Dentro un pugno non c'è niente

Vista da vicino del 16 gennaio 2012

Gli uomini violenti possono cambiare? Sono circa 2000 le donne che nei primi 10 mesi del 2011 si sono rivolte ai centri antiviolenza dell'emilia-romagna. Un problema che la Regione ha deciso di affrontare anche dal punto di vista degli autori della violenza, con la creazione a Modena del primo centro antiviolenza dedicato agli uomini. L'intervista all'assessore alle Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna, Teresa Marzocchi.

 

Trascrizione

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
In occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne sono moltissime e importanti le iniziative in regione tutte rivolte, appunto, alle donne, le vittime della violenza.
Noi però stiamo andando a Modena dove viene presentato il primo centro antiviolenza in Italia rivolto agli uomini, ossia agli autori della violenza, per aiutarli a cambiare.

Monica Dotti coordinatrice del progetto - AUSL Modena
La protezione delle donne è un tema fondamentale, però è una parte del problema perchè evidentemente bisogna cominciare a lavorare sugli uomini.

Teresa Marzocchi, Assessore politiche sociali Regione Emilia-Romagna
Noi siamo arrivati a riflettere sulla necessità di offrire delle occasioni di lavoro e quindi di presa in carico, di ascolto, di accoglienza anche degli uomini dopo che abbiamo lavorato molti anni, molto in rete sulla violenza alle donne

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Il direttore di Alternative to violence, che in Norvegia, dall'89 si occupa di uomini violenti, e che ha curato la formazione degli psicologi del centro modenese, spiega che la violenza è un problema in sé, relativo al controllo: attraverso il controllo violento della donna, l'uomo rivela l'incapacità di controllare emozioni e sentimenti dolorosi.
Ma questi uomini vogliono cambiare?

Marius Rakil - direttore Alternative to Violence
Gli uomini per quella che è la nostra esperienza vogliono essere aiutati; una volta che si crea un nuovo centro e il centro viene pubblicizzatosi crea molto rapidamente una lista d'attesa perchè l'uomo nega la violenza però sente la necessità di parlarne perchè la vede come un problema e la sente come un problema e cerca aiuto.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Qual e' l'identikit dell'uomo violento?

Marco Deriu - Università di Parma
Non sono persone così lontane da noi o dalla gente comune: sono persone comuni che hanno problemi di violenza a livelli profondi ma all'interno di una dinamica quotidiana normale.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
La violenza si annida spesso proprio dove non te l'aspetti, dietro l'uomo educato, acculturato, benestante. Perche' le frustrazione che non può sfogare nasce sovente dalle contraddizioni del mondo in cui vive.

Marius Rakil - direttore Alternative to Violence
L'Europa si vede come molto civilizzata e tende a considerare il problema della violenza domestica come un problema di salute pubblica se vogliamo o un problema sociale mentre invece questo è un problema che ha un impatto negativo estremamente grave su migliaia e migliaia di donne e bambine e quindi le condizioni di donne e bambini dovrebbero essere considerate un indicatore del livello di civiltà che un paese ha raggiunto.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
La violenza è dunque un problema di civiltà indissolubilmente legato alle caratteristiche della società in cui si vive

Teresa Marzocchi, Assessore politiche sociali Regione Emilia-Romagna
La violenza è il problema; quindi dobbiamo farci carico delle vittime, di chi la subisce, certamente, ma dobbiamo anche creare dei contesti che permettano che questo non succeda più. Quindi lavorare sui territori, lavorare con le persone e sulle persone perchè si costruiscano dei contesti sociali che non generino violenza. I dati ce lo dicono, nei nostri contesti sociali sono gli uomini che prevalentemente agiscono violenza, quindi non partiamo dal presupposto che è una colpa: partiamo dal presupposto che non sono stati capaci di fronteggiare questa situazione e i dati ci dicono che la gran parte delle persone che agiscono violenza l'hanno subita e quindi noi cosa facciamo? Li aiutiamo. Li accogliamo, speriamo che vengano, speriamo con loro di poter costruire dei percorsi. Aiutiamo loro ma aiutando loro impariamo anche cosa dobbiamo fare perchè questo non succeda.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Il centro nasce quindi con l'intento di fornire non un giudizio a chi gli si rivolge ma, prima di tutto, ascolto. Per iniziare insieme un percorso. Perche' cambiare si può

Monica Dotti coordinatrice del progetto - AUSL Modena
Nel momento in cui lui telefona, si rivolge al centro gli vengono proposti una serie di incontri, tre incontri in genere, di valutazione della situazione rispetto al comportamento violento e anche al senso di responsabilità che lui sente verso la violenza privata e anche l'esigenza di cambiamento perchè evidentemente anche questa va valutata. Dopo di che si possono valutare ancora degli incontri individuali oppure un lavoro di gruppo

Marco Deriu - Università di Parma
Sono tutta una serie di passaggi uno più difficile dell'altro: devi riconoscere che quello che hai commesso è violenza, devi riconoscere che tu hai una responsabilità in quella violenza e non la puoi proiettare sugli altri e quindi da ultimo devi riconoscere che hai bisogno di aiuto per superare questo tipo di situazione

Marius Rakil - direttore Alternative to Violence
Ci sono molti uomini che con un supporto e una terapia di questo tipo riescono a smettere di usare violenza. Abbiamo visto che i loro problemi sono problemi comuni e quindi è possibile anche lavorare in gruppo con loro, Quello che quindi vogliamo trasmettere loro è che è difficile cambiare il proprio comportamento violento ma è una cosa possibile

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Il volantino del centro dice che la violenza è il problema, e non la soluzione. E dice anche che se ti è successo di aver fatto più volte del male a qualcuno che ti è vicino, se la tua compagna o i tuoi figli hanno paura di te, se hai timore di avere rovinato tutto, allora è un problema che ti appartiene.
Ma che puoi risolvere, basta volerlo davvero.
Se proprio devi alzare una mano, fallo per prendere un telefono e chiedere aiuto.

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pubblicato il 2012/01/16 01:00:00 GMT+2 ultima modifica 2018-03-15T18:00:14+02:00

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