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Abbattimento immobili abusivi in aree a rischio idrogeologico

Approvato dalla Conferenza Unificata del 26 settembre 2013 il d.d.l. del Governo

La Conferenza Unificata ha approvato nella seduta del 26 settembre 2013 (pdf, 477.4 KB) l disegno di legge messo a punto dal Governo nella seduta del 26 luglio scorso sugli aiuti economici ai Comuni per agevolare la demolizione degli immobili costruiti abusivamente in territori ad elevato rischio idrogeologico.

In particolare, il provvedimento autorizza una spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2013 a favore di quei Comuni che agiranno nei confronti dei destinatari di provvedimenti esecutivi di rimozione o di demolizione non eseguiti nei tempi stabiliti sugli immobili costruiti senza alcun permesso nelle aree a rischio frane o su terreni con un precario assetto idrogeologico.

Sono 258.000 gli immobili abusivi censiti dal CRESME (Centro Ricerche Economiche, Sociologiche e di Mercato), realizzati tra il 2003 e il 2011. Un fenomeno che non si ferma. Nella maggior parte dei casi al rilevamento degli abusi e all’ordinanza di abbattimento non segue alcuna esecuzione. Nel periodo 2000-2011 sono state emesse 46.670 ordinanze di demolizione, ma ne sono state eseguite solamente 4.596, vale a dire meno del 10%. Ciò è motivato dal fatto che se il privato non esegue la demolizione dovrebbe subentrare il Comune con risorse proprie che spesso non ha.

A tal fine, dunque, il Ministero dell’Ambiente ha stanziato i fondi, per intervenire almeno in quelle aree che hanno urgente necessità di interventi per prevenire frane, alluvioni o pericolose erosioni.

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Pubblicato il 03/10/2013 — ultima modifica 03/10/2013
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