Terremoto, la ricostruzione

La situazione al 2 agosto

Il punto sulla gestione dell'emergenza gestita da Di.Coma.C (Direzione comando e controllo) nei due mesi di attività

Sono 7.429 le persone assistite nei campi e nei centri di accoglienza gestiti dal Servizio nazionale di protezione civile, meno della metà rispetto al picco massimo di 16.518 assistiti registrato nella settimana successiva alla seconda scossa.
È sceso rispettivamente a 28 e a 7 il numero di campi e di centri di accoglienza attivi in Emilia-Romagna, mentre sono tutti chiusi in Lombardia e Veneto: alla metà di giugno, nella fase di prima emergenza, le aree attrezzate per l’assistenza alla popolazione erano in totale 110, di cui 88 in Emilia-Romagna.

Nello stesso periodo, ha raggiunto una punta massima di 5.253 il numero degli uomini e delle donne facenti parte dal Sistema nazionale di Protezione civile in campo, tra volontari delle colonne mobili delle Regioni, delle Province Autonome e delle organizzazioni nazionali, operatori ed esperti di protezione civile, vigili del fuoco, personale delle forze armate e dell’ordine, e delle altre strutture operative, senza contare l’impegno straordinario di tutto il personale delle strutture territoriali di protezione civile.

Sono state completate lo scorso 27 luglio le verifiche speditive, oltre 63mila, condotte dai Vigili del fuoco nei territori colpiti dal sisma: rispettivamente poco meno di 57mila in Emilia-Romagna, 4.928 in Lombardia e 1.220 in Veneto.
A oggi, invece, sono oltre 39mila gli edifici controllati nelle tre regioni con sopralluoghi di valutazione dell’agibilità post-sismica mirata attraverso la scheda Aedes (Agibilità e Danno nell’emergenza sismica, ossia uno strumento omogeneo per il rilievo del danno), che viene utilizzata su immobili pubblici e privati che hanno riportato danni, compresi quelli che all’esito della verifica speditiva sono risultati non fruibili. Di questi, 37.122 sono i sopralluoghi Aedes effettuati in Emilia-Romagna – quasi il 98% dei complessivi 38mila richiesti −, 1.751 in Lombardia e 371 in Veneto.

L’attività di valutazione post-sismica ha visto in campo migliaia di professionisti – fino a un massimo di 185 squadre al giorno al lavoro nelle zone colpite−, tra personale appartenente alle Regioni, agli Enti locali, alle Università dell’Emilia Romagna e agli Atenei che operano nell’ambito della rete di laboratori di ingegneria sismica - ReLUIS, ma anche tecnici del corpo nazionale dei Vigili del fuoco e delle Forze armate, ed esperti formati secondo protocolli d’intesa siglati con i Consigli nazionali di geometri, architetti e ingegneri.
A questi, si sono aggiunti circa 40 tecnici messi a disposizione delle amministrazioni comunali più colpite dall’Associazione Geometri Volontari, per fornire supporto nella gestione delle istanze di agibilità.

Nell’arco dei due mesi di attività, la Di.Coma.C. ha inoltre lavorato quasi 800 pratiche relative alle spese dell’emergenza avanzate dai Sindaci e dai Centri di coordinamento provinciale: in particolare, 225 fascicoli relativi a spese sostenute dalle amministrazioni centrali e locali nelle prime 72 ore da ciascuna scossa e per le quali è già stato autorizzato il rimborso, 570 richieste di autorizzazioni preventive alla spesa per attività di assistenza alla popolazione e per opere provvisionali urgenti.
Sono, invece, 270 le richieste di autorizzazione arrivate nei giorni immediatamente precedenti la chiusura della Di.Coma.C o esigenti integrazioni nella documentazione per cui non è stato possibile completare l’iter autorizzativo, e che sono quindi già state trasmesse alle strutture commissariali.

Dall’inizio dell’emergenza ad oggi, il Contact Center del Dipartimento della Protezione civile ha gestito 4.975 richieste da parte di cittadini: richieste di informazioni sul terremoto e sulle conseguenze sulle abitazioni o sulla viabilità, ma anche disponibilità a partire come volontari o offerte di beni per dare una mano alla popolazione colpita.

Dall’11 giugno al 2 agosto, infine, la Di.Coma.C. ha organizzato l’iniziativa “Terremoto, parliamone insieme”: 32 incontri con la popolazione dei comuni interessati dall’emergenza, promossi dal Dipartimento della Protezione civile, dalla Regione Emilia-Romagna e dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, e organizzati in collaborazione con i Sindaci dei comuni interessati per rispondere a dubbi e domande dei cittadini sull’attività sismica nella pianura Padana, fugare "rumors" e false notizie, fornire elementi di conoscenza sugli effetti dei terremoti sugli edifici.

Sul sito del Dipartimento della Protezione civile (www.protezionecivile.gov.it) sono consultabili tutti i dati e i provvedimenti relativi all’attività della Di.Coma.C.

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pubblicato il 2012/08/03 09:54:14 GMT+1 ultima modifica 2012-08-03T11:54:00+01:00

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