L'apparenza non inganna

Vista da vicino del 24 giugno 2013

Anno: 2013

C'è un mondo di giovani al lavoro per rendere le differenze di origine, razza, tratti somatici, culture una ricchezza per il nostro paese: sono ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, sono immigrati, sono italiani che lavorano insieme ai coetanei di altre provenienze, all'insegna dell'integrazione. Si sono ritrovati a Bologna per guardarsi negli occhi e raccontarsi le esperienze maturate negli ultimi tempi, condividerle e ripartire insieme verso nuove conquiste. La Rete Together, costruita dalla Regione proprio per mettere in comunicazione tra loro le tante realtà locali, li unisce e permette loro di far sì che gli sforzi per una realtà interculturale e priva di discriminazioni siano razionalizzati e amplificati attraverso la condivisione. L'organizzazione Mondinsieme di Reggio-Emilia, centro dedicato alle tematiche di integrazione, li sostiene e fornisce loro strumenti. L'integrazione in Emilia-Romagna sta già avvenendo e questi ragazzi, indipendentemente dal colore o dai tratti somatici, ne sono il volto sorridente.

Trascrizione


Walla – Mondinsieme Reporters Reggio Emilia
Mi chiamo Walla, ho 21 anni.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Walla ti spiazza subito: noti immediatamente il velo, i tratti somatici non europei ma poi senti il suo perfetto italiano e ti accorgi che qualcosa in Emilia Romagna sta succedendo, anzi è già successo. E tu non ne sapevi niente. Sono italiani, sono stranieri, italiani di origine straniera, italiani di seconda generazione, chiamateli come volete: sono giovani e stanno lavorando in prima persona in tutta la regione per un presente migliore.

Adil El Marouaki – Mondinsieme Reggio Emilia
E' l'ultima giornata di una settimana che abbiamo chiamato “settimana contro il razzismo in Emilia-Romagna”, che ha visto coinvolti territori da Piacenza fino a Rimini e ha avuto coinvolgimento in ogni territorio per circa 2.000 persone. Una seconda generazione che sono una componente abbastanza importante come presenza tra tutti gli immigrati in Emilia-Romagna, si calcola circa il 40%, ed è una risorsa formidabile, bisogna stimolarla, bisogna ascoltarla, bisogna accompagnarla, chiedendo a loro di darci una mano per meglio strutturare l'integrazione.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Essere riconosciuti giuridicamente, perché la legge italiana ancora li penalizza, ma anche essere conosciuti come persone dal paese in cui sono nati, e non solo notati per il nome, il colore e le abitudini diverse. Superare le barriere culturali. L'unico modo è alzarsi e fare qualcosa, ognuno nella propria realtà

Franck Viderot – Generazioni in Movimento Ravenna
C'è un proverbio africano che dice che se sei sotto un albero, se ogni tanto non ti muovi, fra un po' gli uccelli ti cagheranno sulla testa. E' proprio così, ogni tanto noi abbiamo bisogno di far sapere alla città che ci siamo. E' un bisogno vitale. Una delle occasioni che abbiamo è il Festival delle Culture. L'apertura, il primo giorno del festival, è un pomeriggio che dura circa 6 ore organizzato dal gruppo Generazioni in Movimento, e si chiama la “Fiumana”, cioè un fiume di esseri umani. E' un'occasione in cui noi facciamo attraversare la città ai ragazzi giovani, stranieri e non stranieri, con la collaborazione con le scuole, artisti. Uno spettacolo itinerante.

Laura Scacchetti – Rete Together Sassuolo
In ogni piccola realtà, nel proprio territorio, ha cercato di portare avanti dei progetti, dei laboratori, delle attività, grazie specialmente all'aiuto dei giovani che fanno parte di questi territori, ma anche della Regione, dei centro interculturale e poi della rete che si è creata.

Teresa Marzocchi – Assessore Politiche Sociali e Integrazione Regione Emilia-Romagna
La rete è stata costruita dalla Regione, dalla politica regionale. Non parlo per me perché io sono arrivata qui che la Rete c'era già. Io rappresento un lavoro di lungo tempo.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
E allora la giornata è un susseguirsi di interventi, parole, versi, suoni, musiche, video, spot e testimonianze: realtà tutte diverse ma tutte uguali, come questi ragazzi: sono proprio le differenze a renderli simili, e uniti nell'idea che questo è solo un inizio.

Laura Scacchetti – Rete Together Sassuolo
Gli assessori e la Regione hanno accolto bene questo nostro richiamo e a loro volta hanno richiamato noi al nostro, giustamente, dovere di continuare a batterci per fare queste cose. Insieme adesso vogliamo continuare questo percorso per portare in alto la bandiera della lotta contro la discriminazione e dell'intercultura.

Teresa Marzocchi – Assessore Politiche Sociali e Integrazione Regione Emilia-Romagna
Oggi i giovani hanno avuto la possibilità di dirci delle cose. Ti dicono cos'è che non funziona. E se un amministratore sa che cos'è che non funziona, se ha un po' di giudizio, sa anche come orientare le politiche, su che cosa andare a lavorare. Gran aiuto.

Aziz Sadid – Coordinatore Rete Together
Una cultura nuova, una cultura dove le persone possono dire “sì, sono persone”. Puoi arrivare a chiamare Aziz senza chiamarlo “marochein” o qualcos'altro.

Walla – Mondinsieme Reporters Reggio Emilia
Il modo in cui io affronto queste problematiche è quello di imparare a conoscere le persone per quello che sono e non per quello che indossano in testa o per come appaiono. In una parola direi: aprite la mente, aprite gli orizzonti.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Walla ti spiazza subito, per il velo, i tratti, l'accento.
Ma ti spiazza ancora di più quando cominci a capire che il suo modo di voler essere italiana ci aiuta a crescere.
Fortunatamente, lei e i suoi amici hanno voglia di insegnarlo a tutti.

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pubblicato il 2013/06/24 00:00:00 GMT+2 ultima modifica 2018-03-15T18:00:15+02:00

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