Sede di Roma

Rilevazione sulle tipologie di lavoro flessibile

All'ordine del giorno della Conferenza delle Regioni e delle Pa del 19 settembre 2013

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 19 settembre 2013 si esprimerà nel merito della rilevazione avviata dal Ministero della Pubblica amministrazione sulle tipologie di lavoro flessibile in uso nelle pubbliche amministrazioni.

L’obbligo della rilevazione è sancito dall'art. 36, comma 3, del D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, che prevede che "al fine di combattere gli abusi nell'utilizzo del lavoro flessibile, entro il 31 dicembre di ogni anno, sulla base di apposite istruzioni fornite con Direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, le amministrazioni redigono, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un analitico rapporto informativo sulle tipologie di lavoro flessibile utilizzate da trasmettere, entro il 31 gennaio di ciascun anno, ai nuclei di valutazione o ai servizi di controllo interno di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, nonché alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica che redige una relazione annuale al Parlamento. Al dirigente responsabile di irregolarità nell'utilizzo del lavoro flessibile non può essere erogata la retribuzione di risultato".

Il legislatore, per contenere i predetti abusi, ha scelto la strada della responsabilizzazione della dirigenza, anziché soluzioni che vincolano l'utilizzo dei contratti di lavoro flessibile. Al dirigente responsabile di irregolarità nell'utilizzo del lavoro flessibile non può essere erogata la retribuzione di risultato. Una sanzione, questa, da comminare a seguito di giudizio negativo emerso dall'esame del rapporto informativo sottoposto ai nuclei di valutazione o ai servizi di controllo interno (decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286).

Il manuale d’uso (pdf, 1.5 MB) relativo al monitoraggio inerente gli adempimenti dell’art.36, comma 3, del D. Lgs. 165/2001 e dell'art. 1, commi 39 e 40, legge 190/2012, redatto dal Dipartimento della Funzione pubblica individua, quali destinatari della rilevazione:
- le amministrazioni dello Stato,
- le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo,
- le Regioni, le Province, i Comuni e le Unioni di Comuni, le Comunità montane ed i loro consorzi,
- le istituzioni universitarie,
- gli Istituti autonomi case popolari,
- le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni,
- tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali,
- le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale,
- l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN),
- le Agenzie, comprese quelle di cui al D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 300.

Sono esclusi il personale del comparto scuola ed il personale in regime di diritto pubblico, ai sensi dell'art. 3, del D. Lgs. 165/2001.

Le tipologie di lavoro flessibile oggetto della rilevazione sono:
- i contratti di lavoro a tempo determinato (D. Lgs. 6 settembre 2001, n. 368),
- gli incarichi dirigenziali con contratto di lavoro a tempo determinato (art. 19, comma 6, del D. Lgs. 165/2001; art. 110, D. Lgs. 267/2000, art. 15 - septies D. Lgs. 502/1992),
- i contratti di formazione e lavoro (art. 3 del d.l. 726/1984 convertito con modificazioni nella legge 863/1984, art. 16 d.l. 299/1994, convertito con modificazioni nella legge 451/1994, n. 451),
- i contratti di somministrazione di lavoro e le prestazioni di lavoro accessorio (D. Lgs. 276/2003);
- i contratti di lavoro autonomo nella forma della collaborazione coordinata e continuativa (art. 7, comma 6, D. Lgs. 165/2001);
- gli accordi di utilizzazione di lavoratori socialmente utili (art. 36, comma 4, D. Lgs. 165/2001).

Sono esclusi dall'indagine:
a) le collaborazioni occasionali;
b) il patrocinio e la rappresentanza in giudizio dell'amministrazione;
c) gli appalti, i contratti e gli incarichi conferiti nell'ambito delle materie regolate dal codice degli appalti pubblici (decreto legislativo 163/2006 e successive modificazioni) per lavori, servizi e forniture;
d) gli incarichi di docenza.

E’ lo stesso Dipartimento della Funzione pubblica a specificare che un'indagine di questo tipo è resa complessa dalla grandezza della platea delle amministrazioni destinatarie e dall’ampiezza delle tipologie di lavoro oggetto della rilevazione.

L’istruttoria tecnica svolta dalla Conferenza delle Regioni sino a questo momento ha evidenziato la necessità di modificare alcune parti del sistema informativo di monitoraggio e di prorogare i termini della rilevazione.

Di questo discuterà la Conferenza delle Regioni del 19 settembre 2013 alla quale sono rimesse le determinazioni finali.

Azioni sul documento
Pubblicato il 17/09/2013 — ultima modifica 17/09/2013
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it