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Stop al provvedimento sui controlli funzionali

In Conferenza Stato-Regioni la Regione Lombardia blocca il Programma del Ministero delle Politiche agricole sui controlli funzionali negli allevamenti

Ha ricevuto un imprevisto arresto nel corso della Conferenza Stato-Regioni del 10 maggio 2018 il Programma presentato dal Ministero delle Politiche agricole sui controlli funzionali negli allevamenti eseguiti dalle Associazioni regionali e provinciali degli Allevatori, rivolti sia agli allevamenti per la produzione di latte che di carne. I controlli funzionali svolti dalle associazioni servono a rilevare i dati tecnici necessari all’attività di incremento e miglioramento della produttività animale e ad una valorizzazione economica del settore, attraverso un rendiconto comparativo dei controlli svolti nell’anno precedente e la segnalazione di soluzioni migliorative a fronte delle problematiche emerse.

Il momentaneo stop per l’annualità 2018 ha comportato il blocco del budget che il Ministero aveva reso disponibile, pari a 22.506.095 euro, al quale le Regioni avrebbero dovuto aggiungere una cifra analoga per lo svolgimento completo dei lavori. In base al riparto che il Mipaaf aveva effettuato con gli stessi criteri degli anni precedenti, la somma spettante alla Regione Emilia-Romagna sarebbe stata pari a € 2.737.783.

Il riparto era molto atteso per apportare una boccata d’ossigeno alle attività delle locali associazioni allevatori, sparse in tutta la Penisola, che da qualche anno stanno combattendo per la sopravvivenza a causa della dura crisi che investe il settore. Il Programma per essere approvato aveva bisogno di ottenere l’intesa di tutte le Regioni. Intesa che quest’anno non è arrivata, per ora, perché la Regione Lombardia, ovvero la regione leader nel settore degli allevamenti, per ben due volte non ha espresso il proprio assenso volendo approfondire ulteriormente alcune questioni tecniche (alla Lombardia andavano quasi 7 milioni di euro). Va detto che è dal 2014 che le Regioni sollecitano una complessiva rimodulazione dei criteri di ripartizione delle risorse e una revisione dell’intero modello organizzativo. Un’operazione di questo tipo prevede comunque tempi più lunghi, per questo motivo la maggior parte delle Regioni auspicava all’approvazione immediata dell’intesa per questo Programma, vista l’urgenza dovuta alla necessità delle risorse, per poter poi ridiscutere tutto in prospettiva dell’annualità 2019.

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pubblicato il 2018/05/16 16:31:00 GMT+1 ultima modifica 2018-05-18T11:17:50+01:00

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