Vasco Errani

Presidente della Regione Emilia-Romagna

Spiagge: "Serve un patto urgente con i balneari"

Bologna (24 maggio 2011) - Un patto con le associazioni dei balneari, urgente, condiviso ampiamente, per cercare di risolvere l'impasse governativa sul tema delle concessioni demaniali legate alla direttiva comunitaria Bolkenstein e per non permettere al Governo di strumentalizzare "un'importante realtà come quella dell'attività di spiaggia per fini elettorali".

Parole di Vasco Errani, presidente della Giunta regionale dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, pronunciate a Cesenatico, sulla riviera romagnola, davanti a operatori di spiaggia dell'intera Romagna. "Il timore - ha detto Errani - è anche che, con quel decreto del 5 maggio scorso, arrivino forze finanziarie che si impossessino del nostro arenile per fare cassa. Un decreto che stride fortemente con quel federalismo demaniale che ci permetterebbe di valorizzare il nostro patrimonio di risorse umane e di spazi dedicati all'attività balneare".

Il patto che Errani ha proposto spiega come ci si dovrà muovere, "tutti insieme": occorre "rimettere in piedi il tavolo di confronto operativo tra Governo, Regioni e associazioni dei balneari, provare a scardinare il tema degli stabilimenti balneari dalla Bolkenstein, porsi subito il problema dei tempi e lavorare alla realizzazione di una legge quadro che abbia tre paletti fondamentali: cioè la valorizzazione delle imprese esistenti, il riconoscimento a queste del servizio di funzione pubblica e non far gestire le concessioni all'Agenzia delle entrate ma rientrare nel tema del federalismo balneare, che ci permetterebbe di gestire meglio e con più risorse questo comparto turistico che rappresenta uno dei fiori all'occhiello del nostro turismo e della nostra immagine".

"Quel decreto del 5 maggio - ha detto l'assessore regionale al Turismo Maurizio Melucci - è peggiorativo rispetto alla bozza di intesa che avevamo stabilito con le categorie. Si trattava evidentemente di promesse da campagna elettorale, ma oggi in gioco non c'è qualche voto in meno o in più, bensì il futuro del nostro turismo e delle famiglie che ci lavorano, e quindi occorre riprendere subito il confronto in sede nazionale ed europea per far capire loro le peculiarità della nostra offerta balneare, assai diversa da quella di altre regioni italiane. Stralciando in primo luogo i primi tre commi dell'articolo 3 del decreto del Governo. E riaprire un tavolo di confronto tra Governo, Regioni e balneari per ribadire le nostre peculiarità e riprenderci quella credibilità seriamente compromessa con un atteggiamento preoccupato più della scadenza elettorale che della specificità e del valore della nostra offerta balneare". E attenzione, ha aggiunto Melucci: "Non si parla di aste, ma di procedure di pubblica evidenza, cioè della pubblicizzazione di una concessione in scadenza, che terrebbe quindi conto dell'anzianità, della professionalità e della salvaguardia degli interventi strutturali e di servizio fatti nel tempo. Questo significa che potremo quindi trattare le modalità di applicazione delle procedure di pubblica evidenza: se fossero aste, invece, varrebbe il solo principio del 'chi offre di più' e null'altro".

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24 maggio 2011
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