Sicurezza nei luoghi di lavoro

Percezione e rappresentazione del rischio in edilizia. Studio e analisi di gruppi di lavoratori di diverse nazionalità e culture

2010
 
Committente: -

Autori: Fabrizio De Pasquale, Gianluca Favero, Davide Ferrari, Fabrizio Gobba, Giulia Bravo
Curatori: Mara Bernardini
Riferimento al territorio dell’Emilia-Romagna: Si
Riferimento al settore costruzioni: Sì

Target principale: Pubbliche amministrazioni, enti pubblici dei territori degli Stati membri, enti del settore di ingegneria edile e civile
 
Contenuti principali:
La ricerca, svolta dall'ARPA e sviluppata in 3 volumi, tratta la percezione e la rappresentazione del rischio in edilizia, con uno studio ed analisi sui gruppi di lavoratori di diverse nazionalità e culture; il progetto è quindi volto a comprendere se la corretta percezione del rischio può incidere sui  comportamenti dei lavoratori.
Nel primo volume si prende in esame il progetto pilota.
La prima parte del volume prende in analisi il tema del rischio, definendolo e fornendo le sue modalità di rappresentazione. Moltissima importanza è data alla  percezione dello stesso ed a come questa è mutata nel corso della storia (riportando anche gli studi fatti sulla percezione del rischio in ambito lavorativo), nonché al processo dinamico che segue la percezione, formato dal riconoscimento del rischio, dalla decisione e da un'azione consequenziale.
Viene poi evidenziato come la percezione del rischio sia influenzata da un numero elevato di variabili (età, sesso, livello di istruzione, atteggiamento, esperienza, ecc).
Successivamente viene affrontato il tema infortuni correlato ai lavoratori stranieri, prendendo in esame soprattutto il trend nel settore delle costruzioni Edili.
Poi si entra nel vivo della ricerca condotta: viene prima specificato il questionario utilizzato come strumento di raccolta dei dati, somministrato a lavoratori italiani e stranieri recatisi presso scuole edili di Bologna e Modena, e poi vengono riportati i risultati ottenuti in diverse tabelle, nonché un profilo del migrante tipo che emerge dal campione osservato (trentenne, in italia da più di 5 anni, di scolarità medio-alta, lavoratore nel campo edile da meno di 5 anni con mansioni di basso profilo tecnico).
La ricerca scende poi nello specifico, descrivendo i dati scorporati per nazionalità.
Dal presente studio è emerso come i fattori uomo e cultura vengano spesso trascurati e non messi in relazione tra loro, il che porta i lavoratori a sviluppare atteggiamenti e comportamenti che possono mettere a repentaglio la propria salute e quella dei colleghi.
Nel secondo volume viene considerata l'evoluzione del suddetto progetto.
I dati relativi alla differente percezione del rischio evidenziata dall’analisi statistica effettuata, hanno suggerito l’utilità di mirare al miglioramento della formazione, anche progettando dei moduli specifici per contenuti e modalità propri per gruppo nazionale oltre che per i vari attori che sono presenti in cantiere e che a vario titolo contribuiscono alla promozione della prevenzione sul posto di lavoro.
La ricerca intende infatti proporre un percorso formativo innovativo, con contenuti e modalità nuove, e con l’ambizione di avere un'efficace ricaduta finale sui lavoratori edili delle diverse nazionalità.
Si è capito che ciò di cui il lavoratore ha bisogno è una formazione finalizzata non tanto a trasmettere/dare il sapere, quanto a creare il bisogno di conoscere. Ed è proprio questo il punto cruciale che cambia la responsabilità dei formatori, e quindi la formazione.

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pubblicato il 2014/12/23 12:33:25 GMT+2 ultima modifica 2014-12-23T13:33:00+02:00

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