Protezione civile: "Un fondo per prevenire e uno per emergenze"
(Forlì, 31 maggio 2011) - Il capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, ha fatto visita al centro unificato della Protezione civile di Forlì. Ad accoglierlo il presidente della Regione, Vasco Errani, il presidente provinciale Massimo Bulbi, l'assessore regionale Paola Gazzolo, il direttore regionale della Protezione civile Demetrio Egidi e l'assessore provinciale Guglielmo Russo.
Deciso l'intervento del presidente Errani: "Intendiamo lavorare in piena collaborazione col sistema nazionale della Protezione civile, al quale riconosciamo la guida della filiera di comando, necessaria per creare quel sistema integrato che solo può assicurare l'efficienza e la rapidità necessarie. Ma la Protezione civile - ha sostenuto con forza Errani - non deve fare tutto. I 150 anni dell'Unità d'Italia, la visita del Papa, i Mondiali di nuoto non sono emergenze, sono eventi ben noti, programmabili. Ad altri spetta gestirli, non alla Protezione civile che deve concentrarsi sulle vere emergenze". Sul tema della Protezione civile occorre "meno televisione, meno propaganda, ma l'impegno e la partecipazione di tutti".
Errani ha poi sottolineato la presenza della protezione civile dell'Emilia-Romagna a L'Aquila colpita dal terremoto. "Lo abbiamo fatto, come ho sempre chiesto ai miei, senza mostrare i muscoli e le mostrine, gestendo in punta di piedi il difficilissimo campo di Piazza D'Armi, dove c'erano anche grossi problemi sociali. Così in punta di piedi da accettare anche la censura, perchè non doveva sapersi che il campo lo gestiva l'Emilia-Romagna". Errani ha poi sostenuto la necessità di creare, con il contributo di tutti, due fondi distinti: uno per la prevenzione, l'altro per le emergenze, per poi concludere che sul tema della Protezione civile occorre "meno televisione, meno propaganda, ma l'impegno e la partecipazione di tutti".
Il direttore Egidi ha posto l'accento "sulla necessità di ben impiegare le risorse a disposizione. Necessità resa ancor più stringente dall'azzeramento dei finanziamenti che disegnano uno scenario preoccupante. Negli scorsi dieci anni abbiamo realizzato circa 3.000 interventi di messa in sicurezza, il 98% dei quali già conclusi".

