Alcuni vantaggi che portano a preferire una soluzione open source, in particolare in ambito PA, sono:
- La possibilità di condividere scelte liberamente: un ente che voglia utilizzare un prodotto open già utilizzato da altri non ha "barriere all'entrata" costituite dal costo di licenza e dalle procedure necessarie per acquisire un software commerciale.
- Evitare il vendor lock-in: la disponibilità del codice sorgente e di documentazione, insieme al fatto che molti prodotti hanno una vasta comunità di utenti, rendono possibile a molti piccoli/medi fornitori l'opportunità di offrire servizi di supporto di ogni tipo (hosting, installazione, progettazione, formazione, supporto tecnico, sviluppo grafico,…).
- La possibilità di guidare l’evoluzione: questo è un tema nuovo e tutto da esplorare per la PA italiana, ma è sicuramente vero che un gruppo di utenti sufficientemente rappresentativo (p.es. un certo numero di enti che usano lo stesso cms) può avere un peso nelle scelte di sviluppo di un progetto community based.
- Possibilità di condividere costi di sviluppo: la modularità con cui generalmente questi software sono progettati consente a tutti gli utenti di creare proprie funzionalità aggiuntive e condividerle con il resto della comunità, senza la necessità di personalizzare il nucleo base del sistema.
- Sviluppo di imprese del territorio: questo è una conseguenza auspicabile dell’impostazione "glocal" di questo tipo di progetti (una comunità diffusa a livello mondiale sviluppa il prodotto, mentre fornitori locali offrono servizi di implementazione, supporto e formazione).
La scelta, per risultare sostenibile, oltre a basarsi su requisiti tecnici e funzionali, dovrà anche tenere nella opportuna considerazione l'affidabilità e il modello di business proposto dalla community/vendor che guida lo sviluppo del prodotto.