"Modifiche inutili: si cancelli tutto"
Milano (30 agosto 2011 – Intervista a l’Unità a cura di Onide Donati) Vasco Errani è a Milano, al Pirellone, quando escono le prime notizie sull`accordo di Arcore. Il presidente della Regione Emilia-Romagna è con i sindaci e gli altri amministratori che ieri hanno protestato, senza distinzione di casacca politica, contro il governo. Una giornata a suo modo memorabile, con tutto il sistema delle autonomie unito nella richiesta di azzerare la manovra. Il "gran finale" servito prima di cena da Berlusconi, Bossi e Tremonti gela gli amministratori locali. Errani è sconcertato, ma non sorpreso. Alterna il suo ragionamento tra la posizione di dirigente politico del Pd e il ruolo di presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni.
Errani, vince Berlusconi, perde Bossi, incassa Tremonti, pare. E pare anche che non vi abbiano ascoltato...
"Non sono ancora in grado di valutare nel merito l`accordo. Vedo solo molta confusione in un governo che non sa rispondere ai problemi del paese. La crescita in Italia è sotto 1`1%, cioè drammaticamente bassa. Non capisco come si possano affrontare i problemi senza una politica per il lavoro, l`occupazione e gli investimenti. Nella manovra non si allentano i vincoli del patto di stabilità, non si sbloccano i fondi per aree sottosviluppate. Tutto questo è un fardello enorme che inchioda il paese nella stagnazione. E poi non ho capito quali sono le scelte reali su enti locali e regioni. Nella somma delle tre ultime manovre lo stato centrale non paga nulla mentre tutto il peso vero è sulle regioni e sugli enti locali e territoriali".
Eppure da Arcore si dice che c`è una riduzione sostanziale dei tagli ai Comuni e alle Regioni. Dovreste sentirvi più tranquilli.
"Posto che fino a questo momento non c`è nulla di chiaro, già il parlare di riduzione dei tagli è inadeguato. Noi, e qui parlo nella mia veste istituzionale, chiediamo l`annullamento perché già le precedenti manovre hanno affossato il federalismo fiscale e reso insostenibile la situazione del governo del territorio. Annullamento, è chiaro?".
È chiaro, ma se annullamento non sarà?
"Non potremo più garantire i servizi".
Cioè ci saranno tanti cittadini che si ritroveranno senza welfare, con ospedali meno efficienti?
"Questo è il rischio. Ora è il governo che deve dire quale servizi intende garantire ai cittadini, quali sono le qualità che intende preservare nella sanità, nel trasporto pubblico locale. Diversamente, con la manovra di oggi e quelle di ieri, gli enti locali non possono più garantire questi servizi".
Sparisce il contributo di solidarietà, non si toccano i redditi alti, la famosa tassa sull`evasione di Calderoli si è dissolta come neve al sole... Pagano tutto i poveri e niente i ricchi?
"Sì, Il problema vero della manovra è che, in un modo o nell`altro, pagano sempre gli stessi. O attraverso nuove tasse o attraverso il taglio dei servizi saranno sempre i soliti noti a sostenere il peso della crisi e cioè i più deboli, i ceti medi a cui è già stato chiesto tanto. E una manovra ingiusta".
Le proposte del Pd potranno migliorarla?
"Ci proveremo. Sulla tracciabilità del denaro e la tassazione dei capitali scudati le nostre proposte danno il segno di una alternativa, di un modo diverso di fare la manovra: paghi chi ha di più e chi fino ad ora ha dato di meno".
Nell`incontro con i sindaci avete ipotizzato forme di disobbedienza civile. Cosa significa?
"Valuteremo come Conferenza delle Regioni nel merito quale saranno le modifiche. Ma non si può andare avanti con una situazione nella quale si comincia con la mazzata, poi si finge di cambiare e alla fine si torna d`accapo. Ci vuole chiarezza".
Il fatto che sindaci e presidenti di Regione di ogni collocazione politica abbiano avanzato le stesse richieste che futuro può aprire?
"Forse si potranno superare vecchi steccati partendo dalla volontà di chi amministra i territori di disporre di adeguati strumenti per governare".

