Aeroporti
Cosa fa la Regione
L’articolo 117, comma 2 della Costituzione attribuisce la materia degli aeroporti civili alla competenza normativa concorrente delle Regioni, che tuttavia ad oggi non hanno ancora dato contenuto pratico a queste nuove funzioni. Questo problema è stato risolto dalla giurisprudenza costituzionale sulla base del principio di leale collaborazione, individuando nell’intesa, da realizzarsi nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, la modalità di composizione degli interessi in gioco.
L’assetto istituzionale degli aeroporti commerciali è stato fortemente influenzato dall’istituzione di Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), avvenuta nel 1997, a cui sono affidati, in qualità di ente statale sotto il controllo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, compiti di programmazione e gestione delle infrastrutture aeroportuali.
La normativa prevede la necessaria partecipazione societaria degli Enti locali e delle Camere di Commercio, e quella eventuale della Regione, con possibilità di apertura ai privati (con procedure a evidenza pubblica), anche in percentuale di maggioranza.
Il sistema aeroportuale regionale è costituito dai quattro nodi di Bologna, Forlì, Parma e Rimini, a cui si aggiungono le infrastrutture legate all’aeroportualità minore.
L’offerta aeroportuale dell’Emilia-Romagna risulta fra le più elevate a livello nazionale (circa un aeroporto ogni milione di abitanti). Gli aeroporti regionali sono inoltre inseriti in una densa rete di collegamenti stradali e ferroviari, tipica di un territorio snodo dei flussi est-ovest e soprattutto nord-sud.
Per approfondimenti si rimanda alla schede dei singoli areoporti.
A chi rivolgersi
servizio Viabilità, navigazione interna e portualità commerciale
Marco Macchiavelli
tel. 051.527.3110
email mmacchiavelli@regione.emilia-romagna.it
