Terremoto, la ricostruzione

Nuovo Protocollo: Regione e Prefetture rafforzano la lotta alle infiltrazioni mafiose

Bonaccini: “Strumenti come questo fondamentali per guidare nella legalità la ricostruzione post sisma, pubblica e privata"

“Un’intesa molto importante, per mettere in campo ancora più controlli. Un ulteriore passo in avanti per contrastare in Emilia-Romagna ogni tentativo di infiltrazione criminale e mafiosa negli appalti pubblici, nei servizi e forniture, allargando il raggio d’azione anche all’attività urbanistica e in edilizia, compresa quella privata Questo Protocollo, che definisce nuove misure e più forti, rafforzando la collaborazione fra la Regione e le Prefetture, rappresenta senza dubbio una buona pratica confermando che la legalità è per noi un valore irrinunciabile”.

Così il presidente della Giunta regionale e Commissario alla ricostruzione, Stefano Bonaccini, oggi a Bologna, nella sede della Regione Emilia-Romagna, al convegno che chiude la “Settimana della legalità”, voluta dalla Regione stessa, ha ricordato, parlando di “Buone pratiche e impegni per la legalità”, i contenuti del Protocollo d’intesa per la prevenzione e la repressione dei tentativi di infiltrazione mafiosa nel settore degli appalti e concessioni di lavori pubblici, servizi e forniture e nell’attività urbanistica ed edilizia, firmato pochi giorni fa dal presidente della Regione e da tutti  i Prefetti dell’Emilia-Romagna in Prefettura a Bologna.

Grazie alla nuova intesa, viene migliorato lo scambio di informazioni e dati fra Prefetture e Pubbliche amministrazioni, estesi i controlli antimafia anche alle imprese esecutrici dei lavori, con l’arrivo di misure di prevenzione e contrasto anche nel settore dell’edilizia privata, a partire dalla regolarità contributiva, la sicurezza nei cantieri e la tutela del lavoro. Inoltre, sarà importante la definizione condivisa di prassi amministrative e clausole contrattuali che assicurino più elevati livelli di prevenzione delle infiltrazioni criminali.

La collaborazione tra Regione Emilia-Romagna e le Prefetture emiliano-romagnole è stata attivata per la prima volta nel novembre 2010 attraverso la sottoscrizione del “Protocollo d’intesa per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione mafiosa e della criminalità organizzata nel settore degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici”, ripreso nel marzo 2012 con il “Protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna e le Prefetture-Utg dell’Emilia-Romagna per l’attuazione della Legge regionale 11/2010” .

 

Il nuovo Protocollo

Dopo il terremoto che il 20 e 29 maggio 2012 ha colpito l’Emilia, il costante aggiornamento delle intese ha rappresentato uno degli strumenti fondamentali per guidare nella legalità la ricostruzione, pubblica e privata. Con l’attuale, nuovo accordo, per le specifiche esigenze legate al processo della ricostruzione post-sisma, fino alla cessazione dello stato di emergenza, il Commissario delegato alla ricostruzione si impegna a mettere a disposizione delle Prefetture che insistono sul “cratere” (BolognaFerraraModena e Reggio Emilia) le risorse umane e strumentali necessarie con il coinvolgimento, anche ai fini della programmazione informatica, di personale esperto.

Il Protocollo recepisce tra l’altro le novità normative regionali e nazionali quali il Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili (Legge regionale n. 18 del 2016) e il nuovo Codice degli appalti pubblici, ma anche la nuova disciplina edilizia e urbanistica approvata dalla Regione, che sottopone a controlli antimafia le imprese esecutrici degli interventi edilizi ma anche gli operatori che promuovono l’attuazione di piani urbanistici.

Il Protocollo migliora l’interscambio informativo tra le Prefetture e le Pubbliche amministrazioni, per garantire una maggiore efficacia e tempestività delle verifiche delle imprese interessate, ma punta anche alla definizione comune di prassi amministrative e clausole contrattuali che assicurino più elevati livelli di prevenzione delle infiltrazioni criminali.

Le misure di prevenzione e contrasto ai tentativi di infiltrazione criminale e mafiosa sono estese non solo all’ambito pubblico ma anche al settore dell’edilizia privatapuntando a promuovere il rispetto delle discipline sull’antimafia, sulla regolarità contributiva, sulla sicurezza nei cantieri e sulla tutela del lavoro in tutte le sue forme.

 

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pubblicato il 2018/04/05 12:02:00 GMT+1 ultima modifica 2018-04-05T13:56:06+01:00

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