Errani presenta a Bruxelles la rete dei Tecnopoli
Bruxelles (22 febbraio 2011 - Ansa) - La futura politica di coesione Ue deve saper valorizzare "i motori dell'Europa". Ne è convinto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, che di fronte alla prospettiva di una politica Ue mirata solo a sostenere le regioni più povere mette in guardia dai rischi dell'adozione di "un'asticella che standardizza verso il basso".
Secondo Errani, invece, l'Ue, "come sottolinea la strategia Europa 2020, deve fare un salto di qualità nella conoscenza e nell'innovazione". Un'opinione, quest'ultima, condivisa anche dal commissario Ue alle Politiche regionali Johannes Hahn che, accompagnato dal presidente Errani, ha partecipato a un convegno e visitato un'esposizione, allestita nella sede della Commissione europea, in cui si illustra il modello di rete di alta tecnologia realizzato in Emilia-Romagna.
Per queste politiche innovative, ha aggiunto Errani, occorre che i fondi comunitari "siano addizionali rispetto alle risorse degli Stati nazionali e non sostitutive: è questa la vera sfida". L'Italia, invece, "ha molte tentazioni di ri-centralizzare: e questo non va bene - ha argomentato il presidente dell'Emilia-Romagna -, non perchè non si debbano cambiare pratiche che non hanno funzionato, ma perchè pratiche centralistiche non funzionano, soprattutto in un Paese che ogni trenta secondi proclama di voler essere federalista". "Non ci deve essere centralizzazione delle risorse, ne' sul piano europeo ne' su quello nazionale. Occorre condividere le strategie, superare gli investimenti a pioggia, gli interventi che non hanno massa critica, ma la dimensione territoriale è irrinunciabile", ha affermato ancora il presidente dell'Emilia-Romagna ribadendo che non è possibile "fare politiche di ricerca e innovazione, senza politiche territoriali così come non si può fare politica di coesione a prescindere dal territorio".
Per Errani, l'Emilia-Romagna con quanto realizzato negli ultimi anni in innovazione e ricerca "è un esempio virtuoso" e dimostra che si possono fare scelte strategiche e mirate "senza centralizzare le risorse o sostituirsi alla dimensione territoriale".

