Semplificazione

Demanio marittimo, la riforma che semplifica

Con il passaggio di funzioni dalla Regione ai Comuni introdotte misure di semplificazione e sburocratizzazione della materia.

L’Assemblea legislativa regionale ha approvato il progetto di legge d’iniziativa della Giunta “Norme di semplificazione della disciplina regionale in materia di demanio marittimo. Modifiche alla legge regionale 31 maggio 2002, n. 9”.

Il progetto contiene diverse misure di semplificazione e sburocratizzazione della materia e completa l’importante passaggio di funzioni dalla Regione ai Comuni. La regione mantiene il ruolo di governo e indirizzo in materia di demanio, ma conferisce la gestione ai comuni.

L’intervento normativo nasce dall’esigenza di adeguare la normativa regionale alle modifiche introdotte in materia a livello statale e comunitario e di rafforzare l’operatività del Distretto turistico della costa mediante nuovi strumenti di semplificazione amministrativa.

In particolare, vengono semplificate le procedure di richiesta di aree demaniali marittime per finalità pubbliche e i Comuni potranno autorizzare gli interventi di ripascimento del litorale senza più bisogno di richiedere apposita concessione alla Regione.

Viene inoltre istituita la Cabina di regia regionale per il Distretto turistico della costa, per garantire la concertazione fra le istituzioni pubbliche coinvolte nell’attuazione e nell’eventuale modifica della normativa in materia.

Tra le misure più discusse in Aula quella che assoggetta il piano per l’arenile al Rue (Regolamento urbanistico ed edilizio) e non più al Poc (Piano operativo comunale).
Secondo l’Assessore al Turismo e commercio, Andrea Corsini ciò non costituisce una diminuzione delle tutela ambientali, così come il trasferimento sussidiario di competenze e funzioni dalla Regione ai Comuni non comporta alcuna perdita di controllo da parte dell’Ente Regione che mantiene il governo e l’indirizzo. Altro tema discusso in Aula è stato il rafforzato ruolo della Giunta regionale, nella quale si concentrano i poteri della Regione, con  un sostanziale ridimensionamento del ruolo dell’Assemblea legislativa.

La riforma  in materia di demanio interviene prima della soluzione della vertenza sulla direttiva Bolkestein quindi, in caso di modifiche del quadro normativo nazionale ed europeo, la normativa regionale dovrà essere adeguata. Sull’applicazione della legge e sui risultati ottenuti è stata introdotta una clausola valutativa con cadenza triennale.

In materia di acquacoltura, un settore che in regione conta oltre 1.700 imprese,  è stato autorizzato l’esercizio di impianti in mare posti a una distanza superiore a un chilometro dalla costa ed è stato approvato un ordine del giorno  finalizzato a impegnare la Giunta a richiedere in sede di Conferenza Stato-Regioni una revisione complessiva e coordinata delle norme che regolano il settore, la cui disorganicità sta creando difficoltà agli operatori che svolgono attività in acque marine.

 

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Pubblicato il 28/12/2015 — ultima modifica 12/01/2016
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