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Melbourne - Australia
(venerd́ 25 gennaio 2008)
Quattro poeti cileni e due pellegrinaggi
Come nel mio viaggio in Cile del 2006, il mio percorso di pochi mesi fa non ha mancato di far cenno alla poesia cilena, continuando il mio pellegrinaggio alle case di Pablo Neruda, su cui ho basato uno dei miei articoli in quel periodo. Per continuare questo cammino ci voleva una visita alla città di nascita di Neruda, Parral, che si trova una cinquantina di chilometri da Talca, la mia base nel Cile centrale.
A Parral non è stato facile ottenere informazioni sul poeta; in una città così piccola pensavo invece il contrario. I migliori consigli, dopo aver chiesto ad alcune persone, sono stati di andare al Comune, nella Plaza de Armas, circa sei blocchi dal terminal degli autobus. C’era poca gente per strada, così quando sono arrivato al centro, dopo alcuni sguardi per un segno d’omaggio al poeta – e c’era una biblioteca con il nome originale del poeta (Neftalí Reyes Basoalto) – ecco il palazzo comunale. Dopo aver parlato con alcune impiegate, una m’ha portato all’ufficio relazioni con il pubblico, dove un giovane signore mi ha fornito una grande quantità di materiali: sulla città, su Neruda e sulla festa commemorativa dedicato a lui per il centenario della sua nascita nel 2004.
La cordialità dell’impiegato mi ha reso molto felice, così dopo essermi seduto in piazza per selezionare i materiali riguardanti al mio cammino ho potuto iniziare il mio percorso, attraverso sette luoghi che nel giro di un paio d’ore si potevano visitare tutti (tranne il cimitero, dove sta sepolta la madre, che per raggiungerlo ci vuole la macchina).
Il mio ultimo pellegrinaggio nerudiano terminò nel 2006 all’Isla negra, alla tomba del poeta che sta davanti il mare. Quest’anno, nella sua città, e lontano dal mare, ho iniziato con la sua infanzia, davanti la chiesa di San José, dove Neruda fu battezzato. Dentro ancora c’è la vasca di quei tempi, per il sacramento, fatto di marmo di Carrara, ed adiacente sta il crocifisso con il Cristo, fatto di legno; e inoltre, vicino sta il documento della certificazione – e sulla facciata della chiesa sta una lapide, con la proclamazione del battessimo: “…a Ricardo…figlio legittimo di José del Carmen Reyes e di Rosa Neftalí Basoalto”.
La piazza centrale contiene il centro commemorativo e la biblioteca. In ambedue i luoghi si trovano le sale che contengono alcune pareti dedicate al vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1971.
Tra i documenti troviamo il certificato di nascita e il certificato del cambio di nome da Ricardo Eliécer Naftalí Reyes Basoalto a Pablo Neruda (ispirato dal poeta ceco Jan Neruda, lo pseudonimo era un modo di nascondere la sua passione per la poesia dal padre, che non voleva che lui facesse una vita bohemien e di povertà). Inoltre, in ambedue i luoghi troviamo alcune foto dall’infanzia, e dei genitori e dei familiari. Nella biblioteca c’è una foto di un viaggio di ritorno alla città nativa, fino all’immagine della tomba all’Isla negra; ed incluse sono alcune lettere scritte a mano. Nel centro commemorativo troviamo inoltre alcuni specchi con il ritratto ed una poesia del poeta. Una lapide in omaggio si trova vicino la sala municipale, un decreto che da titolo al figlio illustre della città.
Il resto del giro mi ha portato alla casa dei nonni paterni (ahimé, le due mappe che avevo di Parral indicavano due case diverse), alla casa degli zii paterni (oggi è luogo di un’impresa), e alla casa dove nacque Neruda, una casa qualsiasi che è stata ristrutturata, che non si può visitare perché ci abita gente, ma che avrà poco a che fare con le opere o con la vita del poeta. Infatti, la madre di Neruda morì di TB pochi mesi dopo la sua nascita, così l’infante fu cresciuto nella casa dei nonni paterni fino a sei anni (e con una balia dopo la morte di sua nonna). Il padre, avendo formato una nuova famiglia, si trasferì a Temuco con il giovane Neruda nel 1910, chiudendo il capitolo di Parral nella vita del poeta. Per i ricercatori della vita ed opere di Neruda, questi sono i luoghi importanti di Parral, un ottimo seguito dopo visitare le sue case, che sono aperte al pubblico, a Santiago, a Valparaíso e all’Isla negra.
Durante il tempo che ho trascorso a Maule, la settima regione del Cile, e regione della città dov’ero di base, ho avuto la fortuna di incontrare due poeti faccia a faccia. Finalmente potevo avere due esponenti della poesia dinanzi, anziché incontrarli tra i loro libri in una biblioteca! Il primo poeta si chiama Alberto Novero, e ha pubblicato il suo primo libro di versi nel 2006. Il libro, titolato ‘Mar escindido (Mare diviso), o el secreto viaje a otras latitudes’, è scritto ad un livello di spagnolo ancora troppo avanzato per me, così non posso approfondire il contenuto.
Alberto, un poeta di versi brevi, e di poesie con poche parole sulla pagina, riesce a evocare atmosfere cerebrali con un conciso uso di parole ed immagini, ed è in piena conoscenza dei loro significati, sviluppando un concetto con poche righe e con un impegno totale. Alberto è autodidatta, ed è coinvolto in alcuni progetti assieme con altri poeti della regione di Maule, e collabora con il gruppo letterario “El guanaye”, essendo uno dei fondatori. Il secondo indirizzo virtuale alla fine di quest’articolo rivela il sito dedicato alle attività del gruppo di poesia di cui Alberto fa parte. Vale la pena visitare questo sito e il suo blog personale; però, necessita di una buona conoscenza della lingua spagnola per leggerli.
Lo scrittore è stato invitato a cena dalla mia compagna, così mi sono messo a cucinare una delle mie spaghettate, che ha reso Alberto e gli altri ospiti molto soddisfatti. Dopo alcune ore gradite in compagnia, Alberto mi ha regalato una copia del suo libro (si veda la foto), così adesso ho un’altra ragione per migliorare il mio spagnolo.
Il secondo poeta, Pablo Rojas, l’ho conosciuto un anno fa sul treno turistico che corre da Costitución a Talca, dalla costa e tra la cordigliera della zona. Durante il viaggio Pablo ci aveva intrattenuti con tre delle sue poesie, scritte a mano, con una declamazione divertente, ricco di ironia e con un tocco di drammaticità. Quest’anno l’abbiamo rivisto, visitandolo a casa sua, dove ci ha mostrato i suoi ulivi e terreni fertili. Pablo è un poeta inedito, che ha una buona conoscenza dei poeti della zona. E di sera ci è venuto a trovare, e quest’anno eravamo contenti perché si poteva parlare a lungo in spagnolo per la prima volta.
In una cucina campagnola, con un forno a legna in un angolo, e alcuni sacchi di funghi essiccati raccolti nei colli, Pablo per un paio d’ore ci ha letto alcune poesie dai suoi quaderni, ogni tanto fermandosi per darmi qualche spiegazione su parole che non conoscevo; e inoltre ha recitato a memoria una selezione di poemi tradizionali, con una voce d’attore (si veda la foto presa durante uno di questi momenti), con un uso d’inflessione per ampliare l’effetto tragi-comico delle opere che ci voleva fare conoscere. Per la sua performance, le signore della casa gli hanno regalato dei panini integrali, appena tolti da un braciere, indimenticabili per il loro profumo, e una cena, con un bicchiere di vino, tutti prodotti del podere della fattoria che circondava la nostra cascina. Così ci siamo uniti a tavola, e dopo la cena Pablo ci ha letto alcune altre poesie fino a che è arrivato il momento di salutarci.
Il giorno dopo sono andato per la cordigliera della costa, accompagnato da un piccolo gruppo compresa la famiglia che ci ha ospitato, e la mia compagna. Andavamo per la stazione che ha preso il suo nome da un poeta della zona, Gonzáles Bastìas. La sua casa rimane qualche chilometro dalla stazione, che abbiamo raggiunto a piedi. In quel periodo, di un sole primaverile, la campagna era rivestita di fiori gialli che coprivano tanto del paesaggio, con i loro colori vivaci accentuato da un cielo azzurro, che ha creato un’atmosfera nostalgica, mentre che si camminava lungo la ferrovia, per la casa di un poeta che non conoscevo, ma che volevo conoscere, tramite la sua campagna e la sua dimorra, le sue opere difficili a trovare fuori dal Cile e difficili a leggere senza una traduzione.
Ahimé, siamo arrivati troppo tardi per una festa letteraria data in onore del poeta, con alcuni scrittori presenti da Santiago, che si è tenuta vicino la piccola stazione. Dopo aver ottenuti informazioni su che cosa l’incontro si trattava, siamo andati avanti con il nostro cammino, passando alcuni terreni, coltivati per le loro insalate e viti. Poco lontano stava la vecchia casa del poeta, trovato in uno stato d’abbandono, il suo giardino trascurato da anni. Ci è dispiaciuto tanto, trovare tutto ridotto a questa condizione (un sala teneva un tavolo con del mangiare e stoviglie abbandonate di recente – tanti sono entrati per lasciare la loro spazzatura o per saccheggiare).
Il busto del poeta sta nel giardino posteriore della casa. Non era facile a trovarlo, per confermare che questa era la casa del poeta; però, era lì, semi-nascosto da un bosco. Ci siamo riusciti a fare qualche foto, uno del nostro gruppo raccontandoci che era nipote di Bastías, e che condividevano il nome Gonzáles (si veda la foto; tengo la mano sulla sua spalla).
Non c’era nessuna spiegazione per il mio voler venire fin qui oltre che Bastías era un poeta, e se non conoscevo le sue opere, volevo seguire il suo cammino per qualche ora; per conoscere la sua terra e per sentire un senso d’appartenza ad un passato sconosciuto che la giornata e la campagna con un verde magnifico e tanti fiori meravigliosi, e un sole stupendo, hanno evocato.
I blog alla fine di quest’articolo contengono foto di Bastías e la sua casa, ed alcuni esempi della sua poesia (tutte in spagnolo). Bastías era considerato un poeta delle ‘terre povere’. Era autodidatta, ed è ricordato per la spiritualità, intimità e originalità espresso tra i suoi sentimenti poetici. Ci dovrebbe essere un’influenza forte della campagna sulle sue opere, che era così commuovente che rimpiangevo la nostra partenza mentre che stavamo ancora lì, il cammino un momento surreale, con qualcosa di familiare, senza sapere cosa, in una terra che nutre una voglia di descriverla e di tornare.
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