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L'Emilia-Romagna chiede maggiore autonomia

Via libera dell'Assemblea legislativa aI percorso costituzionale scelto dalla Regione Emilia-Romagna per ottenere forme di autonomia in alcuni ambiti particolari

L'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna il 3 ottobre ha approvato una risoluzione che impegna il presidente della Giunta ad avviare il negoziato con il Governo per siglare l’intesa prevista dall’articolo 116, comma terzo, della Costituzione. L'intesa fra il Governo e la Regione interessata, attraverso una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta, può attribuire alle Regioni a statuto ordinario ulteriori “forme e condizioni particolari di autonomia”.

Si tratta di una tappa fondamentale del percorso costituzionale individuato dalla Regione Emilia-Romagna per chiedere ed ottenere maggiore autonomia in alcuni ambiti specifici:Tutela e sicurezza del lavoro, istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all'innovazione; territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture; tutela della salute; competenze complementari e accessorie riferite alla governance istituzionale e al coordinamento della finanza pubblica.

Hanno votato a favore Pd, Si e Mdp, astenuti Fi e AltraER, contrari Ln e Fdi mentre il M5s ha deciso di non partecipare al voto.

La proposta dell'Emilia-Romagna - sottolinea il Presidente Bonaccini - "vede due punti fermi: l’unità nazionale, per noi sacra e intoccabile, e il fatto che non chiediamo di diventare una nuova Regione a Statuto speciale. E a chi chiede addirittura di dividere la nostra regione, creandone due separate, dico che noi oggi non diciamo no alla Romagna, ma diciamo sì all’Emilia-Romagna, perché insieme, in una regione unita e fatta di valori e saperi unici, non temiamo nessuno fra le aree più avanzate in Europa e nel Mondo”.

Secondo l'Assessore al Bilancio e Organizzazione, Emma Petitti: “Siamo all'avvio di un rilevante percorso politico istituzionale con il quale ci poniamo al centro di un nuovo regionalismo. Un percorso del tutto inedito intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna che ci permetterà di chiedere al Governo e al Parlamento maggiore autonomia legislativa, amministrativa e finanziaria sugli assi portanti della nostra legislatura e che sono al centro del Patto per il Lavoro a cominciare dalla tutela del lavoro, dall’istruzione, dal commercio con l’estero, dalla rigenerazione urbana, dalla tutela della salute e dell’ambiente, alla governance locale. Per noi la richiesta di autonomia si coniuga con il senso forte di responsabilità che si traduce nel non volere alterare l'unità nazionale". 

Un percorso che si discosta dalla via referendaria del consenso, scelta da Lombardia e Veneto, che ha previsto il confronto con le parti sociali ed economiche della regione che hanno siglato il “Patto per il lavoro”, con i Comuni attraverso Anci, le Province in sede Upi e con le forze politiche rappresentate nell’Assemblea legislativa. Il confronto ha consentito di raggiungere un’ampia condivisione nel merito e sul metodo.

Nell’ambito del negoziato con il Governo verranno definite le risorse necessarie alla copertura delle funzioni richieste. Nel documento approvato, la Regione propone la propria compartecipazione al gettito dei tributi erariali riferibili al suo territorio. Non intende, pertanto, chiedere nuove risorse allo Stato, ma massimizzare le opportunità di investimento sul territorio regionale rispetto a risorse già presenti, senza oneri aggiuntivi sul bilancio regionale e riducendo la quota di risorse non utilizzate destinate agli investimenti.

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Pubblicato il 09/10/2017 — ultima modifica 10/10/2017

Integrato l'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni

Seduta del 5 ottobre

Integrato l'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni già convocata per il 5 ottobre 2017 con i punti  7, 8, 9 e 10.

 

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Pubblicato il 04/10/2017 — ultima modifica 04/10/2017

Piccoli Comuni: approvata la legge dal Parlamento

Previsto un fondo e un piano nazionale per la riqualificazione

E’ stata votata all’unanimità dal Senato, con 2 soli astenuti, la legge che prevede misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, ma anche disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici degli stessi comuni. Il provvedimento era già stato approvato dalla Camera, quindi con il voto del Senato è divenuto legge.

Il provvedimento riguarda 5.567 Comuni italiani, vale a dire il 70% dei 7.998 Comuni presenti nel territorio nazionale. In queste piccole realtà territoriali vivono 11 milioni di cittadini, il 16,6% della popolazione italiana. Sono luoghi che racchiudono in sé ricchezze artistiche e naturali, oltre che enogastronomiche, visto che proprio nei piccoli Comuni vengono create il 93% delle produzioni Dop e Igp, nonché l’80% dei vini nazionali più pregiati.

Il Presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha così commentato: "Il fatto che il Parlamento abbia approvato definitivamente il disegno di legge per sostenere e valorizzare i piccoli comuni è un fatto positivo ed utile perché può rappresentare un freno allo spopolamento e un supporto importante per molte aree interne del Paese. Ora dovrà essere fatto ogni passo utile per realizzare l’indispensabile coinvolgimento delle istituzioni regionali con l’obiettivo da un lato di creare sinergie con quanto ogni singola Regione sta realizzando sul territorio, dall’altro di evitare ogni possibile duplicazione o sovrapposizione di competenze. Ora aspettiamo che arrivi in Conferenza Unificata l’elenco dei piccoli Comuni che potranno accedere al fondo e, soprattutto, il piano nazionale per la riqualificazione”.

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Pubblicato il 02/10/2017 — ultima modifica 02/10/2017

In arrivo dalla UE fondi per promuovere i vini italiani

L’obiettivo è aumentare la quota di export

Dopo essere stata discusso in Conferenza Stato-Regioni, lo schema di decreto del Ministero delle Politiche agricole che prevede l’arrivo di 102 milioni di euro di fondi comunitari per la promozione dei nostri vini nei Paesi extra-comunitari sta per decollare. Il decreto avrà valenza per gli anni 2017 e 2018 e prevede un sostegno pari al 50% della spesa sostenuta per svolgere le attività promozionali.

Le azioni che potranno essere ammesse al finanziamento sono le seguenti:

  • Azioni di promozione, pubblicità e pubbliche relazioni nei paesi terzi;
  • Partecipazioni a manifestazioni, fiere ed esposizioni internazionali;
  • Campagne di informazione, in particolare sui vini a denominazione d’origine, indicazione geografica e biologici;
  • Studi per la valutazione dei risultati delle azioni di promozione.

La promozione è limitata ai vini a denominazione d’origine, indicazione geografica, biologici, ai vini spumanti di qualità e ai vini con l’indicazione della varietà. I progetti possono essere nazionali se i soggetti proponenti hanno le sedi operative in almeno tre diverse regioni, multiregionali nel caso le sedi operative siano in due differenti regioni, oppure regionali nel caso in cui tutti i soggetti interessati dai progetti ricadano nella medesima regione. In caso di progetti nazionali la domanda di contribuzione va indirizzata al Ministero delle Politiche Agricole, altrimenti la richiesta va inviata alla regione in cui risiede il soggetto proponente.

I progetti possono avere una durata massima di tre anni, ma le singole regioni possono stabilire una durata inferiore per i progetti regionali e multiregionali. Per l’attuazione occorre attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’emanazione del decreto direttoriale da parte del Ministero delle Politiche Agricole.

 

 

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Pubblicato il 24/08/2017 — ultima modifica 25/08/2017

Strategia Nazionale per lo Sviluppo sostenibile

La posizione della Conferenza delle Regioni

La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile si propone di indirizzare le politiche, i programmi e gli interventi per la promozione dello sviluppo sostenibile in Italia, coerentemente con quanto esplicitato dall’Agenda 2030 della Nazioni Unite.

Il principio guida, sin dalla seconda conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro del 1992, è quello che lo sviluppo debba essere ispirato al concetto di sostenibilità, coniugando lo sviluppo economico e sociale con la protezione dell'ambiente.

L’Italia si è dotata di una Strategia Nazionale di azione ambientale per lo Sviluppo Sostenibile sin dal 2002, con l'approvazione di un'apposita delibera del Comitato interministeriale programmazione economica (Cipe). Ogni tre anni la strategia viene aggiornata dal Governo con il collegato ambientale, su proposta del Ministero dell'Ambiente, sentita la Conferenza Stato-Regioni e acquisito il parere delle associazioni ambientali, e poi attraverso apposita delibera del CIPE.

In questo percorso il Ministero dell’Ambiente si impegna a coinvolgere gli attori istituzionali, comprese le Regioni, la comunità scientifica, il mondo produttivo ed economico e la società civile per elaborare una proposta di aggiornamento della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile che, in linea con i 17 Obiettivi e 169 sotto-obiettivi dell’Agenda 2030, possa dare seguito agli impegni internazionali assunti dall’Italia.

La Conferenza delle Regioni del 3 Agosto 2017 ha condiviso i contenuti del documento del Governo sulla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile ed ha, pertanto, espresso parere favorevole. Ha, contestualmente, chiesto di costituire un Tavolo interistituzionale, composto dalle regioni e dai ministeri con un duplice obiettivo:

  • nella fase dedicata all’affinamento dei contenuti dell’attuale documento, con particolare riferimento ai target e al loro adattamento alla realtà italiana, permetta la consultazione e la condivisione delle integrazioni con il sistema delle Regioni che possono mettere a disposizione una conoscenza di dettaglio delle proprie realtà territoriali nelle diverse aree di intervento della Strategia; tale elemento, crediamo, possa contribuire a definire obiettivi concreti e di più facile approccio attuativo a livello territoriale e locale;
  • in fase attuativa, l’identificazione delle azioni di coordinamento per garantire l’allineamento degli strumenti di programmazione e attuazione regionale con la strategia nazionale, che pur tenendo necessariamente in debito conto gli specifici bisogni dei singoli territori, garantisca lo sviluppo di strategie, piani nazionali e regionali fortemente interconnessi.

 

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Pubblicato il 11/08/2017 — ultima modifica 11/08/2017

Banda ultra larga

Approvato dalla Conferenza delle Regioni un ordine del giorno da sottoporre al Cipe

La Conferenza delle Regioni e delle Pa del 3 agosto 2017 ha approvato un ordine del giorno da sottoporre alla seduta del Cipe del prossimo 7 Agosto per chiedere l'attivazione di un percorso rapido di confronto con le Regioni su alcuni temi particolarmente rilevanti e chiave per l’attuazione della Fase II e completamento della Fase I del Piano di attuazione della Banda ultra larga. 

In particolare:

  • condivisione dei criteri e definizione delle modalità di assegnazione degli incentivi alla domanda (voucher per cittadini, imprese e scuole);
  • condivisione del dettaglio su base regionale degli esiti delle nuove consultazioni ed in particolare del calcolo dei fabbisogni infrastrutturali ad esse connesse;
  • condivisione degli elementi formali che permettono alle Regioni di impiegare rapidamente le risorse programmate nei POR (grande progetto, linee guida rendicontazione, ecc…);
  • garanzia della permanenza sulle singole regioni delle economie frutto dei bandi della Fase I del Piano BUL ed utilizzo di tali economie per interventi infrastrutturali come previsto nell’Accordo Quadro Regioni-Governo.

Incaricata di portare avanti il percorso è la Commissione speciale Agenda Digitale della Conferenza delle Regioni.

 

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Pubblicato il 04/08/2017 — ultima modifica 07/08/2017

Calendario fieristico 2018

Approvato dalla Conferenza delle Regioni il calendario delle manifestazioni nazionali ed internazionali

La Conferenza delle Regioni e delle Pa ha approvato nella seduta del 27 luglio 2017 il programma fieristico 2017 che prevede oltre 200 manifestazioni fieristiche nazionali e circa 200 internazionali che si svolgono in Italia nel corso del 2018.

 

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Pubblicato il 31/07/2017 — ultima modifica 02/08/2017

Settimana europea delle regioni e delle città 2017

La manifestazione in programma a Bruxelles dal 9 al 12 ottobre. Aperte le registrazioni dal 10 luglio

La Settimana europea delle regioni e delle città, organizzata da Comitato europeo delle regioni (CdR) e la direzione generale della Politica regionale e urbana della Commissione europea (DG REGIO), si tiene a Bruxelles dal 9 al 12 ottobre e prevede un programma denso di seminari, dibattiti, visite di progetti e attività di collegamento in rete.

Il tema portante è "Regioni e città impegnate per un futuro migliore", articolato in sessioni di lavoro e sottotemi: Creare regioni e città resilienti ; Regioni e città come agenti del cambiamento e Condividere la conoscenza per ottenere risultati .

Sono coinvolte nell'organizzazione le 13 direzioni generali della Commissione europea e più di 170 città e regioni, raggruppate in 28 partenariati regionali, nonché con associazioni europee e altre parti interessate.

Tra i principali eventi del programma figurano:

• la sessione di apertura del 9 ottobre al Parlamento europeo, cui parteciperanno rappresentanti di alto livello delle istituzioni dell'UE.

• L'evento di apertura del 9 ottobre con una mostra dedicata ai finalisti del premio RegioStars, alla presenza del commissario europeo e del Presidente del CdR.

• La cerimonia di consegna del premio RegioStars, il 10 ottobre, allo Square Conference Centre, in cui saranno presentati i più interessanti e innovativi progetti europei cofinanziati nel quadro della politica di coesione dell'UE. La cerimonia sarà seguita dal ricevimento ufficiale della Settimana europea delle regioni e delle città.

Il programma completo e il modulo di registrazione saranno disponibili dal 10 luglio 2017 sul sito web della manifestazione: www.regions-and-cities.europa.eu.

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Pubblicato il 30/06/2017 — ultima modifica 30/06/2017

ORDINE DEL GIORNO FAUNA SELVATICA.pdf — PDF document, 239Kb

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ultima modifica 26/06/2017

Sentenza a sorpresa sulla fauna selvatica

Un ordine del giorno delle Regioni per chiedere un rapido intervento del Governo

La gestione della fauna selvatica sta diventando sempre più problematica. L’equilibrio tra agricoltura, animali selvatici e grandi predatori sembra essersi guastato. Mai come oggi gli agricoltori lamentano danni alle loro produzioni o ai loro allevamenti a causa di animali selvatici che si sono moltiplicati a dismisura. A causare i problemi maggiori sul territorio nazionale sono i cinghiali che si riproducono oltretutto a ritmi elevati.

La legge nazionale che regola la materia è la L. 157/92, ovvero la norma che regola la caccia e la protezione della fauna selvatica. In particolare, l’art.19 di questa legge tratta il controllo della fauna selvatica. Viene data competenza alle Regioni sul controllo delle diverse specie animali attraverso l’utilizzo dei metodi ecologici oppure, in caso di inefficacia, autorizzando piani di abbattimento. Questi piani devono essere attuati dalle guardie venatorie provinciali, le quali possono avvalersi anche dei proprietari o dei conduttori dei fondi agricoli, purché provvisti di licenza di caccia. Le guardie venatorie sono largamente insufficienti a far fronte al problema, i proprietari dei fondi agricoli possono fare ben poco, quindi s’è verificata l’esplosione demografica di questi animali.

Per porre una soluzione al problema alcune Regioni in questi ultimi anni hanno effettuato i piani di controllo ricorrendo all’ausilio di operatori appositamente formati e abilitati. La Corte Costituzionale, però, con una sentenza del 14 giugno scorso (n.139) ha deliberato tassativamente che le uniche persone titolate ad esercitare i piani di controllo della fauna selvatica sono quelle indicate dall’art. 19 della Legge n. 157/92.

La sentenza ha prodotto un’immediata reazione delle Regioni, in accordo sotto il profilo tecnico anche con l’ISPRA, il Ministero dell’Ambiente e il Ministero delle Politiche Agricole. Pertanto, il tema è stato portato all'attenzione del Governo nella Conferenza Stato-Regioni del 22 giugno con un ordine del giorno (pdf, 239.7 KB)approvato dalla Conferenza delle Regioni. Le regioni chiedono un intervento urgente del Governo per modificare l’art. 19 della Legge n. 157/92, facendo aggiungere che le Regioni e le Province potranno avvalersi anche di operatori abilitati dalle Regioni stesse, previa frequenza di appositi corsi. Il Governo, attraverso la voce del sottosegretario Castiglione, s’è detto pronto a demandare al Parlamento la proposta, per farla inserire in un provvedimento che possa essere approvato in tempi brevi.

 

 

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Pubblicato il 26/06/2017 — ultima modifica 26/06/2017

Turismo esperienziale in Emilia-Romagna

Presentati a Roma i 14 antichi Cammini dei Pellegrini

La Regione Emilia-Romagna, attraverso APT Servizi, ha presentato alla Borsa Internazionale del Turismo Religioso a Roma i 14 antichi Cammini dei Pellegrini che attraversano il territorio regionale. “Questi percorsi oggi sono valorizzati da eventi e pacchetti-vacanza mirati a rendere più interessante la vacanza del turista-viandante – ha sottolineato Liviana Zanetti, presidente di APT Servizi dell’Emilia Romagna - Un turismo diverso, lento, attento alla persona, al mondo rurale, alla cultura dei luoghi. Un turismo che non si limita ad essere un’attività economica, ma vuole offrire uno spirito di accoglienza che possa permettere di porre in equilibrio il corpo e la mente per consentire di riscoprire i valori fondamentali della vita.”

Nell’ambito dei pacchetti proposti sono previste anche escursioni con la “Bisaccia del Pellegrino”. E’ questa una sorta di gadget culinario ideato in collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna e realizzato dagli operatori aderenti al Disciplinare del prodotto regionale con i prodotti tipici locali di qualità che il turista potrà trovare lungo il cammino. Questi prodotti sono frutto della tradizione, affinati nel tempo, conservabili senza conservanti chimici. La Regione Emilia-Romagna ha sempre creduto nei prodotti tradizionali Dop e Igp, tanto da essere la regione che ne conta di più, sia a livello numerico (sono ben 44), sia a livello di produzione lorda vendibile. Nei pacchetti soggiorno predisposti per i turisti-viandanti sono presenti anche menù tipici nei punti di ristorazione che rientrano nel club di prodotto all’interno del Circuito dei Cammini.

I tracciati sono antichissimi, alcuni noti, come la Via Francigena (Canterbury-Roma) e la Romea Germanica (Stade Bassa Sassonia-Roma), altri meno, come la Via di San Vicinio (Alta Romagna) o il Cammino di Dante (i luoghi percorsi dal poeta fiorentino durante la scrittura della Divina Commedia). Tra le proposte del Circuito dei Cammini troviamo eventi a tema e iniziative social. Gli eventi nascono dalla convenzione stipulata tra la Regione Emilia-Romagna e la Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna. Sono state programmate una serie di attività tese a coinvolgere sempre di più il turista nella realtà del territorio: eventi a tema, convegni, festival enogastronomici. Hanno cadenza quindicinale, invece, i post blog pubblicati sui social istituzionali “TurismoEmiliaRomagna” con contenuti dedicati alle attività dei Cammini. Nati da circa un mese, stanno già riscuotendo un grande interesse. I 14 Cammini presenti sul territorio, gli eventi ad essi correlati e i pacchetti turistici si possono consultare nelle pagine di approfondimento.

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Pubblicato il 23/06/2017 — ultima modifica 23/06/2017

La Conferenza delle Regioni incontra il Ministro della Salute

Molti i temi all'ordine del giorno del confronto

Giovedì 22 giugno 2017 la Conferenza delle Regioni ha ospitato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, con la quale si è ripreso il confronto su temi cruciali per le regioni in materia di sanità:

a. le risorse finanziarie;
b. le risorse umane e professionali del SSN;
c. gli investimenti;
d. la governance delle politiche e della spesa per il farmaco;
e. riforma dele Agenzie Nazionali (AIFA e AGENAS) e dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Il coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, l'Assessore Saitta della Regione Piemonte, ha illustrato i temi che necessitano un confronto con l'esecutivo a partire dalla scarsità delle risorse umane e professionali che richiede, a parere delle Regioni, la definizione del fabbisogno formativo del personale sanitario, soprattutto in relazione al mutato contesto epidemiologico e alla riorganizzazione dei servizi.

Sul tema il Ministro Lorenzin ha annunciato la ferma volontà di giungere in tempi certi alla definizione degli standard del personale ospedaliero e territoriale del Servizio sanitario regionale, così come dettato dall'art. 22 del Patto della salute 2014-2016.

Sul tema delle risorse finanziarie, avendo Regioni e Stato concordato alcuni indirizzi nel patto salute, si chiede che vengano ripresi quegli indirizzi con l'impegno a garantire l'autonomia programmatoria ed organizzativa delle Regioni nell'erogazione dei Lea e l'autonomia nell'utilizzo delle risorse.

Il Ministro Lorenzin, apprezzando i risultati della collaborazione tra Ministero e Regioni su temi rilevanti come la definizione del Patto per la salute, ha auspicato la prosecuzione di questa fattiva relazione per avviare riforme importanti. Tra le principali l'efficientamento delle strutture ed interventi sull'edilizia sanitaria per la messa in sicurezza, l'adeguamento antisismico e antiincendio. A tal fine il Ministero della Salute ha annunciato di voler avviare una ricognizione e che saranno saranno trovati spazi di finanziamento adeguati nella prossima legge di bilancio.

Tra le proposte delle Regioni quella di avviare un Programma di valorizzazione e dismissione del patrimonio edilizio del SSN non più utilizzato o obsoleto a seguito del processo di riordino e riconversione delle reti assistenziali. Si propone, pertanto, l'alienazione del patrimonio edilizio da cui sarebbe possibile capitalizzare il valore degli immobili obsoleto e non più utilizzato.

 

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Pubblicato il 23/06/2017 — ultima modifica 26/06/2017

Documento_confronto_Ministro_Salute.pdf — PDF document, 278Kb

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ultima modifica 23/06/2017

Emendamenti_terzo settore.pdf — PDF document, 402Kb

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ultima modifica 23/06/2017

Nuovo codice sul terzo settore

Espressa la mancata intesa in Conferenza Unificata, con la richiesta di aprire da subito un confronto sui temi critici

Martedì 20 giugno 2017 in Conferenza Unificata le Regioni hanno espresso la mancata intesa sullo schema di decreto legislativo recante “Codice del terzo Settore, a norma dell’art. 1, comma2, lettera b, della legge 6 giugno 2016, n. 106”, per il parere contrario delle Regioni Liguria, Lombardia e Veneto.

Favorevoli allo schema di decreto legislativo le altre regioni, seppure con perplessità e rilievi formali articolati in un documento di richieste emendative, considerate irrinunciabili, che possa rappresentare la base del confronto con il Governo sui decreti correttivi.

 

 

 

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Pubblicato il 23/06/2017 — ultima modifica 27/06/2017

Testo unico società partecipate

Approvate dal Consiglio dei Ministri le disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175: “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”

Il Consiglio dei ministri del 9 giugno 2017 ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della legge di riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124), che integra e modifica il “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”.

Sul decreto è stata raggiunta l’intesa in sede di Conferenza Unificata e sono stati acquisiti i pareri del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari.

Si dovrà ora attendere la firma del Capo dello Stato, prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

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Pubblicato il 13/06/2017 — ultima modifica 13/06/2017

Premio europeo per la promozione d’impresa 2017

Le candidature entro il 14 giugno 2017

L’11° edizione dell’European Enterprise Promotion Awards - EEPA 2017 - identifica e riconosce le iniziative più efficaci per la promozione dell’impresa e dell’imprenditorialità in Europa. Saranno premiate le migliori politiche e pratiche nel campo dell’imprenditorialità. Una giuria, appositamente costituita dal Ministero dello Sviluppo economico, individuerà i due candidati che rappresenteranno l’Italia al Premio europeo.

Le pratiche dovranno rispondere alle seguenti tematiche:

  • Promozione dello spirito imprenditoriale

Riconosce iniziative a livello nazionale, regionale e locale volte a promuovere una mentalità imprenditoriale , particolarmente tra i giovani e le donne

  • Investimento nelle competenze imprenditoriali

Riconosce iniziative a livello nazionale, regionale o locale volte a migliorare le competenze imprenditoriali e manageriali

  • Sviluppo dell’ambiente imprenditoriale

Riconosce politiche innovative a livello nazionale regionale o locale, volte a promuovere la nascita e lo sviluppo delle imprese, a semplificare le procedure legislative e amministrative per le aziende e ad attuare il principio "pensare anzitutto in piccolo", a favore delle piccole e medie imprese

  • Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese

Riconosce le politiche e le iniziative a livello nazionale, regionale o locale, atte a stimolare le aziende, e in particolare le piccole e medie imprese, a sfruttare maggiormente le opportunità offerte dai mercati interni ed esterni all’Unione europea

  • Imprenditorialità responsabile e inclusiva

Riconosce le iniziative nazionali, regionali o locali di autorità o partenariati pubblico-privati che promuovono la responsabilità sociale d’impresa all’interno delle piccole e medie imprese. Questa categoria riconosce altresì gli sforzi volti a promuovere l’imprenditorialità tra i gruppi svantaggiati, come disoccupati, in particolare quelli a lungo termine, migranti regolari, disabili o persone appartenenti a minoranze etniche.

Il Ministero delle sviluppo economico ha fissato al 14 giugno 2017 la data per trasmettere le candidature.

 

  • Informazioni e modulistica possono essere reperite sul Sito MISE
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Pubblicato il 22/05/2017 — ultima modifica 22/05/2017

Il nuovo Codice del Terzo settore

Il Governo ha approvato in via preliminare tre provvedimenti sul terzo settore

Nella seduta del 12 maggio 2017 il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare tre decreti legislativi di attuazione della legge delega n.106/2016 per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale. I tre provvedimenti ora verranno trasmessi alla Conferenza delle Regioni (Commissione Politiche Sociali) ed al Parlamento per i relativi pareri.

Il nuovo Codice del Terzo settore riordina tutta la normativa riguardante gli enti del Terzo settore attivi nel sostenere le iniziative dei cittadini e delle associazioni tese a perseguire il bene comune, ad elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale. Le amministrazioni pubbliche sono chiamate a promuovere la cultura del volontariato, in particolare tra i giovani, anche attraverso apposite iniziative da svolgere nell’ambito delle strutture e delle attività scolastiche, universitarie ed extra-universitarie, con il coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato e di altri enti del Terzo settore nelle attività di sensibilizzazione e promozione. Il Codice definisce quali enti del Terzo settore le organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, incluse le cooperative sociali, reti associative, società di mutuo soccorso. Può far parte del Terzo settore anche ogni altro ente costituito in forma di associazione o di fondazione che persegua, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, attraverso attività di interesse generale espresse in forma volontaria e di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, di mutualità, produzione o scambio di beni o servizi.

Il decreto sulla revisione della disciplina in materia di impresa sociale ha l’obiettivo di migliorare la disciplina dell’impresa sociale, colmando le attuali lacune, relative soprattutto al regime fiscale ed alla rimozione delle principali barriere che si frappongono al suo sviluppo. Il ruolo delle imprese sociali viene rafforzato nel Terzo settore, anche in chiave di sistema. In qualità di ente del Terzo settore, l’impresa sociale non può avere come scopo principale quello di distribuire ai propri soci, amministratori e dipendenti gli utili e gli avanzi di gestione, in quanto devono essere destinati allo svolgimento dell’attività statutaria o per incrementare il patrimonio. Tuttavia, al fine di favorire il finanziamento dell’impresa sociale mediante capitale di rischio, il decreto, in attuazione della delega, ha introdotto per le imprese sociali costituite in forma di società la possibilità di remunerare in misura limitata il capitale conferito dai soci.

L’ultimo provvedimento è un decreto che prevede il completamento della riforma strutturale dell’istituto del cinque per mille. Rispetto alla disciplina precedente, le nuove norme allargano la platea dei destinatari del beneficio, estendendola a tutti gli enti del Terzo settore iscritti nel Registro unico nazionale. Rimangono inalterati i restanti settori di destinazione del beneficio: il finanziamento della ricerca scientifica e dell’università; il finanziamento della ricerca sanitaria; il sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente; il sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI che svolgono una rilevante attività di interesse sociale; la tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.

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Pubblicato il 19/05/2017 — ultima modifica 19/05/2017

Nota_audizione.docx.pdf — PDF document, 770Kb

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ultima modifica 27/04/2017

Lo stato della digitalizzazione e dell’innovazione nelle regioni

Audizione della Conferenza delle Regioni il 26 aprile 2017

La Commissione parlamentare per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione della Camera dei deputati ha programmato l’audizione di rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla verifica del livello di digitalizzazione e innovazione raggiunto nelle amministrazioni regionali, anche alla luce delle spese pubbliche complessivamente destinate al settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT). 

L'audizione è convocata il 26 aprile 2017 e la Conferenza delle Regioni presenterà la posizione (pdf, 770.7 KB)approvata nella seduta del 20 aprile.

 

 

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Pubblicato il 21/04/2017 — ultima modifica 27/04/2017

Approvata la legge in materia di sicurezza delle città

Le principali modifiche apportate al decreto

Il decreto-legge n.14/2017 è stato convertito in legge dal Parlamento e verrà pubblicato entro pochi giorni sulla Gazzetta Ufficiale. L’impianto fondamentale del decreto legge è stato mantenuto anche in sede di conversione, con il potenziamento previsto dall'intervento degli enti territoriali e delle forze di polizie nella lotta al degrado delle aree urbane, attraverso un approccio che privilegia il coordinamento delle forze e la programmazione di interventi integrati.

Queste le principali modifiche apportate dalla nuova legge in sede di conversione parlamentare al testo del decreto-legge: 

Le linee generali per la promozione della sicurezza integrata devono favorire la collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale. Devono anche tenere conto della necessità di migliorare la qualità della vita e del territorio, favorendo l’inclusione sociale e la riqualificazione socio-culturale delle aree interessate.

Per prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, i patti per la sicurezza urbana possono prevedere il coinvolgimento, mediante specifici accordi, anche di reti territoriali di volontari per la tutela dell’arredo urbano, delle aree verdi e dei parchi cittadini.

I patti sulla sicurezza urbana e gli accordi per la promozione della sicurezza integrata possono riguardare anche progetti di privati (enti gestori di edilizia residenziale; amministratori di condomini; imprese; associazioni di categoria costituite ad hoc fra imprese, professionisti o residenti) per la messa in opera di sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzati, con software di analisi video per il monitoraggio attivo e invio di allarmi automatici a centrali delle forze di polizia o istituti di vigilanza privata convenzionati.

In caso di occupazioni abusive di immobili, in presenza di persone minorenni o bisognose di aiuto, a tutela delle condizioni igienico-sanitarie il Sindaco potrà consentire il rilascio della residenza e l’allacciamento a pubblici servizi (energia elettrica, gas, servizi idrici e telefonia fissa), nonché la partecipazione alle procedure di assegnazione di alloggi della medesima natura per i 5 anni successivi alla data di accertamento dell'occupazione abusiva.

Lo svolgimento dell’attività di parcheggiatore abusivo verrà punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 3.500 euro, oltre alla confisca delle somme percepite. In caso di impiego di minori o di reiterazione, la sanzione amministrativa pecuniaria verrà aumentata del doppio.

Per rafforzare le attività connesse al controllo del territorio e le nuove disposizioni del decreto, nel 2017 e nel 2018 i Comuni in regola con le norme sul pareggio di bilancio possono assumere a tempo indeterminato personale di polizia locale entro determinati limiti di spesa.

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Pubblicato il 20/04/2017 — ultima modifica 24/04/2017

Elezioni amministrative giugno 2017

Si vota in 1.022 Comuni

Le elezioni amministrative del 2017 vedranno interessati gli elettori di 1.022 comuni, di cui 796 appartenenti a regioni ordinarie e 226 ricadenti nelle regioni a statuto speciale.

Si voterà in 25 comuni capoluogo di provincia, un paio dei quali fanno parte della Regione Emilia-Romagna (Parma e Piacenza), tra questi sono 4 ad essere anche capoluogo di regione (Catanzaro, Genova, L'Aquila e Palermo). Gli altri capoluoghi di provincia, raggruppati per regione, sono: Alessandria, Asti e Cuneo (Piemonte); Monza, Lodi e Como (Lombardia); Verona, Padova e Belluno (Veneto), Gorizia (Friuli V.G.), La Spezia (Liguria), Lucca e Pistoia (Toscana), Frosinone e Rieti (Lazio), Taranto e Lecce (Puglia), Trapani (Sicilia).

Le elezioni si terranno l'11 giugno, con eventuale turno di ballottaggio il 25 giugno, su tutto il territorio nazionale, ad eccezione dei comuni del Trentino Alto Adige e della Valle d’Aosta, i cui cittadini si recheranno alle urne il 7 maggio.

Da segnalare che si voterà per la prima volta in 9 nuovi comuni istituiti nel 2017 mediante processi di fusione amministrativa. Uno di questi comuni si trova in Emilia-Romagna, si chiama Terre del Reno, istituito il 1° gennaio 2017 con l’unione dei comuni di S. Agostino e Mirabello, in provincia di Ferrara.

Sono venti i Comuni dell’Emilia-Romagna interessati dalle prossime elezioni amministrative: 5 di questi sono nella provincia di Piacenza, 3 nelle province di Forlì-Cesena, Rimini e Modena, 2 in provincia di Ferrara, 1 nei territori di Bologna, Ravenna, Reggio Emilia e Parma dove, come abbiamo visto, è la città stessa ad essere chiamata al voto.

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Pubblicato il 20/04/2017 — ultima modifica 20/04/2017

Def 2017

Audizione delle Regioni di fronte alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato

Una delegazione della Conferenza delle Regioni, guidata dall'Assessore al Bilancio della Regione Lombardia e coordinatore della Commissione Affari finanziari, Garavaglia, ha rappresentato la posizione delle Regioni sul Def 2017 in occasione dell'audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato convocata il 18 aprile 2017.

Erano presenti la Coordinatrice Vicaria della Commissione, Alessandra Sartore, della Regione Lazio, l’assessore della Regione Campania, Lidia D’Alessio, il Vice presidente della Regione Veneto, Gianluca Forcolin e l’Assessore alle infrastrutture, Elisa De Berti.

La delegazione della Conferenza ha avanzato ai parlamentari alcune proposte per dare impulso all'economia dei territori. In seno alla Conferenza delle Regioni saranno discusse le caratteristiche di un Patto Stato-Regioni per la crescita pluriennale all’interno delle linee definite dal DEF 2017, prima  dell’apertura della sessione di bilancio 2018.
Si sta facendo strada l'idea di un Patto per lo sviluppo con un incremento degli investimenti attraverso: un contributo positivo alla crescita del Pil, senza però incidere con aggravi sugli obiettivi di finanza pubblica definiti; investimenti del Fondo Sviluppo e coesione, attraverso l’ottimizzazione utilizzo risorse; la Riforma della pubblica amministrazione e il recupero dell’evasione fiscale (Dm Iva). Inoltre si pensa ad un Patto per le tutele per perseguire obiettivi condivisi e imprescindibili in materia di politiche sociali.
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Pubblicato il 19/04/2017 — ultima modifica 24/04/2017

European Entrepreneurial Region

Premio a quelle regioni europee che si distinguono per una una strategia imprenditoriale eccellente e innovativa

Ogni anno il Comitato europeo delle regioni (CdR) seleziona e premia tre regioni dell'UE che si distinguono per una strategia imprenditoriale eccellente e innovativa, indipendentemente dalle loro dimensioni, dalla loro ricchezza e dalle loro competenze specifiche. Le tre regioni che presentano le visioni più lungimiranti e promettenti, corredate di un piano credibile per tradurle in realtà, vengono insignite del marchio "Regione imprenditoriale europea" (EER) per un anno.

Possono candidarsi gli enti territoriali dell'UE di livello subnazionale, purché siano dotati di competenze politiche e in grado di attuare una strategia imprenditoriale globale. Nel quadro dell'iniziativa EER, il termine "regione" è da intendere in senso lato, e comprende quindi le comunità, le comunità autonome, i dipartimenti, i Länder , le province, le contee, le aree metropolitane, le grandi città, nonché i territori transfrontalieri dotati di personalità giuridica, come i GECT e le euroregioni.

Le candidature saranno valutate in base ai seguenti criteri:

Visione e impegno a livello politico

Governance multilivello, partenariato e cooperazione

Realizzazione

Comunicazione

Il termine per la presentazione delle candidature è il 7 aprile 2017.

Per informazioni e scaricare il modulo di candidatura è possibile consultare il sito del Premio EER.

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Pubblicato il 31/03/2017 — ultima modifica 31/03/2017

Giornata nazionale del paesaggio

Si celebra il 14 marzo 2017 con iniziative in tutta Italia

La prima edizione della Giornata Nazionale del Paesaggio si celebra il 14 marzo 2017 con oltre 120 iniziative in tutta Italia e la cerimonia di consegna del Premio Paesaggio Italiano. 

L’evento è stato pensato dal Ministero beni ed attività culturali per promuovere la cultura del paesaggio e sensibilizzare i cittadini riguardo i temi e i valori della salvaguardia dei territori. Nel corso della giornata dedicata al paesaggio le Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio apriranno le porte ai cittadini con iniziative di sensibilizzazione e di riflessione sul tema, mentre i Musei del MiBACT proporranno incontri e approfondimenti incentrati su opere delle collezioni che raffigurano paesaggi.

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Pubblicato il 14/03/2017 — ultima modifica 14/03/2017

Testo DDL

ddl_sicurezza_citta.pdf — PDF document, 214Kb

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ultima modifica 14/03/2017

In discussione in Parlamento la legge in materia di sicurezza delle città

Collaborazione interistituzionale e coinvolgimento di Regioni ed Enti locali

E’ in discussione in Parlamento il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 14/2017 “ Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città (pdf, 214.1 KB)”.  Il provvedimento disciplina le modalità e gli strumenti di coordinamento tra le funzioni dello Stato, delle Regioni, delle Province autonome e degli Enti locali sulla materia inerente le politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata nelle città e nelle comunità.

Per sicurezza integrata si intende l'insieme degli interventi assicurati da tutte le componenti istituzionali per concorrere, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all'attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità territoriali.  

Le linee generali delle politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata si prevede che siano adottate, su proposta del Ministro dell'Interno, con accordo sancito in sede di Conferenza Unificata, e siano rivolte a coordinare per lo svolgimento di attività di interesse comune, l'esercizio delle competenze dei soggetti istituzionali coinvolti, anche con riferimento alla collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale (art. 2, comma 1).

In attuazione delle citate linee generali, lo Stato e le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano possono concludere specifici accordi per la promozione della sicurezza integrata, anche diretti a disciplinare gli interventi a sostegno della formazione e dell'aggiornamento professionale del personale della polizia locale (art. 3, comma 1). 

Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, anche sulla base degli accordi sanciti, possono sostenere, nell'ambito delle proprie competenze e funzioni, iniziative e progetti volti ad attuare interventi di promozione della sicurezza integrata nel territorio di riferimento, inclusa l'adozione di misure di sostegno finanziario a favore dei comuni maggiormente interessati da fenomeni di criminalità diffusa (art. 3, comma 2). 

Lo Stato, nelle attività di programmazione e predisposizione degli interventi di rimodulazione dei presidi di sicurezza territoriale, anche finalizzati al loro rafforzamento nelle zone di disagio e di maggiore criticità, tiene conto di quanto emerso in sede di applicazione degli accordi per la promozione della sicurezza integrata (art. 3, comma 3). Strumenti e modalità di monitoraggio per l'attuazione di tali accordi verranno individuati in sede di Conferenza Unificata (art. 3, comma 4).

 

 

 

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Pubblicato il 14/03/2017 — ultima modifica 14/03/2017

I frutteti della biodiversità in Emilia-Romagna

Presentato il volume realizzato dalla Regione Emilia Romagna e da ARPAE E-R

Si è tenuta il 7 marzo, presso la Sala Nassirya del Senato, la presentazione del volume realizzato dall’Assessorato all’agricoltura della Regione Emilia Romagna e da ARPAE E-R dal titolo “I Frutteti della Biodiversità in Emilia Romagna”.

L’incontro è stato coordinato dalla senatrice Leana Pignedoli, vicepresidente della commissione Agricoltura. Sono intervenuti la senatrice Maria Teresa Bertuzzi, capogruppo Pd in commissione Agricoltura, l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna Simona Caselli, il direttore generale di Arpae E-R Giuseppe Bortone, e l’autore del volume Sergio Guidi, che già aveva pubblicato libri su tematiche attinenti, il più noto dei quali s’intitola “Patriarchi vegetali” e descrive gli alberi monumentali presenti in Italia.

La senatrice Pignedoli ha sottolineato l’importanza delle azioni compiute in Emilia-Romagna dopo l’approvazione della legge nazionale sulla biodiversità, la L.132/2015 che prevede azioni di tutela e valorizzazione della flora e della fauna a rischio estinzione.

L’assessore Simona Caselli ha evidenziato la funzione della biodiversità come testimonianza fondamentale, non solo “vegetale” ma anche “culturale”.  E’ rimasta favorevolmente impressionata dall’interesse che suscita la storia dei nostri frutteti nel mondo giovanile, come dimostrano i numerosi progetti per valorizzare la biodiversità presentati alla Regione Emilia-Romagna da ben 580 giovani agricoltori per il finanziamento tramite il PSR. In questo caso gli agricoltori divengono custodi di materiale che non ha mercato per le rese che offre, ma in grado di trasformare i loro terreni in musei culturali, testimonianze della storia dell’uomo.

Biodiversità significa anche resistere ai mutamenti, come ha specificato l’autore del libro Sergio Guidi. Se una pianta da frutto riesce a vivere cinquecento anni senza l’uso di fitofarmaci vuol dire che ha straordinari meccanismi di difesa contro l’inquinamento, gli insetti predatori che cambiano nel tempo, i mutamenti climatici, quindi il suo germoplasma va preservato. Per questo la Regione Emilia-Romagna e l’ARPAE hanno voluto creare otto giardini botanici, uno per ogni provincia (manca ancora Rimini, la provincia più piccola per estensione), in cui conservare questi antichi alberi da frutto. Attraverso questa rete fenologica si stanno studiando anche le reazioni delle piante ai mutamenti climatici, ad esempio si è osservato come la fioritura in questi ultimi anni compaia qualche giorno prima ogni anno rispetto al precedente.

 

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Pubblicato il 10/03/2017 — ultima modifica 14/03/2017

40° Giro d’Italia Under 23

Il percorso si snoderà tra Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo

Presentato a Roma, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al Coni il 9 marzo 2017, il 40° Giro d’Italia Under 23 che toccherà, con le sue tappe, Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo.

Sul territorio dell'Emilia-Romagna Il Giro farà sette tappe, dal 9 al 15 giugno, e vedrà gare organizzate a Imola, Bagnara di Romagna (Ravenna), Forlì e Castellarano (Reggio Emilia).

“Il grande cuore sportivo dell’Emilia-Romagna è pronto, e orgoglioso, per essere il palcoscenico di una straordinaria kermesse delle due ruote. Una grande occasione per accendere i riflettori sulle città dell’Emilia-Romagna e sulle eccellenze del territorio”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, intervenuto alla conferenza stampa.

"La manifestazione sportiva è una grande occasione per scoprire possibili campioni futuri tra gli atleti che prenderanno parte al giro e, allo stesso tempo, un'opportunità di promozione del nostro territorio che, proprio attraverso uno sport amato e popolare come il ciclismo, trova in questa manifestazione occasione per essere ulteriormente riscoperto e apprezzato".

  • Le tappe del Giro in Emilia-Romagna

Prima tappa, venerdì 9 giugno, Imola-Imola, km 132

Seconda tappa, sabato 10 giugno, Castellarano-Abbazia San Valentino, km 145.

Terza tappa, domenica 11 giugno, Bagnara di Romagna-Forlì, km 140

Quarta tappa, lunedì 12 giugno, Forlì-Gabicce Mare, km 155

Quinta tappa, martedì 13 giugno, in due semitappe: a) Senigallia-Osimo, km 87, in linea; b) Campocavallo-Campocavallo, cronometro individuale di 14 km

Sesta tappa, mercoledì 14 giugno, Francavilla al Mare-Casalincontrada, km 132

Settima tappa, giovedì 15 giugno, Francavilla al Mare-Campo Imperatore, km 148, arrivo in salita

 

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Pubblicato il 10/03/2017 — ultima modifica 14/03/2017

L'anno dei borghi

Viaggio negli oltre mille borghi d'Italia

Inizia il progetto nazionale “Borghi - Viaggio Italiano” per valorizzare il patrimonio artistico-culturale nazionale che si cela negli oltre mille borghi italiani. Il 2017 è dedicato ai borghi e alla loro scoperta, così come aveva anticipato lo scorso anno il ministro dei Beni, delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, dopo che la Regione Emilia-Romagna aveva lanciato, come capofila insieme ad altre 17 Regioni, il progetto che ora farà da volano all’iniziativa nazionale.

L’anno dei borghi può godere di un finanziamento di oltre un milione di euro e vede, accanto al Ministero, 18 Regioni, associazioni e operatori, coordinate in un'unica strategia di valorizzazione dei borghi italiani con l’obiettivo di una promozione turistica capace di creare occupazione.  Il progetto “Borghi - Viaggio Italiano” punta a far conoscere e proporre a livello nazionale, ma ancor più internazionale, circa mille tra borghi e località legate a illustri personaggi della cultura italiana: i Borghi d’Italia, i Borghi Storici Marinari, i Borghi delle terre Malatestiane e del Montefeltro, i Paesaggi d’autore. Incentiva, dunque, la creazione di un sistema di promozione coordinata tra 18 Regioni italiane per meglio competere sul mercato turistico internazionale

Il tema è stato al centro di un convegno che si è svolto a Roma, organizzato dal Mibact il 15 febbraio 2017, dove è intervenuto l’assessore regionale dell’Emilia-Romagna a Turismo e Commercio, Andrea Corsini.

“È questa l’Italia migliore, l’Italia poco nota e diffusa che vogliamo promuovere anche a livello internazionale come espressione del nostro migliore stile di vita- ha affermato l’assessore Corsini-. I borghi sono dei veri e propri scrigni che racchiudono eccellenze artistiche, culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche. È con soddisfazione che, come Regione Emilia-Romagna, ci apprestiamo a coordinare questo progetto di sistema che vede per la prima volta ben 18 Regioni insieme unire i propri sforzi su obiettivi comuni e condivisi”.  

 

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Pubblicato il 10/03/2017 — ultima modifica 10/03/2017

Emergenza immigrazione

La Conferenza delle Regioni incontra il neo Ministro dell'Interno

Il 25 gennaio 2017 la Conferenza delle Regioni ha incontrato il Ministro dell’Interno, On. Marco Minniti, per condividere le tappe di un percorso per la gestione dell’emergenza immigrazione nel nostro paese.

Il ministro Minniti ha sottolineato la valenza dell’incontro con le Regioni per una ragione essenzialmente metodologica. Le grandi politiche, come quella per l'immigrazione, richiedono l’attivazione di relazioni collaborative con le istituzioni a livello nazionale e locale. Il Ministro ha assicurato, dunque, che si muoverà sulla linea della cooperazione e del dialogo con gli enti territoriali. Con questo obiettivo è stato appena siglato un accordo con l’Anci sul tema dell’accoglienza e si sta lavorando con Anac su contratti tipo con le organizzazioni che si occupano della gestione dell’accoglienza.

Il ministro ha illustrato alle Regioni il Piano che il suo dicastero intende adottare e che si fonda su due principi: la severità nei confronti di coloro ci non si muove entro le regole date e l’integrazione per chi rispetta le regole e le leggi nazionali. Il Ministero dell’Interno è consapevole che i flussi importanti di immigrati che l’Italia si trova ad affrontare non sono gestibili se non attivando delle relazioni importanti con i paesi esterni al bacino del Mediterraneo. Il 90% degli immigrati arriva in Italia dalla Libia che altro non è che un paese di transito per le popolazioni dell’area subsahariana. Per questa ragione si sta discutendo di uno specifico accordo con la Libia per controllare il sistema dei flussi, in particolare con i paesi al confine sud.

Il Piano del Ministero prevede l'adozione di meccanismi di gestione trasparenti, in un’ottica di garanzia dei diritti internazionali, il miglioramento del sistema dei rimpatri forzati, così come di quelli volontari ed assistiti.

La proposta fatta alle Regioni è di cambiare la funzione dei Cie (centri di identificazione ed espulsione), a partire dal nome. Si chiameranno ora “Centri per il rimpatrio”, in ogni regione ce ne sarà uno per un totale di 1600 posti e questo, insieme ad una accelerazione che si imprimerà ai tempi di valutazione dei criteri per il rimpatrio, consentirà una gestione più snella dei flussi. Si prevedono, inoltre, nuove significative assunzioni di personale per le commissioni territoriali per il rilascio dei documenti ai migranti. Il Ministero a questi obiettivi intende destinare il doppio dei finanziamenti attualmente disponibili e se dovesse esserci una collaborazione dagli enti territoriali questa sarebbe immediatamente raccolta.

Il Ministero, inoltre, prevede di approntare una iniziativa legislativa organica sul tema della sicurezza urbana, tema che sino ad ora è stato gestito attraverso i patti, ma che richiede uno strumento legislativo specifico. Infine, la proposta di utilizzare i richiedenti asilo per lavori di pubblica utilità è finalizzata, nell'ottica del ministro, a mitigare l’attesa di queste persone e a creare un maggiore equilibrio nell’atteggiamento della popolazione nei confronti dei migranti.

Al termine dell’incontro, su proposta del Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, si è convenuto di istituire un gruppo di lavoro misto in seno al Ministero dell’Interno che lavori ad un piano di interventi sulla base delle linee guida indicate, da sottoporre successivamente all’esame della Conferenza delle Regioni.

 

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Pubblicato il 26/01/2017 — ultima modifica 26/01/2017

Fondo nazionale per il Trasporto pubblico locale

Cambiati i criteri di riparto dei contributi statali alle Regioni per il TPL

In un’ottica di obiettivi di miglioramento del servizio di trasporto pubblico locale, lo Stato contribuisce con le Regioni a statuto ordinario agli oneri derivanti dagli investimenti apportati nel settore. Il budget definito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrà essere suddiviso tra le Regioni seguendo una serie di criteri, decisi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in accordo con le Regioni. Il decreto che stabilisce i criteri è stato licenziato dalla Conferenza Stato-Regioni svoltasi il 19 gennaio.

I criteri sono definiti tenendo principalmente conto del numero di viaggiatori che usufruiscono del servizio di trasporto pubblico locale e del rapporto tra ricavi da traffico e costi dei servizi previsti dalla normativa nazionale.

Il Fondo è finalizzato a incentivare Regioni ed Enti locali a razionalizzare e rendere efficiente la programmazione e gestione dei servizi attraverso: 

  • un’offerta di servizio più efficiente ed economica;
  • riduzione dei servizi resi in eccesso rispetto alla domanda e      incremento quali-quantitativo dei servizi a domanda elevata;
  • la definizione di livelli occupazionali adeguati;
  • la previsione di idonei strumenti di monitoraggio e di verifica.

Il decreto prevede delle penalità per le Regioni che non raggiungono gli obiettivi sopra indicati, penalità che non verranno applicate per le Regioni che hanno subìto importanti eventi calamitosi. Nel riparto base alla Regione Emilia-Romagna spetterà il 7,38% del Fondo.

 

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Pubblicato il 20/01/2017 — ultima modifica 27/01/2017

Riforma della PA: il punto

Decreti correttivi in materia di società partecipate, licenziamenti nella PA e dirigenza sanitaria

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale sui decreti di Riforma della PA è arrivato anche il parere del Consiglio di Stato, che afferma che non occorrerà intervenire a monte sulla legge delega, ma basterà correggere i decreti attuativi della stessa legge n.124/2015.

Il Consiglio di Stato sostiene che su tre dei decreti attuativi della riforma: dirigenza sanitaria, licenziamenti nella Pubblica Amministrazione, società a partecipazione pubblica il Governo può raggiungere l’accordo con le Regioni e, attraverso la Conferenza Unificata, far confluire l’intesa ottenuta nei decreti correttivi previsti dalla stessa Legge Madia.

Ora le Regioni stanno lavorando per trovare un accordo pienamente condiviso. L’argomento era in programma nella Conferenza Unificata del 19 gennaio, ma le Regioni hanno chiesto ed ottenuto un rinvio alla Conferenza successiva, straordinaria, del 26 gennaio 2017, data in cui si presume di raggiungere l’intesa.

 

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Pubblicato il 20/01/2017 — ultima modifica 20/01/2017

Piano nazionale vaccini 2017-2019

Approvato dalla Conferenza Stato-Regioni del 19 gennaio 2017

La Conferenza Stato-Regioni del 19 gennaio 2017 ha approvato il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Il piano garantisce una maggiore copertura e meno diseguaglianze tra le regioni che garantivano, sinora, prestazioni vaccinali differenti. Il Piano è stato approvato dopo aver verificato la copertura finanziaria nella Legge di Bilancio.

Il Piano nazionale vaccini 2017-2019 ha come primi destinatari bambini, aolescenti ed anziani per i quali è ampliata l'offerta di vaccini gratuiti. Oltre a quelli già previsti, vengono introdotti nuovi vaccini quali l’Anti Pneumococco e Zoster per gli anziani, anti Meningococco b, Rotavirus e Varicella per i bambini entro il primo anno di vita, anti Papillomavirus anche per gli adolescenti maschi. 

Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al termine della seduta che ha votato all'unanimità il via libera al piano per i prossimi anni. “Il tema vaccinazioni – ha detto Bonaccini - è fondamentale per un approccio serio in termini di prevenzione sia rispetto al riaffacciarsi di patologie che credevamo ormai definitivamente superate".

“L’adozione del nuovo Piano vaccinale nazionale rappresenta un risultato di grande importanza- ha aggiunto l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi - che consentirà di garantire una copertura il più possibile omogenea per tutti i cittadini italiani. Contiene anche un forte richiamo alla opportunità, anche come scelta personale, di considerare la vaccinazione come un importante strumento di prevenzione. Del resto, proprio sulla prevenzione, in Emilia-Romagna abbiamo puntato moltissimo, facendo da apripista con l’introduzione dell’obbligo vaccinale nei servizi educativi frequentati dai bambini nella fascia 0-3 anni. Importante, poi- prosegue l'assessore-  che nel Piano, oltre a mantenere le vaccinazioni contro poliemielite, rosolia e morbillo, ampliando l’offerta, si promuova la cultura delle vaccinazioni. Anche per i professionisti sanitari, tant’è che vengono previste sanzioni in caso di inadempienze. Aldilà degli aspetti più propriamente sanitari- conclude Venturi- trovo davvero, in questo intervento, una particolare attenzione ai bisogni di tutti. Estendere la gratuità dei vaccini a tutto il territorio nazionale, significa superare evidenti disuguaglianze e rendere più omogeneo il panorama italiano.”

Dopo l'ultimo incontro Stato-Regioni, la maggior parte delle Regioni è orientata a seguire la Regione Emilia-Romagna sul tema dell'obbligo di vaccinazione per tutti i bambini iscritti ai nidi e alle scuole materne, sia pubbliche che private. Ora spetterà al Ministro della Salute emanare un provvedimento nazionale, in accordo con il Ministro dell'Istruzione.

 

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Pubblicato il 20/01/2017 — ultima modifica 27/01/2017

Patti per il Sud: monitoraggio e governance

Il rapporto del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica

Il Governo ha elaborato nel 2015 un programma per il Mezzogiorno che costituisce il quadro di riferimento entro cui si collocano le scelte operative che compongono i 16 Patti per il Sud: 8 con le Regioni e 7 con le Città Metropolitane, ai quali si aggiunge il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) di Taranto. I patti sono il frutto di un’intensa interlocuzione fra il Governo, le Regioni e le città metropolitane del Mezzogiorno, che ha consentito la stipula di Accordi interistuzionali a livello politico, in coerenza con le priorità strategiche indicate nel Piano.

Per fornire un primo aggiornamento sull’andamento dei Comitati di indirizzo e la relativa governance, così come  previsto dai Patti per il Sud, il Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica (DIPE) ha pubblicato un rapporto di ricognizione dei Patti per il Sud stipulati dal Governo con le Regioni del Mezzogiorno e con le Città Metropolitane. 

 

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Pubblicato il 03/01/2017 — ultima modifica 04/01/2017

DossierSUD.pdf — PDF document, 423Kb

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ultima modifica 03/01/2017

Fondo Sviluppo e Coesione FSC

Le risorse assegnate alle Regioni nel periodo 2007-2013

Il Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica (DIPE)  ha elaborato un rapporto sull’ evoluzione temporale delle risorse assegnate alle Regioni nell’ambito del ciclo di programmazione 2007-2013 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC).

Il Fondo costituisce il principale strumento finanziario nazionale per l’attuazione delle politicheper lo sviluppo e la coesione territoriale. Lo studio si propone di ricostruire la allocazione sottoposta al CIPE nell’arco temporale compreso orientativamente tra il 2011 e il 2015.

L’analisi si colloca alla fine del ciclo di programmazione 2007-2013 che ha rivestito una particolare importanza nella storia della politica nazionale per la coesione. Infatti è questo il ciclo in cui per la prima volta si sceglie la programmazione pluriennale del FSC al fine di rendere la politica nazionale di coesione maggiormente integrata con quella europea, finanziata dai Fondi strutturali, rafforzando gli interventi e migliorandone l'efficacia. Viene data alle alle Regioni un’ampia autonomia decisionale e programmatoria. Il ciclo 2007-2013 è anche quello, però, in cui si sono evidenziate le maggiori difficoltà attuative.

 

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Pubblicato il 03/01/2017 — ultima modifica 03/01/2017

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ultima modifica 03/01/2017

Calendario Conferenze interistituzionali

Approvato dalla Conferenza Unificata del 22 dicembre 2016

Approvato nella seduta della Conferenza Unificata del 22 dicembre 2016 il calendario delle Conferenze interistituzionali del periodo gennaio - settembre 2017.

  • 19 gennaio 2017
  • 2 febbraio 2017
  • 23 febbraio 2017
  • 9 marzo 2017
  • 30 marzo 2017
  • 6 aprile 2017
  • 20 Aprile 2017
  • 4 maggio 2017
  • 25 maggio 2017
  • 8 giugno 2017
  • 22 giugno 2017
  • 6 luglio 2017
  • 27 luglio 2017
  • 21 settembre 2017

 

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Pubblicato il 02/01/2017 — ultima modifica 09/01/2017
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Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

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