Terremerse, Errani: “Confido che la verità emerga con la forza dei fatti”
“Confido che la verità emerga con la forza dei fatti e confido che il prossimo 7 novembre il giudice accerterà la mia piena buona fede e l’insussistenza del rimprovero penale che mi viene mosso. In questi mesi ho scelto, per quanto mi riguarda, di restare fermo alla sostanza della questione, e così continuerò a fare, certo come sono del mio comportamento, pienamente fiducioso in un esito chiarificatore dell’udienza che avrà luogo”.
Lo ha detto oggi il presidente Errani nel corso dell'Assemblea regionale straordinaria convocata sulla vicenda relativa a “Terremerse" e per fare il punto sullo stato della ricostruzione post terremoto.
Sul primo punto Errani ha riferito sinteticamente sulle tappe della vicenda che lo vede coinvolto a seguito della richiesta di rinvio a giudizio della Procura per il reato di falso in atto pubblico che sarebbe stato commesso nell’ambito di una relazione allegata ad un esposto presentato alla Procura il 22 ottobre 2009.
Errani ha ricordato “ che pochi giorni prima del 22 era uscito un articolo per me diffamatorio sul 'Giornale', nel quale si assumeva che vi erano state scelte di favore da parte mia e della Regione nel finanziamento ottenuto dalla Cooperativa agricola allora presieduta da mio fratello Giovanni, nell’ambito di una procedura europea che interessava numerose altre imprese del settore”.
“Dopo quell’articolo – ha sottolineato Errani - decisi di interessare nell’immediato la Procura perché potesse svolgere celermente gli opportuni accertamenti per far emergere trasparenza e correttezza del comportamento mio e dell’operato degli organi regionali. Era questa per me - ha sottolineato - la strada più diretta e trasparente per chiarire tutta la vicenda, non avendo nulla da nascondere”.
In seguito - ha aggiunto - “alla dott.ssa Terzini, direttore agli affari legislativi, la quale si avvalse del dott. Mazzotti per quanto di sua competenza, fu affidato il compito di redigere una sintetica descrizione dei passaggi amministrativi della vicenda, cosa che fu predisposta in pochi giorni e che io, come detto, allegai al mio esposto”.
"In un paragrafo di quello scritto – ha spiegato Errani - si assumeva come 'verosimile', sulla base delle informazioni assunte, che un passaggio dello svolgimento delle pratiche edilizie avviate dalla cooperativa agricola presso il Comune di Imola potesse interpretarsi come ‘variante’ in luogo di nuovo permesso, e si rinviava esplicitamente per una documentazione compiuta agli atti in possesso del Comune. Tale valutazione, rivelatasi poi inesatta - e questo è ciò che si rimprovera come falso - era sostenuta all’epoca anche dal tenore formale della certificazione esistente”, ha precisato il presidente della Regione.
“Più di recente, come noto, a fronte di irregolarità di iter edilizio ravvisate dalla Procura stessa, la Regione si è tutelata chiedendo all’azienda la restituzione del relativo finanziamento a suo tempo concesso, e su tale ingiunzione si attende ora il giudizio del Tar.”
"Questi sono i fatti che mi coinvolgono, e che succintamente ho resocontato, nella comune consapevolezza che questa sede non è la sede nella quale si possa svolgere un dibattimento. Ho sempre espresso rispetto e fiducia nell’operato della magistratura e continuo a farlo, non per una ragione di forma ma per intima convinzione. Questa posizione ispirerà e ispira sempre il mio comportamento. Peraltro io so bene cosa ho fatto e cosa non ho fatto, - ha concluso Errani - e so bene di non avere mai favorito o sfavorito alcuno: né in questa, né in altre vicende”.
