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Il lavoro delle donne in Italia

Il 2 febbraio scorso si sono svolti al Cnel "Gli Stati Generali sul Lavoro delle donne in Italia”. Iniziativa di dibattito e approfondimento organizzata dalla Commissione politiche del lavoro e dei sistemi produttivi

Organizzata a Roma il 2 febbraio 2012 dal Cnel la giornata di lavoro “Gli Stati Generali sul Lavoro delle donne in Italia”.
Contributi alla riflessione sono venuti dal Ministero del Lavoro che ha illustrato le priorità dell’attuale esecutivo sulla filiera “Lavoro-Politiche Sociali-Pari opportunità”. Sul tema dell’occupazione, emergenziale e critica è la situazione in Italia della disoccupazione giovanile, si evidenzia un aumento delle discriminazioni a svantaggio delle giovani donne, rispetto ai coetanei uomini. L’Italia è il primo paese ad avere il record negativo di disoccupazione giovanile (vicini al 30%) e di giovani donne disoccupate (nel primi tre trimestri del 2011 si registrano – 45mila occupate).
L’Istat, intervenuta alla giornata del Cnel, ha evidenziato le strutturali criticità dell’occupazione femminile che la crisi ha ulteriormente acutizzato, in particolare sotto il profilo qualitativo: diminuzione dell’occupazione qualificata femminile e aumento di quella non qualificata; aumento del part-time involontario (in particolare nel settore commercio, ristorazione e servizi alle persone) e aumento delle giovani donne disoccupate.
La conciliazione è una delle leve su cui il Ministero del Lavoro intende intervenire non solo fornendo sostegni alle donne nell’attività complementare, ma bilanciando il contributo dei generi nel lavoro di cura. Secondo l’Istat il 72% del lavoro di cura ricade sulle donne ed il 30% delle madri interrompe la propria carriera lavorativa per motivi familiari, contro il 3% dei padri.

Due le proposte di lavoro prioritarie per il Ministero del Lavoro: imporre agli uomini una percentuale minima di tempo da dedicare al lavoro di cura ed intervenire sul tempo di lavoro, incrementando, ad esempio, il ricorso a contratti part-time.
Pur nella consapevolezza che gli incentivi fiscali non sono sufficienti per creare occupazione, l’accesso al credito è un altro strumento all’esame dei tecnici del governo per aumentare l’occupazione femminile. Accordi sperimentali con le banche potrebbero contribuire a diminuire il divario, tutt’ora esistente, tra uomini e donne destinatari di prestiti per la creazione di imprese. Infatti, a parità di condizioni di partenza e di garanzie offerte, sono gli uomini che risultano maggiormente avvantaggiati dai prestiti bancari.

 

Gli atti del Convegno sono disponibili sul sito del Cnel

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13 febbraio 2012
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