Terremoto, la ricostruzione

La situazione al 19 luglio

Tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, sono scese a 9.838 le persone assistite grazie all’impegno del Servizio nazionale della protezione civile nei campi di accoglienza, nelle strutture al coperto (scuole, palestre e caserme) e negli alberghi che hanno offerto la loro disponibilità attraverso la convenzione siglata con Federalberghi e Asshotel.

In Emilia-Romagna, in particolare, il numero dei cittadini assistiti è sceso a 9.615, di cui 6.974 sono ospitati nei campi tenda, 349 nelle strutture al coperto e 2.292 in strutture alberghiere.

Nella Regione Lombardia, invece, risultano assistite 206 persone, ospitate all’interno del campo attivo nella provincia di Mantova. Nella Regione Veneto, infine, risultano assistite, in albergo, 17 persone.

Proseguono le verifiche speditive condotte su istanza dei Sindaci dai tecnici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che in Emilia hanno superato quota 56mila, attestandosi ormai oltre il 96% del totale: di queste, oltre 44mila si sono concluse con esito immediatamente favorevole, cioè con la dichiarazione di agibilità delle unità d’uso ispezionate, mentre le restanti 11.800 circa, ritenute non fruibili, necessitano di una verifica più approfondita con scheda Aedes (Agibilità e Danno nell’emergenza sismica, ossia uno strumento omogeneo per il rilievo del danno).

Ad oggi sono 30.856 le strutture controllate in Emilia-Romagna con sopralluoghi di valutazione dell’agibilità post-sismica mirata con la scheda Aedes, che viene utilizzata su edifici pubblici e privati che hanno riportato danni.
In Lombardia i Vigili del Fuoco hanno effettuato finora 4900 verifiche speditive e le squadre di tecnici 1544 sopralluoghi con scheda Aedes, mentre in Veneto sono rispettivamente 1218 speditive e 186 agibilità Aedes.

Sulle complessive 32.586 verifiche con scheda Aedes realizzate nelle tre regioni, il dato medio degli esiti si attesta sul 35,5% di edifici immediatamente agibili, 23% di temporaneamente o parzialmente inagibili, 36% inagibili e 5,5% inagibili per rischio esterno, ossia a causa di elementi esterni pericolanti il cui crollo potrebbe interessare l’edificio. Tali percentuali, tuttavia, possono variare significativamente nelle diverse province e per le differenti categorie di edifici

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pubblicato il 2012/07/19 13:25:27 GMT+2 ultima modifica 2012-07-19T15:25:00+02:00

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