"Gli emiliano-romagnoli nel mondo nostri ambasciatori"
Reggio Emilia (21 gennaio 2011) - "Siete i nostri ambasciatori nel mondo e riferimenti per conoscere i diversi Paesi ed entrare nei vari mercati". Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, si è riferito ai corregionali all'estero all'insediamento della nuova Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, tenuto quest'anno in Sala Tricolore a Reggio Emilia, in occasione del 150/o dell'unità d'Italia. "Una delle difficoltà dell'Italia - ha ricordato Errani - è non riuscire a essere un 'sistema paese' all'estero. Ma non si possono disseminare iniziative disarticolate in giro per il mondo".
Per questo è importante il ruolo degli emiliano-romagnoli all'estero, insieme alla Consulta, organo della Regione che si occupa delle politiche di internazionalizzazione del 'sistema Emilia-Romagna', in collaborazione con oltre 100 associazioni in 24 Paesi. Il sindaco Graziano Delrio ha ricordato che in Sala Tricolore è nata la bandiera italiana e che il presidente Napolitano vi ha aperto il 7 gennaio le celebrazioni del 150/o dell'unità.
La presidente della Consulta, Silvia Bartolini, ha rilevato che "dalla fine dell'Ottocento agli anni Settanta del secolo scorso 29 milioni di persone hanno lasciato l'Italia: il nostro benessere deriva anche dal loro lavoro perchè fino a pochi decenni fa molte famiglie della nostra regione, soprattutto dell'Appennino, hanno tratto sostentamento dalle rimesse degli emigrati. Oggi - ha aggiunto - abbiamo 130.000 emiliano romagnoli nel mondo, che equivalgono a un'intera città, ma i discendenti dei nostri conterranei si stima possano essere quasi 2 milioni".

