Terremoto, la ricostruzione

La situazione al 22 luglio

Tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, sono scese a 8.779 le persone assistite grazie all’impegno del Servizio nazionale della protezione civile nei campi di accoglienza, nelle strutture al coperto (scuole, palestre e caserme) e negli alberghi che hanno offerto la loro disponibilità attraverso la convenzione siglata con Federalberghi e Asshotel.

In Emilia-Romagna, in particolare, il numero dei cittadini assistiti è sceso a 8.579, di cui 6.300 sono ospitati nei campi tenda, 313 nelle strutture al coperto e 1.966 in strutture alberghiere.

Nella Regione Lombardia, invece, risultano assistite 183 persone, ospitate all’interno del campo attivo nella provincia di Mantova. Nella Regione Veneto, infine, risultano assistite, in albergo, 17 persone.

Proseguono le verifiche speditive condotte su istanza dei Sindaci dai tecnici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che in Emilia hanno superato quota 56.700, attestandosi ormai oltre il 96% del totale: di queste, oltre 44.700 si sono concluse con esito immediatamente favorevole, cioè con la dichiarazione di agibilità delle unità d’uso ispezionate, mentre le restanti 11.900 circa, ritenute non fruibili, necessitano di una verifica più approfondita con scheda Aedes (Agibilità e Danno nell’emergenza sismica, ossia uno strumento omogeneo per il rilievo del danno).

Ad oggi sono 33.583 le strutture controllate in Emilia-Romagna con sopralluoghi di valutazione dell’agibilità post-sismica mirata con la scheda Aedes, che viene utilizzata su edifici pubblici e privati che hanno riportato danni.

In particolare, sulla base delle elaborazioni al momento disponibili, sui 20.388 edifici destinati ad abitazioni private sottoposte a sopralluogo di verifica (dato che rappresenta il segmento più consistente del totale delle strutture controllate in Emilia Romagna), il 41,2% è stato classificato agibile, il 22,8% temporaneamente o parzialmente inagibile, il 30,2% inagibile e il 5,8% inagibile per rischio esterno, ossia a causa di elementi esterni pericolanti il cui crollo potrebbe interessare l’edificio.

Invece, sui 1.234 edifici pubblici, scuole e ospedali si riscontra la percentuale più alta di esito positivo (45,5% immediatamente agibili, 34,2% temporaneamente o parzialmente inagibili, 17% inagibili e 3,3% inagibili per rischio esterno).

Mentre al contrario tra le 2.387 strutture adibite a depositi privati, magazzini o fienili la percentuale delle agibili scende drasticamente ad appena il 18,77%, quasi la stessa di quelle parzialmente o temporaneamente inagibili (18,64%), mentre sale al 57,19% quella delle strutture dichiarate inagibili, cui si aggiunge il 5,40% di inagibili per rischio esterno

Azioni sul documento

pubblicato il 2012/07/24 13:45:38 GMT+1 ultima modifica 2012-07-24T15:45:00+01:00

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina