Il rifiuto non esiste

Vista da vicino del 10 febbraio 2014

Anno: 2014

Cosa succede ai rifiuti differenziati? E' davvero importante il lavoro che i cittadini fanno? E ci guadagnano qualcosa, a parte un ambiente migliore?
E’ il primo di due video nel quale si ricostruisce il cammino dei rifiuti dal momento in cui vengono gettati nel cassonetto, sulla scia dell'indagine "Chi li ha Visti?" voluta dalla Regione Emilia-Romagna per rispondere a tutte le domande dei cittadini.
La visita all'impianto di digestione anaerobica e compostaggio di Hera di Rimini e all'impianto di differenziazione di Akron a Coriano, nel riminese, mostrano cosa accade ai rifiuti, organici e non, attraverso una lavorazione tecnologicamente avanzata.
Nel prossimo video si vedrà come il viaggio dei rifiuti continui verso il recupero e una nuova vita sottoforma di materiali e oggetti nuovamente utili.
Il direttore generale dell'assessorato all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna Giuseppe Bortone chiarisce come tutto ciò sia parte del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti.

Trascrizione

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Ce lo siamo chiesto tutti almeno una volta: ma dove va a finire il rifiuto che io con tanta fatica differenzio, una volta che l'ho buttato nel cassonetto del colore giusto? Ma non è che poi finisce di nuovo tutto assieme e viene buttato o bruciato da qualche parte? Non è che tutto questo lavoro è inutile? E poi io, che ci guadagno? C'era un solo modo per rispondere a queste domande: seguire il rifiuto nel suo per nulla misterioso, ma sconosciuto ai più, percorso riabilitativo che inizia dal cassonetto.
E' una storia di rinascita, che la Regione Emilia-Romagna ha deciso di raccontare attraverso l'indagine “chi li ha visti?” in cui si ricostruisce il percorso di ciò che viene gettato, e si testimoniano le fasi che lo portano a tornare ad essere il valore che non ha mai di fatto smesso di essere. La nostra prima tappa è Rimini

Raul Ravaglia – Responsabile impianti Rimini e Voltana Gruppo Hera Ambiente
Siamo in un impianto di digestione anaerobica e compostaggio.
Qui si trattano i rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata e i rifiuti lignocellulosici sempre provenienti dalla raccolta differenziata.
Il rifiuto che noi produciamo a casa nostra,cioè lo scarto del cibo, viene raccolto, arriva qua e subisce il primo processo di gestione anaerobica del rifiuto organico dal quale si produce biogas e successivamente energia elettrica.
Completato il processo di gestione anaerobica il rifiuto passa nella digestione aerobica, cioè il compostaggio, dal quale si produce il compost che è un fertilizzante, un ammendante che può essere usato in agricoltura.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Biogas, energia elettrica e fertilizzante, i nostri scarti organici tornano ad essere utili, addirittura alla terra stessa.
E tutte le altre cose che buttiamo che fine fanno?
Andiamo a Coriano per scoprirlo

Francesco Sperti – Responsabile Impianti Akron – Gruppo Hera Ambiente
Qui arrivano tutte le raccolte da cassonetto, plastica, carta, vetro e lattine.
L'impianto serve a separare i materiali, e tutto ciò che è possibile viene destinato al recupero, ad esempio cartiera, il resto viene destinato al termovalorizzatore. Ci sono dei sensori ottici che aiutano la separazione meccanica del rifiuto.
Prima manualmente si selezionavano 5 tonnellate di rifiuti in 5 ore, adesso per la stessa quantità occorre 1 ora.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Insomma il rifiuto non esiste davvero: dobbiamo cominciare a guardare alle cose che gettiamo come ad una risorsa che rimettiamo in circolo.
E il guadagno è di tutti: ambiente, cittadini, imprese, territorio.
L'ambiente sorride di un ritrovato ciclo naturale, le imprese ritrovano la materia prima di cui hanno tanto bisogno, e i cittadini vedranno premiati i loro sforzi nella nuova tariffazione puntuale, che premierà chi differenzierà bene, farà pagare solo quanto effettivamente smaltito e prevederà sconti per i comportamenti più virtuosi.
Questo E' parte del Piano dei Rifiuti che sta per diventare realtà in Emilia-Romagna

Giuseppe Bortone – Direttore generale assessorato all'Ambiente Regione Emilia-Romagna
E' un piano ambizioso perché in primis si propone di ridurre,entro il 2020, la produzione complessiva di rifiuti urbani del 25% e come secondo obiettivo di raggiungere il 70% di raccolta differenziata. Ma differenziare non basta, quindi ci siamo dati un altro obiettivo, cioè quello di recuperare dalle frazioni differenziate il 65% della materia.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Ecco, il riciclo e il recupero della materia? Esiste davvero?
Lo scopriremo nella seconda parte di questa puntata in cui vedremo cosa accade al materiale rigorosamente separato.
La storia di una vera e propria seconda chance: il rifiuto accetta se stesso e cambia, si trasforma in qualcosa di nuovamente utile a tutti.

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Pubblicato il 10/02/2014 — ultima modifica 10/02/2014
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