Terremoto, la ricostruzione

A due anni dal sisma

A che punto siamo

A due anni dal sisma del maggio 2012 molte cose sono state fatte e tante restano da fare. L’obiettivo è quello di ricostruire per tornare alle normali condizioni di vita, di lavoro e di impresa.

Tante le difficoltà incontrate:

  • di ordine legislativo, poiché non si è partiti da un quadro normativo certo in tema di calamità, si sono dovuti conquistare passo passo i contributi al 100%, la platea dei beneficiari allargata a tutti coloro che hanno subito un danno, le regole e le procedure;
  • di ordine finanziario, poiché le risorse messe a disposizione a livello nazionale sono insufficienti per completare il disegno di ricostruzione e rinascita;
  • di ordine territoriale, poiché l’area colpita è vastissima - 58 comuni, 800mila persone - e ingenti sono le dimensioni della catastrofe: le famiglie che hanno lasciato le proprie abitazioni sono state 19mila, 45mila le persone coinvolte, 14mila gli edifici a uso residenziale danneggiati;
  • di ordine economico, basti pensare che nel cratere, formato da 33 comuni, si produceva il 2% del Pil italiano. Sono state migliaia le imprese, i capannoni e le aziende agricole danneggiate molto gravemente o crollate.

Questo rapporto non vuole essere un resoconto esaustivo dei tanti interventi e progetti realizzati, ma un racconto di cosa si è fatto e si sta facendo su alcuni temi centrali per il ritorno alla normalità: assistenza alla popolazione e ricostruzione di case, imprese e beni pubblici.

Sono indicati anche alcuni esempi di ricostruzione capaci di guardare oltre il terremoto: significative testimonianze di come il territorio, la popolazione e il sistema pubblico-privato abbiano saputo rispondere all’emergenza e progettare il futuro.

Il dossier " A due anni dal terremoto"

Banner del dossier Il raccondo di cosa si è fatto e di cosa si sta facendo:

- il testo integrale (pdf, 2.8 MB)

- i dati di sintesi (pdf, 763.5 KB)

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