Sezioni

Terremoto, la ricostruzione

I danni

Un cratere sismico formato da 33 Comuni in 4 province, dove risiedono 550mila abitanti, 66mila unità locali e 270mila addetti.

CrevalcoreGli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 hanno interessato un’area di grandi dimensioni, densamente popolata. Il cratere è formato da 33 comuni: 7 in provincia di Reggio Emilia, 14 in provincia di Modena, 5 in provincia di Bologna, 7 in provincia di Ferrara. Vi risiedono 550mila persone, 66mila unità locali e 270mila addetti fra agricoltura, industria e servizi. Per la prima volta è stata colpita una zona non solo densamente popolata ma anche con una altissima industrializzazione, un’agricoltura fiorente e un alto tasso di occupazione. Nell’area del cratere si produce circa il 2% del PIL nazionale.

Sono invece cinquantanove i comuni individuati dall’art. 1 del Decreto Legge del 6 giugno 2012 n. 74, convertito in legge con modificazioni nella legge 7 agosto 2012 n. 134: 15 comuni nel reggiano, 19 nel modenese, 16 nel bolognese, 8 nel ferrarese e 1 nel piacentino. Gli abitanti complessivamente coinvolti residenti in questa area allargata sono oltre un milione.
I maggiori danni alle abitazioni, ai beni pubblici e culturali, ai beni artistici, alle attività produttive e conseguemente al mercato del lavoro, si sono riscontrati nelle aree dei due epicentri del 20 e 29 maggio, ed in particolare: nella provincia di Modena nei comuni di Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Mirandola, Novi di Modena, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Medolla, Campo-santo, San Prospero, San Possidonio, nel ferrarerse a Sant’Agostino, Mirabello, Bondeno, Cento, Poggio Renatico e Vigarano Mainarda, nel bolognese a Crevalcore e Pieve di Cento e nel reggiano a Reggiolo.

Il fenomeno della liquefazione
Gli eventi sismici di maggio hanno causato vistosi effetti di liquefazione in varie località, localizzate in corrispondenza di canali abbandonati dei fiumi Secchia, Panaro, Reno e Po, in un’area estesa tra il settore occidentale della provincia di Ferrara e l’attuale corso del fiume Secchia. Hanno assunto particolare rilevanza nei centri abitati di San Carlo, frazione di Sant’Agostino, e di Mirabello, in provincia di Ferrara. 
I costi per gli interventi di emergenza in seguito al terremoto ammontano complessivamente a oltre 800 milioni di euro (stime effettuate nel novembre 2012, che in molti casi riguardano costi a consuntivo dei interventi realizzati).
In dicembre del 2012 è stata accreditata la quota spettante all’Emilia-Romagna a valere sul Fondo di contributo di solidarietà che ammonta a 549 milioni di Euro, proprio per la copertura (anche se parziale) dei costi di emergenza e prima assistenza.

 

 

 

Edifici e abitazioni

Casa crollataSono quasi 40mila gli edifici controllati*. Dagli esiti di verifica dell’agibilità emerge che, per quanto attiene gli oltre 25 mila edifici ad uso abitativo:

il 36% degli edifici a uso abitativo è immediatamente agibile,
il 18% temporaneamente o parzialmente inagibile,
il 36% inagibile,
il 5% inagibile per rischio esterno, ossia a causa di elementi esterni pericolanti il cui crollo potrebbe interessare l’edificio

Le abitazioni controllate sono 67mila e dichiarate inagibili oltre 30mila, 16.500 con danni B e C e 14-15 mila con danni E. Inoltre ci sono ancora 2.500 abitazioni inagibili per rischio esterno, ossia a causa di elementi esterni pericolanti il cui crollo potrebbe interessare l’edificio (classe F)**. Più in dettaglio:
Si tratta di prime e seconde case, occupate e libere, ovvero è la stima puntuale della consistenza del patrimonio immobiliare ad uso abitativo danneggiato dagli eventi sismici di maggio. I danni stimati ammontano a oltre 3,3 miliardi di euro. Sono state evacuate circa 42mila persone.
Le E definite “leggere” si stima possano essere circa il 30-35% del totale delle E (questo dato si può desumere dalla gravità dei danni riportati anche nella stessa scheda).
Si calcola nel 2% (per le abitazioni in classe E) e nel 7-10% (per le abitazioni nelle classi B, C) gli alloggi di proprietà pubblica.
* Fonte: Agenzia regionale di Protezione civile
** Fonte: Servizio Geologico sismico e dei suoli Regione Emilia-Romagna, dati aggiornati al 27 novembre 2013

Scuola

Per le scuole si sono registrati danni molto gravi concentrati negli edifici dei comuni maggiormente interessati dal sisma, ma anche danneggiamenti significativi in edifici relativamente lontani dall’area maggiormente interessata, come ad esempio nei comuni di Modena, Bologna e Reggio Emilia. Dalle verifiche effettuate sugli edifici scolastici risultano controllate 1.041 scuole, con il seguente esito di agibilità:

Dati scuole

ABCDEF
471 301 63 19 160 27


La ripartizione per le province coinvolte dei sopralluoghi di inagibilità è la seguente:

  • Provincia di Bologna 12%
  • Provincia di Ferrara 35%
  • Provincia di Modena 40%
  • Provincia di Reggio Emilia 13%

Spiccano Ferrara, con 46, e Modena, con 81 scuole classificate con un livello di danno E. Anche le sedi universitarie di Ferrara e Modena hanno subito numerosi danni. L’Università di Ferrara, ospitata in alcuni edifici storici all’interno della parte medievale della città, ha subito ingenti danni alle strutture fondamentali. La stima fornita dall’Ufficio tecnico è di circa 17,5 milioni di euro di danni. Ma anche gli edifici dell’Università di Modena sono stati lesionati in maniera importante dal sisma.

Sanità

Tenda sanitariaIl territorio coinvolto dagli eventi sismici è articolato in 8 Distretti socio sanitari. A causa del sisma sono stati evacuati 619 pazienti dagli ospedali della regione Emilia-Romagna, danneggiati dal sisma. In particolare sono sono stati evacuati gli ospedali di Mirandola, Carpi e Finale Emilia (Modena), e Bondeno (Ferrara), invece per le Aziende Ospedaliero-Universitarie di Modena e Ferrara è stata disposta la chiusura di alcuni reparti a titolo precauzionale, mentre presso le strutture ospedaliere di Modena sono stati attivati dei Punti Medici Avanzati che hanno erogato assistenza sanitaria alle popolazioni. Complessivamente nella provincia di Modena sono stati chiusi poco più di 700 posti letto, mentre in quella di Ferrara le chiusure sono state limitate al solo ospedale di Bondeno (53 posti letto). È da notare che per la prima volta nella storia del Servizio Sanitario Regionale, una rilevante quota delle strutture ospedaliere della parte nord di una vasta provincia sono state azzerate, e in breve tempo le restanti strutture, assieme al pronto allestimento dei Punti Medici Avanzati in prossimità degli ospedali evacuati, hanno garantito l’assistenza essenziale smistando i pazienti negli ospedali più idonei al trattamento delle problematiche presentate, utilizzando solo marginalmente gli ospedali di altre province. Tutto questo è stato possibile anche per l’attivazione di posti letto supplementari (di cui circa 1/4 derivanti da mancata chiusura estiva). La chiusura effettiva è stata perciò di circa 550 posti letto.

Anche la maggior parte degli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta dei Distretti di Mirandola, Carpi (Modena) e dei comuni di Reggiolo (Reggio Emilia), Cento (Ferrara) e Crevalcore (Bologna) è stata seriamente danneggiata dal sisma. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, in collaborazione con l’Azienda Usl, si sono organizzati per ripristinare il prima possibile il servizio di assistenza adottando diverse soluzioni provvisorie.
Complessivamente, le aziende sanitarie del servizio sanitario dell’Emilia-Romagna hanno riportato danni diretti per 96 milioni di euro. I danni alle strutture sanitarie ed alle tecnologie sanitarie ammontano a circa 55 milioni di euro. Questa tipologia di interventi riguarda le opere provvisionali per la messa in sicurezza, i ripristini funzionali, gli acquisti delle attrezzature per la gestione delle emergenze immediamente post sisma o per la sostituzione causa danneggiamenti e le opere di ripristino e miglioramento di strutture sanitarie danneggiate (esempio ospedali di Mirandola e Carpi). La maggior parte di questi interventi sono stati finanziati per circa 52milioni di euro con il fondo di solidarietà europea attraverso ordinanze commissariali; per i restanti interventi (3 milioni di euro) dovranno essere previste ulteriori specifiche ordinanze. I danni per la prima assistenza, misure provvisorie di alloggio e servizi di soccorso ammontano a 37 milioni.

Sono inoltre configurabili ulteriori ingenti danni diretti/indiretti (opere di miglioramento sismico e/o nuove costruzioni per la difficoltà di ripristinare quelle danneggiate). Sulla base di quanto previsto dal comma 1, art. 11 della l.r. 16/2012, effettuato il rilevamento dei danni, è in corso la valutazione economica dei danni per definire il piano degli interventi per il ripristino dei beni e delle opere pubbliche.
Le aziende che hanno subito i danni maggiori sono stati l’AUSL (Azienda Unità Sanitaria Locale) di Modena relativamente agli ospedali di Carpi, Mirandola e Finale Emilia. Danni significativi sono stati registrati dalla AUSL di Bologna presso alcuni ospedali e i poli sanitari dei comuni di Crevalcore, Pieve di Cento, San Pietro in Casale e Castelmaggiore. I danni nel ferrarese sono concentrati negli ospedali di Cento e Bondeno e nelle strutture poliambulatoriali di Ferrara, Cento, Sant’Agostino, Poggio Renatico. Vanno tuttavia segnalate le necessità, sottolineate dagli eventi sismici, di adeguamento del vecchio ospedale Sant’Anna di Ferrara. I costi degli interventi per l’adeguamento complessivo del vecchio ospedale assommanno a circa 40 milioni di euro di cui circa 10 milioni per gli aspetti specificatamente di miglioramento/adeguamento sismico .
Danni consistenti sono stati riportati anche nell’ambito della rete dei servizi socio-sanitari per le persone non autosufficienti (anziani e disabili).
In totale, in seguito al sisma sono state evacuate 1.777 persone non autosufficienti. Nella grande maggioranza dei casi (1.364 persone) si tratta di anziani in situazione di non autosufficienza e fragilità sociale, che hanno dovuto abbandonare la propria casa perché danneggiata dal sisma o perché rimaste prive di sostegno da parte della famiglia. Altre 413 persone erano invece ospitate nelle strutture socio-sanitarie dei distretti colpiti dal terremoto, che sono state evacuate perché lesionate in modo temporaneo o permanente.
In totale sono state evacuate 10 strutture residenziali, di cui 9 Case Residenza per Anziani ed 1 Centro socio-riabilitativo per disabili. Due Case residenza per Anziani sono rimaste danneggiate in modo permanente e sono tuttora inagibili, una è in corso di apertura, sette sono state aperte nei mesi successivi.
Sono rimaste danneggiate anche altre sei strutture residenziali per anziani e disabili a minore intensità assistenziale (Comunità Alloggio per anziani e Gruppi appartamento per disabili).
Oltre le strutture residenziali, hanno subito danni permanenti anche tre centri diurni per anziani e tre servizi diurni per disabili, che sono tuttora trasferiti ad altra sede.
Grazie al lavoro dei servizi socio-sanitari territoriali dei Comuni e delle Aziende USL, che si sono attivati fin dalle fasi di prima emergenza nell’ambito del sistema di protezione civile, le persone evacuate sono state ospitate nella maggioranza dei casi in strutture ubicate sul territorio regionale o comunque in territori limitrofi, in modo tale da conservare relazioni con i famigliari.
Nei mesi successivi al sisma la maggioranza delle persone evacuate sono progressivamente rientrate al domicilio in seguito alle verifiche di agibilità delle abitazioni o in strutture dei distretti di residenza. Al momento attuale le persone ancora ospitate in struttura in seguito al sisma sono circa 300.

Cultura e sport

La stima dei danni diretti supera complessivamente i due miliardi di euro.


Stima totale immobiliStima Danni
(milioni di €)
Beni architettonici
Danni lievi 950 285
Danni gravi 230 690
Crolli parziali 90 540
Crolli totali 30 450
Totale beni architettonici 1.965
Beni storici, artistici 100
Beni bibliografico-archivistici 30
Totale complessivo 2.095

 

Interno chiesa danneggiataEdifici di culto. Sono 782 gli edifici di culto di proprietà ecclesiastica danneggiati, di cui oltre la metà hanno subito danni medio gravi e alcune decine il crollo o collasso parziale dell’edificio. Tra chiese e campanili risultano danneggiati oltre 530 edifici.

Biblioteche e beni librari. Risultano gravemente danneggiate 7 sedi di biblioteche a Cavezzo, Cento, Finale Emilia, Mirandola, Novi, Poggio Renatico e Reggiolo; altre biblioteche hanno subito danni minori nei comuni di Campogalliano, Camposanto, Carpi, Castelmaggiore, Concordia sulla Secchia, Ferrara, Guastalla, Medicina, Medolla, Modena, Nonantola, San Felice sul P., San Martino in Rio, Soliera. Tra i danni collaterali sono da segnalare interruzioni o ridimensionamenti dei servizi bibliotecari dovuti a impieghi alternativi delle strutture da parte delle Amministrazioni comunali (Castello d’Argile, Crevalcore, San Prospero).

Cinema. I cinema Eden e Corso di Carpi hanno ripreso l'attività, mentre rimangono tuttora inagibili il Comunale di San Felice sul Panaro, il Corso di Finale Emilia, il Lux di Rovereto, il Facchini d'Essai di Medolla, il Cinema/Teatro Verdi di Crevalcore, il Castello di Fabbrico.

Teatri. Risultano gravemente danneggiate 12 sedi di spettacolo (10 delle quali sono Teatri Storici) nei comuni di Crevalcore, Pieve di Cento, Cento, Ferrara, Carpi, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, San Felice sul Panaro, Fabbrico, Rolo.
Tra queste sedi di spettacolo, soltanto il Teatro Comunale di Ferrara ha ripreso le attività mentre altrove sono ancora in corso verifiche e lavori per la messa in sicurezza; in queste sedi purtroppo la stagione teatrale è stata annullata o posticipata a data da definirsi. Per quanto riguarda le altre sedi sono stati riscontrati danni di media entità nei teatri dei comuni di Castello D’Argile e Rio Saliceto e danni di lieve entità per 5 teatri nei comuni di Ferrara, Bomporto, Gualtieri, Guastalla e Novellara. La Regione, in collaborazione con gli enti locali, gli operatori di spettacolo e gli artisti del territorio emiliano-romagnolo ha attivato varie iniziative di solidarietà per la raccolta di fondi a sostegno della popolazione colpita dal sisma.

Partita di pallavoloSport. Per quanto riguarda la situazione degli impianti sportivi che, soprattutto relativamente agli spazi al chiuso, hanno subito notevoli danneggiamenti, attualmente la situazione è variegata e complessa e non tutti i Comuni colpiti dallo sisma hanno ancora potuto organizzare luoghi pubblici dove la cittadinanza possa svolgere attività sportiva corrispondente alle necessità del territorio di riferimento. Per quanto riguarda i Comuni di cui sono pervenute informazioni recenti, la situazione delle palestre era veramente drammatica dopo gli eventi sismici e più del 50% degli impianti considerati sono risultati in condizione di inagibilità. Gli interventi per il recupero di strutture e spazi adeguati sono stati frequenti e tempestivi in alcuni Comuni e oggi risultano riorganizzati o recuperati vari spazi, ma anche presenze nuove.
A Novi di Modena, per esempio, nel dicembre scorso è stata inaugurata la nuova palestra comunale con una pluralità di campi regolamentari e uno spazio per le attività di ginnastica e fitness che coprono una superficie di circa 1500 mq. fra piano terra e primo piano.
A Rovereto sul Secchia è in corso di completamento una tensostruttura per assorbire le attività della vecchia palestra comunale seriamente compromessa dal sisma.
Il Comune di Cavezzo, la realtà maggiormente funestata dal terremoto, per far fronte alle richieste di spazi per le attività sportive, ha provveduto al tempestivo acquisto di un pallone pressostatico a supporto dell’attività motoria delle Scuole e delle Società sportive locali.
A San Possidonio, dove l’impiantistica sportiva è stata fortemente compromessa, è in corso la realizzazione della nuova palestra in una tensostruttura dotata di spogliatoi in muratura.
A Concordia, dove erano disponibili tensostrutture per l’attività del tennis, nelle stesse sono state anche inserite altre attività sportive.
A Mirandola è stata recuperata la struttura della Frazione di Mortizzuolo e sono stati fatti impegnativi interventi che hanno rese operative altre 3 strutture nel capoluogo, via Brunatti e la Palestra delle Scuole Montanari e il Palazzetto dello sport.
A Medolla è in corso la progettazione di una tensostruttura polivalente realizzata con fondi privati e su un’area predisposta dall’amministrazione comunale. Dal mese di Gennaio 2013 è stata resa disponibile la palestra scolastica in uso prevalentemente per le scuole elementari e medie.
A San Felice è in funzione la palestra delle Scuole Medie dove vengono svolte tutte le attività, inoltre è in corso la progettazione di un Centro Polisportivo con la collaborazione di alcuni donatori privati.
Ancora in attesa di nuovi impianti è il Comune di Camposanto che ha dovuto dare priorità a una serie di interventi urgenti. È stata predisposta la copertura pressostatica di un campo di tennis e calcetto, mentre la palestra comunale risulta tuttora inutilizzabile.
La palestra di Bastiglia è attualmente utilizzabile. Bomporto prima del sisma aveva 4 palestre. Sta per essere consegnata, dopo l’intervento di messa in sicurezza, la palestra della Frazione di Sorbara e la Palestra delle Scuole medie del Capoluogo. È stata abbattuta la palestra delle Scuole Elementari nel Capoluogo, mentre andrà abbattuta per poi essere ricostruita la palestra nella Frazione di Solara.
A Ravarino sia il Palazzetto dello Sport che la palestra delle Scuole Elementari sono agibili.
A Nonantola e a Castelfranco Emilia hanno realizzato interventi di messa in sicurezza delle palestre.
A Massa Finalese, frazione di Finale Emilia, è stata abbattuta la palestra principale.
Nel Capoluogo non sono utilizzabili le palestre del Centro Sportivo comunale e le piscine, l’attività sportiva prevalentemente si svolge in una palestra privata e in palestre del comprensorio ferrarese e bolognese.
Sono stati realizzati interventi di messa in sicurezza sulle palestre Calvi e sul bocciodromo.
Il campo da tennis di Finale è coperto con una tensostruttura ed è agibile.
La piscina di San Felice è stata riconsegnata fin dal mese di settembre 2012, con spese sostenute dalla Società di gestione così come la piscina di Bomporto, mentre la piscina comunale di Mirandola è stata consegnata i primi giorni dell’anno dopo un intervento di messa in sicurezza e adeguamento dei servizi a cura dell’amministrazione comunale.
È molto critica la situazione del Comune di Finale Emilia per quanto riguarda i campi da calcio ed in particolare è ancora inagibile il campo principale della frazione di Massa Finalese
Questo il quadro per i luoghi maggiormente danneggiati dove sono stati numerosi, soprattutto, gli interventi di messa in sicurezza in collaborazione con le Società sportive che hanno partecipato attivamente ai lavori e al loro finanziamento.
Sono rimasti, quindi, in attesa di intervento prevalentemente i “gravi danni”.
Va infine evidenziato l’intervento adottato dal Commissario delegato alla ricostruzione, attraverso il quale sarà finanziata la messa in opera di 24 palestre temporanee nei Comuni del cratere.

Lotto

COMUNE

costo complessivo palestre - euro

1

Bondeno

1.341.100,00

2

Cento

380.330,00

3

Mirabello

1.235.100,00

4

Poggio Renatico

1.329.655,00

5

Vigarano Mainarda

982.000,00

6

Fabbrico

720.910,00

7

Reggiolo

982.500,00

8

Rolo

845.420,00

9

Galliera

1.002.500,00

10

San Giovanni in Persiceto

875.190,00

11

Pieve di Cento

957.770,00

12

Bomporto (Solara)

691.420,00

13

Carpi

824.270,00

14

Castelfranco (Manzolino)

1.086.000,00

15

Camposanto

144.400,00

16

Concordia sulla secchia

1.331.500,00

17

Finale Emilia (Massa Finalese)

1.381.100,00

18

Mirandola

862.240,00

19

Mirandola

933.610,00

20

San Possidonio

548.000,00

21

San Felice sul Panaro

1.334.505,00

22

San Prospero

425.520,00

23

Soliera

1.289.020,00

24

Finale Emilia

700.140,00

 

TOTALE EURO

22.204.200,00

 

Mercato del lavoro

lavoratoreA causa del terremoto coloro che hanno dovuto fare ricorso alla cassa integrazione nell’area a fine ottobre erano 40.752 lavoratori per 3.748 unità produttive, per la sospensione dell’attività della propria azienda*. Degli oltre 40mila lavoratori in cassa integrazione, 34mila lavorano in 3.930 imprese ubicate nei comuni A ridosso del sisma, il maggior numero di cassa integrati si concentrava nel modenese: 25.874 lavoratori di 2.414 aziende. Nelle altre province erano coinvolti: a Ferrara 7.133 lavoratori e 646 aziende, a Bologna 3.974 lavoratori e 432 aziende ed a Reggio Emilia 3.771 lavoratori e 256 aziende. Tra i Comuni più colpiti Carpi, Mirandola, Finale Emilia nel modenese, Crevalcore nel bolognese, Reggiolo nel reggiano e Cento nel ferrarese. I principali settori colpiti sono il manifatturiero (1.563 imprese) ed il commercio (1.000). Dalle rilevazioni condotte in queste ultime settimane dalla Regione sembra che fortunatamente numerose imprese abbiano sospeso l’attività lavorativa per un periodo limitato dopo il sisma e successivamente siano state in grado di riprendere l’attività.
*Fonte: Tavolo tecnico di monitoraggio, 15 novembre 2012

Attività produttive

Il sisma ha colpito una delle aree produttive più importanti del paese: si ricorda infatti che questa zona, estremamente vasta, presenta una elevatissima concentrazione di unità produttive agricole, agroalimentari, industriali ed artigianali, con la presenza di distretti produttivi (come il biomedicale, solo per fare l’esempio più noto) di rilevanza internazionale (l’area produce 19,6 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2011 e genera 12,2 miliardi di euro di esportazioni). Nell’area del cratere, composta da 33 comuni, si contano circa 48mila imprese e 187mila addetti.

Valori riassuntiviImpreseAddetti
33 Comuni 47.741 187.012
Quota % su totale regionale 11,3% 11%

Fonte: elaborazioni Ervet su dati ISTAT (FSUE)

Fabbrica in costruzioneI danni purtroppo sono stati molto più diffusi rispetto l’area del cratere, interessando almeno i 54 comuni oggetto del decreto del Ministero delle Finanze del 1 giugno 2012. Sono quasi 66mila unità locali e 270mila addetti nei settori dell’industria, costruzioni e terziario, pari rispettivamente al 15,6% ed il 15,9% dei valori totali dell’Emilia-Romagna.
L’ampiezza dell’area colpita dal sisma e l’importanza delle attività economiche non può che riflettersi sull’entità dei danni. Per quanto riguarda le prospettive di sviluppo economico, la stima condotta a partire dalle valutazioni sulle imprese colpite, sui tempi di fermo produzione e sulla dimensione economica dell’area porta a valutare il valore aggiunto perso a causa del sisma in 3,1 miliardi di euro. La riduzione del Pil regionale conseguente si distribuirà (tenuto conto dei tempi previsti per il riavvio delle attività) sul biennio 2012-2013.
Tenuto conto dell’estrema varietà degli impianti industriali a seconda dei cicli produttivi, ci si è basati su una prima rilevazione diretta dei danni (che ha coinvolto più di 1.000 imprese), su stime sulle quote di stabilimenti danneggiati sulla base delle evidenze disponibili (ricorso ad ammortizzatori sociali, incidenza di strutture danneggiate a partire dai certificati di agibilità delle abitazioni civili, ecc) e sulle informazioni messe a disposizione dalle associazioni di categoria dell’industria, artigianato, commercio e servizi. Sulla base di questi due elementi si è proceduto a stimare per tutte le unità produttive dell’area i danni alle strutture, agli impianti ed al magazzino: le aziende coinvolte sono qualche migliaio per un valore complessivo del danno stimato di 2,7 miliardi di euro. I due comparti più colpiti sono il biomedicale ed il tessile abbigliamento.
Per quanto riguarda le aziende agricole e zootecniche localizzate nell’area colpita, potenzialmente interessate dal sisma, sono quasi 14mila (pari al 18,7% del totale regionale), per una superficie agricola utilizzabile di oltre 200mila ettari, di cui 1.233 aziende con allevamenti. Complessivamente, i danni stimati per il settore agricolo e quello agro-industriale ammontano a 2,4 miliardi di euro circa, di cui 2,2 miliardi per le aziende agricole e zootecniche e 145 milioni di euro per le imprese agroindustriali. Il 90% dei danni si concentra nella provincia di Modena.

Sistema idraulico e di bonifica

Argine fiume RenoIl territorio della Pianura Padana emiliana, morfologicamente caratterizzato da basse pendenze, è attraversato da una rete idrografica piuttosto complessa costituita da corsi d’acqua naturali che presentano una forte artificialità strutturale, essendo diffusamente arginati e pensili rispetto al piano campagna, e da un fitto reticolo di bonifica.
Le basse pendenze comportano ridotte velocità di deflusso delle acque, non solo nei fiumi, ma anche nei canali di bonifica i quali, oltre che alle funzioni legate all’irrigazione dei comprensori agricoli, sono preposti all’allontanamento delle acque interne: tale configurazione ha storicamente determinato la necessità di impiegare impianti di sollevamento per fornire artificialmente le pendenze di deflusso verso i recapiti finali. Tale complesso sistema idrografico si inserisce, inoltre, in un contesto fortemente antropizzato, con presenza di centri abitati, importanti infrastrutture e attività produttive.
A seguito degli eventi del 20 e 29 maggio 2012 si sono verificati danni ad impianti di rilevanza strategica per lo scolo delle acque, a manufatti idraulici, a fabbricati di servizio e ad opere di difesa idraulica, tra cui alcuni tratti di arginature, sia sul reticolo di bonifica sia sul reticolo idraulico principale. Gli eventi sismici hanno, in particolare, reso inagibili o gravemente danneggiato gli edifici nei quali sono collocati alcuni importanti impianti idrovori, causandone la mancata o ridotta funzionalità e, pertanto, ad oggi tali impianti non sono più in grado di garantire con efficacia lo scolo delle acque con conseguente rischio di allagamento dei territori di pianura interessati.
La stima dei danni, recentemente aggiornata, ammonta complessivamente ad oltre 100 milioni di euro.

Edifici pubblici

Torre crollataIngentissimi danni si sono registrati alle sedi municipali (i Municipi danneggiati assommano a 39 in totale), uffici comunali e provinciali, uffici e sedi delle forze dell’ordine, aziende pubbliche, edifici ad uso pubblico in generale, beni demaniali, aree cimiteriali, impianti sportivi e ricreativi, etc.
In queste settimane è in corso, anche in ottemperanza a quanto previsto dalla Legge Regionale 16/2012, il censimento dei beni danneggiati e conseguentemente la predisposizione del Piano degli interventi per il ripristino dei beni e delle opere pubbliche.

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pubblicato il 2013/03/08 17:20:00 GMT+2 ultima modifica 2013-04-08T15:23:00+02:00

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