Profughi, Errani: "Nessuna Regione può chiamarsi fuori"
(Bologna, 25 marzo 2011) - Davanti all'emergenza immigrati, connessa alla questione Libia, nessuna regione italiana può chiamarsi fuori. Il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, lo spiega ai microfoni di "24 Mattino", trasmissione su Radio 24.
Il riferimento è alla posizione di alcuni presidenti di Regione sulla ripartizione degli eventuali profughi in arrivo dalla Libia. "Io sto alle decisioni prese ufficialmente. Capisco tutte le difficoltà nel gestire una partita così complicata, ma tutti capiranno che non ci si può astrattamente chiamare fuori. Al Tavolo con il ministro Maroni, le Regioni, i Comuni e le Province hanno preso una decisione: proporzionalmente, in uno sforzo di solidarietà nell'emergenza umanitaria, ciascuno farà la propria parte. E' l'unica strada seria e responsabile per il Paese. Abbiamo fatto queste straordinarie giornate per i 150 anni dell'Unità d'Italia, ora dobbiamo essere coerenti. Attendiamo il piano di Maroni e sulla base di questo ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Una decisione è già stata presa".
Per quanto riguarda l'intesa sul federalismo regionale, Errani ha precisato che "l'aspetto più importante è che si riconosce che per attivare il federalismo fiscale occorre di fatto rivedere la manovra finanziaria che aveva tagliato in modo insostenibile le risorse alle Regioni per servizi e verso le imprese e i cittadini". "Dunque si dice: bisogna che si parta nel 2013 rivedendo quei tagli, diversamente è obiettivamente difficile poter pensare che il federalismo sia in grado di dare servizi e non aumentare le tasse", prosegue Errani.

