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Indagine CMS in uso nella regione Emilia-Romagna

- fase conclusa -

Due  degli obiettivi del progetto RACER prevedono:

1.     la creazione di una rete di referenti nel territorio regionale esperti, interessati al tema dell’accessibilità;

2.     la creazione di un kit open-source contenente il necessario per realizzare e mantenere un sito Web a norma.

 

Per raggiungere questi obiettivi ritenevamo necessario conoscere il territorio in cui operare, in particolare ci era necessario:

  1. verificare la conoscenza da parte delle PA delle problematiche legate all’accessibilità;
  2. misurare la diffusione di soluzioni CMS open-source;
  3. conoscere le PA locali al fine di costruire il kit tarato sui loro reali bisogni;
  4. contattare dei referenti competenti e collaborativi sia nella PA locali, che tra le aziende.

Contesto



Metodologia

universoLa prima scelta per indagare stato e bisogni del territorio è stata quella di confrontarsi col progetto EROSS e cercare di trovare un punto di incontro tra i reciproci obiettivi, utilizzando i referenti delle precedenti rilevazioni, condividendo strumenti e metodologia.

Abbiamo quindi deciso di costruire a quattro mani un questionario distinto in due sezioni:

  1. uso dei CMS, con l’obiettivo di evidenziare dati sull’uso dell’open-source
  2. conoscenza delle problematiche dell’accessibilità e degli strumenti offerti dalla Regione.

Per questioni di efficacia ed economicità, abbiamo utilizzato il sistema di questionari on-line, EuroVoxBox un progetto finanziato dalla Comunità Europea che ha visto la Regione come ente capofila nelle  progettazione, sviluppo, test ed ora in uso alla Regione stessa.

Il questionario è stato somministrato tra luglio e agosto. E’ stato inviato alla stessa rete di referenti di EROSS tramite email. E’ stato rinnovato l’invito a compilarlo un paio di volte, ma non sono stati organizzati incontri con i referenti per stimolarli a partecipare al progetto.

Universo

La precedente rilevazione aveva visto una percentuale di risposte pari al 26% (90 PA su 345), il nostro questionario, nonostante il periodo poco favorevole ha visto crescere la percentuale fino al 36% (123 su 345), dimostrando l’interesse delle PA locali al tema.



Parte 1: Uso dei CMS

La prima parte del questionario riguarda domande sull’uso di CMS open-source. Era nostra intenzione cercare di capire quali fossero le soluzioni più diffuse che avremmo dovuto inserire nel kit, e trovare chi poteva essere il destinatario ideale a cui offrire ciò che vogliamo realizzare.

Con le prime domande si è cercato di  recuperare informazioni comparabili coi precedenti questionari EROSS (o almeno un sottoinsieme di essi). La rilevazione del 2006-7, mostrava infatti una limitata diffusione di CMS FLOSS: 10 comuni dei 90 che avevano fornito risposte valide.

Le risposte ricevute evidenziano come vi sia una certa crescita nell’adozione di soluzioni FLOSS, oltre a quali siano i prodotti più papabili per essere inseriti nel kit.

 



Il suo ente utilizza per uno o più dei propri siti Web uno o più CMS (sistema di gestione dei contenuti)?

grafico uso cms: 60% siPiù del 60% degli intervistati utilizza un CMS per la gestione dei contenuti di almeno uno dei siti del proprio ente. Risposta che sottolinea il fatto che sia lo strumento più efficace per svolgere questa attività.

Stupisce l’alto numero di “No” e “Non so” che sommati danno circa il 30% del totale.

Per i “Non so” l’unica spiegazione plausibile, dato per assunto che chi abbia risposto si occupi dei sistemi informativi ed il sito Web sia sotto la sua responsabilità, è che il sito sia gestito e mantenuto da un fornitore esterno, ed il sistema col quale è realizzato, non sia stato oggetto dell’affidamento.

I “No” sono pari a circa il 20% delle amministrazioni che hanno risposto, e poiché tutte hanno almeno un sito Web, può significare che tali siti sono realizzati ancora “a mano”.

Questo risultato è molto importante: una pubblica amministrazione che voglia offrire in modo economico contenuti aggiornati e completi, oggi non può fare a meno di un CMS e continuare a realizzare a mano le pagine. Soprattutto oggi, quando i contenuti devono rispettare rigidi vincoli dati dall’accessibilità: è molto difficile mantenere i requisiti di accessibilità su ciascuna pagina se essa è fatta a mano.

Non avere un CMS significa o che la presenza su Web non è aggiornata, o che nella migliore delle ipotesi, la PA ha (o si fornisce di) personale tecnico in grado di realizzare costantemente contenuti accessibili. Questa è però un’ipotesi confutata dai risultati del benchkmark su siti e servizi on-line in regione degli ultimi anni: i siti e servizi on-line non sono, nella maggior parte dei casi, a norma di legge.

Se i risultati del benchmark sono stati una delle motivazioni per le quali si è pensato di fornire un kit che permettesse la creazione di contenuti accessibili in modo economico, sapere che oltre al 20% delle PA locali, non ha alcuno strumento per mantenere la propria presenza su Web, è una motivazione ancora più forte.

 



Il o i CMS che utilizzate o che state valutando di utilizzare è o sono prevalentemente?

grafico tipo cms: 50% proprietariLa precedente rilevazione come abbiamo detto, indicava che circa l’11% delle amministrazioni che avevano partecipato al questionario, utilizzavano CMS FLOSS. I risultati ad un’anno di distanza vedono crescere sensibilmente i numeri fino ad arrivare ad oltre il 30%.

Il dato è anche in linea con la precedente rilevazione EROSS sui Web server FLOSS (il prerequisito per adottare un CMS FLOSS) che indicava intorno al 30% in numero di PA con almeno un Web server FLOSS. 

L’aumento dall’11% al 30% dipende dal maggior numero di risposte ricevute e dalla maggiore specificità di questo questionario rispetto a quello di EROSS. I dati mostrano un panorama interessante, che sta evolvendo verso soluzioni aperte.

Chi ha già una soluzione in uso da diverso tempo non è detto che l’abbandonerà in tempi brevi: deve ponderare l’abbandono dei vecchi sistemi valutando attentamente i costi della migrazione con gli effettivi benefici economici che conseguono (risparmio nella gestione, abbattimento dei costi di sviluppo di nuovi componenti, maggiori garanzie di accessibilità, sicurezza, ecc.) e spesso l’ago della bilancia pende verso il mantenimento dello status quo.

Non ci si può aspettare che l’offerta del un kit RACER porterà necessariamente all’adozione di un CMS FLOSS da parte di chi ha già una soluzione in uso, ma se questa scelta a livello del singolo potrebbe risultare onerosa, se si andassero a valutare i numeri in gioco, a livello complessivo, forse una soluzione aperta e condivisa sarebbe la scelta obbligata. Il costo della singola amministrazione, osservata dall’alto ed aggregata a tutte quelle come lei, cambia completamente e ribalta il rapporto costi benefici. Se il 70% dell’universo considerato utilizza soluzioni proprietarie o realizzate in economia, qual è il costo totale di licenza di questi prodotti? Qual è il costo di sviluppo complessivo pagato dalla pubblica amministrazione? Qual è il costo di gestione e manutenzione? E se tutte le amministrazioni hanno esigenze di contenuti più o meno simili, qual è il costo per realizzare n volte lo stesso contenuto o servizio, sulle n soluzioni adottate dalle diverse PA?

I risultati della domanda, associati a stime grossolane e per difetto per la realizzazione e gestione di queste soluzioni proprietarie, mettono alla luce sprechi facilmente eliminabili coordinando e diffondendo a livello territoriale le soluzioni FLOSS utilizzate dalle diverse amministrazioni della regione.

E’ evidente che i costi non si andranno ad abbattere completamente, ogni singolo avrà proprie esigenze specifiche ed in tutti i casi la spesa non può ridursi a zero, ma è facilmente prevedibile un generale risparmio.



Quale CMS open source utilizzate o state valutando di utilizzare?

Lo scopo della domanda era fondamentale per l’individuazione delle soluzioni ideali da inserire nel kit, così come dal cercare i soggetti che potrebbero guidare le altre amministrazioni nell’adozione di soluzioni FLOSS.

Conoscere quali prodotti sono in uso alle PA del territorio ci era necessario anche per avere un riferimento sulle aziende che hanno personalizzato ed adattato queste soluzioni, sia alle esigenze specifiche delle PA, ma anche e più in particolare, alle esigenze dovute ai requisiti tutti italiani, per l’accessibilità.

Le software house che usano prodotti open-source per il Web e non hanno tra i propri clienti delle pubbliche amministrazioni, difficilmente sentono l’esigenza di approfondire il tema dell’accessibilità, e ancor più di rado rendono accessibili tali prodotti.

CMS
Joomla 9
Plone 4
Ez-publish, Xoops 2
Exponet, Flatnuke, Liferay, Typolight, Wordpress 1

Il questionario mostra che i CMS più utilizzati sono Joomla e Plone. Due CMS di dimensione e con potenzialità piuttosto diverse. Joomla è sicuramente un prodotto più adatto ad un’amministrazione di dimensioni ridotte rispetto a Plone. L’implementazione di un sito su Joomla è più semplice, veloce, richiede minori competenze. E’ naturale quindi che una soluzione del genere venga adottata da comuni di dimensioni contenute, ipotesi confermata dal questionario.

Grazie ai risultati di questa indagine, l’idea di fornire almeno 2 CMS nel kit, uno per PA con esigenze più limitate e dimensioni contenute, ed una per amministrazioni più grandi, trova i suoi 2 candidati.

 



Parte 2: Analisi Accessibilità

La seconda parte del questionario aveva un doppio scopo:
  1. conoscere quanto le PA regionali fossero consapevoli degli obblighi di accessibilità,
  2. far conoscere attività e risorse che la Regione mette a disposizione delle PA del territorio.

La necessità di capire se erano noti gli obblighi di accessibilità proveniva dalla ricognizione fatta in questi anni dal benchmark  siti e servizi della regione: i risultati delle analisi erano deludenti, si voleva quindi escludere come causa la motivazione culturale.



Il CMS che utilizzate o state valutando di utilizzare ha caratteristiche che lo rendono accessibile?

grafico cms accessibile: 90% siA posteriori ci siamo resi conto che la domanda poteva essere fuorviante: è evidente che l’obbligo di assolvere i requisiti sull’accessibilità da parte delle PA, non può che portare ad una risposta scontata, ma ci era necessario comprendere se la tematica era nota e quale fosse la conoscenza da parte delle PA locali degli obblighi di legge.

Difficile che un interlocutore pubblico in un questionario non anonimo, affermi di utilizzare un CMS non a norma.

80 PA utilizzano o stanno valutando l’uso di un CMS, e oltre il 90% di esse affermano che è accessibile.

Questo potrebbe significare che oltre al 50% dei siti delle PA locali siano a norma (il 90% del 60% che usa CMS per i propri siti). Purtroppo i dati del benchmark su siti e servizi on-line degli ultimi 3 anni dice il contrario: il solo requisito 1 (dei 22 requisiti di accessibilità) sulle sole home page è soddisfatto al massimo nel 12% dei casi.

Le ipotesi quindi sono 2:

  1. le PA non sono state in grado di valutare o realizzare correttamente il prodotto (CMS e modelli di pagine);
  2. il prodotto è accessibile ma non produce contenuti accessibili;

Se è vera la prima ipotesi, allora ancora una volta l’idea di fornire un kit completo anche del materiale formativo, risulta supportata dai dati. Se è vera la seconda invece, l’altro componente del kit, il CMS accessibile, risulta altrettanto necessario.

In tutti i casi quindi, che la PA usi un CMS, o che non lo usi, il risultato della domanda sono la conferma della validità degli obiettivi del progetto RACER, in particolare il kit composto da strumenti e materiale formativo.



E’ a conoscenza delle linee guida sull’accessibilità Web redatte e messe a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna?

grafico conoscenza linee guida: 75% noLa conoscenza delle linee guida da parte delle PA è il primo dato che non ci era noto. Il campione, è sostanzialmente diviso in due parti uguali.

Il fatto che gli strumenti messi a disposizione della Regione sono noti e in buona parte utilizzati, giustifica ulteriormente l’investimento fatto per realizzarli. Le Linee Guida sono uno strumento per uso interno e si è pensato di pubblicarle e diffonderle poiché erano risultate utili ed efficaci a chi si occupava di Web all’interno dell’ente. Sapere che sono anche piuttosto diffuse aumenta notevolmente il ritorno dell’investimento fatto nel realizzarle.

Altro dato che risulta evidente è che sarà necessario promuovere ulteriormente le iniziative, le pubblicazioni e il materiale formativo al di là degli eventi in cui è stato promosso fino ad oggi. Sono anni infatti che la Regione distribuisce il proprio materiale sull’accessibilità solo nelle occasioni di fiere ed eventi destinati al settore Pubblico, ma a quanto si è visto dai dati, oltre metà dei questo settore all’interno della regione stessa non lo conosce.

D’altra parte in tali eventi, per quanto potenzialmente rivolti al pubblico giusto, una sola postazione che si occupa di accessibilità è come una goccia, nel mare delle offerte ed informazioni dell’esposizione.

Questo ci porta a concludere che sarà necessario presentare gli strumenti che verranno realizzati da RACER, in modo più puntuale e capillare, con eventi mirati, andando direttamente sul territorio.

Altro risultato ottenuto con questo questionario, che si voleva raggiungere proprio con questa domanda, era diffondere ulteriormente le Linee guida e tutti gli altri strumenti, il fatto che oltre metà degli intervistati non ne fossero a conoscenza è già un primo, tangibile ed immediato risultato positivo.



Cosa ritiene serva al suo ente perché possa offrire strumenti e contenuti Web accessibili a tutti?

In questo caso abbiamo cercato di accorpare i suggerimenti per tematica. Ci saremmo aspettati che tempo e denaro fossero le richieste più scontate, oltre alla formazione.

Con questa domanda volevamo capire quali aspetti dovremo maggiormente curare nel kit,  nella sua diffusione ed adozione.

TEMI
Formazione e informazione 22
Risorse economiche 10
Personale esperto 7
CMS e Validatore 6
Organizzazione 4
Requisiti e linee guida chiare e semplici 4
Condivisione tra PA o con Associazioni disabili 3
Sensibilità al tema 2
Infrastrutture 2
Tempo 2

Come previsto la formazione, o la semplice informazione sulle novità che riguardano il Web e l’accessibilità, sono la richiesta più frequente. Ben si sposano anche con un’altra richiesta: maggiore sensibilità al tema.

Quando RACER offrirà un pacchetto completo dovrà curare approfonditamente sia la documentazione che la manualistica, ma sarà altresì necessario organizzare formazione specifica sugli strumenti. Questa necessità supporta le attività di raccordo col progetto SELF (Sistema di E-learning Federato) che abbiamo già avviato, al fine di offrire nel kit anche un pacchetto formativo specifico per ogni figura professionale che si deve occupare di Web.

Per quanto riguarda le successive voci maggiormente richieste, ossia Risorse economiche,  Personale esperto, CMS e validatore, potrebbero trovare una soluzione proprio con il fornire dei sistemi di gratuiti, che non necessitano di personale tecnico per poter implementare i contenuti dei siti.

E’ sorprendente come parlando di accessibilità e inclusione, ossia di divario digitale, le infrastrutture risultino ad un gradino così basso.

 



Conclusioni

La conoscenza degli obblighi di accessibilità non ha portato necessariamente ad offrire ai cittadini contenuti accessibili, la causa non è la “non conoscenza” degli obblighi della legge, quanto la sua applicazione. Alle pubbliche amministrazioni locali mancano formazione specifica e strumenti adatti.

Il kit che verrà realizzato per soddisfare queste necessità dovrà contenere versioni accessibili di almeno 2 CMS: Joomla e Plone.

Dovrà contenere o essere accompagnato da formazione specifica sia sui temi dell’accessibilità, che sull’uso degli strumenti presenti nel kit stesso. Il kit andrà pubblicizzato e distribuito in modo puntuale, con appositi incontri direttamente sul territorio: almeno un evento per provincia.

 



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