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Sancita intesa per la maggiore autonomia dell'Emilia-Romagna

L'accordo prevede l'attribuzione diretta alla Regione di nuove competenze su politiche per il lavoro, istruzione, salute, tutela dell'ambiente e dell'ecosistema

Siglato il 28 febbraio 2018 a Roma l'accordo preliminare tra il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ed il Governo, rappresentato dal sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa. L'accordo attribuisce forme e condizioni particolari di autonomia alle regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116 della Carta costituzionale, comma terzo, attraverso una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta. Alla firma era presente anche l’assessore regionale al Riordino istituzionale, Emma Petitti, ed i presidenti di Regione Lombardia e Regione Veneto che hanno condiviso il percorso insieme alla Regione Emilia Romagna.

L'accordo riconosce alle regioni firmatarie nuove e numerose competenze legislative, organizzative ed economiche su lavoro, istruzione, salute, ambiente e territorio, rapporti internazionali e con l’Unione europea.

L'iter

Il percorso si è avviato per l'Emilia-Romagna il 28 agosto 2017 con l'approvazione da parte della Giunta regionale del Documento di indirizzo per l’avvio del percorso finalizzato all’acquisizione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Il 3 ottobre l'assemblea legislativa approva una risoluzione che dà mandato al presidente della Regione di avviare il negoziato con il Governo. Il 18 ottobre il presidente della Regione Emilia-Romagna ed il presidente del Consiglio Gentiloni firmano una dichiarazione di intenti e prende avvio il tavolo del negoziato sugli ambiti e modalità di gestione delle competenze, nonché sulla sostenibilità economica. Al tavolo partecipano anche i presidenti di Regione Veneto e Regione Lombardia. Il 12 febbraio 2018 il presidente della Regione, Bonaccini, riceve all'unanimità dell’Assemblea legislativa regionale il mandato di sottoscrivere l’intesa col Governo.

La sostenibilità finanziaria

Una Commissione paritetica Stato-Regione è incaricata di individuare le modalità per l’attribuzione delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie, trasferite o assegnate dallo Stato alla Regione, in termini di compartecipazione o riserva di aliquota al gettito di uno o più tributi erariali maturati nel territorio regionale, per consentire la gestione delle competenze. Il criterio ispiratore sarà quello dei fabbisogni standard, che supera quello della spesa storica sostenuta dallo Stato nella Regione e riferita alle funzioni trasferite o assegnate negli anni passati. I fabbisogni standard dovranno essere determinati entro un anno dall’approvazione dell’intesa e, progressivamente, entro cinque anni, proprio nell’ottica del superamento della spesa storica, dovranno diventare il termine di riferimento, in relazione alla popolazione residente e al gettito dei tributi maturati sul territorio regionale, salvaguardando gli attuali livelli di erogazione dei servizi.

Ampliare le competenze dirette

L'accordo ha una durata di 10 anni e sancisce la possibilità di ampliare il numero di competenze di cui si chiede la gestione diretta, modificando l’intesa prima che il testo definitivo diventi proposta di legge alle Camere. Inoltre l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha conferito al presidente il mandato a proseguire il negoziato con l’Esecutivo che si insedierà dopo le elezioni politiche del 4 marzo, su ulteriori materie da gestire, portando avanti parallelamente il confronto nelle commissioni consiliari competenti. 

Per approfondire

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pubblicato il 2018/02/28 17:52:00 GMT+2 ultima modifica 2018-06-12T11:01:04+02:00

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