Banche del tempo

 
 

Cosa fa la Regione

Le banche del tempo sono comunità di persone che scambiano fra loro servizi utilizzando il tempo come moneta, secondo il principio che un'ora di un tipo di servizio è equivalente all'ora di qualsiasi altra tipologia di servizio scambiato: un'ora di stiratura vale quanto un'ora di lezioni di lingua inglese. Le regole del sistema, che potremmo definire una sorta di "gioco sociale", sviluppano l'abitudine alle pratiche di reciprocità solidale e di mutuo aiuto.

La Regione Emilia-Romagna con il progetto Banche del Tempo si pone l'obiettivo di sostenere le BdT attraverso un contatto costante e diretto e un'azione di raccolta delle esigenze delle Banche del Tempo dei territori.
A queste interessanti esperienze la Regione ha dedicato un sito web per farle conoscere e diffondere i principi su cui si basano. Il sito contiene oltre alle informazioni e documentazioni sull'esperienza, anche i recapiti delle BdT della regione e un software gestionale appositamente costruito per creare nuove Banche del Tempo e facilitare la gestione di vecchie e nuove esperienze.

Dall'avvio del progetto di coordinamento delle Banche del Tempo, la Regione Emilia-Romagna ha finanziato azioni che vanno verso gli obiettivi di incremento, organizzazione e messa in rete delle singole realtà. Per questo motivo sono stati forniti alle BdT, attraverso finanziamenti regionali, personal computer e aggiornamenti tecnologici per poter accedere nel modo migliore possibile al sito regionale e agli strumenti informatici messi gratuitamente a disposizione delle BdT.
Inoltre, si sono attivati su molte province cicli di incontri formativi centrati su argomenti organizzativi e relazionali, in collaborazione con docenti provenienti dall'Università di Bologna e dai Centri servizi per il volontariato, con l'obiettivo di rafforzare le competenze dei responsabili delle BdT e dotarli di strumenti utili al miglior svolgimento possibile del loro compito.

I servizi più scambiati nelle BdT regionali sono l'accudimento di bambini, prevalentemente sulla fascia d'età 4-10 anni, la preparazione di cibi, i lavori di cucito, i passaggi in automobile e le lezioni di lingue e computer, queste ultime molto richieste dagli iscritti più anziani.
E proprio gli anziani sono gli iscritti prevalenti, probabilmente per una maggiore disponibilità di tempo da dedicare alle attività, seguiti da donne e giovani. Infine sottolineiamo un sempre più frequente avvicinamento da parte di stranieri; in prevalenza donne, che ritrovano nella BdT un contesto amichevole, capace di far emergere le professionalità acquisite in patria e non spendibili nel nostro paese.

A chi rivolgersi

servizio Politiche familiari, infanzia e adolescenza
tel. 051.527.7512
email infanzia@regione.emilia-romagna.it

22 marzo 2011
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