Povertà
Cosa fa la Regione
La povertà, come dimensione dell'esclusione sociale richiama immediatamente il concetto di disuguaglianza e comprende problematiche molto diverse fra loro ma collegate, quali la marginalità, la precarietà economica, la deprivazione culturale, la solitudine, la carenza di legami familiari e sociali.
Le politiche di contrasto della povertà e dell'esclusione sociale si rivolgono con particolare attenzione alla povertà giovanile, alle donne sole con figli a carico, a quella degli anziani e degli immigrati, tenendo presente la stretta relazione che esiste fra malattia ed esclusione sociale e povertà, una vera e propria trasversalità che supera il concetto classico di povertà dando maggior risalto alla nozione di esclusione sociale ed alla prevenzione della stessa, ai singoli e alle famiglie che hanno risentito della grave crisi economica.
In Italia, la necessità di adeguare l´insieme delle strutture del welfare italiano alle mutate condizioni della società, in direzione di una maggiore comunanza con i principali paesi dell'Unione europea, ha portato alla legge di riforma n. 328/2000.
In Emilia-Romagna Consiglio regionale (attuale Assemblea legislativa) ha declinato i principi della riforma nazionale approvando la legge regionale di riforma del welfare locale n. 2 del 12 marzo 2003 "Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali". Il contrasto alla povertà ed ai fenomeni di esclusione sociale è una delle priorità della legge.
Le Regioni hanno una funzione fondamentale nella traduzione in norme e criteri attuativi dei principi generali della legge ed il compito di elaborare il Piano regionale degli interventi e dei servizi sociali, dove si integrano le politiche regionali socio-sanitarie, dell'istruzione, della formazione, del lavoro. Da questo dipendono i Piani di zona dove i Comuni specificano obiettivi e servizi.
Il programma regionale annuale ha inteso favorire e rafforzare le politiche regionali di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale, attraverso la progettualità territoriale degli interventi. I Programmi locali sono stati approvati nell´ambito dei Programmi attuativi dei Piani di zona e presentati alla Regione. Un apposito monitoraggio ha consentito di accertarne la congruità rispetto agli obiettivi regionali.
Gli obiettivi indicati dal Piano sociale e sanitario 2008-2010 (deliberazione Assemblea legislativa n. 175 del 22 maggio 2008), per il contrasto alla povertà e all'esclusione sociale sono i seguenti:
- fornire ad ogni persona piena cittadinanza attraverso opportunità per la costruzione di una esistenza equa e dignitosa agendo sulle tre principali aree del disagio sociale: lavoro, casa ed integrazione;
- promuovere interventi di politica integrata rivolti al contrasto alla povertà e all´esclusione sociale;
- prevenire le situazioni di povertà, rafforzando i legami di solidarietà familiare e sociale dell´inclusione;
- affrontare la cosiddetta "povertà immateriale", tipica dei contesti urbani, sviluppando nelle persone dignità ed autostima;
- approfondire la conoscenza della dimensione territoriale della povertà e le sue caratteristiche.
La programmazione regionale, tramite i piani di zona distrettuali triennali (2009-2011) per la salute e il benessere sociale, attua gli obiettivi del piano sociale e sanitario tramite le seguenti 3 azioni dei programmi Attuativi Annuali
- Sviluppo a livello distrettuale di una specifica misura economica a contrasto della povertà.
- Individuazione nell’ambito distrettuale di almeno un punto di accesso bassa soglia.
- Avviamento di interventi integrati per l’inserimento o il reinserimento sociale di persone in situazione di esclusione.
Destinatari degli interventi saranno soggetti in situazione di esclusione sociale (senza dimora, detenuti ed ex-detenuti, popolazione Rom e Sinta, persone colpite dalla crisi economica…).
A chi rivolgersi
servizio Politiche per l'accoglienza e l'integrazione sociale
tel. 051.527.7485-7487
email Segrspa@regione.emilia-romagna.it
