Non è mai troppo presto

Vista da vicino del 26 novembre 2012

Alberto Manzi , il corpo delle sue opere, il Premio a lui intitolato, sono al centro della puntata di questa settimana di "Vista da vicino", il magazine televisivo della Giunta regionale dell'Emilia-Romagna in onda questa settimana nelle tv del circuito regionale. Le mostre e le iniziative ambientate a Modena, le interviste a Maria Arcà, storica collaboratrice di Manzi, e alla scienziata Margherita Hack, testimoniano il valore del Maestro che ha fondato la sua opera sulla capacità di stimolare l'intelligenza dei ragazzi. La puntata dà voce ai vincitori del Premio Manzi giunto alla quarta edizione, che onorando la memoria del Maestro, valorizza progetti che lavorano sulla divulgazione e sui linguaggi capaci di arrivare a tutti.

 

Trascrizione

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Un grande maestro non ha tutte le risposte ma è capace di insegnarti a trovarle da solo. Siamo a Modena dove si celebra la figura di Alberto Manzi scrittore, autore televisivo, conduttore divulgatore ma soprattutto, appunto, maestro. La portata della sua eredità si percepisce immediatamente entrando nei locali che ospitano le tre mostre a lui dedicate: già solo visivamente è evidente come la famosa trasmissione 'non è mai troppo tardi', per cui i più lo ricordano e lo celebrano, sia solo la punta dell' iceberg di un lavoro straordinariamente variegato e profondo. Che non può che aver lasciato al tempo stesso grande ricchezza e grande vuoto.

Maria Arcà - Collaboratrice di Alberto Manzi
Manca la figura di alberto come prototipo di persona intelligente, capace di stimolare l'intelligenza dei ragazzi, capace di avere una relazione profonda e soprattutto avere rispetto per i ragazzi.
Questo esempio di maestro guida che li aiuta ad uscire dal conformismo didattico ha costruito nel frattempo persone con una responsabilità di sé, con una capacità di pensare con la propria testa, di essere onesti verso se stessi e verso il gruppo di appartenenza.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Ma a fronte dell'inevitabile mancanza, il lascito del lavoro di manzi è lo strumento con cui l'omonimo centro, sostenuto da Regione emilia romagna, Università di bologna ministero dell' isrtuzione e Rai, prova a continuarne l'opera.

Massimo Mezzetti, assessore alla Cultura Regione Emilia-Romagna
Lui aveva un metodo e il metodo era una didattica costruita sul campo, che metteva al centro l'individuo, la persona, il bambino, l'adulto che non sapeva né leggere né scrivere. Attraverso questa ricerca ha individuato un percorso didattico che credo ancora oggi ci insegni molto e dovrebbe insegnare molto a chi fa didattica, a chi fa formazione, e non solo. Il suo impegno era anche un impegno per la pace, contro il razzismo, contro la violenza e il pregiudizio, e questo lo ha praticato non solo nel mestiee d'insegnamento ma in tanta parte del suo impegno volontario che è meno conosciuto agli italiano e che noi, con la nostra iniziativa, vogliamo promuovere: quello che era questa grande figura e la sua cultura che ha permeato e dovrebbe continuare a permeare la nostra esperienza.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Al teatro della Fondazione San Carlo a Modena la quarta edizione del premio Alberto Manzi riunisce tutti quanti lavorano per una educazione e una divulgazione scientifica che mantenga i valori impostati dal maestro: il rigore, la semplicità il lavoro sulle forme e sui linguaggi per arrivare davvero a tutti, sono perfettamente incarnati dal premio speciale Margherita Hack.

Margherita Hack
La cultura deve essere per tutti e quindi bisogna dedicare più attenzione a chi viene da famiglie più povere, più disastrate, che è meno abituato a leggere, e questo lo capì Manzi e prima di lui lo aveva capito Don Milani.
Si potrebbe anche dare più spazio e più tempo per spiegare: quando succede una scoperta famosa magari mi chiedono di parlarne in televisione e io quanto tempo ho a disposizione? Un minuto. In un minuto si può dire poco, perché si può spiegare con parole semplici, a tutti, ma insomma, ci vuole un po' di tempo.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
E poi spazio a coloro che, ciscuno a proprio modo, continuano l'opera del maestro

Monica Berarducci A.I.P.D Associazione Italiana Persone Down
Valigia e biglietto è stato eleborto insieme a un gruppo di quattro giovani con sindrome di down, tramite 4 incontri in cui abbiamo ragionato su tutti gli step, i passaggi necessari per organizzare da soli un viaggio. Quindi all'interno del libro sono presenti da prima di andare in vacanza, dove vado, con chi vado, quando andare. Questo testo è stato eleborato e scritto in alta comprensibilità, e quindi in un linguaggio altamente comprensibile, è stato eleborato con questi ragazzi e quindi scritto da loro, con loro, è stato messo su carta e poi sono state aggiunte immagini e foto per renderlo ancora più fruibile

Fabio Maiorino, Regista
Fisica facil; l'idea alla base è dire: non esistono materie, discipline difficili. Tutti quanti al liceo, ora di fisica e di matematica, grande paura non capisco niente. Secondo me è come è proposta, è come è insegnata. Abbiamo quindi preso la legge di gravità su questo primo pilota, attraverso Galileo, Newton, Einstein, e l'abbiamo fatta passare per una città, in questo caso Roma, quindi ci siamo buttati giù vicino al Colosseo per far vedere il piano inclinato, in una pizzeria con la massa lievita per mostrare la deformazione spazio temporale di Einstein e così via.
L'idea è quella di sdoganare la fisica e la matematica dalle vetrine polversose degli istituti.

Laura Panini, Presidente Franco Cosimo Panini Editore
È nato da un autore assolutamente geniale che è Hervè Tullet che ha lavorato prima su carta e quindi ha creato un app su carta, come se noi avessimo un tablet davanti. Da questo libro ha creato un gioco, ed ha utilizzato tutti questi nuovi mezzi che adesso abbiamo a disposizione con l'editoria elettronica. Ha assolutamente un valenza educativa perché utilizza tutti gli strumenti, la conoscenza la musica, i colori: sono 13 gioci diversi ognuno dei quali ha la possibilità di apprendere un mondo diverso.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Un premio a chi crede nel valore dell'educare al pensiero autonomo e alla capacità critica, utilizzando tutti i mezzi espressivi a disposizione. A fine giornata resta la conferma che un grande maestro non smette davvero mai di insegnare.

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pubblicato il 2012/11/26 01:00:00 GMT+2 ultima modifica 2018-03-15T18:00:14+02:00

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