Delegazione presso l'UE: sede di Bruxelles

La Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea (1 luglio - 31 dicembre 2014)

Dal 1 luglio 2014 l’Italia detiene la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea. Per il nostro paese si tratta della dodicesima Presidenza, ma della prima dopo gli allargamenti del 2004 e del 2007 e l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. L’ultimo turno dell’Italia è stato infatti nel 2003. Al centro del programma italiano per i prossimi sei mesi, crescita e occupazione, l’Europa come uno spazio di democrazia, diritti e libertà ed il rafforzamento dell’azione esterna dell’UE. http://italia2014.eu/it/

La Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea

 

La Presidenza del Consiglio dell'UE è esercitata a turno da ciascuno degli Stati membri per un periodo di sei mesi. A detenere il ruolo non è una singola persona ma l’intero governo del paese designato. Durante il Semestre, la Presidenza si occupa di:


  • coordinare le sessioni delle varie formazioni del Consiglio dei Ministri ma anche i comitati preparatori dei Consigli alla presenza dei Rappresentanti Permanenti (COREPER 2) e dei Rappresentanti Permanenti aggiunti (COREPER 1) degli stati membri nonché le riunioni degli esperti delle Rappresentanze Permanenti presso l’UE degli stati membri.
  • proporre orientamenti e indirizzi generali individuando le priorità d’azione e predispone l’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio. All’inizio del Semestre presenta ai membri del Consiglio ed alle altre istituzioni la propria rosa di priorità: attraverso questo programma può influenzare l’agenda dell’UE per i mesi successivi. Per favorire una sorta di continuità nello svolgimento dei lavori del Consiglio, le presidenze semestrali collaborano strettamente a gruppi di tre. Il “trio” di Presidenze elabora un programma comune di attività per un periodo complessivo di 18 mesi. L’Italia si coordinerà con Lettonia e Lussemburgo.
  • gestire i negoziati tra gli stati membri nell’ambito dei lavori del Consiglio. La Presidenza elabora delle posizioni di compromesso per raggiungere l’accordo tra i componenti delle varie formazioni. Il ruolo della Presidenza può rivelarsi particolarmente significativo nell’ambito della “procedura di co-decisione” che attribuisce al Consiglio un ruolo di decisore condiviso con il Parlamento Europeo. Essa infatti presiede i Comitati di conciliazione, riunioni dette “triloghi” formali e informali).

 

La Presidenza Italiana

A partire dal 1 luglio l’Italia guiderà il Consiglio dell’Unione Europea per la dodicesima volta dal 1959. Questa Presidenza coincide con una fase di ricambio istituzionale che coinvolge le istituzioni europee. Il nuovo mandato parlamentare è infatti iniziato il 1 luglio con la prima sessione plenaria degli eletti delle scorse elezioni europee (22-25 maggio). Martin Schulz è stato riconfermato Presidente per i prossimi 2 anni e mezzo. Il Consiglio Europeo del 26-27 luglio ha trovato l’accordo sul nome del candidato del gruppo politico più votato alle elezioni, Jean Claude Juncker del PPE alla Presidenza della Commissione. Nei prossimi mesi, verranno nominate altre figure chiave, in particolare, i Commissari Europei (con l'attribuzione delle relative deleghe), e l’Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ed il Presidente del Consiglio Europeo.

Il sito web della Presidenza è: http://italia2014.eu/it/ 

 

Il programma della Presidenza italiana

 

Sono tre le principali linee direttrici attorno al quale ha preso forma il Programma di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea: crescita e occupazione, spazio di libertà e sicurezza per un pieno esercizio dei diritti di cittadinanza e un ruolo più forte dell’Europa nel mondo.

  • Un’Europa per il lavoro e la crescita economica: La Presidenza italiana si impegna a favorire la definizione di un quadro economico che incoraggi le riforme strutturali negli Stati membri.  Per favorire la crescita, al centro delle iniziative della presidenza figurerannoeconomia reale, “rinascimento industriale” (con focus sulle PMI), politiche per il clima ed energia per il 2030. La Presidenza italiana lavorerà per approfondire l’Unione Economica e Monetaria e sostenere gli investimenti in settori chiave per come la protezione ambientale, le infrastrutture e i servizi digitali. Attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile anche attraverso la creazione di sinergie positive con EXPO Milano 2015, il cui tema centrale è “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”.
  • Un’Europa più vicina ai cittadini: uno spazio di democrazia, diritti e libertà: Accountability, digitalizzazione, trasparenza e meno burocrazia sono cruciali per assicurare il buon funzionamento e la leale cooperazione tra le Istituzioni europee. La Presidenza italiana promuoverà un ruolo più attivo dell’Unione nei settori in cui l’iniziativa europea crea valore aggiunto, come ad esempio nella tutela dei diritti fondamentali e nelle politiche di asilo e migratorie e lavorerà per lo sviluppo di un’autentica solidarietà a livello europeo e promuovere una politica migratoria europea.
  • Cambiare marcia alla politica estera dell’Europa: mediterraneo, emergenza migratoria e allargamento saranno delle tematiche centrali nel corso della presidenza. Verrà incoraggiato il proseguimento dei negoziati di adesione dei paesi dei Balcani Occidentali e saranno rilanciati quelli con la Turchia. La Presidenza sosterrà negoziati bilaterali commerciali e sugli investimenti con i partner strategici e le economie emergenti, come quelle asiatiche che saranno al centro del vertice ASEM del 16-17 ottobre.
  • Il Programma di Presidenza

 

 

 

Priorità del trio di Presidenza (Italia, Lettonia, Lussemburgo)

I tre stati membri che compongono il trio di Presidenza concordano un programma congiunto delle priorità d’azione per un arco temporale di 18 mesi. La Presidenza Italiana, prima nel trio che comprende anche Lettonia e Lussemburgo, avvierà il percorso verso il raggiungimento dei seguenti obiettivi programmatici:

  • Creazione di posti di lavoro e lotta alla povertà e all’esclusione ponendo l’accento su mobilità, dialogo sociale, creazione di posti di lavoro di qualità, riforma strutturale dei mercati del lavoro e investimenti nel capitale umano attraverso l'istruzione e la formazione professionale.
  • Emancipazione e occupabilità dei giovani, piena attuazione delle iniziative in corso per contrastare la disoccupazione giovanile
  • Monitoraggio della protezione sociale e dello sviluppo di politiche di protezione sociale, sui finanziamenti, sull'efficacia e sull'efficienza della protezione sociale, sulla questione dell'assistenza di lungo periodo nonché sull'adeguatezza delle pensioni.
  • Stabilità finanziaria della zona euro e alla prosecuzione del risanamento di bilancio per un ambiente macroeconomico sano.
  • Attuazione e il corretto funzionamento dell'unione bancaria
  • Industria in Europa (comprese le PMI) come principale motori della crescita, della produzione, dell'occupazione, dell'innovazione e delle esportazioni.
  • Definizione di un quadro che tenga conto sistematicamente della competitività industriale in tutte le altre politiche.
  • Completamento del mercato unico, al fine di sfruttarne appieno il potenziale.
  • Realizzazione dell'Agenda digitale europea.
  • Incoraggiamento degli investimenti in ricerca e innovazione e sviluppo ulteriore dello Spazio europeo della ricerca.
  • Risposte al cambiamento demografico, all'aumento delle malattie croniche, allo sviluppo di nuove tecnologie sanitarie e ai mutamenti delle aspettative dei pazienti e conseguimento dell'obiettivo di sistemi sanitari sostenibili.
  • Riduzione degli oneri superflui per le imprese.
  • Raggiungimento di un’efficace politica energetica, di importanza capitale per l'economia, la competitività, la politica in materia di cambiamenti climatici e le relazioni esterne
  • Quadro politico per il clima e l'energia nel periodo 2020-2030, in particolare in vista del vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di settembre 2014 e della conferenza delle parti alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCC) nel 2014 e 2015.
  • Investimenti in moderne infrastrutture di trasporto per giungere ad un'Europa pienamente interconnessa a livello di frontiere e reti.
  • Spazio di libertà, sicurezza e giustizia, inclusi il miglioramento e il rafforzamento della gestione integrata delle frontiere esterne nel pieno rispetto dei diritti fondamentali
  • Politica di allargamento dell'Unione come strumento fondamentale per promuovere la pace, la democrazia e la sicurezza in Europa

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pubblicato il 2014/07/04 14:05:00 GMT+1 ultima modifica 2014-07-30T17:33:00+01:00

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