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Piano di riordino della Protezione Civile

Esaminato dalla Conferenza delle Regioni del 19 aprile 2012

Le Regioni hanno esaminato e valutato il recentissimo disegno di legge proposto dal Governo sul riordino della Protezione Civile, proponendo la formazione di un tavolo di lavoro congiunto all’interno del Comitato paritetico e della Conferenza Unificata per cercare di migliorare e rendere più operativo il provvedimento.
La Commissione speciale Protezione Civile, formata dagli assessori alla Protezione Civile di tutte le Regioni e Province autonome, ha già elaborato una prima bozza di documento che può integrare il lavoro svolto dal Governo.

Il disegno di legge governativo nasce dall’esigenza di far fronte ad una situazione economica del Paese radicalmente cambiata in questi ultimi anni, fattore che impone di rivedere, tra le altre cose, anche gli attuali meccanismi di finanziamento del sistema di protezione civile.

Le Regioni, sul nuovo disegno di legge, segnalano alcune perplessità, sia sul fronte operativo che su quello economico, evidenziando che non vengono affrontati problemi importanti a livello di prevenzione e di intervento che hanno una notevole ricaduta sugli aspetti economici del costo derivante dalla sicurezza, quali il ruolo attivo del volontariato, il rischio residuo e le comunità resilienti. Inoltre, il provvedimento prevede la delega del Presidente del Consiglio al Ministro dell’Interno, mentre prima era al Ministro per il coordinamento della Protezione civile che offriva garanzie al sistema delle Regioni per una posizione di equilibrio nella gestione delle competenze. La delega al Ministro dell’Interno significa sposterebbe il baricentro sul sistema dei Vigili del Fuoco, non prevedendo un intervento del volontariato fin dall’immediato.

Di particolare importanza, il disegno di legge contempla una serie di modifiche riguardo:

  • l’individuazione di competenze ed attività più dettagliate che ricadono sul sistema della protezione civile;
  • la durata dello stato di emergenza, passato dalla soglia dei 60 giorni prorogabili alla soglia dei 100 giorni improrogabili;
  • l’eventuale introduzione delle accise sulle emergenze di tipo “b” spettanti alle Regioni. Non è ancora definito se tali imposte contribuiranno a finanziare il fondo regionale di protezione civile oppure se saranno introitate dallo Stato con successivo reintegro dei fondi alle Regioni;
  • l’accentramento della flotta aerea antincendio presso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, piuttosto che in capo alle Regioni.

Il provvedimento non affronta alcune tematiche importanti, come rilevato dalle Regioni nel documento approvato nella seduta del 19 aprile 2012 e rappresentato nel documento unitario (pdf, 215.5 KB) di Regioni, Comuni e Province, che hanno chiesto in sede Conferenza Unificata incontri tecnico-politici per cercare di licenziare un provvedimento congiunto.

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Pubblicato il 20/04/2012 — ultima modifica 23/04/2012
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