"Soldi dal Governo e Regioni in prima fila"
Presidente Errani, c'è questo piano del Governo d'intesa con le Regioni per far fronte all'ondata migratoria che al momento grava solo su Lampedusa?
«Le Regioni si sono mosse da tempo, abbiamo già avuto due incontri con il ministro Maroni, mercoledì ne avremo un terzo che spero proprio definitivo, dopo di che si parte». Vasco Errani è il presidente dell'Emilia Romagna nonchè della conferenza delle Regioni, in questa veste non intende fare polemiche con altri suoi colleghi governatori che anzi incita, tutti senza esclusione, a «fare la propria parte». E non solo le Regioni. A Sergio Chiamparino, sindaco uscente di Torino e come lui esponente di spicco del Pd, che lo aveva sollecitato a una intesa stretta anche con i comuni, Errani ha prontamente risposto alla maniera di Garibaldi, «concordo», spiegando che tra i diversi livelli istituzionali «occorre collaborazione fattiva per gestire l'emergenza profughi».
Che cosa è emerso in questi incontri con Maroni?
«Abbiamo convenuto che si tratta di una emergenza umanitaria da affrontare insieme, con una stretta e leale collaborazione tra le varie istituzioni».
Più nello specifico?
«Si deve arrivare a una equa distribuzione del carico di immigrati. La prima decisione è che tutti devono partecipare tranne l'Abruzzo. Ancora, calcolando in circa 50mila i profughi da collocare, si pensa di sistemarli secondo il metodo di circa mille per milione di abìtanti».
Avete anche parlato di costi dell'operazione?
«L'orientamento è che delle spese si fa carico il Governo».
Palazzo Chigi ci mette i soldi, e le Regioni?
«Spetterà a tutte le istituzioni locali - Regioni, Province, Comuni - in raccordo con le prefetture e l'unità di crisi istituita presso il Viminale, definire i siti e le collocazioni».
Qualche governatore del Nord, leghista in genere, ha sollevato problemi, si è detto non disposto ad accogliere immigrati, inoltre vogliono che si distingua tra profughi e clandestini.
«Abbiamo preso un orientamento che definirei istituzionale, repubblicano, su di esso è il Governo che deve fare da garante, e tutti poi devono dimostrarsi coerenti. Dobbiamo definire un percorso serio, senza forzature e improvvisazioni. Dobbiamo dare una risposta all'altezza dell'Italia».
Il presidente siciliano Lombardo ha dato voce all'esasperazione ed è sbottato: «Facciano tendopoli anche in Padania».
«Che ci sia una emergenza a Lampedusa che non possa essere caricata sulle spalle della sola Sicilia, mi pare ovvio. L'emergenza va affrontata da tutto il Paese».
Nino Bertoloni Meli

