Delegazione presso l'UE: sede di Bruxelles

Crisi rifugiati: la strategia dell’Unione Europea per far fronte all’emergenza

Il tema della migrazione è in questo momento drammaticamente al centro dell’agenda politica Europea. L’aumento significativo degli attraversamenti irregolari delle frontiere attraverso Mediterraneo e Balcani, e delle richieste di asilo e protezione internazionale, sono tali da poter descrivere la fase attuale come vera e propria emergenza. In particolare, è la situazione dei richiedenti asilo provenienti dalla Siria a richiedere soluzioni urgenti e di immediata attuazione.

Il Contesto

Nel corso della Presidenza di Turno del Consiglio dell’Unione Europea dell’Italia, il Governo italiano ha individuato la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo tra le priorità principali dei sei mesi di mandato. Nel Maggio del 2015, la Commissione Europea ha presentato la nuova Agenda Europea sulla Migrazione, che sostituisce il precedente Programma di Stoccolma in materia di giustizia, libertà e sicurezza, e che prevede contestualmente azioni di emergenza e azioni di medio-lungo periodo per rispondere alle sfide legate all’immigrazione in Europa. L’Agenda si basa su quattro differenti pilastri:

  • Ridurre gli incentivi alla migrazione irregolare;
  • Gestire le frontiere: salvare vite umane e rendere sicure le frontiere esterne;
  • Onorare il dovere morale di proteggere: una politica comune europea di asilo forte;
  • Una nuova politica di migrazione legale;

L’ultimo Consiglio Europeo, che si è svolto il 25 ed il 26 giugno a Bruxelles, ha deciso di avanzare nella direzione già delineata dalla Commissione Europea con l’Agenda presentata a Maggio, in particolare, ponendo l’accento sulla ricollocazione ed il reinsediamento, sui rimpatri e la cooperazione con i paesi di origine e di transito.

Gestire l'emergenza: le azioni proposte dalla Commissione Europea

La Commissione europea ha presentato, lo scorso 9 settembre, un pacchetto complessivo di proposte volte ad aiutare gli Stati membri dell'UE ed i paesi limitrofi ad affrontare la crisi dei rifugiati e le ragioni profonde che spingono a cercare rifugio in Europa. Si tratta del secondo pacchetto di misure concrete lanciato a seguito della nuova Agenda Europea sulla Migrazione - presentata lo scorso maggio. Le principali azioni previste dal pacchetto sono le seguenti:

  • Una proposta di ricollocare in altri Stati membri dell'UE 120 000 persone in evidente bisogno di protezione internazionale provenienti da Grecia, Ungheria e Italia verso altri Stati membri dell'UE. Questa cifra si aggiunge al ricollocamento di 40 000 persone proposte dalla Commissione a maggio e approvato in occasione del Consiglio straordinario Giustizia e Affari Interni il 14 settembre.
  • Un meccanismo di trasferimento permanente tra tutti gli Stati membri, attivabile in qualsiasi momento dalla Commissione per aiutare uno Stato membro dell'UE in situazione di emergenza;
  • Un elenco europeo comune dei paesi di origine sicuri, al fine di consentire un trattamento più rapido delle domande di asilo e accelerare il rimpatrio se la valutazione individuale della domanda conferma che non sussistono le condizioni del diritto all'asilo.
  • Migliorare l'efficacia della politica di rimpatrio anche attraverso un manuale comune e un piano d'azione dell'UE;
  • Un fondo fiduciario per l'Africa, con lo stanziamento di un miliardo ed 800 milioni per regolarizzare e migliorare la stabilità dei flussi migratori.

Il 22 settembre, il Consiglio Giustizia e Affari interni si è riunito nuovamente, raggiungendo l’accordo sulla ricollocazione di 120 000 rifugiati attualmente in Grecia e in Italia. Il Consiglio ha adottato con Decisione delle misure provvisorie da adottare nell’ambito della protezione internazionale a beneficio dei due paesi.

La Decisione istituisce eccezionalmente un meccanismo di ricollocamento temporaneo che, nei prossimi due anni, trasferirà i rifugiati dagli Stati membri di frontiera (Italia e Grecia) agli altri Stati membri. Questo meccanismo interesserà persone con evidenti necessità di protezione internazionale, che sono arrivate o stanno arrivando nel territorio dei due stati a partire da sei mesi prima fino ai due anni successivi alla sua entrata in vigore. La decisione potrebbe essere modificata dalla Commissione europea se il funzionamento pratico del meccanismo mostrasse la necessità di essere aggiornato a causa dell’evoluzione della situazione.

Ulteriori misure operative, finanziarie e legali predisposte dalla Commissione Europea per far fronte all’emergenza immigrazione sono state presentate dal Presidente Juncker e discusse in occasione del Consiglio Europeo Straordinario convocato dal Presidente Tusk il  23 settembre.


Il Vertice straordinario del Consiglio Europeo

I leader europei si sono riuniti per un meeting informale nella serata del 23 settembre. I Capi di Stato e di Governo si sono impegnati a sostenere, applicare e attuare le norme esistenti in materia di immigrazione, a partire dal regolamento di Dublino e dall’acquis di Schengen. 

Il Consiglio ha invitato le Istituzioni UE e i governi degli stati membri ad agire rapidamente in linea con le azioni prioritarie individuate dalla Commissione. Le azioni operative più urgenti dovranno essere attuate già entro il prossimo Consiglio Europeo di Ottobre, secondo gli orientamenti indicati di seguito.

  • Rispondere alle esigenze più urgenti dei rifugiati dando supporto all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, al programma alimentare mondiali ed alle altre agenzie coinvolte con un contributo di un’ulteriore miliardo di Euro.
  • Assistere Libano, Giordania e Turchia e altri paesi nell’affrontare la crisi dei rifugiati siriani, aumentando il Fondi Fiduciario regionale dell’UE in risposta alla crisi siriana (Fondo Madad).
  • Intensificare il dialogo con la Turchia a tutti i livelli, anche in occasione della visita del Presidente in prossimo 5 ottobre, per rafforzare la cooperazione di materia di contenimento e gestione dei flussi migratori.
  • Assistere i paesi Balcani occidentali nella gestione dei flussi dei rifugiati, anche attraverso gli strumenti di preadesione e garantire una “rapida e solida” preparazione della Conferenza sulla rotta dei Balcani occidentali (in programma per l’8 ottobre);
  • Aumentare il finanziamento del Fondo Fiduciario di emergenza per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa, attraverso ulteriori contributi degli Stati membri. Preparazione del Vertice della Valletta (11-12 Novembre)
  • Frontiere: rafforzare i controlli anche attraverso risorse aggiuntive per Frontex, EASO e Europol nonché con personale e attrezzature forniti dagli Stati membri;
  • Dar seguito alle richieste degli Stati Membri in prima linea nel ricevere assistenza da Istituzioni, Agenzie e altri paesi per individuare “Hotspots” in cui garantire identificazione, registrazione, rilevamento di impronte digitali dei migranti e contestualmente assicurare ricollocazione e rimpatri (al più tardi, entro novembre).
  • rafforzare il finanziamento del Fondo di emergenza Asilo, migrazione e integrazione e del Fondo Sicurezza interna - Frontiere.

Riguardo alla situazione siriana, è richiesto un rinnovato sforzo internazionale a guida Onu. L’Ue si impegna a fare la propria parte sia per porre fine alla guerra in Siria, sia per la formazione di un Governo di Unità nazionale in Libia.

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pubblicato il 2015/09/25 16:35:04 GMT+2 ultima modifica 2015-09-25T18:35:00+02:00

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