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Sicurezza nei luoghi di lavoro

I rischi dimenticati in edilizia

Giuseppina Paolantonio, in Igiene e Sicurezza del Lavoro – I CORSI, Ipsoa. N. 2 (2013), p. 3-58

La rivista pone sotto i riflettori quelli che sono i rischi “occulti” nei cantieri, ossia quei rischi spesso non considerati, o comunque fortemente sottostimati, presenti nel settore dell'edilizia.
Si parte considerando i rischi dovuti a posture scorrette e sovraccarico biomeccanico, con grafici che evidenziano quanto diffusi siano i disagi muscolo-scheletrici dovuti a errori del genere e come una lunga esposizione a questi fattori di rischio, quindi a posture estreme, spinte, traini, sollevamenti o movimenti ripetitivi, possano danneggiare colonna vertebrale e arti. Viene poi fatto un excursus sulla valutazione della forza nelle varie scale, sulla fatica fisica e l'usura e sulle differenze di rischio connesse all'età.
Si passa poi ai fattori climatici, al rischio termico e alle radiazioni ottiche naturali (luce solare), con incisi sull'abbigliamento ideale e sull'uso di protezioni per gli occhi.
Si continua con i rischi per l'apparato uditivo, quindi gli ultrasuoni, distinguendo gli effetti extrauditivi (vomito, vertigini, ecc) da quelli uditivi e tabellando i valori di soglia dell'esposizione a questi.
Successivamente vengono presi in considerazione i rischi chimici e cancerogeni mutageni. Interessante in questa sezione è la tabella che a ogni attività associa il probabile prodotto utilizzato con i relativi principali agenti chimici presenti, e quindi i rischi.
Si differenziano poi i rischi dovuti a contatti per inalazione, per via orale o per deposizione cutanea.
Abbiamo poi un'intera sezione dedicata ai rischi biologici, tipologia per nulla considerata: il terreno, infatti, ospita naturalmente una serie di agenti biologici che possono essere per l'uomo fonte di non pochi problemi. Si prendono in considerazione anche i rischi biologici da vettori (zoonosi), quali insetti, roditori, o altri animali, deiezioni o punture. Il tutto è poi inoltre connesso al rischio allergologico.
Infine si esamina lo stress lavoro-correlato, un fattore di rischio anch'esso preso poco in considerazione, ma molto importante, e legato principalmente allo stesso ambiente di lavoro.

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