La casa in Comune. Nuovi municipi e ritorno a casa in Emilia ad un anno dal terremoto

Vista da vicino del 15 luglio 2013

La ricostruzione dopo il terremoto passa innanzitutto per i principali punti di riferimento per le persone: la casa e i municipi.
Le inaugurazioni dei nuovi municipi temporanei a Concordia e Novi sono gli esempi delle strutture modulari prefabbricate sorte in brevissimo tempo in 9 comuni dell'area colpita, con architetture di altissima qualità, tenuta sismaica e risparmio energetico.
Sul fronte casa si moltiplicano sul territorio i cantieri, le pratiche e gli interventi, con tante famiglie che stanno rientrando a casa; la trasmissione è andata a documentare lo stato dei lavori di due grossi condomini a Mirandola e Reggiolo che stanno per essere riconsegnate agli abitanti.
Nella puntata anche un intervista al commissario straodinario per la ricostruzione e Presidente della Regione Vasco Errani.

Di Ermanno Muolo

 

Trascrizione

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante

Come più di qualcuno ha detto il Municipio è la casa dei cittadini.

E mai come durante il terremoto dell'Emilia, ciò si è dimostrato vero.

I cittadini sfrattati dalla loro casa comune, ferita e pericolante, restano uno dei simboli più dolorosi di quei giorni.

Ma proprio per questo, ad un anno dal sisma i nuovi municipi temporanei sorti nelle località colpite sono un chiaro segno che la ricostruzione è una realtà paziente, caparbia e indiscutibile.

Il cosiddetto programma operativo municipi, con una spesa programmata di 50,5 milioni di euro, mentre si dava avvio alla ricostruzione degli edifici danneggiati, ha visto sorgere dal nulla e in tempi rapidissimi, in aree appositamente urbanizzate, dei municipi temporanei in ben 9 comuni, con strutture non solo estremamente sicure dal punto di vista sismico, ma in grado di garantire grande risparmio energetico e spazi pensati appositamente per gli uffici.

Le soluzioni hanno poi rispettato le esigenze e le sensibilità locali, come a Novi dove si è scelta una sede che rimanesse ben vicina al centro cittadino.

Luisa Turci – Sindaco Novi di Modena (Mo)

Abbiamo fatto una scelta di rimanere il più possibile vicino al centro, rimanere a girare intorno al nostro centro storico che è devastato ma che ha bisogno di avere i cittadini che lo vedono, gli girano intorno. Io credo che ci sia stato un approccio a quello che ci è accaduto che non ci ha visto in attesa, le persone non hanno atteso, si sono attivate chiedendo gli aiuti necessari. Sedersi davanti alle case distrutte non serviva a nessuno. Credo che questo abbia animato e sia l'anima di questa gente,la nostra anima, il nostro modo di essere.

Ermanno Muolo – Giornalista voce narrante

E dunque l'inaugurazione del nuovo Municipio diventa anche un modo per celebrare il lavoro e la fatica fatti insieme, istituzioni e cittadini,  come a Concordia, dove l'intero paese è radunato nella propria nuova piazza

Carlo Marchini – Sindaco  di Concordia (Mo)

È un momento veramente importante anche per tutto il paese anche perché stiamo ricreando un centro, seppur provvisorio, perché il nostro obiettivo è quello, naturalmente, di ritornare tutti quanti nel centro storico, un centro che è formato dalle scuole, dalla piastra commerciale, dal municipio, tra un po' ci sarà la chiesa, la palestra. Quindi un punto nel quale i concordiesi si possono ritrovare e ritrovare anche una parte della loro identità che con il terremoto ha vacillato per qualche secondo. Lo spirito è ancora molto alto. Noi ritroviamo la forza perché crediamo di riuscire a farcela in tempi ragionevoli a ricostruire il nostro paese.

Vasco Errani – Presidente Regione Emilia-Romagna

Credo sia un segno sempre molto importante per i cittadini. Peraltro si tratta di una struttura di grande qualità, l'avete vista. Stiamo facendo quello che abbiamo detto, cioè, dentro ad una crisi, ad una tragedia come quella del terremoto, stiamo cercando e stiamo realizzando un salto di qualità.

Ermanno Muolo – Giornalista voce narrante

E se i Municipi sono la casa dei cittadini, la casa vera e propria, la casa di ognuno, è stata sin dal primo momento al centro del progetto della ricostruzione.

Ad un anno dal sisma, crescono di giorno in giorno le pratiche, gli interventi e i cantieri, e molti di essi già lasciano spazio al rientro delle famiglie nelle proprie case, ristrutturate e messe in sicurezza dal punto di vista sismico.

Erano state 45 mila dopo il sisma le persone costrette ad abbandonare la propria casa, 17 mila famiglie, 14 mila abitazioni risultate inagibili.

Obiettivo del piano casa e' stato ridurre al minimo le situazioni temporanee

Tra le soluzioni: il contributo di autonoma sistemazione, richiesto da quasi 15 mila famiglie ed oggi ridotto a meno di 10 mila

Un piano per l'affitto per 540 contratti e 760 moduli prefabbricati modulari che accolgono 2300 persone.

Lo scopo sempre presente quello di riportare ciascuno a casa.

E così oggi si possono vedere gli ultimi ritocchi a interi condomini che stanno per essere riconsegnati alle famiglie

Paola Rossi – Ingegnere progettista

Intendiamo finire andare alla fine di luglio, metà agosto. Riguarda due scale, sono complessivamente 34 alloggi.

Federica Olivieri – Cmr Edile

Le famiglie erano completamente sfollate, 37 famiglie. Finalmente alla fine di luglio, 20 di luglio le famiglie in questa palazzina potranno rientrare, mentre nell'altra palazzina avremmo da aspettare ancora una quindicina di giorni, spero i primi giorni di agosto riusciremmo a fare accedere anche queste altre 20 famiglie.

Ermanno Muolo – Giornalista voce narrante

Esempi che si susseguono sul territorio; il chiaro segno di un progetto di ricostruzione che va avanti per il sentiero tracciato

Vasco Errani – Presidente Regione Emilia-Romagna

Io ho sempre detto che nessuno avrebbe fatto miracoli ma il percorso che stiamo facendo è solido. Questi segnali dimostrano e confermano che è solido, concreto e di qualità. Questo è il passo che noi dobbiamo tenere.

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pubblicato il 2013/07/11 23:00:00 GMT+1 ultima modifica 2018-03-15T17:00:15+01:00

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