.
Best Practice//
Il termine “Best Practice”, dall’inglese “migliore pratica”, è un concetto sviluppato da Frederick Taylor all’inizio del Novecento che indica la soluzione migliore per svolgere determinate attività.
La ricerca di Best Practice è stata inizialmente attuata dalle aziende di grandi dimensioni, soprattutto dei Paesi anglosassoni, anche se nell’ultimo decennio la diffusione dell’approccio sta investendo anche gli altri Stati dell’Unione e le Pubbliche Amministrazioni.
Nell’ambito della Pubblica Amministrazione, il termine "pratica" indica un’azione ripetuta nel tempo, ossia un processo destinato a diventare abituale e il cui scopo principale consiste nell’offerta di servizi intesi a soddisfare, in un determinato territorio, uno o più bisogni della collettività. Una pratica può quindi fregiarsi del titolo di buona se risponde ad alcuni criteri di qualità, efficienza e funzionalità, e se i servizi che ne sono oggetto sono generalmente riconosciuti e considerati soddisfacenti dai destinatari.
Le Best Practice si ricercano per conoscere come sia possibile migliorare le proprie pratiche interne, la loro ricerca porta dunque all’individuazione di eventuali gap e alla conoscenza di nuove modalità organizzative (per approfondimenti “Le Buone Pratiche nel settore della Politica Regionale e gli ostacoli nell’utilizzo dei Fondi strutturali” tratto dal sito dell’Europarlamento).
Bilancio Ambientale//
Il Bilancio Ambientale è uno strumento di comunicazione volontario a disposizione di tutte quelle imprese e amministrazioni pubbliche che vogliono sviluppare una conoscenza più approfondita delle tematiche ambientali collegate al loro sistema produttivo.
Questo documento informativo relativo al rapporto tra l’impresa/pubblica amministrazione e l’ambiente e volto a valutare le prestazioni ambientali delle attività di produzione e di servizio, è periodicamente aggiornabile e permette di orientare le scelte gestionali e di controllo di un’azienda/pubblica amministrazione verso la diminuzione dei costi ambientali, soprattutto nel settore del consumo energetico, della gestione dei rifiuti e degli imballaggi, degli usi idrici e della depurazione delle acque.
La redazione del Bilancio Ambientale soddisfa un’esigenza fondamentale della gestione sostenibile: la completa e corretta rappresentazione del rapporto impresa/pubblica amministrazione-ambiente non può assolutamente limitarsi alla mera considerazione dei dati rilevati negli usuali conti economico-finanziari. L’impresa o la pubblica amministrazione che misura il proprio impatto sull’ambiente al fine di ridurlo, potrà controllarne i costi, ma potrà contemporaneamente beneficiare di nuove prospettive competitive legate al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia sia ambientale che economica.
(definizione tratta dal Centro Regionale per l´Informazione, la Documetazione e l´Educazione ambientale della Regione Umbria)
Bilancio di genere//
Il gender budget o bilancio di genere è uno strumento che consente di allocare la spesa pubblica secondo criteri di promozione delle pari opportunità donna-uomo e di integrare la prospettiva di genere nelle politiche e nella programmazione di bilancio. Può essere definito come una lettura in chiave di genere del bilancio di un Ente Pubblico al fine di perseguire equità, efficienza e trasparenza.
Il bilancio di genere considera l’impatto sulle cittadine e sui cittadini delle politiche e delle azioni del Comune/Provincia, partendo dal presupposto che esse non siano neutre.
L’analisi del bilancio in una ottica di genere è una strategia applicata sulla base della Piattaforma di azione stabilita dalla IV Conferenza Mondiale sulle Donne di Pechino (1995), per favorire il superamento delle disparità tra i sessi in relazione a distribuzione e gestione delle risorse economiche, poteri, salute, istruzione e formazione.
Bilancio Energetico//
Il Bilancio Energetico territoriale è un’efficace strumento operativo di supporto alla pianificazione territoriale e all’uso razionale dell’energia, alla protezione dell’ambiente e della salute, alla diversificazione delle fonti e allo sviluppo delle risorse naturali. Esso rappresenta uno strumento avanzato per progettare e condividere le politiche ambientali relative a tre elementi: la domanda energetica, con un’analisi dei consumi finali principali ed una stima della domanda futura; l’offerta energetica; le esternalità ambientali collegate all’uso e alla produzione d’energia, per le quali viene calcolato un vero e proprio bilancio delle emissioni.
Questo strumento consente agli Enti Locali una pianificazione energetica territoriale, incentivando l’efficienza energetica, la riduzione degli sprechi e l’utilizzo delle energie rinnovabili.
(Definizione tratta dal Centro Regionale per l´Informazione, la Documetazione e l´Educazione ambientale della Regione Umbria)
Bilancio Partecipativo//
Nell´ambito delle esperienze di democratizzazione della gestione urbana, il bilancio partecipativo è una delle esperienze più interessanti. Nato quattordici anni fa a Porto Alegre, città del sud del Brasile oggi famosa per il Forum Social Mundial, il bilancio partecipativo consiste in sostanza nell’apertura della macchina amministrativa alla partecipazione diretta ed effettiva dei residenti, che possono contribuire alla definizione delle scelte concernenti i loro territori di vita. Il bilancio partecipativo si concretizza in una serie di assemblee e incontri dove i conflitti diventano evidenti, aperti, trasparenti e produttivi nel processo di costruzione della città e della società. L´Amministrazione Pubblica si impegna a dare concretezza e visibilità di risultati alle proposte e alle indicazioni dei cittadini.
Bilancio sociale//
Strumento per illustrare le ricadute sociali degli impegni di spesa e la coerenza con gli obiettivi delle principali azioni dell´Ente. Nasce in ambito aziendale per sottolineare il valore etico dell´impresa; è lo strumento principe per comunicare all´esterno i risultati dell´attività dell´Ente, per aumentare la conoscenza ed il consenso dei cittadini e degli stakeholders, ma anche un potente mezzo di comunicazione all´interno dell´Ente per il coinvolgimento dei dipendenti sugli obiettivi e migliorare sia gli aspetti relazionali che motivazionali (dal glossario socio-sanitario di Socialinfo.it -orientarsi nel mondo del sociale).
biodiversità//
Il termine "biodiversità" traduce inadeguatamente l'inglese "biodiversity", meglio traducibile come "biovarietà". Tale definizione è recentemente entrata nell'uso comune, non più esclusivo degli ambiti culturale e scientifico. Questo è dovuto alla diffusione di una cultura della conservazione ambientale, così come all'importanza del concetto stesso di "biodiversità". Esso sta a indicare il fatto che la vita sulla terra, compresa quella della specie umana, è possibile grazie a un elevato livello di funzionalità degli ecosistemi. Biodiversità è la varietà delle forme di vita vegetali e animali presenti negli ecosistemi del pianeta. La visione moderna del rapporto fra uomo e ambiente riconosce quindi la diversità biologica come elemento chiave del funzionamento dell'ecosistema Terra. Inoltre, da specificare che la diversità biologica è considerata non solo la varietà delle specie e sottospecie esistenti ma anche la diversità genetica e la diversità degli ecosistemi.
La Convenzione sulla Diversità Biologica, adottata a Nairobi nel 1992 nell'ambito dei trattati sviluppati dalle Nazioni Unite, è stata ratificata a oggi da 188 paesi. La Convenzione è stata aperta alla firma dei paesi durante il Summit Mondiale dei Capi di Stato tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992 insieme alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ed alla Convenzione contro la Desertificazione, per questo denominate "le tre Convenzioni di Rio" (per approfondimenti, il sito web della Convenzione sulla Diversità Biologica ).
Bioedilizia//
L´attività edilizia, per il suo enorme peso produttivo, è inevitabilmente uno dei settori industriali a più alto impatto ambientale. Con il termine Bioedilizia si intende quindi una architettura e un modo di costruire che sappia rapportarsi in maniera equilibrata con l´ambiente, che sia pensata per le necessità dell´uomo e che sia capace di soddisfare i bisogni delle attuali generazioni senza limitare, con il consumo indiscriminato di risorse e l´inquinamento, quello delle generazioni future. Per ottenere questo risultato, diventano cruciali le scelte relative ai metodi e ai materiali utilizzati per produrre nuovi luoghi di abitazione o per mantenere e rinnovare quelli esistenti, da cui  possono derivare direttamente forti opportunità di abbattimento dei consumi di energia e, di riflesso, delle emissioni inquinanti insieme a rilevanti possibilità di abbattimento dei rischi per la salute degli operatori e degli utenti.
Le pubbliche amministrazioni sono quindi chiamate a sostenere e a promuovere le scelte edilizie eco-compatibili.
(definizione tratta dal sito web Bioedil.com, l´Ecomagazin on-line sulla Bioedilizia)
Bioinformatica//
L’era genomica ha assistito a una crescita esponenziale delle informazioni biologiche rese disponibili dai progressi nel campo della biologia molecolare. In particolare, il sequenziamento del genoma umano e di altri organismi ha dato un forte impulso alla bioinformatica. La bioinformatica è una nuova disciplina che si occupa dello sviluppo e dell’integrazione delle applicazioni della scienza dell’informazione al servizio della ricerca scientifica in campo biotecnologico. Per fare ciò, utilizza strumenti informatici per analizzare i dati biologici che descrivono sequenze di geni, composizione e struttura delle proteine. Essa si pone l’ambizioso tentativo di descrivere dal punto di vista numerico e statistico i fenomeni biologici, includendo anche l'integrazione e l'esplorazione delle sempre più estese banche dati di interesse biologico. Le piattaforme bioinformatiche sono in genere costituite da un sistema di database interni, banche dati e collegamenti all'esterno (pubblici o privati), una serie di software che definiscono gli obiettivi biologici di interesse per il ricercatore e algoritmi per esplorare e correlare le informazioni. L'approccio bioinformatico consiste nello sviluppo di modelli matematici e algoritmi che consentano di estrarre dai dati empirici le informazioni rilevanti e trarre predizioni significative da sottoporre al controllo sperimentale. In tal senso, gli algoritmi sviluppati per la ricerca nell'ambito della bioinformatica presto diventeranno parte integrante dei sistemi clinici di raccolta ed elaborazione delle informazioni. (Fonte: http://www.radio.rai.it/radio3/scienze/parole.htm#bioinformatica)
Blended Learning//
Letteralmente "Blended Learning" significa "modalità mista" di formazione a distanza, una modalità di erogazione di percorsi formativi che integra e-learning e formazione d'aula. Il blended learning è dunque una strategia di progettazione didattica che coniuga aspetti e metodi dell'apprendimento tradizionale (comunicazione interpersonale diretta, che necessita della compresenza fisica e simultanea di attori coinvolti) con aspetti e metodi dell'apprendimento on line. Questo tipo di soluzione ben si adatta ai contesti della formazione continua (longlifelearning) e della didattica universitaria che presentano elevati livelli di complessità e che quindi richiedono soluzioni sempre più flessibili ed aperte, tramite l'utilizzo di un'ampia gamma di strumenti tecnologici e metodi didattici diversificati. La caratteristica del blended learning sta nell'alternanza/integrazione di diversi approcci pedagogici (cognitivismo, costruttivismo...), di tecnologie che sfruttano il Web come punto di accesso privilegiato (LMCS, streaming video...) e diverse tipologie di materiali accessibili (CDROM, immagini, documenti in formato elettronico, documenti cartacei, test autovalutativi...).

 

Blog//
È la contrazione di web log ovvero "traccia su rete" e indica un sito web autogestito dove vengono pubblicate in tempo reale notizie, informazioni, opinioni o storie di ogni genere, visualizzate in ordine cronologico inverso. Il blog è uno strumento di libera espressione, una via di mezzo tra la homepage personale e il forum di discussione, che tiene traccia (log) degli interventi dei partecipanti. Un blog può essere personale, un diario online costantemente aggiornato che tutti possono leggere, oppure può essere uno spazio sul web attorno al quale si aggregano navigatori che condividono interessi comuni. Il fenomeno dei blog ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; nel 2001 si è diffuso anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog. Per una disamina approfondita del  fenomeno vai alla voce Blog dell'enciclopedia libera Wikipedia.
Bluetooth//
Il Bluetooth è una specifica* industriale per reti personali senza fili. Fornisce un metodo standard, economico e sicuro per scambiare informazioni  tra dispositivi diversi attraverso una frequenza radio sicura a corto raggio. Bluetooth cerca i dispositivi entro un raggio di qualche decina di metri e li mette in comunicazione tra di loro. Questi dispositivi possono essere ad esempio palmari, telefoni cellulari, personal computer, portatili, stampanti, fotocamere digitali, console per videogiochi.

*La specifica o standard è, in ambito informatico, ma anche nelle telecomunicazioni, nei sistemi di misura, nell'ingegneria in genere, una base di riferimento, un paradigma codificato per la produzione di tecnologie fra loro compatibili e interoperabili, che siano componenti hardware, software o infrastrutture di rete.

Buffer Overflow//
Il Buffer, termine inglese che nel linguaggio informatico significa "memoria tampone", è un blocco di memoria che viene usato come memoria temporanea per l’input e l’output dei dati, o per velocizzare l’esecuzione di alcune operazioni. L’overflow di un buffer consiste nel riempirlo oltre la sua massima capacità: si verifica quando un'area di memoria non ha dimensioni sufficienti per ospitare la quantità di dati immessa. Ad esempio, mi aspetto il cognome di una persona che deve avere una lunghezza massima di 15 byte; se però mi arriva un cognome con una lunghezza di 16 byte, il programma termina con un'istruzione di sovrascrittura. Quando quindi, per errore o per malizia, vengono inviati più dati di quelli richiesti dal programma, accade che i dati in più vadano a sovrascrivere variabili interne al programma stesso, causando risultati imprevedibili che possono anche provocare il blocco del programma. Se effettuato intenzionalmente, il buffer overflow può essere caratterizzato dall’immissione di un codice malevolo, che se eseguito darebbe il controllo del sistema nelle mani dell’attaccante.
Di conseguenza, accanto all'affermazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), nell'ultimo decennio la Pubblica Amministrazione ha dovuto prendere atto della "insicurezza" di tali sistemi. Sempre più Pubbliche Amministrazioni nel piano di formazione dei propri dipendenti prevedono quindi dei corsi volti a formare e sensibilizzare i propri dipendenti sul tema della sicurezza ICT, delle minacce, della vulnerabilità e dei rischi che possono gravare sul patrimonio informativo della PA.
Per approfondimenti vedi Buffer Overflow: attacco e difesa, di Simone Caligola, Università di Catania.

 

Burnout//
Il burnout o sindrome da burnout è un processo stressogeno legato alle professioni d'aiuto (helping profession). Queste sono le professioni che si occupano di aiutare il prossimo nella sfera sociale, psicologica, etc. Letteralmente burnout significa proprio "bruciare fuori". Dunque è qualcosa d’interiore che esplode all’esterno e si manifesta.Burnout è il “non farcela più”, l’insoddisfazione e l’irritazione quotidiana di molti lavoratori, in particolare di quelli che operano all’interno delle cosiddette professioni di aiuto, ossia di attività nelle quali il rapporto con l’utente/cliente ha un’importanza fondamentale in termini di significato e di lavoro in sé. Tutte le professioni socio-assistenziali implicano un intenso coinvolgimento emotivo: l’interazione tra operatore ed utente è centrata sui problemi contingenti di quest’ultimo (psicologici, sociali o fisici) ed è, perciò, spesso gravata da sensazioni d’ansia, imbarazzo, paura o disperazione. Poiché non sempre la soluzione dei problemi dell’utente è semplice o facilmente ottenibile, la situazione diventa ancora più ambigua e frustrante e lo stress cronico può logorare emotivamente l’operatore e condurlo al burnout. Questo viene normalmente definito come una sindrome di esaurimento emotivo, di depersonalizzazione e di ridotta realizzazione personale, che può insorgere in coloro che svolgono una qualche attività lavorativa “di aiuto”: dunque uno stato di malessere, di disagio, che consegue ad una situazione lavorativa percepita come stressante e che conduce gli operatori a diventare apatici, cinici con i propri “clienti”, indifferenti e distaccati dall’ambiente di lavoro. In casi estremi tale sindrome può comportare gravi danni psicopatologici (insonnia, problemi coniugali o familiari ecc.)
Business Coaching//
Con il termine di Business coaching si definisce quel tipo di coaching rivolto a quelle persone che possono influenzare le performance economiche e commerciali di un’azienda. Questa tipologia di coaching spesso è applicata alle piccole aziende, agli artigiani, ai commercianti, etc. E’ soprattutto un coaching di tipo strategico. Il business coaching in genere è rivolto al proprietario, ai singoli soci e al direttore di piccole imprese. Gli obiettivi, in generale, comprendono la fase di start up, l’evoluzione e il cambiamento dell’azienda, la pianificazione e la gestione aziendale, l’incremento dei profitti, l’acquisizione di nuovi clienti ed altro ancora. Il coach diventa partner del cliente promuovendo la leadership strategica, incoraggiando un approccio sistemico al raggiungimento dei risultati e supportando l’armonizzazione dei ruoli e delle aspettative all’interno dell’organizzazione. Il processo di coaching prevede tre momenti importanti, di peso diverso secondo il tipo di applicazione e secondo i temi specifici da affrontare: definire l’obiettivo, scoprendo le possibili alternative al di là della conoscenza e delle abitudini attuali; stabilire un piano d’azione, eventualmente aiutando a rimuovere potenziali barriere; indurre il cambiamento e misurare i risultati.
Business Game//
I business game sono dei giochi di ruolo che simulano realtà aziendali. I giocatori si confrontano con problematiche manageriali e si trovano a prendere delle decisioni di vario genere, principalmente legate a marketing, logistica, produzione ecc. In questo tipo di giochi di ruolo non è quasi mai richiesta una reale immedesimazione nel personaggio che si interpreta (di solito un membro del consiglio d'amministrazione di una società): l'attività dell'utente è quella di considerare i dati forniti dal sistema e di calcolare le scelte più opportune, facendo talvolta delle congetture sull'andamento del mercato. Rilevante caratteristica dei BG è quella di avere quasi sempre una dichiarata finalità formativa, nel segno del learning by doing, criterio di apprendimento molto apprezzato negli Stati Uniti e in graduale fase di affermazione in Italia. Gli obiettivi formativi di un business game sono l’apprendimento di tecniche di gestione d’impresa; un miglior orientamento all’approccio strategico e la comprensione delle problematiche delle diverse funzioni aziendali con una visione sistemica. Con i giochi di ruolo i partecipanti prendono confidenza con situazioni di rischio-incertezza, affinando le loro capacità decisionali in termini di tempestività ed efficacia delle scelte adottate, e sviluppando le soft skill come leadership, teamworking, etc. (per un approfondimento vedi "I Business Game") 

 

Business Plan//
Il Business Plan è uno strumento di gestione fondamentale, che si può utilizzare per diverse finalità: per fornire una guida strategica, per valutare i punti di forza e di debolezza ed individuare le strategie alternative praticabili; per reperire i finanziamenti sotto forma di credito o di capitale di rischio, per promuovere i rapporti con possibili partner in joint venture. Il Business Plan rappresenta quindi un processo ed un documento di gestione fondamentale per tutte le imprese. Non esiste un modello standard, è comunque possibile illustrare quali aspetti debbano essere considerati nel prepararlo. Nel corso della sua esistenza, un'azienda attraversa normalmente varie fasi: l'avvio, lo sviluppo e la maturità. Il passaggio ad una nuova fase rappresenta sempre un momento cruciale nella vita di un'azienda e questo passaggio impone sempre la necessità di aggiornare il Business Plan, facendone un documento dinamico. Un Business Plan completo dovrebbe comprendere i seguenti argomenti: Executive Summary, la società, i prodotti, l'analisi del settore, l'analisi di mercato, la strategia di marketing, la struttura del management, il piano di realizzazione, i capitali necessari, le informazioni finanziarie. L'executive summary è fondamentale in quanto è il primo elemento esaminato dagli investitori che spesso, anche in base al suo contenuto, decidono se completare o meno la lettura del documento. Il piano deve indicare con chiarezza i prodotti da sviluppare ed i mercati cui l'azienda si rivolge, e gli obiettivi devono essere conguenti con le risorse a disposizione. Un piano ben scritto deve essere sintetico, di una lunghezza compresa tra le 30 e le 50 righe.
Business Process Management//
Il Business Process Management, ovvero la gestione del processo lavorativo, consiste nel creare dei modelli informatici per processi lavorativi dell’azienda, sia nel loro aspetto applicativo, sia umano. L’obiettivo di questo meccanismo è  di sfociare in una visione globale migliore dell’insieme dei processi lavorativi dell’azienda e delle loro interazioni per essere in grado di ottimizzarle e, per quanto possibile, automatizzarle al massimo attraverso delle applicazioni lavorative. Il ciclo di vita di un meccanismo BPM può globalmente essere scomposto nel seguente modo: studio dell’azienda che analizzi i suoi obiettivi e la sua organizzazione per essere in grado di scomporre l’insieme della sua attività in processi lavorativi; creazione di modelli per i processi lavorativi, cioè rappresentare informaticamente un modello il più vicino possibile alla realtà; implementazione della soluzione, attuazione di una soluzione di BPM, collegata al sistema d’informazione dell’azienda; esecuzione, si tratta della fase operativa dove la soluzione di BPM è messa in pratica; assistenza, che consiste nell’analizzare lo stato dei processi attraverso delle tabelle di bordo con delle performance dei processi; ottimizzazione, cioè proporre delle soluzioni che permettono di migliorare le performance dei processi lavorativi. Il BPM mira quindi ad un miglioramento incrementale dei processi.
Business to Consumer (B2C)//
Il termine Business to Consumer identifica tutte quelle iniziative tese a raggiungere il consumatore finale dei beni o dei servizi venduti. Le ragioni che possono indurre un'impresa ad intraprendere un'iniziativa B2C possono essere molteplici; quelle principali riguardano, l'opportunità di completare le proprie opzioni di vendita con il canale on line, la necessità di stabilire un contatto diretto con i propri clienti finali o la scelta di integrare, con quelli on line, i servizi offerti attraverso i canali tradizionali. Ciascuna delle ragioni può avere un impatto diverso sia sul business esistente sia sui rapporti intercorrenti con i partner attuali. Se il nuovo canale può causare conflitti con quello tradizionale, il posizionamento dell'iniziativa di commercio elettronico dovrà essere studiato accuratamente in modo da non danneggiare il normale fatturato. Viceversa, un sito che oltre a effettuare delle vendite dirette, permetta, anche di comprendere meglio le abitudini di acquisto dei clienti, le informazioni che se ne trarranno potranno incrementare le vendite sia on line, sia del canale tradizionale.
Camminata di quartiere//
La camminata di quartiere è un metodo partecipativo che può essere utilizzato quale tecnica di “ascolto attivo”  del territorio. Alla base di questa tecnica c’è l’idea che sia fondamentale riconoscere e valorizzare la competenza degli abitanti riguardo al proprio ambiente di vita, in quanto la percezione che un abitante ha del proprio quartiere o del proprio paesaggio è un tipo di conoscenza che il professionista non può possedere. La camminata di quartiere presuppone e afferma nella pratica un rapporto di reciprocità tra professionisti e abitanti, che esclude relazioni di dominanza dipendenza, e che riconosce una possibilità di apprendimento da entrambe le parti. La camminata di quartiere è caratterizzata dalla deprofessionalizzazione, in quanto non sono solo i professionisti a dare forma al futuro del quartiere; dalla decentralizzazione, poiché il processo decisionale non è concentrato al centro, dalla demistificazione e dalla democratizzazione. La passeggiata è generalmente l’incipit della parte pubblica del processo, proprio perché attraverso momenti di condivisione semplici come il camminare, crea l’occasione per costruire e ampliare la rete di soggetti locali coinvolti nel processo, per avviare un clima collaborativo tra i progettisti, gli abitanti e i diversi attori presenti in quel territorio. Affinché la camminata di quartiere sia efficace, è importante che sia preceduta da interviste con alcuni interlocutori locali, in questo modo si gettano le basi per una maggiore disponibilità di coinvolgimento attivo, basato sulla fiducia e sulla collaborazione.
Carta d´Identità Elettronica (CIE)//
La Carta d´Identità Elettronica (CIE) viene individuata nelle politiche di e-Government come lo strumenti attraverso i quali i cittadini vengono riconosciuti in rete in modo certo al fine di usufruire dei servizi erogati per via telematica dalle amministrazioni pubbliche.
In concreto si tratta di una "smart card" (prodotto elettronico delle dimensioni di una normale carta di credito che contiene una memoria elettronica, ea volte un vero e proprio circuito integrato) ibrida in quanto integra nel supporto in policarbonato una banda ottica e un microprocessore. Più specificamente, i dati del titolare (compresa la foto) sono impressi in modo visibile sia sul supporto fisico sia sulla banda ottica e memorizzati informaticamente sul microchip e ancora sulla banda ottica.
Il motivo della presenza di questa doppia tecnologia è il seguente: da un lato la banda ottica ha una funzione di sicurezza in quanto non permette di modificare i dati in fase di contraffazione dall´altro il microchip viene utilizzato per consente il riconoscimento in rete del titolare e le "negoziazioni transazionali" tra chi richiede il servizio e chi lo eroga; sul microchip è inoltre possibile ospitare dei dati immessi dalle P.A. per accedere ai servizi qualificati da queste implementati, nonché certificati di firma digitale.
(definizione tratta dalla sezione sulla Carta d´Identità Elettronica del sito web del Ministro per l´Innovazione e le Tecnologie)
Carta Geografica Unica//
La Carta Geografica Unica viene introdotta con la legge regionale 24 marzo 2000, n. 20 "Disciplina generale sulla tutela ed uso del territorio". Tale legge ha innovato il processo di pianificazione territoriale e urbanistica, perseguendo lo sviluppo dei contenuti conoscitivi e valutativi dei piani, allo scopo di assicurare una maggiore coerenza degli obiettivi e delle scelte degli stessi con le caratteristiche del territorio. In secondo luogo, la legge ha dato un significativo impulso ai processi di concertazione e cooperazione tra le amministrazioni che concorrono al governo del territorio e tra le stesse e i privati. Al fine di realizzare tale esigenza di coordinamento la legge indica le modalità tecniche e le caratteristiche generali dei dati dei sistemi informativi geografici e degli strumenti cartografici e digitali a supporto della pianificazione territoriale e urbanistica:

- la confrontabilità geografica e digitale degli strumenti di pianificazione e delle relative analisi del quadro conoscitivo;
- la congruenza di inquadramento delle carte topografiche comunali con le mappe catastali;
- la definizione delle caratteristiche generali dei dati del sistema informativo geografico per la pianificazione territoriale, e in particolare: la georeferenziazione, i formati, la documentazione e le regole di interscambio degli stessi;
- la definizione delle caratteristiche generali del PSC e del POC in formato digitale.

Carta Nazionale dei Servizi (CNS)//
E´ una carta plastificata dotata di microprocessore (smart card) con una memoria interna di almeno 32K e una struttura idonea ad ospitare diverse applicazioni. Consente l´identificazione in rete e quindi l´erogazione dei servizi telematici appositamente individuati e sviluppati dalle Pubbliche Amministrazioni (dal glossario del Comune di Castel San Pietro Terme ).
Per le differenze tra Carta d´identità elettronica (CIE) e Carta Nazionale dei Servizi (CNS) vai sul sito  i-dome.com.
Per approfondimenti: dossier C NS - Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Cause Related Marketing//
Le organizzazioni pubbliche sono costituite per servire gli interessi della collettività, ma a causa della riduzione della spesa pubblica, le amministrazioni hanno dovuto ricorrere a nuove forme di raccolta fondi. Tra queste spicca il Cause Related Marketing, che letteralmente significa "marketing legato alla causa". Esso consiste in un’azione di marketing in cui imprese o enti pubblici e organizzazioni non profit formano una partnership al fine di promuovere un’immagine, un prodotto o un servizio, traendone reciprocamente beneficio. Nel Cause Related Marketing l’ente pubblico può rivestire due ruoli: quello dell’ente che sostiene una causa sociale con il contributo dei cittadini, al pari di un’azienda privata, oppure quello dell’ente che viene sostenuto da un’azienda privata, al pari di un ente non profit. Nel primo caso l’ente pubblico può sostenere una causa sociale, o un evento sociale, o un ente non profit; il vantaggio che l’ente ne trae non è in termini economici, ma in termini di immagine, reputazione e innovazione. Nel secondo caso un’impresa privata potrebbe decidere di fornire fondi per un particolare progetto che l’ente vuole realizzare, oppure offrire i propri beni o servizi che potrebbero essere utili all’ente. In questo modo l’ente pubblico acquisisce nuovi fondi e l’impresa privata ne trae un ritorno di immagine, come avviene nel Cause Related Marketing applicato al settore privato. (Per approfondimenti "Strategie di Corporate Giving e Cause Related Marketing" di Laura Michelini)
Centri di Competenza//
Si tratta di strutture operative su un determinato territorio con il ruolo di facilitatrici nell’attuazione dei processi di innovazione attraverso la realizzazione di piani di attività formative, informative e di assistenza tecnica. Svolgono una funzione di supporto agli enti pubblici nel rafforzamento delle competenze necessarie alla definizione e nell'attuazione di progetti, alla diffusione di modelli strumenti condivisi sugli aspetti critici della realizzazione dei processi d’innovazione. Inoltre, uno degli scopi principali, è il rafforzamento della cooperazione e il coordinamento tra diversi livelli di governo della pubblica amministrazione, favorendo scambi e azioni comuni su scala interregionale.
Centro di Educazione Ambientale (CEA)//
Nati alla fine degli anni ´80, i Centri di Educazione Ambientale sono strutture che si occupano di documentazione e ricerca, informazione ai cittadini, comunicazione e mediazione culturale sui temi legati all´ambiente.
Nel corso degli anni hanno assunto in modo sempre più marcato le caratteristiche e le modalità di lavoro di una vera e propria rete, con frequenti momenti di riflessione e lavoro comune. Infatti, i CEA sono spesso consorziati con aree verdi urbane, musei, biblioteche, scuole, aree protette, fondazioni, associazioni e gruppi locali per dare vita a strutture e attività permanenti. cancellato paragrafo 
In Emilia-Romagna esistono oggi 71 centri di educazione ambientale sul territorio, accreditati dalla Regione sulla base di una serie di indicatori di qualità, che progettano e realizzano percorsi educativi, iniziative di formazione, materiali didattici e divulgativi.
(definizione tratta dalla sezione "L´educazione ambientale in poche parole " del sito web "Informazione Formazione Educazione Ambientale ") 
Centro per l'Adattamento dell'Ambiente Domestico//
E´ un´iniziativa della regione Emilia-Romagna per offrire un servizio di informazione e consulenza, rivolto alle persone disabili ed anziane, alle loro famiglie, agli operatori dei servizi sociali e sanitari, ai tecnici progettisti del settore pubblico e privato, ai funzionari comunali preposti alle istruttorie dei contributi relativi alla Legge 13/89 e alla Legge Regionale 29/97.
Il Centro offre un servizio di informazione e consulenza per :
- gli ambienti interni della casa, al fine di individuare le soluzioni più adeguate a favorire l´utilizzo degli spazi e dei servizi della propria abitazione con ausili adeguati o riorganizzando gli spazi
- la persona, per studiare accorgimenti e soluzioni per facilitare le attività di ogni giorno con strumentazioni ed ausili che sostengano l´autonomia e l´indipendenza
- gli ambienti esterni, al fine di facilitare l´accesso all´abitazione rimuovendo o superando gli ostacoli ambientali e le barriere architettoniche
- le normative per richiedere i contributi per l´abbattimento delle barriere architettoniche per l´adeguamento dell´ambiente domestico e per gli ausili personali.
Nel Centro opera un gruppo di professionisti composto da un´assistente sociale, un fisioterapista, tecnici progettisti e personale amministrativo, appositamente formato per svolgere un servizio di consulenza e di informazione per l´adattamento dell´ambiente domestico ai bisogni specifici delle persone, individuando soluzioni per favorire l´autonomia personale.
(dalla  presentazione del Progetto  del sito web del Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico).
Centro Servizi Territoriale//
Una struttura di supporto alla diffusione dell’e-government, che dedica le proprie risorse e competenze in particolar modo ai Comuni di piccole e medie dimensioni. Lo scopo è di conciliare una maggiore efficacia ed efficienza dei servizi erogati con un risparmio della spesa pubblica locale, garantendo livelli qualitativi omogenei nell’intero territorio. Il Centro Servizi Territoriale si adopera per facilitare e accelerare i processi di gestione digitale dei documenti, potenziare le infrastrutture informatiche e telematiche degli enti, migliorare la qualità dei dati pubblici e accrescere la cultura dell’innovazione e della sua conoscenza pratica..
(definizione tratta dalla notizia sulla nascita del Centro Servizi Territoriale in provincia di Ferrara)
Certificazione di Processo//
Le Certificazioni di Processo servono a garantire che il processo produttivo segua determinati standards, parametri e linee guida in corrispondenza dei vari stadi della filiera di produzione. In pratica, costituiscono un valido sistema teso alla creazione di una corretta gestione delle attività produttive. Quindi, un´azienda, ma anche un ente pubblico, grazie alle certificazioni di processo è in grado di garantire la qualità delle attività produttive necessarie alla realizzazione di un prodotto o di un servizio.
Le Ce rtificazioni di Processo sono un metodo molto utilizzato in Europa, in special modo nel campo della sicurezza alimentare e ambientale.
Sono Certificazioni di Processo i certificati GMP, EUREP, HACCP, ISO 9000, ISO 14000, EMAS, EFSIS.
(sul tema vi segnaliamo DocQuality, un motore di ricerca sui riferimenti ai documenti più recenti sulle certificazioni)
Cittā Metropolitana//
Costituisce la prima realizzazione della riforma delle Autonomie locali (legge 142 del 1990).  L'obiettivo della Città Metropolitana è quello di tradurre nel concreto la consapevolezza dell'interdipendenza tra città e la sua più vasta area urbana circostante. Infatti, si colloca proprio nell’ambito del contemperamento dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza relativamente al complessi problemi di governo delle aree cittadine e del loro territorio circostante. In tali aree vaste, le Città metropolitane sostituiscono le Province esistenti e realizzano una struttura di governo differenziata in grado di affrontare in modo adeguato i problemi di integrazione e riequilibrio territoriale, di risorse, di rapporto con i soggetti pubblici e privati, tipici del governo metropolitano.
La Città metropolitana, fino ad ora disciplinata solo a livello di legge ordinaria, diviene una nuova forma di governo territoriale locale riconosciuta a livello costituzionale con la riforma costituzionale del Titolo V. Essa si aggiunge e viene equiparata a tutti gli effetti alle tradizionali forme di ente locale. Non vi sono articoli che riguardano specificamente le Città metropolitane, ma queste vengono tout court considerate congiuntamente insieme ai Comuni e alle Province.
Cittā Reticolare//
Il concetto di città reticolare nasce a seguito della forte espansione territoriale e della progressiva intensificazione e diversificazione dei rapporti con il territorio che molte realtà urbane hanno vissuto negli ultimi decenni.
Nelle città, legate in modi diversi e complessi con lo spazio regionale circostante, si instaurano nuovi sistemi di relazione e flussi diversi di interazione, comunicazione ed informazione. Si creano progressivamente aree diverse e specializzate secondo le attività di servizio, la produzione, le attività culturali e ricreative.
Tutto ciò richiede una pianificazione urbana che tenga conto di "intelligenze locali" che operano autonomamente, ottimizzando la gestione dei problemi specifici della loro area, ma lavorando "in parallelo" sulla rete tramite un collegamento comune. Per l´amministrazione pubblica, ciò può ridurre i costi ed i ritardi di informazione e decisione, garantendo quella autonomia e quella flessibilità che rende gratificante ed efficiente il decentramento.
Cluster//
Il dizionario di lingua inglese definisce “cluster” un “gruppo di elementi simili che crescono congiuntamente”. Questa definizione ha molteplici implicazioni, poiché include la prossimità spaziale, la relazionalità funzionale, la similarità degli elementi e, infine il loro coinvolgimento in un processo dinamico. Secondo l’economista Porter, i cluster sono delle organizzazioni interconnesse in una zona geograficamente circoscritta. La nascita di un cluster è spesso un evento spontaneo. Il suo sviluppo è più probabile nelle regioni in cui il capitale umano, intellettuale, economico e sociale è supportato da iniziative pubbliche regionali. Nelle regioni più avanzate i governi hanno promosso la costituzione e lo sviluppo dei cluster, come strumento per la crescita economica e lo sviluppo regionale. Una volta che si è formato un cluster, i settori industriali dell’intero gruppo si appoggiano a vicenda. I benefici fluiscono all’indietro, in avanti e orizzontalmente. Le interconnessioni all’interno del cluster portano a percepire nuovi modi di competere e opportunità del tutto nuove. In sintesi un cluster è dunque un gruppo di imprese ed istituzioni interconnesse tra loro e geograficamente prossime, unite da comunità di intenti e complementarietà. (per approfondimenti "Distretti e Cluster: verso nuove forme di agglomerazione territoriale di imprese" di Fiorenza Belussi)
Coaching//
Il termine "Coach" deriva dal Middle English "coche", corrispondente all'inglese moderno "wagon", ovvero "carro", o "carriage"(carrozza, vettura). Dunque, un coach è, letteralmente, un veicolo che trasporta una persona o un gruppo di persone da un luogo di partenza a un luogo di arrivo desiderato. La nozione di "coaching" nel senso "educazionale-formativo" del termine è derivata dal concetto che il coach forma o addestra singoli individui o gruppi a realizzare delle performance, con metodi teorici o pratici. Mira, dunque, allo sviluppo personale in un contesto non terapeutico, che sia in linea con gli obiettivi aziendali. Il coach è quindi quella figura professionale che si propone di risvegliare, rinforzare caratteristiche proprie, insite in ogni individuo, al fine di migliorarne la qualità della vita, delle relazioni, e del suo rapporto con se stesso e il mondo, fornendo all'interessato nuove strategie di pensiero e azione, piuttosto che cercare di risolvere problemi e conflitti del passato , obiettivo questo proprio di un psicoterapeuta, o di un supporto più leggero quale il counseling. Gran parte delle metodologie applicate al coaching derivano dalla Programmazione Neurolinguistica, un insieme di pratiche progettate per indurre cambiamenti negli altri. 
Collaborative Learning//
Il Collaborative learning (o istruzione collaborativa) è forma di apprendimento basato sull’interazione con gli altri, studenti, docenti o tutor. L’istruzione è fornita on line e può essere supportata da una comunicazione sincrona o asincrona. Le tecniche di comunicazione asincrona comprendono momenti di discussione, e-mail e database di team room condivisi. Con queste tecniche gli studenti possono condividere l’accesso a dei materiali comuni, come file, software e oggetti multimediali e possono collaborare allo svolgimento di compiti assegnati o progetti indipendentemente dal luogo e dal tempo. Tipicamente, la collaborazione asincrona è facilitata da un docente. O meglio, il docente non è presente in tempo reale per dare supporto agli studenti, ma interagisce con loro off line, attraverso l’ e-mail e i database condivisi. Anche la correzione dei compiti, la valutazione dei progetti e il controllo degli esercizi possono essere effettuati con la stessa modalità.

 

Comakership//
Nell'azienda moderna l'approvvigionamento di materiali, lavorazioni e servizi ricopre sempre più un ruolo determinante nella composizione del prodotto/servizio offerto alla clientela finale, stabilendo una forte dipendenza delle prestazioni aziendali da quelle dei fornitori. Infatti, le capacità di un'azienda di fornire prodotti e servizi ad elevato contenuto qualitativo sono pesantemente influenzate dalle capacità dei fornitori a concorrere a tali risultati. Si può perciò affermare che il parco fornitori è un patrimonio dell'azienda paragonabile al know-how e alla clientela aziendali. Nella definizione delle politiche aziendali si rivolge perciò sempre maggiore attenzione alle strategie di gestione dei fornitori, ritenendo che l'attività di approvvigionamento non possa più essere demandata solamente alla classica funzione "Acquisti", ma debba essere gestita con la visione strategica tipica del vertice aziendale. È inoltre molto praticata, da aziende grandi e piccole, la strada della certificazione del sistema qualità secondo le norme UNI EN ISO serie 9000; ciò comporta l'introduzione di una politica aziendale per l'approvvigionamento nonché la qualifica dei fornitori secondo standard predefiniti. Un approccio alla gestione degli acquisti con grande contenuto di innovazione e elevata potenzialità qualitativa è rappresentato da una serie di accordi e attività volti a instaurare una forte cooperazione con i fornitori. Questo approccio strategico viene definito con il termine di Comakership.

Community Building//
Questa espressione inglese, ormai invalsa nell'uso, esprime la capacità di aggregare una comunità di utenti attorno ad un sito internet, ovvero indica le attività volte a costruire una comunità on line, all'interno della quale esista una rete intrecciata di rapporti e uno scambio continuo di valori condivisi: Obiettivo delle attività di community building è stabilire relazioni fra i membri che durino nel tempo, creino storie comuni e determinino un senso di appartenenza sociale alla comunità e al sito che la ospita
Comunicazione ambientale//
Per Comunicazione ambientale si intende tutto l´insieme delle strategie di comunicazione promosse da enti, aziende, associazioni e organizzazioni per informare sull´impatto ambientale delle loro azioni, promuovere comportamenti e prodotti ecologici, diffondere decisioni di programmazione e governo del territorio, raccogliere le reazioni dei cittadini e dell´opinione pubblica di fronte a fatti riguardanti l´ambiente e dare voce alle preoccupazioni e valutazioni della società.
In special modo, per gli enti pubblici, la comunicazione ambientale è uno strumento chiave per la trasparenza politica delle loro azioni nei confronti dell´ambiente, ma soprattutto per dialogare con le comunità e quindi sviluppare l´accettabilità sociale e morale di programmi, politiche e azioni a basso impatto ambientale e che favoriscono lo sviluppo sostenibile.
(Sulla comunicazione ambientale vedi anche: Bilancio ambientale)
Comunità di pratica//
Gruppo di persone che, svolgendo una qualsiasi attività affine, si organizzano in modo spontaneo ed interagiscono tra loro in modo informale per risolvere i problemi professionali attraverso il reciproco scambio di conoscenze. In ambito lavorativo il concetto di comunità di pratica è usato anche in relazione al “knowledge management” e si fonda sulla considerazione che la conoscenza non può essere separata dalle comunità che la creano, che ne fanno uso e che la trasformano. Infatti, qualsiasi attività lavorativa basata sul capitale intellettuale richiede sempre che le persone dialoghino tra loro e condividano le loro esperienze, anche in quei contesti in cui la tecnologia fornisce un aiuto considerevole.
Per approfondimenti sulle comunità di pratica e Pubblica Amministrazione si può consultare il sito del Formez.
La Regione Emilia-Romagna ha previsto con la Legge regionale n.3/99 l'istituzione di un Osservatorio sulla riforma amministrativa che si occupa di comunità di pratica come strumento per la valorizzazione e la responsabilizzazione del personale.
Concertazione//
E´ una forma di dialogo e di confronto tra soggetti istituzionali, autonomie territoriali, autonomie funzionali e soggetti privati (sindacati, associazioni di categoria, organizzazioni economiche e impren ditoriali, imprese, coop erative, partiti, ecc.), teso alla risoluzione di problematiche generali o settoriali in ambito territoriale locale, in modo da realizzare strategie il più possibile condivise e partecipate (dal glossario CNEL- Consiglio Nazionale Economie e Lavoro).
Conservazione sostitutiva//
E' quel processo che permette di conservare documenti in maniera che non si deteriorino e che, di conseguenza, risultino disponibili nel tempo nella loro integrità e autenticità. Il processo mantiene la validità legale e fiscale dei documenti ed è in generale successivo all'eventuale archiviazione elettronica. Il responsabile della conservazione è colui che presiede e controlla l'attività stessa. Secondo la deliberazione del CNIPA n.11/2004 al Responsabile viene affidato il compito di realizzare l'archivio di conservazione con procedure autonomamente realizzate, personalizzate tramite il proprio sistema operativo, con l'unico vincolo che queste ultime siano documentate e che si garantisca la tracciabilità, l'integrità dei contenuti nel tempo e l'accesso e l'esibizione di ogni singolo documento. Non vengono richiesti particolari standard per i supporti di memorizzazione. Viene lasciata libertà al Responsabile della conservazione di utilizzare una qualsiasi tipologia di supporto. Viene anche data la possibilità di non utilizzare supporti che utilizzano la tecnologia laser (obbligo invece nella precedente normativa). Gli obblighi a cui il Responsabile deve uniformarsi sono l'impiego del riferimento temporale e della firma digitale.
Per approfondimenti si consulti il sito web del CNIPA  oppure  Conservazione-sostitutiva.it
Consigliere di Parità//
Le Consigliere e i Consiglieri di parità sono figure istituzionali previste dalla legge 125 del 10 aprile 1991 e dal decreto legislativo n.196 del 23 maggio 2000 che ne ridefinisce i compiti e le funzioni. Sono presenti a livello nazionale, regionale e provinciale e lavorano a stretto contatto rispettivamente con il Ministero del Lavoro (nazionale), con l´Assessorato al Lavoro (regionali e provinciali) e con i Centri per l´Impiego (provinciali). Sono componenti di diritto di tutte le Commissioni e assemblee istituzionali che si occupano di politiche del lavoro e di quelle che si occupano di pari opportunità.
Le Consigliere e i Consiglieri di parità devono possedere specifica e comprovata esperienza pluriennale in materia di lavoro femminile e di normativa sulla parità e pari opportunità, nonché di mercato del lavoro. Nell´esercizio delle proprie funzioni le Consigliere e i Consiglieri di parità sono Pubblici Ufficiali ed hanno l´obbligo di segnalazione all´Autorità Giudiziaria per i reati di cui vengono a conoscenza.
Operano all´interno di un sistema di relazioni attraverso la Rete Nazionale (istituita ai sensi dell´art. 4 del dlgs n. 196/2000).delle/i Consigliere/i di Parità, gli Organismi di parità, le Direzioni Regionali e Provinciali del lavoro e gli Organi collegiali di governo del mercato del lavoro.
(definizione tratta dal sito web "www.consiglierediparitaer.it")
Contabilità ambientale//
La contabilità ambientale degli enti pubblici è un sistema contabile parallelo alla rendicontazione economica e finanziaria, riguardante nello specifico le tematiche ambientali di competenza diretta ed indiretta dell'Ente. La redazione del bilancio ambientale consente di monitorare lo stato dell'ambiente e di valutare concretamente le conseguenze ambientali (positive o negative) delle principali attività dei Comuni e delle Province. Questa nuova procedura nasce dalla necessità di riformare i sistemi di definizione e controllo delle strategie pubbliche con procedimenti adeguati a misurare la sostenibilità dello sviluppo del territorio, ossia capaci di internalizzare la variabile ambientale nelle decisioni politiche.
La contabilità ambientale rappresenta anche un mezzo di comunicazione con la comunità locale. Con il bilancio verde sono esplicitati i contenuti ambientali delle diverse politiche e, in questo modo, si comunicano alla collettività i risultati ottenuti dalla pubblica amministrazione in questo campo, a fronte degli impegni assunti e pattuiti con comunità stessa.
La contabilità ambientale comprende una parte economica ed una fisica. I conti economici valutano le risorse naturali e le interazioni uomo/ambiente utilizzando come unità di misura la moneta. La parte fisica definisce lo stato dell'ambiente, attraverso la quantificazione delle risorse naturali disponibili e il grado di utilizzo da parte dell'uomo. Richiede l'impiego di indicatori ambientali e di sostenibilità, quali, ad esempio, gli ICE (Indicatori Comuni Europei per la sostenibilità urbana) o i metodi di calcolo dei consumi umani di risorse naturali (per esempio l'impronta ecologica o analisi dei consumi energetici).
Definizione tratta dal sito web http://www.contabilitaambientale.it/
Content Management System (CMS)//
Content Management System significa "sistema di gestione di contenuti"; il più delle volte, tale gestione si realizza attraverso un sito web. Un CMS permette infatti di costruire e aggiornare un sito dinamico, anche molto grande, senza necessità di scrivere una riga di HTML e senza conoscere linguaggi di programmazione lato server. L'aspetto può essere personalizzato scegliendo un foglio di stile CSS appositamente progettato per un determinato CMS. I CMS consentono inoltre di definire utenti, gruppi e diritti in modo da poter permettere una distribuzione del lavoro tra più persone. Per esempio, è possibile definire una classe di utenti abilitati esclusivamente all'inserimento delle notizie, mentre si può riservare la scrittura di articoli a un altro gruppo, e limitare tutti gli altri alla sola consultazione. Alcuni esempi di CMS free e open source sono Drupal, MediaWiki, Fedora, Mambo. Per una lista completa, si veda la lista fornita da Wikipedia
Contratti di quartiere//
Sono i programmi di recupero urbano (su aree soggette a degrado fisico e caratterizzate da forti tensioni sociali) promossi nel gennaio ´98 (e riproposti nel 2002) dal Comitato Edilizia Residenziale del Ministero Lavori Pubblici. Questi “contratti” implicano non solo interventi sull’ambiente fisico, ma anche sulla formazione, la qualificazione professionale, la valorizzazione dei tessuti sociali. I contratti richiedono l’intervento coordinato di diverse Amministrazioni, statali, regionali e comunali, e sono finalizzati ad incrementare la dotazione di servizi infrastrutturali e a promuovere misure utili allo sviluppo locale, all´incremento dell´occupazione e all´integrazione sociale, prevedendo, oltre alla sperimentazione di misure di compatibilità ambientale, la partecipazione degli abitanti alla definizione degli obiettivi.
Sui contratti di quartiere nella Regione Emilia-Romagna vedi il nuovo sito sulla riqualificazione urbana metropolitana  “InforumRER”.
Controllo di gestione e controllo strategico//
Nell’ambito del sistema integrato dei controlli, è la specifica tipologia di controllo volta a verificare l’efficienza, l’efficacia e l’economicità della gestione; i destinatari del controllo di gestione sono soprattutto i dirigenti (talvolta è utilizzata anche la dizione di “controllo direzionale”). Il controllo strategico invece è volto a verificare gli impatti sull’ambiente esterno prodottosi grazie all’azione dell’amministrazione, l’adeguatezza e la rispondenza delle strategie dell’amministrazione rispetto ai bisogni e domande rilevabili nel contesto esterno, l’adeguatezza dei risultati conseguiti rispetto alle strategie; per questo i destinatari del controllo strategico sono soprattutto i decisori politici.
(definizioni tratte dal Glossario di CantieriPA )
Cooperazione decentrata//
Per cooperazione decentrata si intende un'azione di cooperazione allo sviluppo svolta dalle Autonomie locali italiane (Regioni, Province, Comuni), singolarmente o in consorzio tra loro, attraverso il concorso delle risorse della società civile organizzata presente sul territorio di relativa competenza amministrativa (università, sindacati, ASL, piccole e medie imprese, imprese sociali). Questa azione di cooperazione deve realizzarsi attraverso una sorta di partenariato con un ente omologo del Sud del mondo. In altri termini, due enti locali (uno al Nord e uno al Sud del mondo) concertano tra loro per la definizione e la realizzazione di un progetto di sviluppo locale. Si tratta di una forma di cooperazione che mira al coinvolgimento della società civile, tanto quella del "Nord" quanto quella del "Sud", nelle fasi di ideazione, progettazione ed esecuzione dei progetti di sviluppo.
Definizione tratta dal portale Progetto Utopie Onlus
Coordinamento aperto//
Il coordinamento aperto è un metodo di lavoro definitivo a livello comunitario, in occasione del Consiglio di Lisbona (2000). Tale metodo è finalizzato a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri, facendo convergere le diverse politiche nazionali su alcuni obiettivi condivisi. Il coordinamento aperto si basa principalmente su: 
- la definizione comune di una serie di obiettivi da raggiungere; 
- l’ individuazione degli strumenti necessari per la misurazione dei risultati (statistiche, indicatori) e per la verifica dell’evoluzione verso gli obiettivi prefissati;
- la messa a punto di strumenti comparativi per favorire l’innovazione e la qualità degli interventi (diffusione di “buone pratiche”, progetti pilota, ecc.).
(Definizione tratta dal glossario della rivista telematica lavoce.info).
Corporate coaching//
Con il termine di Corporate Coaching intendiamo definire il supporto che il coach può dare allo sviluppo ed alla crescita professionale per coloro che all’interno di una Organizzazione affrontano un cambiamento dello scenario lavorativo. L’obiettivo è principalmente quello di fare si che il management aziendale affronti un cambiamento ( tecnologico, di responsabilità, di relazione, di leadership, etc) trasformandolo in vantaggio competitivo a favore dell’Organizzazione stessa. Il coach aiuta il manager ad eliminare le barriere che ostruiscono la performance, migliorando, ad es. l’abilità di leadership, di comunicazione e di coinvolgimento. L’organizzazione trae vantaggio, raggiungendo un vantaggio competitivo, proprio grazie alla capacità acquisita dei manager di utilizzare appieno la propria creatività ed il proprio potenziale.
Corporate Governance//
All'interno di una società ( in inglese corporation) si definisce governo societario o corporate governance, l'insieme di regole di ogni livello (leggi, regolamenti etc.) che disciplinano la gestione della società stessa. Il governo societario include anche le relazioni tra i vari attori coinvolti (gli stakeholders, chi detiene un qualche interesse nella società) e gli obiettivi per cui l'impresa è amministrata. Gli attori principali sono gli azionisti, il management e il consiglio di amministrazione. Il termine governo societario può quindi riferisi a diversi ambiti della vita aziendale. Esso può descirvere i processi con cui le società sono dirette e controllate; le attività con cui si incoraggiano le aziende a seguire dei codici (linee guida di governo societario); le tecniche di investimento basate sul possesso attivo (fondi di corporate governance). Si quindi affermare che il governo societario abbraccia una serie di regole, relazioni, processi e sistemi aziendali, tramite le quali l'autorità fiduciaria è esercitata e controllata. Tra le regole rientrano le leggi del paese e le regole societarie interne. Le società di capitali possono scegliere tra tre diversi sistemi di governo: quello ordinario, tipico della tradizione italiana, che si applica in assenza di diversa scelta statutaria; il sistema dualistico, tipico della tradizione tedesca, cosìddetto perchè l'amministrazione della società è ripartita tra due diversi organi, il consiglio di gestione e quello di sorveglianza; il sistema monistico tipico della tradizione anglosassone, e così denominato perchè prevede la presenza di un sono organo, il consiglio di amministrazione che nomina al suo interno il comitato per il controllo.
Corte di giustizia europea//
Istituita nel 1952 dal trattato di Parigi, la “Corte” ha il compito di garantire che la legislazione dell´UE sia interpretata e applicata allo stesso modo in tutti gli Stati membri. Quindi la Corte giudica delle controversie fra Stati membri, istituzioni europee, imprese e normali cittadini. 
In seduta plenaria si compone di un giudice per Stato membro ed è assistita da otto "avvocati generali"; sia i giudici che gli avvocati generali sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri.
Alla Corte dal 1989 si affianca il "Tribunale di primo grado", competente su alcune categorie di ricorsi, come le azioni promosse da singoli o da imprese per concorrenza sleale.
Le quattro categorie più comuni di ricorsi e procedimenti proposti alla Corte sono:
- il rinvio pregiudiziale, proposto dai giudici nazionali in caso di dubbi sull’interpretazione o sulla validità di una norma comunitaria;
- il ricorso per inadempimento, proposto dalla Commissione per accertare l’inadempimento di uno stato membro;
- il ricorso di annullamento di norme comunitarie considerate illegittime (proponibile da tutti)
- il ricorso per carenza, quando è previsto che il Parlamento europeo, il Consiglio o la Commissione debbano prendere decisioni e si ritiene che non l’abbiano fatto.
(Per approfondimenti sul funzionamento e l’organizzazione della Corte di Giustizia europea: Europa, il Portale dell’Unione Europea e Curia, il Sito internet della Corte)
Costituzione Economica e Costituzione Economica Europea//
Costituzione economica
l'insieme dei rapporti economici regolati dalla costituzione (ad esempio art. 41,42 e 43 della Costituzione Italiana) o insieme di istituti economici che pur facendo parte del diritto, non appartengono necessariamente alla costituzione scritta.
Costituzione economica europea
Può essere scomposta in tre contesti analitici: una costituzione del mercato unico, una costituzione monetaria, una costituzione finanziaria.  La prima raccoglie le norme fondamentali della disciplina del mercato nelle sue varie tonalità e implicazioni (es: concorrenza, mercato unico, organizzazione dei mercati, libertà economiche, ecc). La seconda comprende la politica monetaria, compreso il controllo sui fenomeni in grado di influenzare la moneta. La terza racchiude le politiche di bilancio in senso ampio (finanza comunitaria, politiche fiscali, politiche macroeconomiche e di spesa, ecc) e le  incentivazioni, regolazioni, iniziativa pubblica, amministrazioni nazionali e subnazionali, servizi e politiche di welfare considerati sotto i profili del condizionamento finanziario e del rapporto risorse/risultati nel quadro delle politiche di stabilità e crescita.
Counselling//
Il counselling è una relazione di aiuto, il Counsellor è una guida esperta attraverso cui la persona ritrova capacità ed energie assopite ma non spente. Il counselling nasce negli anni Trenta in America e approda poco dopo in Europa attraverso la Gran Bretagna. Esistono diverse scuole di counselling, ma per quasi tutte il modello di riferimento è la Cliented Centred Therapy di Carl Rogers, famoso per la sua psicoterapia non direttiva, in base alla quale il modo migliore di aiutare una persona non è dirle come fare, ma indirizzarla verso una migliore comprensione del problema, perché possa assumersi la piena responsabilità delle proprie scelte di cambiamento. Il counselor non va confuso con il cosulente esperto in coaching o mentoring aziendale. Il consulente è una figura professionale che esprime un proprio parere di competenza su un quesito prevalentemente tecnico professionale, mentre il counsellor favorisce la soluzione ad un quesito che crea disagio esistenziale o relazionale ad un individuo o un gruppo di individui. In altre parole il consulente lavora per il buon funzionamento aziendale, il counselor per il benessere delle persone in azienda. È inoltre fondamentale distinguere tra counselling e psicoterapia, tra loro molto diversi pur appartenendo allo stesso insieme caratterizzato da attenzione e aiuto alla persona in quanto tale. La psicoterapia si occupa dell’individuo a livello intrapsichico, mentre il counselling interviene a livello relazione ed interpersonale. Il counselor usa la parola e la relazione per affrontare i problemi “qui ed ora”, non indaga le cause precedenti che possono stare all’origine del problema, ad es. attraverso regressioni..
Cuneo fiscale//
Il cuneo fiscale o cuneo contributivo è rappresentato dalla variazione tra l'onere del costo del lavoro e il reddito effettivo percepito dal prestatore d'opera: in pratica è la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto incassato effettivamente dal lavoratore, essendo il restante importo versato al fisco e agli enti di previdenza.
(definizione tratta  da Wikipedia, l'enciclopedia libera).
Customer Satisfaction//
Letteralmente significa "soddisfazione dei clienti". Con questo termine si intende quindi l´attività che rileva la soddisfazione o qualità percepita dei clienti/utenti di un servizio o prodotto. Per misurare il giudizio dei clienti/utenti si ricorre in genere alle inchieste o ai sondaggi. E´ un´attività che mira soprattutto a modificare e migliorare i propri servizi verso le esigenze che i cittadini/utenti esprimono. Dunque, la customer satisfaction dovrebbe aiutare le Amministrazioni ad uscire dalla propria autoreferenzialità, relazionandosi con i propri cittadini; conoscendo e comprendendo sempre meglio i bisogni dei destinatari ultimi delle proprie attività e di riprogettando sia le politiche pubbliche che il sistema di erogazione dei servizi.
De Minimis//
Indicazione dell'Unione europea che stabilisce quale deve essere l'ammontare massimo d'aiuti economici, cioè di sovvenzioni in denaro, che ciascun Stato Membro appartenente all'Unione europea può erogare al suo interno a favore delle piccole e medie imprese. Il limite massimo fissato è di 200.000 euro per singola impresa nell'arco di tre anni (dal glossario di italiainternazionale.it)
Decentramento amministrativo//
Trasferimento di alcune competenze o funzioni dal personale o dagli uffici del governo nazionale ad altre parti del territorio. Delega di parti delle funzioni, con assegnazione di ris ors e, ad a ltro organo dipendente dello stesso ente o istituzione centrale, essendo quest´ultimo che si prese rva il potere di decidere. Si riferisce ad un processo mediante il quale si produce una redistribuzione delle funzioni amministrative fra uffici dipendenti dall´organismo centrale che man tiene il potere decisionale finale.
Per approfondimenti: Federalismi.it - Osservatorio sul federalismo e i processi di governo.
Derivati (Swap)//
Sono contratti finanziari che insistono su elementi di altri schemi negoziali (valute, tassi di interessi, tassi di cambio, indici di borsa) e il cui valore economico deriva dal valore del titolo sottostante o degli altri elementi di riferimento.
Una particolare caratteristica dei contratti derivati è quella di prevedere il differimento nel tempo dell'esecuzione del contratto. Ciò significa che la consegna del titolo sottostante e il pagamento relativo non avvengono contestualmente alla stipula del contratto derivato, ma ad (o entro) una data successiva. La definizione del prezzo avviene, invece, all'atto della stipula del contratto (definizione data dalla Banca d'Italia).
Per approfondimenti:
Abbecedario on line Sole24Ore 
Il banco vince sempre, inchiesta di Stefania Rimini per Report (puntata del 14/10/07)
Ce.S.F.E.L., Centro Servizi Finanza Enti Locali Emilia-Romagna
Digital Divide//
In italiano "divario digitale". Si riferisce al divario tra individui, categorie sociali ed aree geografiche relativo alle opportunità di accesso alle tecnologie dell ´informazione e della comunicazione ed all´utilizzo di internet per una serie di attività (dal glossario di Forum@rer- newsletter per la formazione in rete ).
E-democracy//
Cittadinanza digitale, ovvero l’uso delle nuove tecnologie a sostegno della partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni.
Le nuove tecnologie possono essere usate per rimuovere o ridu rre ostacoli e vincoli in diversi momenti della vita democratica e quindi intervenendo su più versanti:
- l’inclusione sociale e il contrasto al divario digitale
- l’accesso all´informazione, in primo luogo quella prodotta dagli enti pubblici
- l’accesso alla sfera pubblica, cioè la possibilità di produrre informazione e contribuire alla formazione delle opinioni
- l’innovazione dei processi elettorali (voto elettronico)
- l’iniziativa diretta da parte dei cittadini
- il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni nei processi decisionali
Un elenco di siti web per approfondire il tema su Iperbole - rete civica del Comune di Bologna . Le linee guida del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie Linee Guida per la promozione della cittadinanza digitale (file pdf) . Materiali di approfondimento e studio sul sito CRC Italia.
E-health//
L’applicazione delle tecnologie informatiche di telecomunicazioni alle cure sanitarie è cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi 15 anni. Il termine e-health o sanità elettronica on line è entrato nel linguaggio comune, ma una chiara definizione del vocabolo non esiste. È stato usato per la prima volta negli anni ’90, per indicare quell’insieme di processi infotelematici in grado di supportare le attività di erogazione dei servizi sanitari (visite ambulatoriali, ricoveri, test diagnostici, etc.) e cura del paziente anche a distanza (telemedicina). Quindi la sanità elettronica  è un settore emergente risultato di un’intersezione dell’informatica medica con la salute pubblica e le attività delle imprese del settore, in riferimento ai servizi sanitari, alle tecnologie e alle informazioni fornite o rafforzate attraverso internet. L’e-health dovrebbe aumentare l’efficienza e l’efficacia dell’assistenza sanitaria diminuendo i costi e consentendo un confronto tra diversi fornitori, coinvolgendo i consumatori e permettendo a questi ultimi di avere accesso alla conoscenza delle basi della medicina. L’E-health dovrebbe rendere più equa l’assistenza sanitaria, ma allo stesso tempo vi è una considerevole minaccia che aumenti ancora di più il divario tra persone che possiedono la ricchezza, le competenze e l’accesso ai pc e reti, e persone che non possono utilizzare gli strumenti informatici in modo efficace. ( per saperne di più "L'Unione Europea per la promozione dell'e-health")
E-Learning//
Secondo il glossario ASFOR l´e-Learning è una "metodologia didattica che offre la possibili tà di erogare contenuti formativi elettronicamente attraverso internet o reti intranet". Per l´utente rappresenta una soluzione di apprendimento flessibile, fortemente personalizzabile e facilmente accessibile.
Il termine e-Learning copre un´ampia serie di applicazioni e processi formativi quali computer based learning, web-based learning, aule e laboratori virtuali, simulazioni, giochi di ruolo e attività collaborative. Spesso è però usato in un´accezione restrittiva o in contrapposizione alla formazione in aula.
Recentemente l´Unione europea ha adottato la nuova denominazione "Technology Enhanced Learning (TEL)" per indicare l´insieme di applicazioni e processi formativi supportati dalla tecnologia.
Per approfondimenti leggi l´articolo "e-Learning: entro il 2005 il 30% della formazione sarà digitale"  dal sito Forum P.A. e il Glossario e-Learning di ASFOR  (file pdf).
E-Learning federato//
L´e-learning spesso è limitato a singole iniziative che, anche se di buon livello, restano isolate e difficilmente riutilizzabili presso altre amministrazioni, poichè mancano le conoscenze, gli investimenti, i contenuti e i centri decisionali sono frammentati. Nasce l´esigenza di affrontare il problema in un ottica di “sistema” al fine di ottimizzare le risorse in campo, di garantire processi formativi di qualità ed efficaci e rendere attuabili i progetti in cui le Pubbliche Amministrazioni sono impegnate assieme.
Fare "sistema" significa realizzare un e-learning di tipo federato, che prevede la sperimentazione, di una modalità e-learning regolata dalle stesse amministrazioni che insieme si danno regole, standard e definiscono modalità utilizzando una piattaforma comune o piattaforme diverse ma interoperabili, allo scopo primario di fornire valore aggiunto all´attività che le singole amministrazioni o gruppi di esse svolgono per progettare e realizzare la formazione dei propri dipendenti/collaboratori.
(Definizione tratta dal Progetto SELF )
E-Mail Marketing//
Fare Email Marketing significa realizzare strategie di marketing utilizzando la posta elettronica come canale di comunicazione con il cliente attuale e potenziale. È importante sottolineare che fare email marketing non significa fare spamming, cioè spedire in modo indiscriminato, senza il consenso del destinatario, un gran numero di messaggi di posta elettronica e/o newsletter. Al contrario, alla base di azioni di email marketing c'è sempre la disponibilità espressa da parte del destinatario a ricevere informazioni pubblicitarie. Lo spamming è inoltre contrario alla Netiquette di Internet, cioè a quell'insieme di regole di buon comportamento che gli utenti hanno sviluppato e adottato spontaneamente nel corso degli anni. Tutte le più recenti indagini evidenziano che l'email marketing è destinato a svilupparsi velocemente. Infatti l'email è utilizzata dal 90% degli utenti internet e dal 74% di essi è considerata vitale; è facile da usare; è rapida (uno studio del 1997 della Inverse Network Technology, attesta che il 91% dei messaggi di posta elettronica arriva a destinazione entro 5 minuti dalla spedizione, il 5% entro 30 minuti, l'1% entro 60 minuti e il 3% entro 12 ore), quindi il fatto che sia così rapida rende possibile ottenere risultati già poche ore dopo l'invio del messaggio; ha un rapporto costo/prestazione molto interessante; è affidabile. Lo studio sopra citato evidenzia che nel 95% dei casi l'accesso da parte degli utenti ai servizi di posta elettronica degli Internet Provider, sia per spedire che per ricevere messaggi, va a buon fine senza dover riprovare una seconda volta. Le principali finalità dell'email marketing sono: acquisire nuovi clienti (customer acquisition), fidelizzare la clientela (customer loyalty), rafforzare il branding dell'impresa.
E-Procurement//
Il termine "e-procurement" indica quell´insieme di tecnologie, procedure, operazioni, e modalità organizzative che consentono l’acquisizione di beni e servizi on line, grazie alle possibilità offerte dallo sviluppo della rete Internet e del commercio elettronico.
Si tratta di una nuova modalità di gestione di tutto il processo di acquisto (non solo dell’ atto di compravendita) già molto diffusa nel settore privato, che sta riscuotendo una notevole attenzione anche da parte delle Pubbliche Amministrazioni (definizione tratta dal sito del Ministero per le Innovazioni e le Tecnologie ).
EASW - European Awarness Scenario Workshop//
Noto anche con l’acronimo EASW, è un metodo nato in Danimarca finalizzato alla ricerca di un accordo fra i diversi gruppi di portatori di interessi in ambito locale, con l'obiettivo del raggiungimento di una definizione consensuale di "città sostenibile". Il campo di applicazione originale è quello dell’urbanistica partecipata ma in seguito il metodo è stato utilizzato in ambiti diversi. Un EASW è costruito su due attività principali: lo sviluppo di visioni e la proposta di idee. Nello sviluppo di visioni i partecipanti, dopo una breve sessione introduttiva lavorano in quattro gruppi di interesse, in ragione dell’appartenenza ad una stessa categoria sociale (es. cittadini, amministratori etc.). Durante il lavoro di gruppo i partecipanti sono invitati a proiettarsi nel futuro per immaginare, in relazione ai temi della discussione, come risolvere i problemi della città in cui vivono e lavorano. Devono farlo tenendo come punto di riferimento gli scenari che prospettano quattro possibili soluzioni alternative. Le visioni elaborate da ciascun gruppo dovranno poi essere presentate in una successiva sessione plenaria al termine della quale con una votazione sarà scelta la visione comune di tutti i partecipanti. Tale visione dovrà mettere in evidenza le soluzioni adottate specificando il ruolo giocato dalla tecnologia e quello dell'organizzazione della collettività. La visione emersa da questa sessione di lavoro sarà alla base di quella successiva della proposta di idee, dove i gruppi formati questa volta mischiando i partecipanti tra loro sono chiamati a lavorare in gruppi tematici. Ciascun gruppo dovrà formulare idee concrete su come realizzare la visione comune esplicitando chi dovrà assumersi la responsabilità della loro realizzazione. Le idee saranno presentate in una successiva sessione plenaria per essere discusse e votate, al fine di essere scelte per essere alla base di un piano di azione locale.
Ecolabel//
 L’Ecolabel è il marchio europeo di certificazione ambientale per i prodotti e i servizi nato nel 1992.
E´ uno strumento ad adesione volontaria che viene concesso a quei prodotti e servizi che rispettano criteri ecologici e prestazionali stabiliti a livello europeo.
L ´ottenimento del marchio costituisce, pertanto, un attestato di eccellenza che viene rilasciato solo a quei prodotti/servizi che hanno un ridotto impatto ambientale. I criteri sono periodicamente sottoposti a revisione e resi più restrittivi, in modo da favorire il miglioramento continuo della qualità ambientale dei prodotti e servizi.
Su Ecolabel vedi il sito dell’Arpa EMR
Educatore ambientale//
È una figura che negli ultimi decenni ha accompagnato lo sviluppo dell´Educazione ambientale e dei Centri di Educazione ambientale, modificando caratteristiche e ruolo in sintonia con la loro evoluzione.
Questi operatori, dotati in genere di una formazione scientifico-naturalistica e di una buona conoscenza dei territori di riferimento, hanno nel tempo maturato, spesso a partire da una personale vocazione educativa, notevoli competenze nello stimolare l´osservazione, suscitare interrogativi e favorire, soprattutto attraverso il lavoro sul campo, un approccio esplorativo e dinamico nei confronti del territorio.
Oggi questo profilo, pur non avendo perso la sua centralità, appare sicuramente parziale, e non di rado estraneo a molti dei nuovi operatori. La profonda riflessione avvenuta a livello nazionale e internazionale su principi, obiettivi e strumenti dell´EA si è, infatti, tradotta in una sempre maggiore attenzione anche per i valori di partecipazione, responsabilità, cittadinanza attiva, sviluppo sostenibile. Il profilo dell´educatore ambientale ha così ampliato contorni e competenze, contaminandosi e in parte sovrapponendosi a vecchie e nuove professioni (animatore culturale, formatore, operatore turistico, consulente ambientale, facilitatore, ecc.).
(definizione tratta dalla sezione "L´educazione ambientale in poche parole " del sito web "Informazione Formazione Educazione Ambientale")
Efficacia sociale e gestionale della PA//
Si può sinteticamente definire l’efficacia gestionale come la capacità dell'organizzazione/ente di raggiungere gli obiettivi programmati e l’efficacia sociale come la capacità di soddisfare i bisogni della collettività.
L’efficacia gestionale misura il raggiungimento degli obiettivi di gestione definiti in sede di programmazione. La misurazione avviene attraverso il confronto tra i valori-obiettivo programmati ed i valori effettivamente rilevati in sede di consuntivo (rapporto obiettivi da raggiungere/obiettivi raggiunti).  Qualche esempio:
- costo effettivo/costo previsto;
- servizi erogati/servizi programmati;
- qualità servizio erogato/servizio standard.
L’efficacia sociale riguarda invece il rapporto tra l'ente e l’ambiente esterno e misura la capacità dell’organizzazione di soddisfare i bisogni della collettività a cui è chiamata a far fronte attraverso la produzione di servizi. L’efficacia sociale misura l’effetto ultimo dell’attività e, quindi, anche il grado di raggiungimento degli obiettivi strategici definiti in sede di pianificazione. Ad esempio:
- n° servizi erogati/domanda complessiva di servizi richiesti (posti asilo nido/totale bambini residenti, disabili accompagnati/totale disabili);
- qualità dei servizi erogati/qualità dei servizi attesa (tempo effettivo di attesa per lo svolgimento di una pratica/tempo atteso, dichiarato o promesso).

La PA svolge per definizione una funzione sociale, ma, pur costituendo la sua finalità principale, la dimensione sociale dell’operato delle amministrazioni non è oggetto di rendicontazione.
Il bilancio di un ente pubblico, infatti, se da un lato consente (e comunque solo agli addetti ai lavori) di valutare i risultati economico-finanziari conseguiti attraverso la corretta applicazione dei principi contabili, ben poco dice e comunica circa le scelte strategiche e le politiche che hanno orientato l’allocazione e l’uso delle risorse pubbliche e, soprattutto, circa i risultati e gli effetti prodotti dall’azione dell’ente rispetto al territorio e alla comunità di riferimento.         

Efficienza Energetica//
Quando parliamo di efficienza energetica facciamo riferimento a tutta quella serie di azioni che permettono, a parità di servizi offerti, di consumare meno energia. L'efficienza è quindi, prima di tutto, quella del sistema energetico nel suo complesso, ossia la capacità di garantire un determinato servizio (ad esempio il riscaldamento) attraverso la fornitura della minor quantità di energia possibile.
Per la Pubblica Amministrazione quindi significa avviare tutte quelle azioni di programmazione, pianificazione, progettazione e realizzazione che consentono di raggiungere l’obiettivo del risparmio di energia. Questo approccio si propone di mettere in campo misure e interventi che rendono disponibile un livello di servizio finale uguale o superiore attraverso l’utilizzo di una quantità di energia inferiore.
Per incentivare il ricorso a tecnologie energeticamente efficienti il 24 aprile 2001 sono stati varati due decreti ad opera del Ministero delle Attività Produttive e di quello dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, sostituiti nel 2004 da due nuovi provvedimenti, i decreti ministeriali 20 luglio 2004.
(per approfondire il tema consulta il sito web "tecnologieefficienti.it" del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio)
Electronic Town Meeting//
Il Town Meeting è uno strumento di partecipazione che nasce circa quattrocento anni fa negli Stati Uniti, come espressione di democrazia diretta, attraverso assemblee che si tenevano per discutere tra gli abitanti le esigenze e le politiche del Paese. Si tratta di uno strumento che nella sua forma originaria si è ben adattato alla costruzione di politiche pubbliche in realtà urbane di piccola scala. Grazie all’introduzione delle nuove tecnologie, oggi lo strumento si è evoluto: l’electronic town meeting si basa sulla discussione a piccola scala, ma i risultati vengono riportati, grazie alla telematica, su vasta scala. Nell’e-TM si svolgono in successione tre differenti fasi di lavoro, volto a facilitare i partecipanti nel trattamento dei temi oggetto della discussione: una prima fase di informazione e approfondimento grazie agli apporti di documenti ed esperti; una seconda fase di discussione in piccoli gruppi; una terza fase in cui i temi sintetizzati e restituiti in forma di domande sono proposti ai partecipanti che si possono esprimere in modo diretto votando individualmente mediante delle tastierine (polling keypads).
Per approfondimenti vedere http://www.peopleandparticipation.net/display/Involve/Home
EMAS//
Emas (Eco-Management and Audit Scheme) è uno strumento volontario creato dalla Comunità Europea al quale possono aderire aziende, enti pubblici ed altre organizzazioni. Chi aderisce ad Emas si impegna a introdurre e attuare un sistema di gestione ambientale e a garantire l'informazione sulle proprie prestazioni ambientali attraverso la pubblicazione e l'aggiornamento di una dichiarazione nella quale devono essere riportate informazioni e dati salienti dell'organizzazione in merito ai suoi aspetti e impatti ambientali.
Definizione tratta da Wikipedia, l'enciclopedia libera
Per ulteriori informazioni: Emas Europa
Empowerment//
La parola empowerment deriva dal verbo to empower, che significa "favorire l´acquisizione di potere, rendere in grado di". Con questo concetto si intende quindi l´attivazione di politiche, strategie e processi che favoriscano il potenziamento, la condivisione, la delega e il trasferimento del potere ai cittadini. Il concetto di empowerment viene inteso come un obiettivo cui arrivare tramite forme di auto-aiuto, che responsabilizzano e valorizzano il contributo del singolo.
Può essere anche un processo di potenziamento collettivo, finalizzato al fatto che le persone diventino più potenti e/o abbiano più potere nel realizzare i loro compiti all´interno delle proprie organizzazioni di vita e di lavoro.
Nel sociale le politiche di empowerment sono uno strumento molto utile per aiutare i cittadini ad accrescere la loro qualità di vita perché apprendono pratiche e attività che prima non erano in grado di svolgere come ad esempio il riciclaggio, il volontariato o l´uso di Internet (definizione tratta dal sito web Socialinfo, portale per orientarsi nel mondo del sociale).
EQUAL//
E´ il programma europeo di lotta alle discriminazioni e disuguaglianze nel mondo del lavoro. Il programma e´ parte integrante della strategia europea per favorire l´occupazione di chi e´ in cerca di lavoro e per sostenere chi rischia di perdere l´occupazione. Con EQUAL si sperimentano strategie e pratiche per creare i posti di lavoro e qualificare la forza lavoro occupata. Da queste sperimentazioni si trarranno elementi in grado di sostenere le politiche e le prassi future in materia di occupazione e formazione.
Soggetti attuatori di EQUAL sono partnership strategiche, definite partnership di sviluppo, appositamente costituite da una pluralità di organismi con competenze ed esperienze diversificate per elaborare azioni integrate nell´ambito degli Assi e delle Misure contemplate dall´iniziativa. Possono partecipare alle costituzione di una partnership di sviluppo tutti gli enti, gli organismi e le istituzioni pubbliche o private che operano nei settori tematici oggetto di EQUAL.
(Sul progetto Equal consulta la sezione del sito web Form-azione della Regione Emilia-Romagna)
Executive Coaching//
Con il termine di Executive Coaching intendiamo definire il supporto che il coach può dare ai Senior Leader di un’organizzazione, in termini di focalizzazione, di scoperta di nuove possibilità, di rimozione delle barriere e di creazione dei piani di azione. L’obiettivo è principalmente quello di facilitare l’executive nel massimizzare il proprio contributo all’Organizzazione attraverso l’identificazione di comportamenti allineati al business. Il coach aiuta il Senior Leader, che lavora in un compresso sistema di dinamiche aziendali, a definire un piano di azione e di sviluppo tenendo conto delle influenze che i diversi comportamenti, attuali e successivi avranno sull’intero sistema. Il coach diventa partner dell’Executive, promuovendo la leadership strategica, incoraggiando un approccio sistemico al raggiungimento dei risultati, supportando l’armonizzazione dei ruoli e delle aspettative all’interno dell’organizzazione. Il processo di executive coaching prevede tre momenti importanti, di peso diverso: definire l’obiettivo, scoprendo le possibili alternative al di là della conoscenza e delle abitudini attuali; stabilire un piano di azione, eventualmente aiutando a rimuovere potenziali barriere; indurre il cambiamento e misurare i risultati.
Federalismo Cooperativo//

La dottrina giuridica individua tre modelli di federalismo:
1) Federalismo duale; 2) Federalismo cooperativo; 3) New Federalism.
Inizialmente, l'esperienza federalista si caratterizza come un federalismo duale, ovvero un sistema che riconosce allo Stato centrale pochi poteri, ma che garantisce parità fra i diversi livelli di governo.
Il modello del federalismo duale viene messo in crisi negli anni '30. Lo scopo di garantire il rispetto del principio di uguaglianza sostanziale comporta un riassetto dei rapporti tra i livelli territoriali di governo; si assiste così ad un potenziamento dei poteri del governo centrale. Tale fenomeno viene definito "federalismo cooperativo", caratterizzato dal superamento della netta separazione tra sfere di competenza e accompagnato da una serie di elementi di riequilibrio, rappresentati dalle forme di partecipazione degli Stati membri alle decisioni dello Stato centrale.
Accanto a queste evoluzioni positive, i fattori critici di tale forma di organizzazione governativa si ravvisano  principalmente nel fatto che la cooperazione si realizza soprattutto attraverso gli strumenti delle relazioni intergovernative, portando quindi potenzialmente all'insorgere di problemi di inefficienza dei processi decisionali. La continua ricerca del consenso rende inoltre complessa l'individuazione delle responsabilità.
I limiti di questo modello, nell'esperienza statunitense, cominciano a manifestarsi negli anni '70, quando i poteri del Governo federale si rafforzano ulteriormente e si comincia a parlare di "federalismo coercitivo" perché gli Stati membri risultano essere dipendenti nei confronti del Governo federale. Nasce il c.d. "New Federalism" o federalismo competitivo, ossia un ridisegno dei rapporti fra Governo centrale e Stati membri che porta ad una riduzione complessiva del ruolo del Governo federale e si incentra in una logica competitiva fra i vari livelli di governo (definizione tratta dalle lezioni disponibili sul sito web del Centro Interdipartimentale di ricerca e formazione sul diritto pubblico europeo e comparato  dell'Università di Siena).
Per approfondimenti sull'evoluzione degli stadi del federalismo, si può consultare il sito web   federalismi.it, rivista di diritto pubblico italiano, comunitario e comparato.
Firma digitale e firma elettronica//
La firma digitale è il risultato di un processo di calcolo che, a partire da un oggetto informatico (tipicamente, un documento) e da alcune informazioni strettamente associate alla persona (coppia di chiavi asimmetriche), produce un secondo oggetto informatico (il documento firmato) che attesta la volontà espressa dalla persona nel sottoscrivere l´oggetto originario al quale è stato applicato il processo di firma (dal sito www.protocollo.gov.it).
Per quanto riguarda la relazione tra l´aggettivo "digitale" e quello "elettronico" che il legislatore europeo ha imposto, essa discende dalla visione comune del "digitale" come una specie particolare di "elettronico", con la conseguenza che quest´ultimo aggettivo dovrebbe comprendere una più vasta gamma di possibili soluzioni. In conclusione la firma digitale corrisponde alla "firma elettronica avanzata", la sola che conferisce al documento informatico il pieno valore legale. Per approfondimenti www.interlex.it.
Folksonomia//
E' un neologismo derivato dal termine di lingua inglese folksonomy. Creato da Thomas Vender Wal, nasce dall’unione delle parole Folk e Sonomy (contrazione di tassonomia).
La parola descrive una categorizzazione di informazioni generata dagli utenti mediante l’utilizzo di parole chiave o tag da loro scelte: è pertanto una tassonomia creata da chi la usa, in base a criteri individuali.
La tassonomia tradizionale prevede che la classificazione e l’accesso ai contenuti avvenga per categorie: la struttura di classificazione è predefinita e quindi ogni concetto viene messo in relazione con più categorie/sottocategorie fissate a priori.
In un contesto partecipativo che vede coinvolti migliaia di utenti, la mancanza di flessibilità di questo sistema può costituire un problema. Di conseguenza si assiste oggi al passaggio verso un sistema che consente agli utenti di categorizzare e archiviare le informazioni liberamente e in modo collaborativo, semplicemente assegnandogli un’etichetta, una parola chiave (un tag) che consenta di ritrovarle utilizzando un motore di ricerca. I percorsi di navigazione dinamici basati su tag si vengono a creare sulla base dell’etichettatura dei contenuti scelta liberamente da parte degli utilizzatori delle applicazioni e dunque riflettono i modelli concettuali delle persone che li creano.
Cambia quindi il ruolo degli utenti: mentre con il sistema tassonomico era il gestore del sito web a classificare le informazioni presenti nel sito, oggi è la comunità degli utenti a organizzare i contenuti della rete.

 

Fondi strutturali UE//
I fondi strutturali sono uno degli strumenti finanziari con cui l'Unione europea persegue la coesione e lo sviluppo economico e sociale in tutte le sue regioni. Gli altri strumenti sono la Banca europea per gli investimenti (BEI) e il fondo di coesione. L'obiettivo congiunto di questo sistema di azioni è quello di ridurre il divario tra gli Stati (o regioni di Stati) in ritardo di sviluppo e quelli più avanzati.
Man mano che si procedeva nella costruzione europea sono stati creati quattro Fondi strutturali:
  • il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), che contribuisce essenzialmente ad aiutare le regioni in ritardo sul processo di sviluppo, in fase di riconversione economica o con difficoltà strutturali;
  • il Fondo Sociale Europeo (FSE), che interviene principalmente nell'ambito della strategia europea per l'occupazione;
  • il Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e Garanzia (FEAOG), sezione "orientamento", che contribuisce allo sviluppo e all'adeguamento strutturale delle zone rurali in ritardo sul processo di sviluppo tramite il miglioramento dell'efficienza delle strutture di produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e silvicoli;
  • lo Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca (SFOP), sostiene i mutamenti strutturali del settore della pesca.

I Fondi strutturali intervengono soprattutto nelle zone ammissibili (obiettivo 1 per le regioni in ritardo di sviluppo, obiettivo 2 per le regioni in fase di riconversione) e, in misura minore, secondo una tipologia territoriale che serve da base alle iniziative comunitarie (INTERREG III per le regioni frontaliere, URBAN II per le zone urbane, LEADER+ per i territori rurali).
Il sistema di programmazione dei Fondi strutturali offre la possibilità di elaborare progetti di sviluppo integrati con la partecipazione dell'insieme degli operatori locali riuniti in un partenariato rappresentativo e trasparente.
Per approfondimenti, si veda anche il regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio recante disposizioni generali sui Fondi strutturali.

Front End//
I termini "front end" e "back end" denotano, rispettivamente, lo stadio iniziale e lo stadio finale di un processo. Il front end, nella sua accezione più generale, è responsabile per l'acquisizione dei dati di ingresso e per la loro elaborazione con modalità conformi a specifiche predefinite e invarianti, tali da renderli utilizzabili dal back end. Il collegamento del front end al back end è un caso particolare di interfaccia. Nell'ambito delle attività di e-government, con "front end" ci si riferisce usualmente alla presentazione on line dei servizi digitali interattivi, al miglioramento della relazione tra patrimonio informativo degli enti, sistemi di gestione dei contenuti (CMS) e applicazioni interattive per gli utenti.
Funzioni fondamentali//
L’etichetta di funzioni fondamentali viene usata dal legislatore costituzionale per qualificare quelle funzioni amministrative di Comuni, Province e Città metropolitane la cui disciplina viene riservata alla legge dello Stato (art 117, comma 2, lett. p).
Successivamente la legge La Loggia (legge 131/2003 “Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3”) le definisce come quelle “funzioni connaturate alle caratteristiche proprie di ciascun tipo di ente, essenziali e imprescindibili per il funzionamento dell’ente e per il soddisfacimento di bisogni primari delle comunità di riferimento, tenuto conto, in via prioritaria, per Comuni e Province, delle funzioni storicamente svolte”.
Una nuova definizione è contenuta nel disegno di legge relativo proprio alla “Delega al Governo per l’attuazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera p) della Costituzione”, che ne parla come di quelle “funzioni connaturate alle caratteristiche proprie di ciascun tipo di ente, essenziali e imprescindibili per il funzionamento dell'ente e per il soddisfacimento dei bisogni primari delle comunità di riferimento, anche al fine della tenuta e della coesione dell'ordinamento della Repubblica…" prevedendo che determinate funzioni fondamentali, da individuarsi in sede di decreto delegato, possano essere esercitate in forma associata. 
Per approfondimenti sulle funzioni amministrative fondamentali e proprie si può consultare il sito dei Costituzionalisti italiani .
Il disegno di legge è consultabile dal sito autonomie .
Gender Auditing//
Il "Gender Auditing" in ambiente pubblico è una pratica di rendicontazione sociale tramite la quale è possibile integrare una prospettiva di genere nella lettura dei documenti di programmazione che declinano e sintetizzano le politiche pubbliche. La finalità di tale esercizio è duplice:
- da un lato, persuadere il policy maker di come sia necessaria un´attenta a nalisi dell´impatto di ogni sua decisione sulle condizioni di vita dei due generi
- dall´altro, rendere evidente come alcune politiche, apparentemente neutrali rispetto al genere, sortiscano effetti differenziati sulla condizione economica e sociale della popolazione femminile o maschile
(definizione tratta dalla sezione "Pari Opportunità"  del sito web Form-azione curato dalla Regione Emilia-Romagna).
Gentrification//
Con "gentrification" (difficile trovare una traduzione italiana che rispetti sia la fonetica che la semantica) si intende quel fenomeno secondo il quale quartieri degradati e marginali vengono sottoposti a un processo di rinnovamento che determina un incremento del valore degli immobili. Come conseguenza di ciò, si verifica un'impossibilità per i residenti, tipicamente a basso reddito, di mantenere la proprietà degli alloggi e quindi un loro allontanamento e un afflusso di popolazioni di reddito medio-alto.
Geomarketing//
Il Geomarketing era nato, in origine, come tecnica per gestire le operazioni di marketing di quelle aziende che operano su un territorio geograficamente ridotto rispetto a quello nazionale. Il geomarketiong si occupava, quindi, delle scelta delle zone a cui dare la precedenza e delle tecniche di copertura, in termini di vendita e comunicazione, delle stesse . Si arrivava anche, e lo si continua a fare, a immettere, sui vari mercati locali, delle varietà di prodotto specifiche, studiate apposta per quell'area. L'esatto contrario, insomma, del concetto di globalizzazione. In Italia il geomarketing era applicato soprattutto da Aziende operanti in ambito regionale o pluriregionale, ma che non avevano interesse a coprire tutto il territorio nazionale. Altri esempi tipici di Geomarketing sono: Turismo, supermercati , filiali di banche. Oggi, comunque, il geomarketing viene molto spesso inteso come accurata segmentazione di un vasto mercato, poniamo quello europeo, nelle singole realtà nazionali, che vengono studiate in modo molto dettagliato, specie per quanto riguarda l'identificazione dei consumatori in target. Il geomarketing è quindi divenuto uno strumento della globalizzazione, per meglio coprire le eventuali differenze di realtà locali che interessano. E' il nostro principio del "Think global, act local" e cioè strategie globali, ma tattiche locali.
Gestione del Cambiamento - Change Management//
Il cambiamento è quel processo che comporta la rottura dei vecchi schemi, introducendo nuove modalità operative e conseguentemente nuovi equilibri organizzativi. Il cambiamento organizzativo viene attivato da rilevanti cause esterne o interne all’organizzazione che danno vita a processi di apprendimento; quest’ultimo modifica la cultura, le strategie organizzative e le relative procedure di implementazione. Queste modificazioni finiscono ovviamente per ripercuotersi sull’ambiente esterno e sull’organizzazione sviluppando un nuovo modello di riferimento per le scelte future. Esistono quattro diverse tipologie di cambiamento organizzativo: il cambiamento organizzativo apparente, che consiste nell’adozione di nuove procedure di implementazione che comportano un cambiamento di abitudini senza intaccare la cultura organizzativa (es. la sostituzione dei fogli di firma con sistemi informatizzati di rilevazione delle presenze); cambiamento organizzativo normale che agisce in primis sulle strategie aziendali e poi, in via indiretta sulle procedure di implementazione attraverso un apprendimento operativo che non coinvolge la cultura organizzativa (es. chiusura di uno stabilimento o di una sede); cambiamento organizzativo tramite incrementalismo culturale, che comporta lo sviluppo di nuovi valori e assunti fondamentali attraverso un processo di apprendimento concettuale   che interessa strategie aziendali e procedure di implementazione (es. la ricerca di maggiore flessibilità o creatività); cambiamento organizzativo radicale, a seguito di circostanze uniche od eccezionali si ha una vera e propria “rivoluzione culturale” dovuta all’affermarsi di assunti e valori di contenuto contrapposto a quello dei precedenti che presuppone un apprendimento concettuale. Deriva in genere da un ripensamento dell’intera organizzazione in termini di missione, valori, processi, aree di business, (es. i casi di Business Process Reenginering)
Globalizzazione//
Si afferma che il termine venne già utilizzato da un letterato veneziano del ‘700, ma l’esatta provenienza non è certa. La parola globalizzazione comincia a essere in voga negli anni ’80 per diffondersi enormemente negli anni ’90.
Secondo l’Ocse, la globalizzazione è “il processo attraverso cui mercati e produzione nei diversi Paesi diventano sempre più dipendenti tra loro a causa della dinamica di scambio di beni e servizi”. L’intensificazione dei flussi di scambio che si svolgono a livello planetario comporta una “modifica sostanziale delle relazioni tra le parti e ha dei risvolti in ogni ambito della vita sociale, politica e culturale, coinvolgendo gli stessi meccanismi di regolazione del sistema del mondo”. Dal punto di vista economico, la globalizzazione appare a prima vista come una evoluzione lineare del sistema capitalistico. In realtà i suoi tratti rivoluzionari si possono cogliere nel fatto che è un fenomeno non solo economico, ma in primo luogo informatico e culturale per cui le nuove e istantanee forme di comunicazione, i sempre più veloci mezzi di trasporto e di persone portano ad una contrazione del tempo e dello spazio e a una unificazione del mondo nel lungo periodo. Per ulteriori approfondimenti vedi Ocse.
Glocalismo//
Il termine compare per la prima volta nella seconda metà degli anni ’80, in diversi articoli pubblicati, in particolare da autori giapponesi, nella Harvard Business Review. Di fatto, il nome primigenio del concetto di glocal è di conio giapponese, derivando dalla parola “Dochakuka”, che significa “rendere indigeno” e che indica come le tecniche di coltivazione della terra vengano adattate, di volta in volta, alle condizioni di un luogo. Negli anni ’90 glocalismo diventa un termine di uso corrente  e si ritrova in slogan famosi come ad es. “Think global, act local”diventando parte della cultura popolare. Il vocabolo è stato poi ripreso e sviluppato in una teoria della evoluzione della globalizzazione dal sociologo inglese Roland Robertson, secondo il quale, il glocalismo descrive il processo di globalizzazione come interazione fra un processo di omogeneizzazione esterno (un processo di assimilazione) e uno locale ( di diversificazione).
GOPP (Quadro Logico)//
Il metodo GOPP è nato dall’esigenza di garantire che programmi e progetti siano in grado di incidere con efficacia sulla realtà sulla quale intervengono. Per perseguire tale obiettivo, la metodologia GOPP si avvale del costante “controllo”, in tutte le fasi del ciclo progettuale, degli attori – chiave e soprattutto dei beneficiari finali. Il metodo GOPP nasce a partire dagli anni ’60 da un insieme di tecniche  elaborate nel quadro delle attività di enti ed agenzie dedite alla cooperazione allo sviluppo. L’Unione Europea è alla base della gestione di alcuni programmi (es. LIFE) o di alcuni filoni di finanziamento (es. MEDA). In genere sono necessari quattro o cinque incontri che serviranno per giungere a definire il Quadro Logico di un progetto, la metodologia GOPP prevede due fasi ben distinte, a loro volta articolate in sottofasi: la Fase di analisi (definizione dell’entità; analisi degli attori-chiave; analisi dei problemi; analisi degli obiettivi; individuazione degli ambiti di intervento), la Fase di definizione dell’intervento ( scelta degli ambiti di intervento, definizione della logica di intervento, analisi del rischio, definizione indicatori oggettivamente verificabili, programmazione temporale delle attività). Per approfondimenti vedere “Progettazione e valutazione di progetti con il Quadro Logico
Green Economy//
È un settore emergente dell’economia legato principalmente allo sviluppo delle energie pulite e basato sul rispetto della cosiddetta “triplice linea di fondo” formata da valori sociali, ambientali e finanziari. Le teorie degli “economisti verdi” sostengono la stretta interdipendenza tra l’uomo e l’ambiente, di conseguenza prima di dare attuazione a decisioni politiche e/o economiche, bisognerebbe studiarne l’impatto sugli ecosistemi.
La Green Economy cerca dunque di rispettare l’ambiente preservando l’integrità degli ecosistemi e promuovendo un sistema economico in grado di assicurare a tutte le persone un’esistenza dignitosa e pari opportunità di crescita personale e sociale in quanto ritiene che la cultura e la dignità umana siano risorse preziose, al pari di quelle naturali, e che entrambe debbano essere tutelate al fine di evitarne l’impoverimento.
La Green Economy sostiene inoltre la valorizzazione della produzione locale poiché benessere e stabilità dipenderebbero dalla biodiversità. Essa punta sulla qualità piuttosto che sull’accumulo di beni materiali e denaro. Per approfondimenti vedere i siti www.globalcitizencenter.org e www.greeneconomics.net (in inglese).
Groupthink//
Groupthink, o pensiero di gruppo, è il termine con cui nella letteratura scientifica si indica il sistema di pensiero esibito dai membri di un gruppo sociale per minimizzare i conflitti e raggiungere  il consenso senza una messa a punto, analisi e valutazione critica delle idee. Creatività individuale, originalità e autonomia di pensiero vengono sacrificati al perseguimento dei valori di coesione del gruppo, allo stesso modo sono smarriti i vantaggi che derivano da un bilanciamento ragionevole di scelte e opinioni che possono normalmente essere ottenuti agendo come gruppo nel prendere decisioni. Nel fenomeno del groupthink i membri del gruppo evitano di promuovere punti di vista al di fuori della zona confortevole del pensiero consensuale. I motivi che inducono a simili comportamenti sono vari. Tra essi vi può essere il desiderio di evitare di proporsi in situazioni che, nel giudizio del gruppo, possano essere tacciate come ingenue o stupide, o il desiderio di evitare l'imbarazzo o l'ira di altri membri del gruppo. Il groupthink si manifesta quando un gruppo omogeneo e altamente coeso è così impegnato a perseverare l'unanimità da non valutare le possibili opzioni e alternative. Esso si rivela una patologia nel processo di assunzione di decisioni, che porta ad un esame incompleto delle alternative, ad una ricerca incompleta degli obiettivi, di informazioni, mancato esame dei rischi connessi alla scelta preferita. Per prevenire il groupthink, il leader dovrebbe assegnare a ciascun membro il ruolo di "valutatore critico", permettendo a ciascuno di esprimere liberamente obiezioni e dubbi, dovrebbero essere prese in considerazione tutte le alternative, e l'organizzazione dovrebbe creare molti gruppi indipendenti a lavorare sullo stesso problema, possibilmente dovrebbero essere invitati degli esperti esterni a prendere parte agli incontri.
Hand to Hand//
Letteralmente "hand to hand" significa mano a mano, ed è più una tecnica promozionale, piuttosto che una propria strategia di marketing. Le Fiere, ad esempio, sono una forma di hand to hand, poichè la comunicazione, a volte anche il campione prodotto, vengono dati direttamente "in mano" al consumatore. Un'altra forma è costituita da veicoli appositamente addobati, che girano all'interno di una città, o in più città, creando volta per volta dei mini-eventi, magari anche con musica, piccoli spettacoli, personaggi in maschera per attirare il pubblico e dare volantini, documentazione, campioni di prodotto. Una terza forma è costituita dall'uso dei promoters, o propagandisti, che vanno a visitare direttamente i consumatori potenziali.
Health Belief Model//
E' il modello cognitivo più frequentemente usato negli studi sui comportamenti sanitari e nelle ricerche il cui scopo è la comprensione di come possa avvenire la modifica di alcuni comportamenti. Originariamente tale teoria ipotizzava che i comportamenti relativi al proprio stato di salute fossero determinati da quattro fattori: la vulnerabilità personale, intesa come la percezione soggettiva del rischio di contrarre una malattia; la percezione della gravità della malattia, intesa come la convinzione che le conseguenze della stessa possano essere molto negative per la propria vita; la percezione dell'efficacia, in termini costi-benefici, include le convinzioni soggettive riguardanti l'efficacia di strategie comportamentali destinate a ridurre la vulnerabilità o la minaccia di malattia; la percezione delle barriere intesa come la personale valutazione degli aspetti che possono ostacolare l'azione. Questi quattro fattori, considerati globalmente, danno origine ad una sorta di prontezza psicologica all'azione. Se il grado di disponibilità all'azione raggiunge una certa soglia e le condizioni ambientali lo consentono esiste una buona probabilità che il soggetto agisca per modificare il proprio comportamento.
Help Desk//
L´Help Desk è un servizio di assistenza tecnica che si rivolge sia agli utilizzatori interni delle infrastrutture informatiche di un´organizzazione che ad un´utenza esterna ad essa fungendo come servizio. L´Help Desk può essere impostato in diversi modi, ad esempio attraverso un servizio on-line oppure strutturato come Call Center.
L´Help Desk negli ultimi anni è diventato un el emento strategico dei servizi erogati nell´ambito dell´e-Government. Tutte le amministrazioni con servizi e-Government avanzati po s siedono ormai uno o più di questi servizi di assistenza di modo da aiutare i cittadini a risolvere i loro problemi durante la fruizione dei servizi on-line.
Hikikomori//
Hikikomori ("Stare in disparte, isolarsi") è un termine giapponese che sta ad indicare un fenomeno comportamentale riguardante gli adolescenti e i giovani post-adolescenti in cui si rigetta la vita pubblica e si tende ad evitare qualsiasi coinvolgimento sociale. Si tende quindi ad isolarsi chiudendosi nelle proprie case e interrompendo ogni genere di rapporto con gli altri, fuori dalle mura domestiche. L'hikikomori diventa schiavo della propria vita sedentaria, gioca con videogiochi e guarda la televisione durante tutto il proprio tempo libero. L'unico mezzo di comunicazione che usa è internet, con cui si crea un vero e proprio mondo tutto suo, con amici conosciuti online (definizione tratta da Wikipedia).

 

ICT (Information and Communication Technology)//
Il termine venne coniato per la prima volta nel 1997 nella relazione Stevenson sull’utilizzo delle tecnologie informatiche nel campo scolastico nel Regno Unito. Non risulta semplice fornire una definizione univoca, poiché non ne esiste una generale e condivisa. Nelle ICT si fondono differenti componenti, quali la computer technology, le telecomunicazioni, l’elettronica e i media. Le ICT comprendono quindi qualsiasi dispositivo di comunicazione o di applicazione come radio, televisione, telefoni cellulari, pc, hardware di rete, così come i vari servizi e le applicazioni ad essi associati, come ad esempio la videoconferenza, la formazione a distanza. Queste tecnologie sono attualmente utilizzate in diversi settori produttivi dell’industria manifatturiera e dei servizi, essendo usate sia per il trattamento, l’elaborazione e la comunicazione delle informazioni, sia per la fabbricazione di prodotti che utilizzano processi elettronici al fine di rilevare, misurare o registrare fenomeni fisici. Secondo la Commissione europea, l’importanza delle ICT consiste nella loro capacità di creare un maggiore accesso alle informazioni. Molti Paesi in tutto il mondo hanno istituito organismi per la promozione delle ICT, in quanto si teme che il crescente progresso tecnologico, nelle nazioni sviluppate, contribuisca ad aggravare il divario economico con i Paesi in via di sviluppo. Per maggiori informazioni vedere Information Technology Association of America. Una ricostruzione storica del concetto di Tecnologia e Società dell'Informazione è contenuta in Mattelart, A. (2002), Storia della società dell'informazione, Torino: Einaudi.
Infomobilità//
Per Infomobilità si intende l'utilizzo di strumenti e servizi ICT per permettere l'invio, la raccolta e l'elaborazione di informazioni tra alcuni soggetti in movimento e alcune applicazioni informatiche. I soggetti in movimento possono essere alternativamente persone, merci e mezzi di trasporto. Le applicazioni cui accedono possono essere database (es. informazioni su un luogo, stato di una consegna ecc.), applicazioni transattive (es. pagamenti), mappe (es. localizzazione, indirizzamento ecc.). Nonostante il suo utilizzo sia sempre più trasversale, l'industria automobilistica e dei trasporti/logistica è il campo nativo di applicazioni per l'infomobilità. Esempi di applicazioni diffuse in questo ambito sono il pagamento dei pedaggi, incluso l'accesso a zone a traffico limitato e "access charge", il tracciamento nello smaltimento rifiuti e nel trasporto di merci pericolose, il controllo del transito dei vagoni ferroviari.
Informagiovani//
Gli "Informagiovani" sono sportelli di informazione ed orientamento promossi da enti locali (in particolare i Comuni), associazioni, cooperative, privati.
Presso tali sportelli i giovani possono ricevere gratuitamente informazioni di vario genere attinenti i loro diversi interessi, dalla scuola, al lavoro, al tempo libero.
Questi centri sono collegati a banche dati nazionali e sono perciò in grado di coprire vaste aree informative, sia nel senso che riguardano molteplici contenuti e settori, sia nel senso che le informazioni sono riferite non solo all’ambito locale, ma anche a quello nazionale ed internazionale.
interoperabilità//
Il termine interoperabilità è utilizzato in ambito tecnologico per indicare un elevato grado di sinergia tra sistemi diversi al fine di offrire servizi o funzionalità nuove. È direttamente legato alla ormai consolidata tendenza di far convergere su alcune tecnologie evolute una vasta gamma di servizi. Un esempio nel settore delle telecomunicazioni è dato dalle diverse modalità di accesso a Internet: la possibilità di accedere tramite la rete telefonica tradizionale utilizzando la tecnologia ADSL o tramite GPRS, WAP, UMTS con un telefono cellulare. Alternative più avanzate permettono di utilizzare un terminale via satellite o una rete senza fili; tutti esempi di interoperabilità.
In particolare, nella P.A. il concetto di interoperabilità indica la possibilità per un sistema di protocollo informatico ricevente di una certa amministrazione di trattare automaticamente le informazioni trasmesse dal sistema di protocollo informatico mittente di un'altra amministrazione al fine di automatizzare le attività e i processi sottostanti. Per approfondimenti, si veda il sito Protocollo Informatico del CNIPA.
IPCC ( Iterngovernmental Panel on Climate Change)//
L’IPCC è stato istituito nel 1988 dalla World Meteorological Organization (WMO) e dallo United Nations Environment Programme (UNEP) allo scopo di fornire ai decisori politici una valutazione scientifica della letteratura tecnico-scientifica e socio-economica disponibile in materia di cambiamenti climatici, impatti, adattamento, mitigazione. E’ un organo intergovernativo (e non di ricerca diretta) aperto a tutti i Paesi membri della WMO e dell’UNEP. Ogni governo ha un Focal Point IPCC che coordina le attività relative all’IPCC nel proprio paese, in Italia questo ruolo è ricoperto da Enea. Partecipano al lavoro dell’IPCC anche le Organizzazioni internazionali, intergovernative e non-governative. L’IPCC ha tre gruppi di lavoro (Working Group - WG) e una Task Force: il Gruppo di lavoro I (WG I) sul sistema clima e sui cambiamenti climatici; il Gruppo di lavoro II (WG II) sulla vulnerabilità dei sistemi naturali e socio-economici, gli impatti dei cambiamenti climatici e le opzioni di adattamento; il Gruppo di lavoro III (WG III) sulla mitigazione dei cambiamenti climatici (vale a dire la riduzione delle emissioni dei gas effetto serra (Green House Gases - GHGs); la Task Force sugli Inventari Nazionali dei gas effetto serra, responsabile del programma IPCC sugli Inventari Nazionali dei gas effetto serra. Il comitato si riunisce una volta l’anno in sessione plenaria, dove adotta tutte le decisioni ufficiali riguardo l’approvazione dei rapporti, la definizione dei piani di lavoro dei WG e della Task Force, e le disposizioni sul mandato, le procedure ed il budget.( Per maggiori informazioni vedere Ipcc - Intergovernmental panel on climate change )
Knowledge Economy//
Knowledge Economy è un termine che si riferisce sia a una economia della conoscenza incentrata sulla produzione e gestione delle conoscenze nell'ambito di vincoli economici, sia ad una economia basata sulla conoscenza. Nel secondo significato ci si riferisce prevalentemente all'uso delle conoscenze tecnologiche per la produzione di benefici economici, nonché per la creazione di posti di lavoro. Il termine è stato divulgato, se non inventato da Peter Drucker, come titolo del capitolo 12 nel suo libro "The age of Discontinuity". La differenza essenziale è che in una economia della conoscenza, la conoscenza è un prodotto, mentre in una economia basata sulla conoscenza, la conoscenza è uno strumento. Questa differenza non è ancora ben distinta nella letteratura dedicata alla materia. Un concetto chiave dell'economia della conoscenza è che la conoscenza e l'istruzione, spesso definiti come "capitale umano", possono essere trattati come un prodotto commerciale o un'attività produttiva.
Knowledge Management - Gestione della conoscenza//
Non esiste un'unica e conclusiva definizione di knowledge management. In senso lato, il concetto può riferirsi alla preservazione e alla condivisione della conoscenza, o meglio all'insieme di strumenti e metodologie gestionali che facilitano un'efficiente creazione e scambio di conoscenza a tutti i livelli dell'organizzazione con il fine di creare valore per l'impresa. Gestire la conoscenza significa evitare la perdita ed obsoloscenza di risorse intellettuali; acquisire le risorse di maggiore valore; cercare alternative di lavoro collaborativo e flessibile, aumentare il valore dei servizi e dei prodotti per i consumatori, supportare iniziative organizzative quali total quality management, business process reingeneering e apprendimento organizzativo. Tale gestione si svolge secondo due dimensioni: l'estrazione e la strutturazione del proprio patrimonio di conoscenze, e lo sviluppo e l'utilizzazione di tale patrimonio. Alcuni esempi di applicativi per la gestione della conoscenza possono essere i wiki, i content management system, i sistemi per l'e-learning , i sistemi di gestione documentale, groupware , software per la gestone di FAQ, i sitemi per l'instant messaging.
Knowledge Worker - Lavoratore della conoscenza//
I knowledge worker sono individui apprezzati per per la loro capacità di interpretare le informazioni, essi usano la capacità di ricerca per definire i problemi e individuare le possibili soluzioni alternative, nel tentativo di influenzare le decisioni aziendali, le priorità e le strategie. Il termine venne coniato da Peter Drucker nel 1959 per indicare colui che lavora principalmente con le informazioni o sviluppa e utilizza la conoscenza sul posto di lavoro. Una recente ricerca, condotta in Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, ha messo in evidenza che scienziati, manager, professionals e tecnici superiori hanno raggiunto quote altissime della popolazione lavorativa. Stanno infatti aumentando i campi in cui i lavoratori della conoscenza possono operare. I knowledge worker operano su processi immateriali, il cui output è nuova conoscenza. E' stato messo in evidenza da più economisti che nell'età agricola, la ricchezza era data dalla proprietà dei terreni, nell'età industriale, la ricchezza era basata sulla proprietà del capitale, quindi delle fabbriche, nell'era dell'Information and Communication technology, la ricchezza si basa sulla capacità di utilizzare le conoscenze che si possiedono per creare o migliorare prodotti e servizi. Avere buoni knowledge workers significa possedere quindi un capitale in grado di fare la differenza in una economia globalizzata e altamente competitiva.
Lamer//
Nel linguaggio non specializzato lamer viene spesso utilizzato come sinonimo di cracker e hacker, tuttavia, tali termini non andrebbero confusi, in quanto hanno significati diversi.
Hacker è una parola nata negli anni ’60 negli Stati Uniti, per indicare una persona scaltra che, con una mossa di genio, riesce a risolvere un problema difficile. Lo “jargon file”, archivio del gergo hacker, contiene molte definizioni per spiegare tale vocabolo, ma quasi tutte hanno a che fare con l’attitudine tecnica e il piacere di risolvere problemi e superare limiti, quindi un hacker è una persona, con una propria etica, che si diverte ad esplorare i dettagli dei sistemi di programmazione e come espandere le loro capacità. Il termine cracker è nato nel 1985, e venne coniato dagli stessi hacker per indicare i pirati e i criminali informatici, quindi un cracker è colui che sfrutta le proprie capacità per eludere i blocchi imposti da qualsiasi software al fine di distruggere, ingannare ma soprattutto guadagnare. Laddove l’hacker costruisce, il cracker distrugge provocando danni, o rubando dati. Il Lamer è invece un aspirarante cracker con conoscenze informatiche limitate, in inglese infatti la parola significa “zoppo”. Il termine sembra avere avuto origine nell’ambiente del commodore 64 durante la metà degli anni ’80. Il lamer è quindi una persona che per puro divertimento personale e per vandalismo cerca di provocare danni. Questo può avvenire attraverso l’invio di trojan (virus) ad altri utenti al fine di avere accesso ai loro sistemi per poi eventualmente danneggiare o distruggere le informazioni, oppure attraverso l’utilizzo di piccoli programmi, che i lamer reperiscono nel web allo scopo di danneggiarli o sfregiarli. (per approfondimenti vedi The Jargon File)

 

Leader//
I concetti di leader e leadership hanno un’applicazione sempre più vasta nella nostra società, non solo in management, ma in ogni aspetto della nostra vita quotidiana. La parola leader deriva dal verbo inglese to lead, che significa guidare, condurre, dirigere. Il leader è dunque colui che sa guidare un gruppo di persone, che vengono definite followers, cioè coloro che seguono, è colui che conosce gli obiettivi da raggiungere e dirige e lavora con la squadra per il loro conseguimento. Leader non è un concetto legato al ruolo della persona, ma un concetto legato a quello che si fa e, soprattutto, a come lo si fa, quindi i leader hanno sempre gli stessi caratteri distintivi. Il vero leader possiede self-awareness, cioè è pienamente cosciente della propria intelligenza e delle proprie capacità e sa come usare queste doti per raggiungere determinati obiettivi; credibilità tutti coloro che hanno a che fare con lui, lo reputano una persona credibile ed affidabile; empatia: il leader è capace di comprendere gli altri, di capire quello che provano; onestà, il vero leader è una persona corretta e leale. Altre qualità che devono essere possedute da un capo sono: capacità comunicativa, capacità di esprimere chiaramente le idee e gli obiettivi da raggiungere; capacità di ascoltare e vision.
Leader autocratico//
Esistono vari stili di leadership. Il leader autocratico è forse la figura che più comunemente viene associata al termine capo. Il leader autocratico, così come suggerisce la definizione stessa, è quello che, in etologia, risulta essere affine al concetto di capobranco o “maschio alfa”. Il leader autocratico è quello che impugna il “bastone del comando”, è colui che esercita il suo potere sul gruppo, dettando le tempistiche di lavoro, colui che concede e toglie la parola ai membri del gruppo, è colui che prende le decisioni e che definisce in toto l’andamento del gruppo, è lui che si fa carico delle responsabilità assegnate al gruppo ed è a lui che spetta premiare e punire coloro che “non seguono le regole che ha dettato”. Insomma, il leader autocratico è colui che comanda, e che fa in un certo senso “pesare” sul gruppo la rilevanza del suo ruolo. Sono le sue idee e le sue direttive che devono essere attuate e non c’è margine di discussione, lui non propone, lui comanda. Questa tipologia di leadeship è tipica degli ambienti militari, ma è rinvenibile in numerose realtà aziendali. I leader autocratici cui sono stati sottoposti test di personalità hanno mostrato punteggi incredibilmente elevati nel livello di conoscenza del sé, nella sicurezza di sé e nell’energia personale. I leader autocratici risultano quindi essere persone sicure di sé, consapevoli del loro ruolo, delle loro responsabilità, sono persone consapevoli di “potere fare la differenza”, e spingono il gruppo a perseguire la meta che egli ha stabilito. Personalità come queste normalmente tendono ad accentrare su di sé le attenzioni dei membri del gruppo, si ergono loro rappresentanti e protettori, sono persone indubbiamente notevoli, dotate di una forte energia e di un indiscusso carisma, disposti a fare di tutto perché il loro gruppo funzioni. Tuttavia, quando questi leader sentono minacciata la loro posizione, tendono a diventare incredibilmente aggressivi e ad affermare ulteriormente il loro ruolo nel gruppo.
Leader Democratico//
Il secondo grande stile studiato dagli psicologi sociali è il così detto stile di leadership democratica o partecipativa. Questa è in linea di principio la modalità di esercizio del comando che consente al gruppo di operare nel modo più equilibrato in termini di rapoorto tra efficienza e soddisfazione. Questo stile incoraggia la partecipazione dei collaboratori nella presa di decisione. Attraverso il coinvolgimento nel processo decisionale, i collaboratori si sentono corresponsabili nelle decisioni prese e dei risultati che producono. Nella leadership democratica, il focus dello stile è incentrato sulla dimensione della partecipazione e, conseguentemente, della delega. Lo stile partecipativo permette di arricchire il processo decisionale attingendo alle diverse competenze dei collaboratori. Con l'approccio partecipativo, il processo decisionale diventa più lungo e complicato, ma i risultati sono migliori a livello sia individuale, sia del gruppo nel suo insieme. In linea generale bisognerebbe sempre cercare di instaurare una leadership democratica, a meno che il gruppo non debba affrontare situazioni di emergenza in cui è molto più importatnte il semplice espletamento e raggiungimento del compito in cui , quindi, è più indicata una leadeship di tipo autoritario, però in generale, soprattutto in organizzazioni complesse, la leadership democratica tende a produrre risultati migliori come performance degli individui del gruppo nel suo complesso rispetto alle altre forme di leadership
Leale collaborazione//
Il principio di leale collaborazione ha origine dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e si evolve attraverso il largo uso che ne fa la Consulta nella risoluzione delle controversie fra Stato e Regioni, invitati entrambi a collaborare nello svolgimento delle proprie funzioni amministrative e legislative anche attraverso il raggiungimento di accordi o intese o lo scambio di informazioni. Con la riforma del Titolo V della parte seconda della Costituzione (legge cost. n. 3/2001) il principio di leale collaborazione è stato inserito nell’articolo 120 comma secondo: “Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione”.
Anche se non viene esplicitamente annoverato tra i principi di generale applicazione, la Corte costituzionale ha continuato a utilizzare il principio di leale collaborazione in via generale, riferendosi ad una collaborazione paritaria tra Stato e Regioni e non solo alla collaborazione per la tutela di interessi puramente statali.
Learning Management System//
Insieme delle funzioni amministrative di una infrastruttura software di e-learning che consentono di gestire attività quali la preparazione dei corsi e dei curricula, la creazione dei cataloghi e dei calendari degli insegnamenti, l’iscrizione degli studenti, il monitoraggio dello studio, la misurazione e la valutazione dei risultati, la certificazione. È un sistema che gestisce sia le aule fisiche che quelle virtuali e l’inventario dei diversi materiali didattici. Un buon LMS comprende quindi le funzioni che coinvolgono le diverse figure che possono operare nell’ambiente di formazione distribuita: gli studenti, gli amministratori, i docenti e i tutor e può costituire un nucleo importante di sistema ERP per la formazione.

 

Libri verdi, libri bianchi...//
1 - I libri verdi sono dei documenti pubblicati dalla Commissione Europea attraverso i quali si vuole stimolare la riflessione e lanciare la consultazione a livello europeo su temi particolari (ad esempio politica sociale, monet a unica, telecomu nicazioni, ecc );
 2 - le consultazioni effettuate attraverso un libro verde possono in seguito dare adito alla pubblicazione di un libro bianco che trasf or ma le riflessioni in proposte concrete per azioni comunitarie in campi specifici;
3 - a sua volta quando un libro bianco è accolto favorevolmente dal Consiglio, esso potrebbe sfociare in un programma d´azione dell´Unione nello specifico settore.
Definizioni tratte dal glossario dell´ OPIB - Osservatorio dei programmi internaziona li per l e biblioteche.
Lifelong Learning//
Con il termine di Lifelong Learning (LLL) si intende il processo di apprendimento lungo l’intero arco della vita. In lingua italiana si usa anche il termine "Formazione Permanente". Il concetto di LLL viene ufficializzato e celebrato nel 1996 con la pubblicazione del Libro Bianco di Edith Cresson. L’apprendimento permanente comprende l’intera gamma di modalità dell’apprendimento formale, non formale e informale. L’apprendimento formale è quello che si svolge negli istituti di istruzione e di formazione e porta all’ottenimento di diplomi e di qualifiche riconosciute; l’apprendimento non formale è quello che viene dispensato sul luogo di lavoro o nel quadro di attività di organizzazioni o gruppi della società civili, mentre quello informale è il corollario naturale della vita quotidiana. Contrariamente all’apprendimento formale e non formale esso non è necessariamente intenzionale e può pertanto non essere riconosciuto, a volte dallo stesso interessato, come apporto alle sue conoscenze e competenze. Il LLL è divenuto per l’unione europea uno strumento chiave per lo sviluppo della competitività, configurandosi come un processo sociale di vasta portata e una strategia di policy caratterizzata dalla necessità di forti investimenti. ( per approfondimenti vedi “La qualità dell’offerta formativa nell’ottica del lifelong learning di Marina Cacace e Stefano Taurelli”).
MAG - Mutue Auto-Gestite//
La finanza etica è stata introdotta e sperimentata in Italia dalle MAG, cooperative finanziarie senza fini di lucro in cui l'attività di raccolta, di risparmio e di finanziamento è ispirata dai valori della partecipazione, della trasparenza, della qualità sociale ed ambientale. La prima MAG è nata a Verona nel 1978, ma adesso ci sono MAG a Milano, Udine, Padova, Torino, Reggio Emilia, Genova e Venezia. Hanno come scopo l'erogazione di credito , in dimensioni ridotte e a tassi di interesse contenuti, a organizzazioni del terzo settore che difficilmente avrebbero potuto avere accesso al circuito creditizio tradizionale.
Mainstreaming//
Neologismo co ntenuto nei documenti programmatici della Comunità Europea (significa letteralmente “stare nella corrente principale”), sottolinea la nuova collocazione del concetto di Pari Opportunità come prospettiva di genere, trasversale a tutte le iniziative finanziate dai programmi comunitari per il lavoro e la formazione. La strategia del mainstreaming non si limita a sostenere politiche a favore delle donne, ma tende a modificare l´esistente (contesti professionali, sociali ecc) rendendolo più idoneo alle specificità dei generi. Il mainstreaming non è dunque alternativo, ma complementare alle azioni a favore delle sole donne e ne deve diffondere le finalità anche in altri ambiti.
Per approfondimenti sul tema vai al sito del Ministero per le Pari Opportunità .
MAN//
Una rete metropolitana o (in inglese) Metropolitan Area Network č una rete telematica che serve un'area approssimativamente pari all'estensione di una grande cittā. Le reti di questo tipo vengono realizzate con tecniche innovative, come per esempio la posa di cavi a fibre ottiche nei tunnel della metropolitana. Una caratteristica delle reti MAN č la grande velocitā di connessione. Le reti MAN sono pių estese delle reti LAN (Local Area Network) ma meno delle reti WAN (Wide Area Network).
Mappa Mentale//
Una mappa mentale è una forma di rappresentazione grafica del pensiero teorizzata dal cognitivista inglese Tony Buzan, a partire da alcune riflessioni sulle tecniche per prendere appunti. Le mappe mentali (mind maps) non vanno confuse con altri tipi di mappe, come ad es. le mappe concettuali dalle quali si differenziano, sia per strutturazione, sia per il modello realizzativo, sia per gli ambiti di utilizzo. Le mappe mentali hanno una struttura essenzialmente gerarchico-associativa. Questo significa che sono solo due le tipologie di connessioni che possono essere create: gerarchiche, detta anche rami, che collegano ciascun elemento con quello che lo precede; associative (dette anche associazioni) che collegano elementi gerarchicamente disposti in punti diversi della mappa. La mappa mentale è uno strumento votato alla creatività, alla memorizzazione, all'annotazione in chiave personale, per questa ragione è importante che una mappa mentale venga prodotta a colori fin dalle prime fasi di realizzazione, inoltre gli elementi devono essere descritti con singole parole chiave. Le mappe mentali fanno leva soprattutto sulle capacità creative personali e di gruppo, sulle risorse mentali inconsce , sono quindi particolarmente efficaci come strumenti di annotazione e di apprendimento. Una mappa mentale può costituire il punto di partenza di un processo creativo, che porta alla realizzazione di materiali diversi per natura e per formato di rappresentazione. E' il caso di un brainstorming di gruppo che, supportato da una mappa mentale, prelude alla definizione di obiettivi strategici, alla formulazione di un progetto, alla scrittura di documentazione testuale.
Mappe Concettuali//
Le mappe concettuali sono uno strumento grafico per rappresentare informazione e conoscenza, teorizzato da Joseph Novak, negli anni '70. Servono per rappresentare in un grafico le proprie conoscenze intorno ad un argomento secondo un principio cognitivo di tipo costruttivista, per cui ciascuno è autore del proprio percorso conoscitivo all'interno di un contesto, e mirano a contribuire alla realizzazione di un apprendimento significativo, in grado cioè di modificare davvero le strutture cognitive del soggetto e contrapposto all'apprendimento meccanico, che si fonda sull'acquisizione mnemonica. Secondo l'impostazione originale di Novack , le caratteristiche essenziali di una mappa concettuale sono le seguenti: è costituita da nodi concettuali, ciascuno dei quali rappresenta un concetto elementare e viene descritto con un'etichetta apposta ad una sagoma geometrica; i nodi concettuali sono collegati mediante delle relazioni di tipo connessionista, vale a dire vengono in genere rappresentate come frecce orientate e dotate di un'etichetta descrittiva; la struttura complessiva è di tipo reticolare. Spesso le mappe concettuali sono messe in relazione con le mappe mentali di Buzan. Da queste ultime le mappe concettuali si differenziano per il loro orientamento spiccatamente cognitivo che le rende particolarmente utili in contesti quali la gestione della conoscenza, la formazione, la risoluzione dei problemi. Al contrario le mappe mentali, maggiormente orientate all'ambito creativo, sono utilizzate in chiave evocativa ed emozionale.
Market Analisys//
Scopo dell'analisi di mercato è la completa conoscenza di tutti gli aspetti del mercato obiettivo , che consenta di formulare un piano idoneo ad acquisirne una quotra. La market analisys permette di identificare il segmento di mercato su cui si focalizzare l'attenzione e, quindi, di valutare il volume di vendite ottenibile; di stimare l'ampiezza attuale del mercato e la sua evoluzione futura nell'arco di tempo preso a riferimento; di conoscere i potenziali acquirenti e concorrenti attuali e quelli futuri; di definire la strategia di marketing nella sua globalità. In altre parole, consente di verificare se esiste una domanda per quel porodotto/servizio. Conviene effettuare lo studio del mercato per livelli, partendo dall'ambiente generale, e focalizzandosi successivamente sul segmento di mercato specifico, nel quale opererà l'impresa. Può risultare utile per l'analisi di mercato, lo studio che si fonda sul cosiddetto effetto Pareto. Si tratta di un fenomeno osservato nella generalità delle imprese produttrici, sia di beni di consumo, sia di beni industriali, oppure di servizi: una piccola percentuale dei clienti dell'azienda incide enormemente sul suo fatturato. In genere si rileva la proporzione 80/20: il 20% dei clienti totali dell'impresa contribuisce per l'80% del suo fatturato. Questo significa che nello studio del mercato, l'impreditore dovrebbe subito individuare questo 20% e focalizzare i suoi sforzi su di essi per non disperdere ingenti risorse nel raggiungere acquirenti marginali, i quali inciderebbero solo in una piccola misura sui suoi guadagni.
Market Place//
Il market place (o mercato elettronico) è un luogo virtuale nel quale dei fornitori, precedentemente abilitati, pubblicano i propri prodotti specificandone le caratteristiche e le condizioni di fornitura. Gli acquirenti registrati al sistema possono accedervi, confrontare le offerte pubblicate dai fornitori, chiederne una quotazione dei prezzi ed eventualmente procedere all´acquisto.
Un mercato elettronico è gestito da un soggetto che definisce le regole di accesso per i fornitori e gli acquirenti, sia dal punto di vista tecnologico sia da quello dei requisiti necessari per l´abilitazione dei fornitori e/o i beni e i servizi e degl i acquirenti.
Il mercato elettronico per le pubbliche amministrazioni è disciplinato dal D.P.R. n. 101 del 4 aprile 2002 (definizione tratta dal sito web Intercent-ER , l´agenzia regionale per l´acquisto di beni e servizi in Emilia-Romagna).
Marketing territoriale//
Il marketing territoriale non ha a che vedere, come molti credono, con la mera promozione dell'immagine del territorio, né tanto meno dell'amministrazione o dell'ente promotore, ma mira a costruire condizioni favorevoli per il migliore collocamento sul mercato dei prodotti e dei servizi di una certa area.
Ad esempio, un festival di letteratura è strumento di marketing territoriale solo se contribuisce ad aumentare le vendite delle librerie cittadine, a prolungare i pernotti nelle città, a movimentare l'indotto immobiliare delle dimore storiche dell'area...
Approfondimenti sul  marketing territoriale sul sito www.comunicatoripubblici.it
Marketing Virale//
Il Marketing Virale è un’evoluzione del "marketing multilivello" o "network marketing" (marketing "di rete"). Tale termine viene utilizzato anche per indicare azioni che sono, invece, di sola comunicazione. La parola nasce nella metà degli anni '90, con Draper Fisher Jurvtson, e consiste nella diffusione di un messaggio pubblicitario attraverso il passaparola. La tecnica di marketing e la comunicazione messa in atto devono quindi contenere in sé qualcosa che spinge chi la riceve a diffonderla a sua volta, proprio come un virus. Affinché una campagna di viral marketing abbia successo sono quindi necessari tre fattori di partenza: un gruppo di soggetti capaci di diffondere il messaggio e di influenzare gli altri; un messaggio/idea in grado di colpire e di rimanere impresso nella memoria, un contesto ambientale favorevole alla diffusione del messaggio. La campagna virale ha poi successo se la diffusione del messaggio porta a chi lo comunica un vantaggio in termini di riconoscimento sociale; se il valore del prodotto/servizio aumenta in maniera significativa tante più sono le persone che lo utilizzano; se la diffusione del messaggio/prodotto/servizio porta un vantaggio, anche economico, al mittente e/o al destinatario. Ultimamente, questa tecnica promozionale si sta diffondendo anche nella P.A., che cerca di sfruttarla per promuovere campagne sociali o propri servizi ai cittadini.
(Per maggiori approfondimenti “Marketing Virale” nella diffusione di nuove tecnologie:teorie e casi di Paolo Bonetti – Dipartimento di Tecnica ed Economia delle Aziende, Università di Genova)
Meccanismo di Sviluppo Pulito//
Nel Dicembre del 1997 a Kyoto si è tenuta la prima Convenzione sul Cambiamento Climatico al fine di ridurre le emissioni dei cosiddetti “gas serra”. Il protocollo prevede tre meccanismi che rendono più flessibile e meno onerosa l’attuazione di tali obiettivi per i Paesi che vi aderiscono. Si tratta del Meccanismo di sviluppo pulito, Meccanismo di attuazione congiunta e dello Scambio dei diritti di emissione. Il Meccanismo di Sviluppo Pulito permette alle imprese dei Paesi industrializzati con vincoli di emissione di realizzare progetti che mirano alla riduzione delle emissioni di gas serra nei Paesi in via di sviluppo senza vincoli di emissione. Lo scopo di questo meccanismo è duplice: da una parte permette ai Paesi in via di sviluppo di disporre di tecnologie più pulite e di orientarsi sulla via dello sviluppo sostenibile, dall’altra permette l’abbattimento delle emissioni dove è economicamente più conveniente. Il funzionamento è quindi semplice: un'azienda privata od un soggetto pubblico realizza un progetto in un Paese in via di sviluppo mirato alla limitazione delle emissioni di gas serra. La differenza fra la quantità di gas serra emessa realmente e quella che sarebbe stata emessa senza la realizzazione del progetto (scenario di riferimento o baseline), è considerata emissione evitata ed accreditata sotto forma di CER (crediti di emissione) che possono essere accumulati e/o venduti sul mercato. ( per approfondimenti vedi il sito del CENSO – Centrostudi Internazionale Energia e Sviluppo Sostenibile)
Mediatore Culturale//
Il mediatore culturale è una figura chiave nel processo di integrazione degli stranieri: italiano o straniero, facilita le relazioni tra immigrati e società di accoglienza. 
Il mediatore infatti affianca gli operatori italiani, pubblici e privati, nelle attività di consulenza, informazione, formazione, orientamento e accompagnamento rivolte agli immigrati nella scuola, nell´ambito sanitario, nelle questure, nelle Direzioni provinciali del lavoro e negli uffici pubblici in genere (definizione tratta dal sito web del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali).
Mediatore europeo//
Il mediatore europeo è nominato dal Parlamento europeo dopo ogni elezione di quest´ultimo e per la durata della legislatura. È abilitato a ricevere le denunce di qualsiasi cittadino dell´Unione o di qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o che abbia la sede sociale in uno Stato membro, denunce che devono riguardare casi di cattiva amministrazione nell´operato delle istituzioni o degli organi comunitari (salvo la Corte di giustizia ed il Tribunale di primo grado nell´esercizio delle loro funzioni giurisdizionali).
Qualora il mediatore constati un caso di cattiva amministrazione egli ne investe l´istituzione interessata, procede alle indagini che ritiene necessarie, ricerca una soluzione che possa rimuovere il problema e propone eventualmente progetti di raccomandazione cui l´istituzione è tenuta a rispondere entro tre mesi, attraverso un parere circostanziato.
Al termine di ciascuna sessione annuale del Parlamento europeo, il mediatore presenta una relazione.
(definizione tratta dal glossario di Europa del Portale dell´Unione Europea)
Mentoring//
Il mentoring è un’attività formativa finalizzata allo sviluppo delle potenzialità. Il termine risale alla mitologia greca: Ulisse, partendo alla volta di Troia, affidò all’amico Mentore la sua casa e il figlio Telemaco, raccomandandogli di dividere con lui tutta la sua sapienza. Seguendo la definizione fornita da Bowen, il mentoring si realizza quando una persona anziana, in termini di età e di esperienza (il mentore), si impegna a fornire informazioni, consiglio e supporto emotivo ad una persona più giovane ed inesperta ( il protetto o mentee), in una relazione durevole ed estesa nel tempo, contrassegnata da un impegno emotivo da entrambe le parti. In passato il mentoring era associato all’apprendistato ma tale associazione evidenziava una trasmissione statica della conoscenza, una trasmissione unilineare, non passibile di modifiche, che non permetteva al mentee il libero sviluppo della propria personalità, come se il suo unico fine fosse quello di diventare una copia esatta del suo istruttore. In realtà il mentoring è finalizzato al miglioramento delle performance e allo sviluppo di abilità individuali, ad agevolare l’apprendimento e l’inserimento in azienda. In base alle caratteristiche di ruolo e di stile, si può distinguere tra Mentore corporate, se agisce come una guida nelle varie fasi della carriera di una persona; Mentore qualification, se viene richiesto da un ente o un’associazione professionale per guidare uno studente fino al conseguimento del titolo professionale; Mentore Community se si tratta di un compagno consigliere che opera in una molteplicità di situazioni, nelle quali le persone possono risultare svantaggiate o in difficoltà
Microfinanza e microcredito//
E' l'insieme dei servizi forniti da istituti bancari o altri soggetti specializzati nelle fasce di popolazione povere e/o in operazioni di importo esiguo, un campo nel quale il sistema finanziario tradizionale non vuole o non può operare.
Vi sono diverse forme di microfinanza o microcredito, sostanzialmente divise tra il prestito di gruppo e il prestito individuale. Quest’ultimo assomiglia al prestito d’onore e genera quindi un rapporto top-down tra istituzione finanziaria e beneficiario del prestito (fattore che rischia di aggravare le asimmetrie e riduce il senso di responsabilità del prenditore), mentre nelle altre forme, come il solidarity group o il village banking, il credito è concesso al gruppo. Un esempio sono le Community Managed Revolving Loan Funds (CMRLF), gruppi finanziari informali, dalle 30 alle 200 persone, che possono essere paragonate a piccole banche che mobilizzano e gestiscono i propri fondi e tendono a diventare nel tempo istituzioni indipendenti.

Le esperienze più nuove di microcredito sono quelle che sono fatte di mutualismo nella raccolta oltre che negli impieghi, cioè vi è “circolarità” nel denaro all’interno della comunità che si viene a creare tra risparmiatori e finanziati, spesso rappresentati dalle stesse persone in fasi successive. In quest’ultimo caso, l'incentivo a restituire è forte proprio perchè si è contemporaneamente sui due lati della triangolazione.
Secondo la filosofia originaria del microcredito chi presta non deve guadagnare, ma nuove forme di microfinanza e microcredito, facilitate soprattutto da internet, promettono piccoli guadagni anche per gli “investitori”. Vai a:
http://www.utopie.it/economia_sostenibile/microcredito.htm per un’analisi del microcredito e della microfinanza
http://www.grameen-info.org/, sito della Grameen Bank in Bangladesh, fondata dal Premio Nobel Muhammad Yunus
http://www.kiva.org per finanziarie direttamente piccoli imprenditori del sud del mondo
Mobbing//
La parola mobbing deriva dal verbo inglese “To mob” (assalire con violenza) preso in prestito dall’etologia, dove venne introdotto da Konrad Lorenz, che lo utilizza per indicare il comportamento aggressivo di alcune specie di uccelli nei confronti dei loro contendenti che tentano di assalirne il nido.
La prima persona che cominciò a studiare il mobbing come violenza psicologica nel luogo di lavoro ed in quanto tale responsabile di patologie per chi lo subisce, è stata lo psicologo tedesco Heinz Leymann che nel 1986 illustrò in un libro le conseguenze, soprattutto sulla sfera neuro- psichica, di chi è esposto ad un comportamento ostile protratto nel tempo, da parte di superiori o dei colleghi di lavoro.
Non esiste una definizione univoca di mobbing dal momento che, trattandosi di un fenomeno dalle molteplici sfaccettature, le definizioni in uso risentono dei particolari punti di vista di chi le esprime.
In questa sede, ci si richiama alla definizione lasciataci da Leymann il quale sostiene che “il terrore psicologico o mobbing lavorativo consiste in una comunicazione ostile e non etica diretta in maniera sistematica da parte di uno o più individui generalmente contro un singolo che, a causa del mobbing, è spinto in una posizione in cui è privo di appoggio e di difesa e lì costretto per mezzo di continue attività mobbizzanti. Queste azioni si verificano con una frequenza piuttosto alta (almeno una volta la settimana) e su un lungo periodo di tempo (una durata di almeno sei mesi)”.
Dalla definizione del fondatore della disciplina emerge con chiarezza che si può correttamente parlare di mobbing quando lo scenario è il luogo di lavoro ed esiste il requisito temporale: le violenze psicologiche devono essere regolari, sistematiche e durare nel tempo.
Mobilità sostenibile//
E´ un sistema organizzativo dei trasporti che offre i mezzi e le opportunità per soddisfare i bisogni economici, ambientali e sociali in modo efficiente ed equo, minimizzando gli impatti negativi che possono essere evitati o ridotti e i relativi costi, e prendendo in considerazione un ampio contesto spazio-temporale.
In pratica le politiche di mobilità sostenibile prevedono la definizione di modalità di trasporto e movimentazione di merci e persone che rispettino i principi dello sviluppo sostenibile: mantenere le emissioni e le scorie entro i limiti che il pianeta può assorbire; utilizzare risorse rinnovabili nell´ambito della generazione presente; impiegare risorse non rinnovabili solo in misura uguale o inferiore al ritmo di sviluppo di risorse alternative rinnovabili, e minimizzare l´uso del suolo e l´inquinamento acustico.
(per approfondimento sulle politiche di mobilità sostenibile vi rimandiamo a RuotepulitER)
Mobility Manager//
All’interno del pacchetto di interventi finalizzato alla riduzione della congestione del traffico e dei suoi effetti, il Decreto Ronchi (D. Lgs. 22/97, aggiornato dal DM 0502/98) propone la possibilità di individuare un mobility manager nelle aziende e negli enti pu bblici con più di 300 dipendenti per unità locale e nelle imprese con più di 800 dipendenti.
Il Mobility Manager aziendale è un soggetto che opera con lo scopo di ridurre l’utilizzo dell’auto privata negli spostamenti sistematici dei dipendenti, attraverso l’adozione del “Piano degli Spostamenti casa-lavoro”, da presentarsi entro il 31 d icembre di ogni anno al Comune, che entro 60 giorni – tramite accordo di programma con il proponente – lo applica. Il lavoro dei Mobility Manager aziendali è coordinato e supportato dall’azione dei Mobility Manager di area (di nomina comunale). Il piano acquista interesse pubblico nel momento in cui favorisce il ricorso a strumenti di trasporto collettivo, riduce l’inquinamento da traffico e la congestione nelle strade della città, introduce aspetti innovativi o forme di incentivazione dell’utilizzo de i mezzi pubblici con forme agevolate di abbonamento (definizione tratta dal sito web "Infomobility-Parma").
Multichannel Marketing//
Il marketing è sempre stato multi-channel, siua per la comunicazione, sia per la distribuzione. Da sempre utilizza una pluralità di mezzi per veicolare le comunicazioni pubblicitarie: dai depliant, alle brochure, agli spazi sui periodici, fino alla radio e alla televisione. Allo stesso modo, i canali di distribuzione dei prodotto sono sempre stati molti: dalla vendita postale per catalogo, al ricorso ad agenti sparsi sul territorio, fino all'utilizzo intenso dell'intermediazione commerciale. Oggi grazie ad Internet, ma anche con altri nuovi mezzi (wap. Sms, etc.), è possibile rendere le esperienze di comunicazione e/o di acquisto omogenee, in grado cioè di dare al cliente quelle sensazioni e quelle esperienze che in passato i diversi mezzi (stampa, televisione, etc.) o i diversi canali (il negoziante sotto casa, il catalogo spedito per posta) potevano dare solo separatamente. Il multi-channel marketing dà la possibilità di fare tutte queste cose allo stesso tempo, di promuovere la stessa iniziativa di marketing con più mezzi, ma offrendo al consumatore la stessa identica senzione o esperienza di acquisto con ognuno. E' fondamentale che il marketing segua anche l'aspetto del reverse marketing (è il cliente a decidere il mezzo/canale): perchè ha bisogno di iniziative il più possibile coerenmti su ogni mezzo, che nel caso di internet (ma non solo) è anche un canale di vendita.
Multiutilities//
Con il termine "multiutilities" vengono designate le imprese che, su base territoriale, erogano servizi come il rifornimento idrico, gas, elettricità, telecomunicazioni, gestione parcheggi e trasporti urbani, nettezza urbana e asporto rifiuti. Multiutility è una definizione di origine anglosassone per identificare aziende a capitale pubblico, privato o misto che si dedicano all'erogazione di due o più servizi pubblici. Molte multiutility in Italia hanno base locale, per esempio comunale, e risalgono alle aziende municipalizzate istituite in epoca giolittiana, recentemente trasformate in società per azioni. Tale trasformazione nell'assetto proprietario sta, tuttavia, facilitando anche in Italia l'avvio di processi di concentrazione su base inter-regionale e l'acquisizione delle ex-municipalizzate minori da parte degli attori di mercato dominanti. Per un approfondimento sull'evoluzione in corso nel settore della governance dei servizi pubblici, si vedano i numeri 2/06, 1/04 della rivista Le Istituzioni del Federalismo e la sezione dedicata ai servizi pubblici sul sito web del Formez .
New Public Management//
E´ un modello strategico di comportamento direzionale, che prevede il rafforzamento del ruolo dirigenziale nel settore pubblico, al quale viene attribuita una maggiore responsabilità gestionale e organizzativa.
I suoi elementi fondamentali sono: 
- la separazione delle funzioni strategiche da quelle più operative
- il controllo e la misurazione dei risultati finali più che delle attività poste in essere per la loro realizzazione
- l’impiego di incentivi legati al raggiungimento degli obiettivi
- la valutazione del costi-benefici più che la correttezza formale del processo
In tale ottica, la concreta realizzazione dei principi del New Public Management è legata alla definizione di metodologie e allo sviluppo di opportuni strumenti per l’introduzione di sistemi di valutazione e controllo strategico.
Nonluoghi//
E’ un neologismo che definisce due concetti complementari ma assolutamente distinti: da una parte quegli spazi costruiti per un fine ben specifico (solitamente di trasporto, transito, commercio, tempo libero e svago) e dall'altra il rapporto che viene a crearsi fra gli individui e quelli stessi spazi. I nonluoghi sono incentrati solamente sul presente e sono altamente rappresentativi della nostra epoca, che è caratterizzata dalla precarietà assoluta (non solo nel campo lavorativo), dalla provvisorietà, dal transito e dal passaggio e da un individualismo solitario. Le persone transitano nei nonluoghi ma nessuno vi abita.
Marc Augé,  antropologo francese che per primo ha coniato questo termine, definisce i nonluoghi in contrapposizione ai luoghi antropologici, intendendo quest'ultimi come luoghi identitari, relazionali, storici.
Dall'espressione nonluoghi, si è passati con accezione positiva a parlare di “superluoghi”, riferendosi agli spazi metropolitani di produzione e di consumo per eccellenza.
Per approfondimenti vedi:
Marc Augè, Nonluoghi. Introduzione a un'antropologia della surmodernità, 1996/2005, Eleuthera
La civiltà dei superluoghi, notizie dalla metropoli quotidiana, AAVV, 2007, Daminani Editore
Wikipedia, L'enciclopedia libera, alla voce non luoghi 


Obiettivi 1, 2 e 3//
La riforma dei Fondi strutturali europei attuata con Agenda 2000 ha focalizzato l´intervento della politica regionale comunitaria sui problemi cruciali dello sviluppo. L´attuale regolamentazione prevede pertanto tre obiettivi prioritari:
- Obiettivo 1
Mira a promuovere la ripresa economica delle regioni in ritardo di sviluppo. Viene detto "regionalizzato" perché si applica a territori circoscritti in base a criteri statistici. Sono ammissibili all´aiuto solo le regioni il cui prodotto interno lordo pro capite è inferiore al 75% della media comunitaria.
- Obiettivo 2
Mira a sostenere la riconversione economica e sociale delle regioni con difficoltà strutturali. Si tratta anche in questo caso di un obiettivo regionalizzato: le zone ammissibili all´aiuto sono delimitate sia tenendo conto di percentuali massime della popolazione nazionale e europea (18% della popolazione dell´Unione) che di specifici criteri socioeconomici. Quattro sono le categorie di zone ammissibili: le zone in fase di mutamento socioeconomico nei settori dell´industria e dei servizi, le zone rurali in declino, le zone urbane in difficoltà e le zone dipendenti dalla pesca che si trovano in una situazione di crisi.
- Obiettivo 3
Mira a sostenere l´adeguamento e la modernizzazione delle politiche e dei sistemi di istruzione, di formazione e di occupazione. L´obiettivo 3 non è regionalizzato.
(definizione tratta dal glossario di Europa del Portale dell´Unione Europea)
Open source//
Significa co dice sorgente aperto, cioè leggibile. Il Codice Sorgente non è altro che il linguaggio "umano" composto di parole e numeri con cui viene scritto un programma, linguaggio che poi viene convertito in modo da essere leggibile dal computer. La concezione open source di un software sottintende la possibilità che più persone possano guardare il codice sorgente e, eventualmente, apporre delle modifiche che consentano di miglioralo, permettendo uno sviluppo più veloce e ottimale. Usare un programma senza il code sorgente significa in pratica non sapere come è fatto, ignorare quali potrebbero essere le sue potenzialità, impedire ogni eventuale miglioramento del programma, poiché non è possibile modificare il codice. 
Approfondimenti sul sito del  ScuolaER - Speciale open source . Per il ruolo dell´open source nella pubblica amministrazione  OTE - Osservatorio tecnologico per la scuola.
Open Space Technology//
L’Open Space Technology è una metodologia innovativa che permette, all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione, di creare workshop e meeting particolarmente produttivi a cui possono partecipare da un minimo di 5 a un massimo di 2000 persone. Per preparare un OST bastano: un tema di discussione chiaro, concreto e realmente sentito dai partecipanti, un gruppo di persone interessato e pronto ad impegnarsi, del tempo, dello spazio e un conduttore. La conferenza gestita in OST può durare da uno a tre giorni, durante i quali, nella prima parte si discute in maniera informale, cominciando a conoscere i vari punti di vista; nella seconda parte si discute approfonditamente del tema in questione; nella terza parte si prendono le decisioni. Il metodo di lavoro è libero, ma si basa comunque su quattro principi e una legge, in base ai quali, chiunque venga è la persona giusta, in quanto le decisioni che vengono prese durante il lavoro sono opera di coloro che sono presenti; qualsiasi cosa accada è l’unica che poteva accadere, poiché le sinergie e gli effetti che possono nascere dall’incontro di quelle persone sono imprevedibili e irripetibili; qualunque momento è il quello giusto per iniziare, infatti i processi di apprendimento creativo che avvengono all’interno del gruppo non possono seguire uno schema temporale predefinito; infine quando è finita è finita. Mentre l’unica legge che regola l’OST è la legge dei due piedi: se una persona si trova a conversare di un argomento e non ritiene di poter essere utile, oppure non è interessata, è molto meglio che si alzi e si sposti in un altro gruppo dove può essere utile. ( Per maggiori approfondimenti vedi Breve Guida all'uso dell'Open Space Technology)
Operazioni Quadro Regionali (RFO)//
Le OQR sono operazioni di cooperazione elaborate dalle regioni nell´ambito del Programma Interreg 3IIIC, l’iniziativa comunitaria dedicata alla cooperazione transeuropea, che ha come obiettivo di rendere più efficaci le politiche e lo sviluppo regionale attraverso lo scambio di informazioni, la condivisione di esperienza e la creazione di reti di cooperazioni tra autorità locali europee. Alle OQR devono partecipare un minimo di 3 regioni appartenenti ad almeno 2 Stati membri dell´Unione Europea. Le regioni elaborano insieme una strategia di cooperazione che rappresenta la base per lo sviluppo e la selezione di futuri progetti. Inoltre ogni componente dell´Operazione Quadro Regionale dovrà essere sostenuto da un partenariato regionale, composto dalle Autorità e dagli organismi territoriali interessati, con l’eventuale coinvolgimento di soggetti privati (definizione tratta dalla guida "Interreg in Emilia-Romagna" realizzata dalla Direzione Generale Programmi, Intese, Relazioni Europee e Cooperazione Internazionale).

Interreg III: cosa fa la Regione

Outplacement//
Nel quadro di un processo di licenziamento, si intendono con outplacement le attività che mirano a ricollocare il lavoratore - prevalentemente funzionario o dirigente - presso una nuova organizzazione. Tuttavia, in linea con alcune dottrine neoliberiste, l'outplacement si distingue dal placement perché non mira direttamente a trovare un nuovo posto di lavoro. La società prestataria cui il lavoratore viene indirizzato dal datore di lavoro precedente ha infatti il compito di aiutare l'ex-dipendente a riprogettare la propria collocazione sul mercato. Una condizione sine qua non per ricollocarsi con successo sul mercato del lavoro è pertanto quella di dimostrare self-entrepreneurship (spirito imprenditoriale) e autonomia. Per maggiori informazioni si veda il testo di istituzione del Fondo Europeo di Supporto dei Lavoratori per fronteggiare la Globalizzazione  della Commissione Europea. Uno studio approfondito sul rapporto tra misure di tipo auto-imprenditoriale di ricerca del lavoro e dottrine neoliberiste, pubblicato dal Centro per l'Innovazione e il Cambiamento nelle Relazioni Lavorative della Business School dell'Università di Leeds (UK), è Forde, C., Stuart, M., MacKenzie, R. And Wallis, E. (2007) 'The European Globalisation Adjustment Fund and the regulation of redundancy in Europe', Paper presentato al Congresso Europeo dell'International Industrial Relations Association, Università di Manchester, 3-6 Settembre 2007.
Outreach//
È una metodologia utilizzata nei processi di progettazione partecipata  in ambito anglosassone. Gli incontri di outreach consistono nell’andare sul campo a incontrare gruppi di interesse locali e singole persone a seguito di un invito da parte loro, nel proprio ambiente e secondo i propri tempi, per discutere di varie questioni e per ascoltare i loro suggerimenti. Si può trattare di conversazioni informali, poco strutturate. L'outreach permette di coinvolgere soggetti che altre tecniche non consentono di coinvolgere, ad es. è particolarmente efficace per raggiungere quelle persone che sono troppo occupate, che sono fisicamente o mentalmente disabili, o che non hanno familiarità con i processi di sviluppo e di pianificazione. Gli incontri di outreach si possono tenere ovunque, anche se a volte è necessaria la presenza di mediatori ben preparati, ad es. quando si devono affrontare argomenti oggetto di tabù. Condurre attività di outreach significa raggiungere specifici soggetti e/o gruppi di interesse adattandosi alle condizioni di tempo e di luogo che essi propongono. Gli strumenti e le modalità di outreach sono varie, alcune sue forme possibili: distribuzione sistematica di materiale informativo nelle case o con contatto diretto con le persone in situazioni di aggregazione, strutture mobili (caravan, camper, containers) usati come uffici mobili, giornali locali, specifiche newsletter, spot informativi su programmi radiofonici o televisivi.
Outsourcing//
Assegnazione della gestione di determinate attività o processi produttivi a imprese esterne, al fine di concentrare le proprie risorse su attività a maggior valore aggiunto e/o sul core business. Deriva dalla contrazione di outside resourcing, reperimento di risorse all´esterno. In ambito museale l´affidamento ai privati della gestione di determinati servizi (bookshop, caffetteria, noleggio audioguide, biglie tteria) è un esempio di outsourcing.
Pannelli solari e pannelli fotovoltaici - differenze//
Sono pannelli solari tutti quei pannelli che permettono di raccogliere l’energia del sole. Si distinguono in:

1.
 pannelli solari termici, dispositivi che convertono la luce del sole in energia termica con la quale produrre acqua calda a scopo sanitario ( igiene personale o lavaggio delle stoviglie ) o per il riscaldamento;

2.
 pannelli fotovoltaici, o moduli fotovoltaici, che hanno la capacità di generare corrente elettrica per il funzionamento di tutta la casa.

La tecnologia attuale ci permette di convertire in energia elettrica solo il 6 / 15 % dell'energia solare che colpisce il pannello fotovoltaico, mentre i pannelli solari termici riescono a convertire l'energia del Sole in acqua calda con rendimenti superiori all'80%.
www.ecorete.it


 
Partenariato Pubblico-Privato (Public Private Partnership o PPP)//
Questo termine fa riferimento in generale a forme di cooperazione tra le autorità pubbliche ed il mondo delle imprese private che mirano a garantire il finanziamento, la costruzione, il rinnovamento, la gestione o la manutenzione di un´infrastruttura o la fornitura di un servizio pubblico. L´accordo in genere è a lungo termine e implica una cooperazione attiva tra il partner pubblico e quello privato a vari aspetti di un progetto da realizzare.
Le modalità di finanziamento sono in genere equamente distribuite e dunque le ripartizioni dei rischi ricad ono sia sul partner privato che su quello pubblico.
Un PPP si stipula soprattutto quando il settore pubblico non è in grado di beneficiare di fondi sufficienti oppure mancano le conoscenze e le capacità pe r realizz are i progetti. In questo modo, il PPP garantisce il raggiungimento degli interessi pubblici di un proget to (garantiti dalla cos t ante vigilanza del p artn er pubblico) e nel contempo una disponib ilità di risorse (economiche, infrastrutturali, "know-how" e umane) fornite dal partner privato che il pubblico non sempre può offrire (definizione tratta dal  Libro Verde relativo ai partenariati pubblico-privati ed al di r itto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni  a cura della Commissione delle Comunità Europee).
Patto di stabilità interno//
Con l’articolo 28 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 lo Stato estende l’applicazione degli impegni presi in sede comunitaria al governo locale e cioè alle regioni, alle province, ai comuni ed alle comunità montane. Il patto di stabilità interno, così come formulato nell’articolo 28, indica dei risultati da raggiungere, e in questo senso è prescrittivo, ma non pone dei vincoli sulle modalità di raggiungimento dei risultati, che possono essere diversamente calibrate, e in questo senso è programmatico. In sintesi, il patto di stabilità impone oneri e non obblighi, nel senso che impone il raggiungimento di un risultato ma non impone l‘utilizzazione di determinati strumenti per il suo raggiungimento.
(Definizione tratta dal Glossario di Socialinfo.it)
Patto Territoriale//
Il patto territoriale è espressione del parternariato sociale ed è finalizzato allo sviluppo locale. Attiva un programma di interventi integrati nei settori dell'industria, dei servizi e dell'apparato infrastrutturale con l’obiettivo della promozione di uno sviluppo locale in ambito subregionale che sia ecosostenibile. I patti territoriali possono essere attivati In tutto il territorio nazionale, fermo restando che il CIPE attiva risorse finanziarie soltanto per quei patti collocati nelle aree depresse, nonché in quelle rientranti nella fattispecie dell'articolo 92 3C del trattato di Roma.
(definizione tratta dal sito della UIL - Unione Nazionale Lavoratori)
Per approfondimenti
Perequazione fiscale//
Ripartizione delle imposte basata su scrupolosi accertamenti dei redditi e ispirata a principi di equità e di giustizia. La Costituzione italiana prevede all'art. 119 che "La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante".
Permission Marketing//
E' per la verità, più una filosofia di comunicazione che una tecnica di marketing. Consiste nel richiedere e ottenere in anticipo, dai consumatori che si vogliono raggiungere, il permesso di inviare loro informazioni sul prodotto o servizio che si vuole vendere. Il tipico esempio sono le "Opt-in" email, quelle email, cioè che sono state opted in, cioè accettate in anticipo compilando un modulo con cui si dà il permesso a riceverle. E' una tecnica tipica dell'Emarketing, opposta al cosidetto "Interruption Marketing", in cui la comunicazione pubblicitaria ci interrompe da quello che stavamo facendo: esempi tipici sono i banner e, ancora di più, le finestre pop up su internet e, nella vita di tutti i giorni, gli spot tv che interrompono i film.
Phishing//
Il termine indica un tipo di truffa Internet finalizzata a raccogliere, per scopi illegali, dati riservati quali codici di accesso, password, numeri di carte di credito e altre informazioni personali. La truffa consiste nell´invio di falsi messaggi e-mail che, camuffati in modo da assomigliare a q uell i provenienti da soggetti affidabili (banche, compagnie di carte di credito o società molto note e attive nel commercio elettronico), inducono i destinatari a fornire - in assoluta buona fede - i propri dati personali. In alter nati va, queste e-mail indirizzano a fin ti siti web progettati proprio con l’intento di spingere le persone a divulgare i propri dati personali.
Per difendersi ci si deve dotare di un programma antivirus o di filtri e-mail avanzati per identificare e bloccare i messaggi fasulli.
Piano Provinciale di Tutela e Risanamento della Qualità dell'Aria//
E´ uno strumento di pianificazione territoriale, finalizzato alla determinazione di azioni per mantenere i valori di qualità dell´aria entro i limiti stabiliti dalla normativa e per prevenirne il superamento.
Dal 1999 la Regione Emilia-Romagna ha previsto che il Piano sia di competenza delle Province, secondo le modalità stabilite dalla Giunta Regionale. In particolare, la Legge Regionale n. 20 del 2000 costituisce il quadro di riferimento essenziale per l’elaborazione del Piano, disponendo alcuni principi cardine:
- sostenibilità ambientale e territoriale;
- coordinamento di tutti gli interessi coinvolti; 
- coerenza tra le caratteristiche del territorio e le previsioni di piano; 
- svolgimento di un’attività conoscitiva e valutativa idonea; 
- concertazione con gli altri enti coinvolti e con le associazioni rappresentative delle forze economiche e sociali del territorio.
(definizione tratta dalla  sezione Territorio Ambiente  del sito web della  Provincia di Ferrara
Legge Regionale n.20 del 2000 )
Piano Strutturale Comunale (PSC)//
Il Piano Strutturale Comunale (PSC) è lo strumento di pianificazione urbanistica generale che delinea le scelte strategiche e strutturali di assetto e sviluppo del territorio per tutelarne l'integrità fisica ed ambientale e l'identità culturale. Tale strumento, ai sensi del comma 2 dell'art. 28 della LR 20/2000:

a) valuta la consistenza, la localizzazione e la vulnerabilità delle risorse naturali ed antropiche presenti nel territorio e ne indica le soglie di criticità;
b) fissa i limiti e le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni pianificabili;
c) individua le infrastrutture e le attrezzature di maggiore rilevanza, per dimensione e funzione;
d) classifica il territorio comunale in urbanizzato, urbanizzabile e rurale;
e) individua gli ambiti del territorio comunale e definisce le caratteristiche urbanistiche e funzionali degli stessi, stabilendone gli obiettivi sociali, funzionali, ambientali e morfologici e i relativi requisiti prestazionali;
f) definisce le trasformazioni che possono essere attuate attraverso intervento diretto, in conformità alla disciplina generale del RUE di cui al comma 2 dell'art. 29.

Per approfondimenti, si consiglia di consultare la pagina dedicata al PSC sul portale ERMES.
La Regione Emilia-Romagna ha, inoltre, redatto un modello dati di base del Piano Strutturale Comunale  (file .pdf, 445 KB).

Piano Territoriale Regionale//
Il Piano territoriale regionale (PTR) è lo strumento di programmazione con il quale la Regione delinea la strategia di sviluppo del territorio regionale definendo gli obiettivi per assicurare la coesione sociale, accrescere la qualità e l´efficienza del sistema territoriale e garantire la qualificazione e la valorizzazione delle risorse sociali ed ambientali.
Il PTR è predisposto in coerenza con le strategie europee e nazionali di sviluppo del territorio.
I valori paesaggistici, ambientali e culturali del territorio regionale sono oggetto di specifica considerazione nel Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) che è parte integrante del PTR.
Il PTR definisce indirizzi e direttive per pianificazioni di settore, per i Piani Territoriali di Coordinamento Provincial i (PTCP) e per gli strumenti della programmazione negoziata.
(definizione tratta dalla pagina di Ermes dedicata al Piano Territoriale Regionale)
Planning Center//
E´ l´Archivio regionale della Pianificazione, istituito dalla Regione Emilia-Romagna con la L.R. 14/05 art. 30, di modifica alla L.R. 20 del 2000.
Obiettivo primario del Planning Center è quello di favorire la conoscenza da parte dei cittadini degli strumenti di pianificazione e di promuovere lo sviluppo di una cultura della qualità architettonica, ambientale e paesaggistica. Inoltre, il Planning Center si propone come servizio a disposizione degli Enti Locali - in quanto supporto conoscitivo e documentativo alle attività che gli stessi enti svolgono in campo di pianificazione e progettazione urbana -  e come luogo fisico e virtuale per la divulgazione e la pubblicazione delle iniziative attivate a livello regionale e locale.
Planning for Real//
Planning for real è una metodologia sviluppata negli anni '70 da alcuni ricercatori dell'Università di Nottingham (GB) e diffusa dalla Neighbourhood Initiatives Foundation con successo nel Regno Unito e recentemente in altri Stati europei per facilitare la partecipazione dei cittadini (adulti e under 18) nei processi decisionali per la pianificazione del territorio e il miglioramento del proprio ambiente. La metodologia applicabile in contesti diversi (scuola, comunità locale, progettazioni partecipate, laboratori di quartiere) fornisce gli strumenti per cogliere i problemi nella loro complessità, agire con il sostegno e la partecipazione di esperti ed amministratori e concentrare le proprie risorse in un programma di sviluppo realistico, radicato nella comunità e quindi potenzialmente dotato di maggiori possibilità di successo di altre iniziative attivate senza una condivisione preliminare con gli stakeholders. Il Planning for real è una tecnica alternativa all'assemblea di discussione pubblica, è un gioco di simulazione che stimola la discussione: il punto di partenza è la costruzione di un  modello tridimensionale che sia rappresentativo della realtà locale dove è localizzato l'oggeto da progettare, al fine di mostrare ai cittadini che intervengono i loro bisogni e sollecitarne il contributo su iniziative di tipo progettuale. Tutti possono esprimere le proprie idee: ogni persona è chiamata a posizionare appositi cartoncini direttamente sul plastico, in corrispondenza dell'intervento migliorativo che intende suggerire. I cartoncini vengono poi raccolti e rielaborati dallo staff tecnico, che ne restituisce alla comunità una sintesi attraverso una presentazione dell'oggetto da progettare migliorata e arricchita dal contributo dei partecipanti al Planning dor Real. (per approfondiomenti vedi Neighbourhood Intiatives Foundation)
Polveri sottili//
Le polveri sottili o PM10 sono particelle solide o liquide di dimensioni abbastanza piccole da rimanere sospese nell'aria e venire quindi inalate attraverso il respiro. La classificazione si basa sul diametro delle particelle stesse. L'azione nociva è inversamente proporzionale alle dimensioni particellari: quelle con un diametro maggiore di 30 micron cadono a terra perché troppo pesanti, quelle molto piccole non riescono a fissarsi all'albero respiratorio. La dimensione "ideale" è tra i 5 e i 10 micron: sono queste che si fissano alle vie polmonari, raggiungendo i tratti successivi delle vie respiratorie.
Vengono anche usati i sinonimi: particolato, particolato sospeso, pulviscolo atmosferico o polveri totali sospese (PTS), tutti termini che identificano l'insieme delle sostanze sospese in aria (fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi o solidi).
Per approfondimenti si consiglia di consultare la sezione dedicata alla campagna "Liberiamo l'Aria" sul sito ARPA Emilia-Romagna.
Posta Elettronica Certificata (PEC)//
E´ il sistema di posta elettronica nel quale viene f ornita al mittente la documentazione elettronica, con valenza legale, che certifica l´invio e la consegna di documenti informatici. "Certificare" l´invio e la ricezione - i due momenti fondamentali nella trasmissione dei documenti informatici - significa spedire al mittente, dal proprio gestore di posta, una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio e dell’eventuale allegata documentazione. Allo stesso modo, quando il messaggio perviene al destinatario, il gestore invia al mittente la ricevuta di avvenuta (o mancata) consegna con precisa indicazione temporale. Nel caso in cui il mittente smarrisca le ricevute, la traccia informatica delle operazioni svolte viene conservata per un periodo di tempo definito a cura dei gestori, con lo stesso valore giuridico delle ricevute (definizione tratta dal sito web del  CNIPA, Centro Nazionale per l´Informatica nella Pubblica Amministrazione).
Programma Leader//
L´Iniziativa Comunitaria LEADER+ (il + indica la terza generazione del programma) fa parte degli strumenti di politica strutturale dell´Unione europea previsti da Agenda 2000 ed ha l´obiettivo di accompagnare lo sviluppo delle zone rurali d´Europa attraverso azioni volte a ridare vitalità a questi territori. LEADER+ si affianca agli altri interventi comunitari ed ha la finalità di completarli stimolando il mantenimento e la creazione di nuo ve attività, la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, cercando di contrastare l´invecchiamento, l´esodo della popolazione, il calo dell´occupazione e gli altri fenomeni di tipo socioeconomico che sono all´origine di difficoltà e crisi del territorio rurale.
LEADER+ intende raggiungere questi obiettivi attraverso l´integrazione tra le tante opportunità presenti nel mondo rurale e nella sua economia: non solo agricoltura, ma artigianato, turismo, valorizzazione del tessuto sociale, culturale e delle risorse ambientali.
(definizione tratta dal sito web ErmesAgricoltura)
Programma Operativo Regionale//
Il Programma Operativo Regionale (POR) del Fondo Sociale Europeo si articola lungo sei assi di intervento:
Adattabilità - Si tratta di orientare le iniziative di formazione continua verso l'innovazione tecnologica e organizzativa, dando priorità ai lavoratori con più di 45 anni e con bassa qualificazione, favorire le pari opportunità (accesso, permanenza e percorsi di carriera), stabilizzare l'occupazione dei lavoratori non subordinati, sviluppare un sistema integrato di sicurezza e qualità del lavoro e accompagnare i processi di innovazione e adattabilità nell'organizzazione del lavoro e dei processi produttivi, con una formazione per target mirati, servizi di conciliazione e ricollocamento di lavoratori a seguito di crisi e ristrutturazioni aziendali.
Occupabilità - Obiettivi specifici sono l'attuazione di politiche del lavoro attive e preventive, con priorità agli immigrati, all'invecchiamento attivo, al lavoro autonomo e al miglioramento dell'accesso delle donne all'occupazione, da realizzare attraverso qualità ed efficacia del sistema regionale dei servizi per l'impiego.
Inclusione sociale - Per raggiungere questo obiettivo si prevedono percorsi d'integrazione e inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati, attraverso la rimozione delle discriminazioni nell'accesso e nella stabilizzazione occupazionale e professionale, integrando politiche attive del lavoro e politiche sociali, al fine di favorire l'inserimento nel lavoro con un approccio mirato e personalizzato utilizzando formazione, orientamento, tirocini e servizi alle persone.
Capitale umano - Si riferisce all'introduzione delle riforme dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro, con particolare attenzione all'orientamento. In questa direzione, risulta strategico creare reti tra università, centri di ricerca, mondo produttivo e istituzionale, con attenzione a ricerca e innovazione.
Transnazionalità - Si tratta di promuovere la realizzazione di iniziative e di reti con particolare attenzione allo scambio di buone pratiche, incentivando lo scambio di esperienze e la realizzazione di azioni formative e mobilità finalizzate all'accrescimento delle competenze, promuovendo l'inserimento lavorativo degli immigrati tramite formazione nei paesi d'origine.
Assistenza tecnica - Una percentuale minoritaria delle risorse FSE è dedicata a migliorare l'efficacia e l'efficienza dei Programmi operativi attraverso azioni e strumenti di supporto, come la predisposizione dei documenti programmatori, l'elaborazione della reportistica prevista dai regolamenti comunitari, la preparazione dei Comitati di sorveglianza regionali.
Prosuming//
Neologismo introdotto da Toffler nel 1980 che deriva dalla fusione dei termini producing e consuming, e indica la stretta interazione tra chi produce e chi consuma. Nello specifico del contesto culturale indica il ruolo dello spettatore come parte attiva in un processo di erogazione e consumo di un determinato prodotto artistico (es. spettacolo dal vivo), come attore del processo di "creazione del valore".
Protocollo di MicroKyoto//
Il progetto, sviluppato dall´Agenda 21 locale della Provincia di Bologna, ha come obiettivo principale la definizione, su scala provinciale, delle modalità operative di applicazione del Protocollo di Kyoto, attraverso l´accordo tra attori diversi della Comunità Provinciale sulla implementazione delle azioni del Piano Energetico Ambientale.
Esso prevede tre linee di azione:
1) coinvolgimento degli Stakeholder, censimento delle buone pratiche per il risparmio energetico e premiazione delle stesse;
2) realizzazione di forum tematici e stesura di un accordo programmatico per la riduzione dei gas climalteranti;
3) organizzazione di un evento per la presentazione dei risultati e sottoscrizione dell´accordo programmatico per la stesura dei gas climalteranti.
(definizione tratta dalla sezione Energia-MicroKyoto del sito web dell´Agenda 21 locale di Bologna )
Protocollo Informatico//
Prima del DPR 445/2000 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa) tutti i documenti originali firmati in entrata e uscita da protocollare erano esclusivamente cartacei.
Il Protocollo informatizzato aveva avuto come obiettivo quello di utilizzare del software per velocizzare la registrazione e gestione dei documenti cartacei.
Il Protocollo informatico introdotto dal Testo Unico non è solo un software, ma è un nuovo servizio che tutte le PA devono attivare che si avvale di diversi sistemi software integrati, per la registrazione, segnatura e gestione dei documenti informatici, inclusa la loro firma e trasmissione.
In pratica comprende tutte le risorse tecnologiche necessarie alla realizzazione di un sistema completamen te automatico per la gestione elettronica dei flussi documentali.
PTCP - Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale//
E' lo strumento di pianificazione generale definito dalla legge urbanistica regionale n.20/2000 e predisposto dalle Provincie. Considera la totalità del territorio provinciale e ne definisce l´assetto con riferimento agli interessi sovracomunali, articolando le linee di azione nell´ambito della programmazione regionale. Obiettivo del Piano è tutelare i molteplici interessi della comunità in una visione della realtà locale come parte di una rete di relazioni con le zone confinanti. Il PTCP e´ sede di raccordo e verifica delle politiche settoriali della Provincia (commercio, energia, acqua, aria, rifiuti) e strumento di indirizzo e coordinamento per la pianificazione urbanistica comunale (Piani strutturali comunali ex Piani regolatori).
(definizione tratta dalla notizia di questo numero "Provincia di Modena: conclusi i lavori del Forum PTCP")
Public Affaire//
Public Affaire è un termine che viene usato per descrivere il rapporto di un'organizzazione con le parti interessate. Questi sono individui o gruppi con un interesse per gli affari dell'organizzazione, come ad es. i parlamentari, i funzionari pubblici, gli azionisti, i clienti le associazioni di categoria, i gruppi di imprese, i sindacati, i  media. Coloro che in una organizzazione si occupano di public affaire hanno il compito di coinvolgere le parti interessate al fine di spiegare le politiche dell'organizzazione, fornire informazioni statistiche e di fatti, su questioni che potrebbero incidere sulla capacità dell'organizzazione di operare con successo. Il lavoro di coloro che si occupano di public affaire si basa su relazioni con il governo, i media, sulla diffusione delle informazioni e la consulenza. Esse mirano a influenzare le politiche pubbliche, costruire e mantenere una reputazione forte e trovare un terreno comune con questi soggetti.
Rating, Agenzia di//
In inglese rating corrisponde al processo di assegnazione di un punteggio in una valutazione, sia essa quantitativa o qualitativa. Nel mondo della finanza, con credit rating viene indicato il valore creditizio di una persona, di un'azienda o anche di un paese. Un credit rating basso indica un alto rischio di inadempienza rispetto a un prestito e quindi comporta tassi di interesse elevati. Il credit rating è calcolato a partire dalla storia finanziaria e dalle attività e passività correnti e costituisce per gli investitori un'informazione sulla probabilità che il soggetto su cui si investe restituisca il prestito. Tuttavia, in anni recenti i credit rating sono stati usati anche per liquidare premi assicurativi, determinare l'idoneità all'impiego e stabilire l'ammontare di un deposito di locazione.
Le agenzie di rating (credit rating agencies) sono multinazionali che stabiliscono standard ed esprimono valutazioni sulla stabilità finanziaria di corporation così come di paesi sovrani. Nel caso di questi ultimi, la valutazione indica il livello di rischio del contesto statale di investimento e viene usato da coloro che intendono investire all'estero. La valutazione tiene in considerazione anche fattori politici.
Alcuni studiosi della globalizzazione - come, per esempio, Saskia Sassen nel suo libro Territory, Authority, Rights - sostengono che tali agenzie private, in quanto organi di valutazione indipendente che stabiliscono gli standard e quindi possono incentivare o disincentivare gli investimenti verso determinati paesi, si trovino a gestire un potere cospicuo anche nei confronti delle stesse istituzioni statali.
Le maggiori agenzie di rating, che operano a livello globale, sono Standard & Poors, Moody's e Fitch Ratings.
Recruitment Process Outsoursing//
Il Recruiting Process Outsoursing consiste nel trasferimento di una o più fasi del processo di reclutamento e selezione ad una società specializzata, terza parte rispetto all'azienda utilizzatrice del servizio. Il provider del servizio ha la responsabilità di fornire le risorse necessarie, in termini di numero, competenze e strumenti di lavoro, e a svolgere le attività prese in carico secondo i livelli di servizio condivisi con l'azienda cliente. A differenza dei contratti di ricerca e selezione nel RPO vi è condivisione dei rischi ed obiettivi tra il provider e l'azienda cliente, il provider diventa un vero e proprio ufficio del personale dell'azienda cliente per la gestione di tutte le attività esternalizzate. Per soddisfare le necessità principali delle aziende clienti, in termini di reclutamento e selezione, i provider hanno in genere identificato un modello basato su tre aree principali di intervento: pool management (creazione e gestione del bacino delle candidature); posting/reclutamento e selzione (attivazione del reclutamento, selezione e predisposizione della short list); monitoring andamento del servizio (definizione, condivisione e misurazione degli indicatori di performance del servizio). Nell'ambito di queste aree, il cliente può identificare le attività che intende esternalizzare e fornire al provider tutte le informazioni necessarie per l'implementazione della soluzione migliore possibile.
Relazione Paesaggistica//
Dal 31 luglio 2006, come stabilito dal D.P.C.M. del 12 dicembre 2005, è obbligatorio allegare questo documento alle domande di autorizzazione per gli interventi edilizi in aree vincolate. Si tratta quindi di uno strumento che servirà alle amministrazioni competenti (Regioni o Comuni delegati) per valutare la compatibilità del progetto proposto con i valori paesaggistici dell’area in cui gli interventi dovrebbero inserirsi. La relazione infatti si compone di una documentazione tecnica composta dall'analisi dello stato attuale dei luoghi in cui si interverrà, dai motivi delle scelte operate e dalla simulazione delle conseguenze degli interventi.
Rischio d'area//
Con il termine rischio d’area ci si riferisce abitualmente al rischio d'incidente indotto su di un territorio dalla presenza di un'area industriale caratterizzata da un'alta concentrazione di stabilimenti. E' questo il caso, ad esempio, dei poli industriali chimici costituiti da più impianti in cui possono avvenire incidenti rari ma potenzialmente di elevata magnitudo (i cosiddetti incidenti rilevanti).
Definizione tratta dallo studio condotto dalla Prof.ssa Gigliola Spadoni del Dipartimento di Ingegneria Chimica, Mineraria e delle Tecnologie Ambientali - Università di Bologna. Studio pubblicato sul sito del  Progetto ARIPAR
Riuso del software//
Per riuso del software, si intende la creazione di applicativi informatici riutilizzabili da altre realtà. Nello scenario attuale di evoluzione dei sistemi informativi pubblici il riuso delle applicazioni informatiche è considerato un tema prioritario. Le PA italiane dispongono di un patrimonio applicativo esteso a molteplici settori dell´azione amministrativa che rappresenta un bene pubblico rilevante (perché frutto di investimenti, costituito da tecnologie recenti e perché integrano la capacità delle PA di interpretare e tradurre le norme in strumenti e servizi per la collettività).
Nella generalità dei casi, a fronte di esigenze simili le amministrazioni sviluppano applicativi che già sono stati realizzati da altre amministrazioni; il riuso o la condivisione del software esistente consentirebbero di razionalizzare le spese e di riorientare i flussi economici verso settori non ancora coperti da informatizzazione.
(definizione tratta dal "Portale del Riuso del software " curato dal "CNIPA")
Role Playing//
Il Role Playing è uno degli strumenti di formazione del personale oggi più utilizzati. È un metodo attivo, basato sulla simulazione di una situazione, che mira a coinvolgere i partecipanti, i quali sono chiamati a vestire i panni di altri e a proporre delle soluzioni. Può avere diversi obiettivi, in quanto in un’organizzazione pubblica o privata può essere usato principalmente per addestrare (es. dare istruzioni su come condurre una vendita); selezionare (i candidati sono valutati in base al comportamento mostrato in scenari possibili della vita organizzativa); oltre che formare. Per la buona riuscita del role playing è necessario sviluppare un clima nel gruppo che permetta alla persona di sentirsi a proprio agio. Oltre ai partecipanti, sarà sempre presente un formatore ed un suo assistente che dovranno osservare e registrare quanto avviene, ma anche, se necessario, impersonare alcuni ruoli particolari (es. antagonista). In un role playing sono presenti quattro fasi: il warming up, è la fase di riscaldamento che serve a creare un ambiente accogliente, segue l’azione, vale a dire la fase di gioco vero e proprio tra gli attori. Il cooling off serve invece per uscire dai ruoli e dal gioco, a riprendere le distanze ed infine l’analisi del role playing è il momento della discussione e dell’analisi di ciò che è avvenuto.
RSS (Really Simple Syndication)//
E´ lo standard più usato per l´esportazione di contenuti Web. La fruizione di un documento RSS è un processo molto semplice.
Attraverso un apposito software (chiamato Feed Reader) è possibile interpretare un feed (file che consente l´interscambio di contenuti) di un sito web permettendo agli utenti di scaricarne i contenuti, trasformandoli nel formato desiderato (HTML, .doc, ...). Questo processo avviene in modo automatico: l´utente si connette ad Internet e avvia il Feed Reader e questo, a intervalli di tempo regolari, scarica automaticamente quello che gli interessa (i feed sono dotati di parole chiave, come "politica", "tecnologia", ...).
Dunque, l´RSS diventa uno strumento molto utile perché consente di scaricare informazioni essenziali senza dover navigare. Per un´amministrazione pubblica è un modo molto semplice di aggiornare i cittadini sulle novità d el proprio sito web, senza che questi debbano necessariamente entrarci.
(definizione tratta dal sito web "Wikipedia", scarica gratuitamente il software "Feed Reader")
Screening (selezione) e rating (valutazione) etico//
Lo screening è la pratica di inclusione (on) o esclusione (off) di titloli dai portafogli finanziari o dai fondi pensione sulla base di criteri ambientali e sociali. Si distingue lo screening negativo che esclude le imprese, da quello positivo che premia le imprese. Inoltre c'è la ricerca di aziende eticamente corrette verso le quali far confluire diverse forme di investimento. Da qui la necessità di valutare la correttezza dei comportamenti aziendali perciò sono stati eleborati degli indici di performance di imprese cosiderate socialmente responsabili. Dal 1999 la Dow Jones ha introdotto l'indice DJSGI (Sustainability Group Index) che rileva le performance reddituali di 200 aziende internazionali, definite sostenibili in base ai prodotti e servizi offerti, alla gestione delle risorse umane e agli impatti ambientali. Apposite agenzie di rating socio - ambientale stilano delle vere e proprie pagelle sulla base di criteri determinati e seguono un approccio c.d. best in class, cioè vengono premiati non solo i soggetti che rispettano i parametri ma anche le imprese che hanno iniziato ad attuare azioni tese a limitare l'impatto ambientale delle proprie produzioni e a coinvolgere il personale nella gestione.
Segregazione occupazionale//
E' la concentrazione di alcuni soggetti sociali, in primo luogo delle donne, in alcuni ruoli e livelli di attività. Si distingue in: orizzontale, quando si ha concentrazione in determinate mansioni o settori esclusivi ( es. il lavoro di cura è tipicamente femminile e spesso di donne immigrate); verticale, quando si ha concentrazione in determinati livelli di inquadramento, responsabilità e posizioni (es. i ruoli decisionali sono occupati più da uomini che da donne).
Dal glossario di genere di atipici.net, il sito della Regione Emilia-Romagna che si rivolge a lavoratori e lavoratrici con contratti atipici.
Self Efficacy//
Il termine Self-Efficacy può essere tradotto come "autoefficacia", e indica la capacità di controllo che le persone cercano di esercitare sugli eventi che riguardano la loro vita. Le aspettative di efficacia possono provenire da quattro fonti principali: le esperienze personali, che costituiscono la fonte più proficua per acquisire un forte senso di autoefficacia e rappresentano la memoria delle situazioni passate affrontate con successo; l'esperienza vicaria, che consiste nell'osservazione di modelli, in quanto vedere persone simili che raggiungono i propri obiettivi attraverso l'impegno e l'azione, incrementa la convinzione di avere le stesse capacità;  la persuasione, che consolida la convinzione di essere in possesso di quello che occorre per riuscire; gli stati emotivi e fisiologici, il loro modo di essere percepiti e interpretati può influenzare l'autoefficacia. Le convinzioni di efficacia hanno effetto sui processi cognitivi, cioè quei processi che permettono alla persona di porsi degli obiettivi e di pianificarne le linee di azione e gli strumenti per raggiungerli. L'autoefficacia potenzia la motivazione ed è in grado di influenzare le attività che si intraprendono e i contesti ambientali in cui si è scelto di accedere. Perciò si può affermare che quanto più forte è il senso di efficacia, tanto più le persone sono vigorose nell'affrontare situazioni problematiche.
Servizi di interesse generale//
Sono così definiti i servizi, disponibili sul mercato e non, che le autorità pubbliche classificano come tali e che sono soggetti a obblighi di servizio pubblico; riguardano per esempio le comunicazioni elettroniche, i servizi postali, l´elettricità e il gas, l´acqua, i trasporti, il servizio radiotelevisivo.
Nel maggio 2003 la Commissione europea, riconoscendo l´importanza cruciale di servizi di interesse generale ben funzionanti, accessibili e economici per la qualità della vita dei cittadini europei, ha pubblicato un libro verde con il quale ha aperto il dibattito su tale tema. Ora è stato pubblicato un libro bianco nel quale la Commissione espone le sue conclusioni in merito alla questione e definisce una serie di orientamenti per una strategia che permetta a cittadini e imp r ese l´accesso a servizi di interesse generale di qualità ed economicamente accessibili.
Per approfondimenti e documentazione vai nello spazio "Politiche" del sito  Europa facile  (registrazione gratuita e immediata).
Servizi di prossimità//
I servizi di prossimità si inseriscono nella rete dei servizi già presenti sul territorio comunale, sia pubblici che privati (in particolare nell´ambito dell´associazionismo), con l´intento di creare una rete capillare di punti di ascolto e di riferimento atti a sostenere la domiciliarità. I servizi di prossimità, infatti, vanno intesi come un ampliamento dell´assistenza domiciliare, un aiuto non professionale, inteso come "rapporto di buon vicinato", che nella struttura sociale della città è difficile incontrare. L´istituzione di punti di ascolto atti ad intercettare le situazioni di disagio, configura interventi diversi ma complementari al servizio istituzionale–formale con l´obiettivo di ampliare quest´ultimo e di moltiplicare le risorse del territorio a sostegno della costruzione di una rete intelligente e solidale.
(definizione tratta dalla scheda del progetto "Servizi di prossimità - No alla Solit´Udine " del Comune di Udine sul sito web BuoniEsempi.it)
Servizio universale//
Il concetto di servizio universale è stato sviluppato dalle istituzioni comunitarie. Esso definisce un insieme di esigenze di interesse generale cui dovrebbero essere assoggettate, nell'intera Comunità, le attività come le telecomunicazioni o le poste, ad esempio. Ne discendono precisi obblighi nell'intento di garantire a tutti e dappertutto l'accesso a determinate prestazioni essenziali, di qualità ed a prezzi ragionevoli.
Dal Glossario Inforegio Italiano
Sistema di Innovazione//
L´ambiente locale, regionale o nazionale in cui si svolge l´attività innovativa. Oltre alle imprese, comprende la base di ricerca, il  finanziamento dell´innovazione, i servizi e i programmi di sostegno alle imprese, e le reti mediante le quali interagiscono questi componenti.
(definizione tratta dal Glossario dei termini dell´innovazione  a cura di "Innovazione & Trasferimento tecnologico ", lettera d´informazione sull´innovazione pubblicata dalla DG Imprese della Commissione Europea)
Sistema elettrico nazionale//
Regolato da un decreto legislativo del 1999 di recepimento della direttiva europea 96/92/CE (norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica) oggi il Sistema Elettrico Nazionale è composto dai seguenti soggetti:
- GRTN - Gestore del Sistema Elettrico S.p.A.
dal 2005 si occupa della gestione dei flussi economici e finanziari relativi alla produzione elettrica da fonti rinnovabili.
- TERNA – Rete Elettrica Nazionale S.p.A.
responsabile della trasmissione e del dispacciamento dell’energia elettrica sulla rete ad alta ed altissima tensione su tutto il territorio nazionale.
 - GME - Gestore del Mercato Elettrico S.p.A.
gestione del mercato elettrico, al fine di promuovere la concorrenza
- AEEG - Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.
autorità indipendente con funzioni di regolazione e di controllo dei settori dell’energia elettrica e del gas.
- AU – Acquirente Unico.
società per azioni che assicura ai clienti che non possono accedere alla borsa elettrica la fornitura di energia elettrica in condizioni di parità di trattamento.
Per approfondimenti vai sul sito del GRTN.
Sistema Informativo Territoriale//
Un Sistema Informativo Territoriale (SIT) è un sistema costituito da hardware, software, dati, persone, assetti organizzativi e istituzionali, dedicato alla raccolta, all´ analisi, alla conservazione, alla diffusione, delle informazioni caratterizzate dalla georeferenziazione degli aspetti spaziali (posizionamento del territorio reale secondo un sistema di riferimento noto, effettuato con procedure informatiche.
Con il SIT è possibile, inoltre realizzare e gestire i piani di settore o risolvere problematiche specifiche quali, ad esempio: il catasto strade, il controllo della attività patrimoniale, il Piano Infraregionale delle Attività Estrattive, il Catasto scarichi, i Piani di smaltimento rifiuti, il controllo e la pianificazione dei contributi finanziari su base territoriale.).
(definizione tratta dal SIT della Provincia di Ravenna)
SMR (Struttura mentale di Riferimento)//
La Struttura Mentale di Riferimento  (SMR) è una struttura in grado di generalizzare, astrarre, stabilizzare dei legami tra esperienza ed informazioni ricevute; una struttura in grado di trasformare gli stimoli ricevuti, metabolizzandoli, in atteggiamenti, pregiudizi, scale di valori che permettono l’elaborazione di criteri di valutazione e decisionali anche di fronte a situazioni relativamente nuove (Vincent, 1972).
La strategia di comunicazione (anche istituzionale) si può porre come obiettivo quello di  rafforzare o, al contrario, modificare la SMR dei cittadini, cioè le loro opinioni, gli atteggiamenti, le convinzioni, quindi a far riorganizzare in un modo diverso dal precedente le informazioni che gli individui hanno già interiorizzato circa un certo concetto/servizio.
In questo ultimo caso si concretizza nell’inviare messaggi che permettano di smantellare la struttura precedente (spesso attraverso l’insinuazione di dubbi o la valorizzazione di concetti alternativi) e costruire la nuova composizione, favorevole.
Social loafing//
Nella psicologia sociale dei gruppi, il termine inglese Social Loafing (ozio di gruppo) indica quel fenomeno in base al quale le persone perdono la motivazione a raggiungere l'obiettivo quando lavorano in gruppo. Questa è una delle principali ragioni per cui i gruppi alcune volte sono meno produttivi dei singoli individui. La spiegazione legata al social loafing è che le persone si sentono demonitavate quando lavorano in squadra, in quanto pensano che il loro contributo non sarà valutato o considerato. Per quanto il social loafing sembri essere un fenomeno pervasivo (presente almeno nell'80% di dati sperimentali), sono state individuate condizioni in cui esso scompare o addirittura, lascia spazio ad un effetto opposto, il social labouring. Tre elementi sono stati rilevati in tale senso: la complessità del compito da svolgere e la sua capacità di coinvolgere, quindi se il compito merita l'interesse del gruppo, i suoi membri si sentiranno fortemente motivati e i meno "abili" cercheranno di recuperare il gap che li separa dai più abili; l'importanza psicologica del gruppo e la valutazione di quest'ultimo, sulla base della teoria dell'identità sociale di Tajfel la concezione di sé è legata ai gruppi di appartenenza, quindi se il nostro gruppo è valutato positivamente, ecco che aumenta anche l'autostima dei singoli membri, e in genere gli individui sono motivati a fare in modo che lo status del proprio gruppo si rafforzi aumentando i propri sforzi in condizioni di confronto intergruppi.
Social Network//
Il termine social network (rete sociale) può essere utilizzato con due diversi significati: da una parte indica un insieme di individui che sono collegati tra loro da un qualche tipo di relazione (familiare, un rapporto di lavoro, etc.), che condividono interessi e che sono interessati a collaborare e condividere idee e informazioni, mentre nell’ambito del web, il termine viene usato per indicare i siti che rendono possibile la creazione di una rete sociale virtuale, ovvero che semplificano la nascita e il mantenimento dei legami. Per entrare a far parte di un social network è necessario creare un proprio profilo personale, inserendo informazioni di contatto, ma anche interessi personali, amicizie ed esperienze di lavoro passate. È possibile poi allargare la propria rete sociale invitando gli amici e i collaboratori a farne parte, e cercare nella rete persone con interessi affini o con le competenze necessarie per risolvere un certo problema, e condividere con queste persone qualsiasi tipo di informazione. Diventa quindi possibile costituire delle community tematiche in base alle proprie passioni e aree di business, aggregando ad esse altri utenti e stringendo contatti di amicizia ed affari.
Tra i social network più famosi troviamo Facebook, Linkedin, Myspace, Thinktag, Twitter, Xing, e poi social network specializzati in singole soluzioni come youtube per i filmati, Flicker per le fotografie, Anobii per i libri.
Durante gli ultimi tempi, anche molti politici e pubbliche amministrazioni hanno iniziato a partecipare a social network, in questo specifico caso, i social network diventano un mezzo ulteriore per fare conoscere l’attività dei politici dell’ente, l’attività interna all’ente e, ovviamente, l’attività al servizio dei cittadini. ( la RER su FB; la RER su Twitter)
Social rating//
Alla base di questo concetto c’è l’idea che il” giudizio” su un oggetto, un servizio o una persona, invece di essere lasciato ad un numero ristretto di soggetti (con conseguenti problemi di "authority"), emerga invece da una massa interconnessa (virtuale) di persone che forniscono informazioni (su quell'oggetto, servizio o persona) e quindi emerga dal collegamento di una miriade di esperienze puntuali fra loro sconnesse (fisicamente).
La forza del social rating sta nel fatto che l’oggetto del giudizio è l’aspetto reputazionale/esperenziale di qualcosa. In questo senso internet ha reso più facile il social rating,  rendendo rilevanti informazioni tradizionalmente troppo frammentate e puntuali per generare conoscenza.
Social Responsible Investing (SRI)//
Consiste nella selezione e nella gestione degli investimenti azionari ed obbligazionari sulla base di determinati parametri etici, comunemente definiti criteri negativi o di esclusione e criteri positivi o di inclusione. Con i criteri negativi si escludono quei titoli da soggetti che non rispettano determinati parametri etici di comportamento, ad es. aziende che inquinano, che operano nei settori della produzione e del commercio di armi, della produzione e distribuzione di tabacco  etc. Inoltre si evitano investimenti nei Paesi in cui non sono rispettati i diritti civili. Con i criteri positivi la selezione include quei titoli di aziende che applicano codici etici di comportamento, codici di corporate governance, la valorizzazione del capitale intellettuale (formazione contina, opportunità di carriera per i dipendenti, salute e sicurezza per il lavoratore), riciclaggio dei rifiuti, etc. In più si privilegiano i soggetti operanti in quei Paesi che hanno adottato le convenzioni internazionali sui diritti umani, nei quali vigono sistemi democratici, dove è vietato e punito lo sfruttamento del lavoro minorile. Il primo fondo SRI è del 1928 "The Pioneer Fund" che esclude dal suo portafoglio le società che producono alcolici e tabacco. Nel 1997 nasce il primo fondo SRI italiano. L'investimento socialmente responsabile accende un interesse crescente non solo tra i risparmiatori, ma anche tra le imprese.
Società di Trasformazione Urbana (S.T.U.)//
Le Società di Trasformazione Urbana (o S.T.U.) sono società per azioni miste, costituite tra Comuni/Città metropolitane e privati, cui possono partecipare regioni e province e sono finalizzate a realizzare interventi di trasformazione urbana in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti, attraverso un´atti vità di:
a) acquisizione preventiva delle aree da trasformare,
b) progettazione,
c) realizzazione degli interventi,
d) commercializzazione delle aree riqualificate,
e) gestione anche degli eventual i servizi pubblici
(definizione tratta dall´articolo "Le società di trasformazione urbana: profili giuridici " pubblicato sul sito web Diritto.it)
Sportello Informadonna//
E' uno strumento che si è diffuso negli ultimi anni per promuovere le pari opportunità nel mercato del lavoro e per agevolare la pianificazione di carriera delle donne. Offre infatti adeguati supporti informativi e assistenza tecnica tali da consentire alle donne l'elaborazione di strategie concrete per il miglior inserimento lavorativo nel mercato del lavoro all'insegna delle pari opportunità.
I servizi offerti riguardano le informazioni sulle opportunità formative presenti sul territorio, l'esame dei progetti imprenditoriali e della possibilità di accedere ai finanziamenti volti ad incentivare la creazione di nuove imprese; le informazioni di tipo legislativo su pari opportunità, collocamento in termini di problematiche del lavoro.   
(Definizione tratta dal sito web Tempo Permettendo )
Sprawl urbano//
E' un termine che indica un'espansiva, rapida e a volte incosciente crescita di un'area metropolitana, solitamente in zone periferiche. E' un sinonimo di suburbanizzazione cioè espansione geografica di aree urbane oltre i propri confini. Un fatto che i detrattori considerano caratteristico dello sprawl è la separazione fisica dello spazio usato per varie attività: residenziale, shopping center, uffici, istituzioni civiche e strade. Con efficace metafora "si ha quando, per comprare il pane, bisogna prendere l'automobile".
Stakeholder//
Deriva dall’inglese “stake” (posta in gioco) e ”holder” (detentore). Con questo termine si indicano tutti quei soggetti che hanno un interesse nell’attività di un’organizzazione, e che influenzano o sono influenzati dalle sue decisioni. Generalmente gli stakeholder individuati per gli enti locali sono: associazioni, imprese e banche, scuole e università, mass media, enti territoriali ecc…(dal glossario CLEAR - progetto europeo di contabilità aziendale per gli enti locali).
Streaming//
Con il termine streaming si indica un metodo di trasmissione di file audiovisivi in tempo reale su Internet. I file streaming sono immediatamente fruibili on line dall'utente senza previo scaricamento su PC, simulando così la trasmissione di programmi radiofonici e televisivi. Di questo tipo sono i file Real Video e Real Audio, Windows Media Video, QuickTime.
Accanto a questi formati proprietari, ovvero creati da multinazionali di software che ne rendono "chiuso", non accessibile, il codice, esistono formati "aperti", gratuiti e liberamente accessibli creati da programmatori indipendenti per scopi non commerciali, legati alla diffusione di conoscenza svincolata dalle logiche di mercato. Tali tecnologie di streaming, come Icecast, Freecast, Ogg/Vorbis, Orb, sono oggi comparabili per qualità del video (risoluzione) e affidabilità ai formati proprietari.
Tra i player (software per la riproduzione dei flussi di streaming) di tipo "free and open source software" (FOSS), ricordiamo il diffusissimo Video Lan Client o VLC media player .
Sussidiarietà//
Il termine è stato introdotto all´interno nel nuovo art. 118 della Costituzione dalla riforma costituzionale del 2001 e deriva dalla parola latina subsidum (mutuo aiuto). Dunque, la sussidiarietà (o principio di sussidiarietà) prevede che decisioni, compiti e funzioni debbano essere attribuiti al livello più vicino possibile ai cittadini ed alle loro comunità sociali. Esistono quindi due tipi di sussidiarietà: quella verticale e quella orizzon tale. 
La sussidiarietà verticale prevede che lo Stato avvii un processo di attribuzione dei diversi poteri alle istituzioni locali, di modo che siano il più possibile vicino ai bisogni dei cittadin i.
Invece, la sussidiarietà orizzontale è quel processo per cui gli stessi cittadini, organizzati o non in formazioni sociali, promuovono azioni concrete finalizzate alla risoluzione di un problema di interesse generale in collaborazione con le amministrazioni locali. 
La sussidiarietà è quindi un processo che implica un nuovo equilibrio di ruoli e di poteri nel rapporto pubblico e privato: non più separati, ma integrati (definizione tratta dal Report del Gruppo di lavoro regionale sui temi della partecipazione e della sussidiarietà  curato dal Progetto "URPeRete").
Altri link: www.cittadinanzattiva.it, sito del Movimento di Partecipazione Attiva; www.associazionedeicostituzionalisti.it, per approfondimenti giuridici.
Sviluppo sostenibile//
Il concetto di sviluppo sostenibile è stato definito per la prima volta nel rapporto della Commissione Mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo (Commissione Bruntland, 1987) come "…quel modello di sviluppo che soddisfa le necessità presenti senza compromett ere la capacità delle generazioni future di soddisfare le sue".
Punto di partenza è il riconoscimento che i problemi di politica ambientale, economica e sociale non possono essere affrontati separatamente e che il vecchio concetto dello sviluppo secondo cui si devono affrontare i problemi ambientali dopo che è stato raggiunto lo sviluppo economico e sociale non può funzionare (dal glossario del  "Rapporto sullo stato dell´ambiente" Comune di Faenza).
Sviluppo sostenibile locale//
Di fronte alla molteplicità e complessità delle problematiche globali e locali connesse allo sviluppo sostenibile, le politiche dell’Unione Europea e i più recenti documenti delle Nazioni Unite raccomandano alle istituzioni locali nonchè alle organizzazioni private e ai vari attori sociali, l'apertura di spazi di confronto sempre più allargati ai diversi portatori di interesse e l'introduzione di modalità decisionali più inclusive.
Sviluppo sostenibile locale significa quindi avviare una concertazione che ponga in relazione continua, su differenti temi dello sviluppo, le maggiori organizzazioni del mondo imprenditoriale, del lavoro e gli enti di governo locale.
Gli strumenti tipici di questo processo sono i vari Piani di Settore e gli strumenti volontari, più strutturati per metodo, intersettorialità e tecniche, rappresentati dalle Agende 21 Locali, dai Laboratori di Urbanistica Partecipata o dai Bilanci Partecipativi.
(Definizione tratta dal report "Governance e Sviluppo sostenibile locale" )
T-Government (Television Government)//
Con l´avvento del Digitale Terrestre, sarà possibile interagire con la televisione grazie alle caratteristiche del decoder digitale che consentono di erogare servizi interattivi. Il t-Government dunque è l´offerta di contenuti e servizi offerti dalle pubbliche amministrazioni attra verso il televisore. Si tratta di uno strumento complementare all´e-Government, in quanto si caratterizza come alternativa per raggiungere color o che non possiedono o non sono in grado di usare un Personal Computer. Infatti, la televisione raggiunge il 99% della popolazione italiana, laddove Internet è utilizzato solamente dal 42% degli italiani (fonte: Ministe ro per l´Innovazione e le Tecnologie). Il t-Government quindi si rivolge ad un pubblico di massa, presentando anche logiche di fruizione diverse: più passive, semplici, standardizzate e soprattutto di uso domestico.
team coaching//
Con il termine team coaching intendiamo definire il supporto che il coach può dare allo sviluppo ed alla crescita del team, attraverso lo sviluppo di un rapporto di partnership con i componenti del team, attraverso sessioni di gruppo e sessioni individuali. Lo scopo è principalmente quello di far si che il Team raggiunga l'obiettivo prefissato e condiviso con l'Organizzazione, di cui i componenti fanno parte. Il coach appoggia il team ad eliminare le barriere che ostruiscono le performance individuali e collettive, migliorando ad es. l'abilità di comunicazione, di condivisione dell'obiettivo e di dedizione al progetto da portare a termine. Il coach, in questo particolare caso deve promuovere la leadership condivisa, la comunicazione aperta, promuovendo la capacità di rivoluzione dei conflitti, massimizzando il potere dell'approvazione, del riconoscimento e della gratificazione sia dei singoli che del team.
Tecnologie assistive//
Sono tutti gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai s istemi informatici (compreso il web). Le tecnologie assistive possono definirsi tali anche quando riducono solo, senza riuscire ad annullare, le condizioni di svantaggio dovute alla disabilità. Sono dunque strettamente collegate al tema dell´accessibilità.
Esempi di tecnologie assistive sono la barra braille per non vedenti, i software ingrandenti per gli ipovedenti, i software che offrono un output vocale di ciò che è visualizzato sullo schermo, le tastiere con tasti e caratteri ingranditi (definizione tratta dalla Legge Stanca - L. 4/04).
Teoria dei Giochi//
La teoria dei giochi è la scienza matematica che analizza situazioni di conflitto e ne ricerca soluzioni competitive e cooperative tramite modelli, ovvero uno studio delle decisioni individuali in situazioni in cui vi sono interazioni tra due o più soggetti, tali per cui le decisioni di un soggetto possono influire sui risultati conseguibili da parte di un rivale secondo un meccanismo di retroazionem e sono finalizzate al massimo guadagno del soggetto. Possono essere presenti anche aspetti aleatori. Nel modello della "Teoria dei Giochi", la premessa indispensabile è che tutti devono essere a a conoscenza delle regole del gioco, ed essere consapevoli delle conseguenze di ogni singola mossa. La mossa o l'insieme delle mosse, che un individuo intende fare viene chiamata "strategia". In dipendenza dalle strategie adottate da tutti i giocatori (o agenti), ognuno riceve un "pay off"( che in inglese significa compenso, vincita, pagamento, ma anche esito) secondo un'adeguata unità di misura, che può essere positivo, negativo o nullo. Un gioco si dice "a somma costante" se per ogni vincita di un giocatore vi è una corrispondente perdita per altri. In particolare, un gioco a somma zero fra due giocatori rappresenta la situazione in cui il pagamento viene corrisposto da un giocatore all'altro. La strategia da seguire è strettamente determinata, se ne esiste una che è soddisfacente per tutti i giocatori, altrimenti è necessario calcolare e rendere massima la speranza matematica del giocatore, che si ottiene sommando tutti i possibili compensi sia negativi, sia positivi, moltiplicati per le rispettive possibilità.
Teoria dell'azione ragionata//
Spiega come gli atteggiamenti possono guidare il comportamento attraverso una ponderata valutazione delle intenzioni. Il comportamento è determinato dall'intenzione di eseguirlo: una volta espressa con attenzione , l'intenzione è il più importante elemento predittivo del comportamento. Ma spesso conoscere la sola intenzione non basta per prevedere un'azione. Secondo questa teoria, i principali elementi che determinano l'intenzione comportamentale sono: l'atteggiamento verso il comportamento, che è una valutazione personale, e le norme soggettive, che sono credenze su come gli altri giudicano quel comportamento, cioè una pressione sociale percepita a eseguire o meno quel comportamento. La teoria è stata applicata con risultati positivi ai comportamenti di consumo, alla salute, al voto, alle attività legate al tempo libero. Si tratta sempre di situazioni che sono sotto il controllo volitivo.
Terrain Vague//
'Terrain vague' è un termine introdotto dall'architetto Ignasi De Solà-Morales che viene usato in architettura, urbanistica e pianificazione del territorio per indicare aree marginali in cui lo spazio non assolve a funzioni specifiche, dove la tensione tra il costruito e l'abbandonato diviene chiaramente percepibile. I terrain vague esprimono così dei vuoti semantici, delle ambiguità del senso, degli spazi 'irrisolti'. Per approfondimenti, si vedano gli atti del XXXIII Congresso dell'Associazione Italiana di Studi Semiotici 'Per una Semiotica della Città', Ottobre 2005.
Terzo Settore//
Il Terzo Settore (detto anche Azione Volontaria, Economia Civile, Privato Sociale o Settore non-profit) è quel complesso di istituzioni che all'interno del sistema economico si collocano tra lo Stato e il Mercato, ma non sono riconducibili né all'uno né all'altro; sono cioè soggetti organizzativi di natura privata ma volti alla produzione di beni e servizi a valenza pubblica o collettiva. La definizione fu usata per la prima volta nel rapporto "Un progetto per l'Europa" in ambito comunitario nel 1978 assegnando al Terzo settore una posizione che lo separa concettualmente dallo Stato e dal Mercato, favorendo l'equiparazione dei tre settori a livello di società complessiva. È quindi un fenomeno economico, non un insieme di forme organizzative extra-economiche, come inizialmente sostenuto. Le ricerche basate su questo concetto si sviluppano soprattutto a partire dagli anni della crisi del welfare. In Italia il termine si è diffuso verso la fine degli anni '80. La legislazione italiana ha finora disciplinato alcuni aspetti del Terzo Settore ma non li ha definiti unitariamente dal punto di vista giuridico; tuttavia studi recenti hanno evidenziato delle caratteristiche comuni che definiscono i criteri ai quali dovrebbe sottostare l'organizzazione operante nel TS: l'assenza di distribuzione dei profitti; l'avere natura giuridica privata; il disporre di un atto di costituzione formale oggetto di un contratto formalizzato o di un accordo esplicito fra gli aderenti; l'essere basata sull’autogoverno; il disporre di una certa quota di lavoro volontario; l'essere un'organizzazione con una base democratica. (Definizione tratta da Wikipedia)
Total Quality Community//
Costituisce una nuova forma di organizzazione dei servizi pubblici in una città o in un territorio più ampio. Si basa sull’adesione degli Enti che erogano servizi alla comunità ad un programma condiviso di Qualit& agrave; Totale. Questo richiede che ogni Ente orienti i propri servizi sui bisogni e sulle atte se dei cittadini. Le strategie della “customer satisfaction”, della Qualità dell’organizzazione, del miglioramento continuo e del coinvolgimento delle risorse umane vengono adottate da tutti gli Enti e pensate a livello di sistema (dal glossario dei termini della qualità del  Ministero dell´Economia e delle Finanze - Dipartimento delle politiche fiscali).
Transition Town//
Le Città di Transizione (Transition Towns) rappresentano un movimento ambientalista fondato in Irlanda a Kinsale e in Inghilterra a Totnes da Rob Hopkins negli anni 2005 e 2006. L’obiettivo del progetto è di preparare le comunità ad affrontare la doppia sfida costituita dal sommarsi del riscaldamento globale e del picco del petrolio. Fulcro del movimento delle Transition Town è l’idea che una vita senza petrolio può in realtà essere più godibile e soddisfacente dell’attuale; di conseguenza, lo scopo del movimento è quello di fare in modo che un'intera città viva senza inquinare. Di fatto, anche se sanno che sarà un processo lento, i fautori delle Transition Town prevedono una diminuzione energetica e una decrescita economica nel futuro: il pianeta potrà essere salvato solo dal basso, grazie a comunità che si impegnano ad abbattere le emissioni di CO2 e a procurarsi energia grazie alle fonti rinnovabili. Le comunità sono perciò incoraggiate a ricercare metodi per ridurre l’utilizzo di energia e incrementare la propria autonomia a tutti i livelli. Esempi di iniziative riguardano la creazione di orti comuni, riciclaggio di materie scarto come materia prima per altre filiere produttive, etc. In Italia la transition town più conosciuta è Monteveglio. (Per approfondimenti vedi Transitiontowns Italia Weblog).
Treaty Making Power//
Il potere estero regionale abbraccia essenzialmente due tipi di attività: i rapporti internazionali regionali e il treaty making power, che consiste nella possibilità - riconosciuta alle Regioni dall’art. 117 della Costituzione - di stipulare accordi con Stati e intese con Enti Territoriali interni ad altro Stato, nelle materie di propria competenza. In base a quanto stabilisce la legge 131/2003, gli accordi che le Regioni e le Province Autonome possono stipulare sul piano internazionale sono quelli che o hanno natura attuativo-applicativa di precedenti accordi internazionali entrati in vigore; o hanno natura tecnico–amministrativa; o hanno natura programmatica. Diversamente, le intese concluse con Enti Territoriali interni ad altro Stato devono essere dirette a realizzare “attività promozionali”, vale a dire a favorire lo sviluppo economico sociale e culturale della Regione, o a realizzare attività di mero rilievo internazionale. Il legislatore ha inoltre provveduto a dettare anche la procedura che disciplina la conclusione di tali atti. Nel caso della conclusione di accordi con Stati esteri, la Regione deve preventivamente dare comunicazione al Mae delle trattative intercorse, affinché quest’ultimo possa esprimere in merito un proprio parere. Successivamente, una volta negoziato con la controparte straniera il testo definitivo dell’accordo, recante gli emendamenti eventualmente richiesti nella prima fase, la Regione presenta al Mae la richiesta di pieni poteri di firma. In caso di valutazione positiva, il Mae conferisce pieni poteri al Presidente della Regione. La procedura per la stipula delle intese prevede sempre che il Mae sia informato delle trattative e che possa esprimere un parere in proposito, nel silenzio degli uffici, si applica la regola del silenzio assenso e per la stipula finale non occorre, in questo caso, il poter di firma. (per approfondimenti vedi Il Potere delle Regioni e delle Province Autonome di concludere accordi internazionali di Paolo Modica de Mohac).
Turismo Accessibile//
Il turismo accessibile è l´insieme di servizi, strutture e infrastrutture che consentono alle persone con esigenze speciali - quali i disabili, le persone con esigenze dietetiche o con problemi di allergie e gli anziani - la fruizione della vacanza e del tempo libero senza ostacoli o difficoltà.
Il turismo è considerato ormai come un bisogno primario, perché offre alle persone la possibilità di evadere dal quotidiano, di socializzare e di scoprire nuovi mondi e culture. Per questi motivi è importante che nessuno sia escluso da questa opportunità. Per questo motivo è importante che gli amministratori degli enti pubblici nazionali e locali favoriscano l´abbattimento delle barriere, architettoniche e non solo, così che nessuno sia escluso da questa opportunità.
(per approfondimenti è possibile consultare il sito web del progetto CARE)
Unione di Comuni//
Il decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267,  “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”, al capo V, titolato “Forme associative”, art.32, “Unioni di Comuni”, definisce le Unioni quali “enti locali costituiti da due o più Comuni di norma contermini, allo scopo di esercitare congiuntamente una pluralità di funzioni di loro competenza”. Con l’atto costitutivo, approvato dai rispettivi Consigli comunali, si individuano gli enti aderenti, le finalità che si perseguono nonché la durata dell’istituto; allo Statuto è affidato il compito di definire l’assetto degli organi politici e le modalità della loro costituzione ed elezione. Debbono inoltre essere specificate le funzioni da gestire in forma associata, la disciplina dell’acquisizione e dell’utilizzo delle risorse finanziarie ed umane occorrenti.
Lo scopo principe dell´Unione è quello di creare una sede istituzionale di secondo livello cui affidare la gestione associata di funzioni comunali; un Ente locale diffuso su tutto il territorio posto permanentemente al servizio di tutte le tipologie di Comuni; una struttura costituita appositamente dai partner, per gestire il loro rapporto collaborativo. Per questo L’Unione è un ente locale dotato di personalità giuridica,  a tutti gli effetti considerato dalla legge un “Comune".
(per approfondimenti segnaliamo l´articolo "Le Unioni di Comuni " apparso sul sito web Pubblicaamministrazionelocale.it)
Urbanistica partecipata//
Di fronte alle crescente complessità e criticità delle città, l´urbanistica partecipata è quel processo che permette di valorizzare il contributo che può venire direttamente dai cittadini. In questo modo è possibile migliorare, attraverso il confronto con la cittadinanza, i progetti in senso più funzionale ed efficace, trasformando in risorsa i conflitti altrimenti paralizzanti e contemporaneamente incrementando la crescita civile e rafforzando il senso di appartenenza alla cosa pubblica.
Lo strumento principale per attivare il processo di urbanistica partecipata è l´istituzione di veri e propri laboratori in cui i cittadini possono discutere, confrontarsi e scambiarsi informazioni, sotto la guida di "facilitatori" ovvero architetti, psicologici, pedagogisti che hanno il compito di far emergere e sintetizzare i contributi. E´ fondamentale anche la partecipazione dei progettisti dell´opera che, proprio dal confronto con i cittadini, possono ricevere spunti e sollecitazioni per il progetto.
(Definizione tratta dal protocollo d´intesa tra Regione Emilia-Romagna, ANCI, UPI e Legautonomie sulla pianificazione e la progettazione partecipata)
User-generated contents (UGC)//
Letteralmente "contenuti creati dagli utenti", l'espressione si riferisce a quei contenuti mediatici (video, fotografie, audio) prodotti dagli utenti finali, diversamente da quanto avviene nei media tradizionali in cui i produttori sono scrittori professionisti, editori, giornalisti, emittenti che detengono licenza trasmissiva. Il termine è entrato nell'uso comune durante il 2005 e con l'emergenza del c.d. "Web 2.0" e riflette il processo di espansione della produzione mediatica grazie a tecnologie digitali accessibili (sia tecnicamente che economicamente) al pubblico. Tali tecnologie includono i video digitali, i blog , il podcast, i wiki e la fotografia su cellulare. Inoltre, spesso queste tecnologie utilizzano software liberoopen source e licenze più flessibili rispetto al copyright, in modo da diminuire ulteriormente le barriere alla collaborazione e alla condivisione di conoscenza.
Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)//
Per Valutazione di Impatto Ambientale si intende una complessa procedura volta a considerare gli effetti che potranno manifestarsi nell´ambiente in conseguenza di determinate iniziative di intervento e trasformazione del territorio. Questa procedura ha per scopo la conoscenza il più possibilmente esatta dei potenziali effetti di una determinata opera sull´assetto ambientale, allo scopo di valutare e decidere la sua utilità con un bilancio danni/benefici. Tale procedura si applica sempre in determinati casi, in relazione ad opere e industrie di particolare rischio ecologico e solamente in alcuni casi in relazione ad opere ed industrie potenzialmente meno inquinanti, ma pur sempre pericolose considerando le loro dimensioni (dal glossario di Scuole Sostenibili, un progetto Infea Emilia-Romagna).

Sulla V.I.A. in Emilia-Romagna  vedi anche le pagine Ermes sull´argomento  e l´approfondimento su Arpaweb
Viral Marketing//
Il Marketing Virale è un’evoluzione del “marketing multilivello” o "network marketing" (marketing "di rete"). Molto spesso questo termine viene utilizzato anche per indicare azioni che sono invece di sola comunicazione. La parola nasce nella metà degli anni ’90 con Draper Fisher Jurvtson e consiste nella diffusione di un messaggio pubblicitario, o di un’idea attraverso il passaparola. Tale processo è simile a quello attraverso il quale un virus si diffonde da una cellula ad un’altra, rapidamente, esponenzialmente e utilizzandone le risorse per i propri scopi. La tecnica di marketing, o la comunicazione messa in atto devono quindi contenere in sé qualcosa che spinge chi la riceve a diffonderla a sua volta, proprio come un virus. Affinché una campagna di viral marketing abbia successo sono quindi necessari tre fattori di partenza: un gruppo di soggetti capaci di diffondere il messaggio e di influenzare gli altri; un messaggio/idea in grado di colpire e di rimanere impresso nella memoria, un contesto ambientale favorevole alla diffusione del messaggio. Una campagna virale ha successo quando riesce a fare leva su almeno una delle seguenti motivazioni: se la diffusione del messaggio porta a chi lo comunica un vantaggio in termini di riconoscimento sociale; se il valore del prodotto/servizio aumenta in maniera significativa tante più sono le persone che lo utilizzano; se la diffusione del messaggio/prodotto/servizio porta un vantaggio, anche economico, al mittente e/o al destinatario. Ultimamente questa tecnica promozionale si sta diffondendo anche nella p.a., che cerca di sfruttarla per promuovere campagne sociali o propri servizi ai cittadini. (Per maggiori approfondimenti “Marketing Virale” nella diffusione di nuove tecnologie:teorie e casi di Paolo Bonetti – Dipartimento di Tecnica ed Economia delle Aziende, Università di Genova).
VIS (Valutazione di Impatto di Salute)//
La VIS stima gli effetti di una specifica azione di salute su una specifica popolazione. E’ uno strumento che si può introdurre nella procedura di approvazione di qualsiasi strumento programmatorio, come momento valutativo calibrato sui bisogni i di salute dei cittadini. L´Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Agenzia specializzata delle Nazioni Unite per la Salute creata il 7 aprile 1948 con l´obiettivo di assicurare alla popolazione mondiale il più alto livello di salute, lavora direttamente con i Governi locali tramite il suo Centro per la Salute Urbana ed una rete di città (le Città Sane). Capofila sul tema della VIS è il comune di Bologna.
(Per maggiori informazioni sul Progetto Città Sane vedi il sito: Progetto Città Sane)
Visione Zero//
Il programma "Visione Zero", fatto proprio nel 1997 dal Parlamento svedese, modifica radicalmente l´approccio al problema della sicurezza stradale partendo dall´idea che nessuno dovrebbe essere ucciso, gravemente ferito o menomato a causa di un incidente stradale e che I costi umani e sociali che ne derivano non possono più essere accettati come un inevitabile effetto collaterale della circolazione stradale.
Bisogna partire dalla premessa che tutte le persone possono commettere errori, anche gli utenti della strada più ragionevoli.
Di conseguenza i sistemi del traffico e di pronto soccorso devono essere organizzati in modo che gli errori inevitabili non abbiano conseguenze fatali. L´ambiente strada deve essere adattato maggiormente alle capacità e ai limiti umani, in modo da permettere meno errori alla guida.
(definizione tratta dal programma del convegno "Visione Zero: un nuovo approccio alla sicurezza stradale")
VOIP//
L'acronimo  VOIP, voice over IP, significa letteralmente "voce tramite protocollo internet", e fa riferimento alla tecnologia capace di convertire i segnali vocali in segnali digitali che vengono poi reindirizzati via Internet, oppure tramite una rete di computer. Il segnale vocale, trasformato in segnale digitale, può quindi viaggiare compresso in "pacchetti" sulla rete dati, utilizzando un protocollo internet e subendo poi, il processo inverso di riconversione in segnale vocale analogico. Il Voip consente quindi di effettuare e ricevere telefonate utilizzando la Rete Internet anziché la Rete Telefonica Pubblica, a costi molto bassi. La qualità della telefonata è paragonabile a quella di una normale linea telefonica , basta solo disporre di una connessione internet a banda larga e di un particolare tipo di software. Numerose pubbliche amministrazioni si stanno convertendo alla tecnologia Voip per abbattere i costi delle telefonate.
Definizione tratta da Mondo VOIP
Maggiori informazioni sulla tecnologia Voip si possono trovare sul sito del Ministero della Comunicazione
Web 2.0//
Molto si è detto e discusso sul significato del termine "web 2.0", concetto chiave nell'evoluzione della Rete, ma spesso nebulosa semantica che acquista significati diversi in base agli obiettivi di chi ne fa uso. Per aiutare i nostri lettori a fare chiarezza ed evitare di cristallizzare un concetto che manca di una vera e propria definizione, proponiamo qui una breve storia della costruzione del significato del termine. "Web 2.0" viene usato per la prima volta da Tim O'Reilly nel 2004 nel titolo di una conferenza incentrata sulle applicazioni basate sul web che permettono una nuova generazione di servizi e opportunità di business, in inglese "web-based applications ". In sintesi, tali applicazioni si distinguono da quelle tradizionali (.exe) per il fatto di non risiedere sul computer client, bensì sul web e di basarsi su Javascript. Nel 2005 Paul Graham tenta una definizione del termine, indicando tre caratteristiche del web 2.0: Ajax, democrazia (nel senso che i contenuti sono generati dagli utenti stessi), miglioramento del software con l'uso. In realtà, sul presunto potenziale democratico dei servizi web 2.0 (esempi classici sono MySpace, Flickr, YouTube, GoogleMap) fioriscono i dubbi. Lo stesso Tim O'Reilly ha dovuto più volte sottolineare la natura eminentemente commerciale dei servizi che permettono agli utenti di generare i propri contenuti. Per l'inventore del termine, il carattere aperto dei servizi web-based non è altro che un vantaggio competitivo per compagnie come Google, un po' come negli anni '80 e '90 le applicazioni client-based decretarono il monopolio di Microsoft. Per una definizione esaustiva di web 2.0 da parte di Tim O'Reilly, si veda http://www.xyz.reply.it/web20/
Web Semantico//
E´ un nuovo modo di pensare al web non soltanto come depositario di informazioni sparse, ma come ambiente in cui dati ed informazioni possono essere condivise e riutilizzate attraverso applicazioni diverse, aziende ed utenti. Lo scopo è quello di rendere un computer in grado di “capire” i dati che utilizza.
L´idea di fondo del web semantico è quella di far diventare Internet in grado di capire le nostre richieste. Ma non in senso proprio: i documenti non dovrebbero più risu lta re come delle "isole d i dati", ma piuttosto come dei database aperti nei quali un "applicativo" possa disting uere le informazioni contenute, ricava ndone solo quelle richieste.
Tutto questo semplicemente in virtù di una marcatura dei documenti, di un linguaggio gestibile da tutte le applicazioni e dell´introduzione d i vocabolari specifici, cioè di collezioni di frasi alle quali possano associarsi relazioni stabilite fra gli elementi marcati(definizione tratta dal sito web  Webaccessibile.org, portale dedicato al tema dell´accessibilità).
Welfare State//
Welfare è una parola composta derivata dall’inglese medioevale, formata da wel = bene e fare=go=andare, e coerentemente resa dall’equivalente italiano “benessere”. Il Welfare State ha avuto origine nei provvedimenti messi in atto da Germania e Regno Unito tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.
L’espressione “The Welfare State” venne coniata in Gran Bretagna dall’arcivescovo Temple nel 1941 e il termine in seguito è stato associato ai benefici sociali che i governi democratici speravano di offrire una volta finita la guerra. Di fatto, l’espressione fu utilizzata per indicare la politica di protezione sociale realizzata dal governo inglese del secondo dopoguerra e ispirata al rapporto Beveridge del 1942, che proponeva un sistema di intervento statale al cittadino “dalla culla alla tomba”, per fare fronte alle difficoltà e necessità della vita come malattia, invalidità e vecchiaia.
La paternità dello Stato Sociale viene però attribuita dagli storici a Otto von Bismarck, che, come cancelliere di Prussia, tra il 1883 e il 1889 avviò una politica sociale avanzatissima che prevedeva ad es. l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, quella per la vecchiaia e l’invalidità etc.
Attualmente, con il termine Welfere State si possono indicare un insieme di interventi pubblici legati al processo di modernizzazione, che forniscono protezione sotto forma di assistenza, assicurazione e sicurezza sociale, introducendo specifici diritti sociali e doveri di contribuzione. Per ulteriori informazioni si veda Welfare State Oggi di Fabio Cittadini.
Wi-Max//
Il nome del protocollo Wi-Max corrisponde all'acronimo "worldwide interoperability for microwave access" (interoperatività mondiale per l'accesso tramite microonde). Il nome è stato stabilito dal WiMAX Forum , creato nel giugno 2001 per promuovere l'interoperabilità degli standard.
Il Wi-Max è una tecnologia di telecomunicazione che fornisce accesso a banda larga senza fili sul c.d. "ultimo miglio", in alternativa al cavo e allo standard DSL. Per questo motivo, il Wi-Max è stato visto come la tecnologia che avrebbe risolto molti dei problemi tecnici alla base del digital divide geografico. In Italia il Wi-Max è tutt'ora in fase di sperimentazione. Tecnicamente, si tratta di un'evoluzione della tecnologia wireless: ne porta il raggio di trasmissione fino a 50 Km, dunque ben superiore alle poche centinaia di metri del Wi-Fi, e la larghezza di banda, in condizioni ideali, fino a 74 Mbps. La tecnologia può operare su bande di frequenza che vanno dai 6 agli 11 GHz. Per ulteriori informazioni in italiano, si veda il sito WiMAX Italia.
Wireless//
Questo termine (dall´inglese "senza fili") indica quei sistemi di interconnessione tra dispositivi (computer, palmari, mouse, tastiere, stampanti, modem ecc.) che non fanno uso di cavi. I sistemi tradizionali basati su connessioni cablate sono detti "wired". Il mezzo di trasporto dell´informazione può essere un segnale radio, la luce infrarossa o un fascio laser.
Quando si parla di "soluzioni wireless", si intende quindi la fornitura di una connessione constante senza fili per consentire la comunicazione e lo scambio di informazioni tra luoghi diversi o per offrire l´accesso ad Internet da luoghi pubblici e all´aperto.
In ambito pubblico, le connessioni Wireless possono rivelarsi strategiche perché permettono di raggiungere territori geograficamente svantaggiati (ovvero privi di infrastrutture tecnologiche) a costi irrisori o per offrire l´accesso ad Internet ai cittadini in modo flessibile (da biblioteche, uffici comunali o addirittura da luoghi all´aperto, come i parchi).
In questo ambito, la Regione Emilia-Romagna sta sviluppando la rete WiMax, che verrà sperimentata nella Provincia di Parma.
(approfondimenti sul sito Emilia-Romagna Digitale)
World Café//
Il World Café è un processo creativo per facilitare il dialogo, il confronto e per condividere conoscenze e idee in modo spontaneo e informale in un'atmosfera da café. L'approccio mira a facilitare la evoluzione di idee e contributi all'interno di conversazioni che si alimentano e modificano con il movimento della partecipazione delle persone tra un tavolo e l'altro, favorendo un clima che stimola e valorizza l'intelligenza collettiva. Secondo l'approccio del Worl Café, le domande da discutere hanno un ruolo cruciale. Dovrebbero essere semplici e chiare, provocare, generare energia, invitare all'approfondimento e alla ricerca, fare emergere opinioni inconsce, aprire nuove possibilità, focalizzare l'attenzione su ciò che è utile. Nel processo viene quindi ricreata l'ambientazione di un café e i partecipanti discutono temi e questioni in piccoli gruppi , seduti intorno a diversi tavoli, per sessioni consecutive. A intervalli regolari (ogni 20-30 minuti), i partecipanti ruotano da un tavolo all'altro, rimescolando i gruppi. Un facilitatore per ogni tavolo mantiene la postazione, sollecita l'intervento di tutti i partecipanti, registra la discussione, la sintetizza al gruppo successivo in modo da favorire la contaminazione e lo scambio di idee tra un gruppo e l'altro. Alla fine del processo i principali risultati vengono sintetizzati e presentati in una sessione plenaria, nel corso della quale vengono valutati possibili sviluppi. (per approfondimenti www.theworldcafe.com )
 
Logo Ermes - Regione Emilia-Romagna