"Emilia-Romagna pronta a ricevere i profughi"
La quota teorica destinata all'Emilia Romagna sarebbe di 3700 persone ma sulla quantità il presidente regionale frena: «Il Governo ha fatto delle previsioni dice - sulla base delle quali sono previsti fino a 50mila profughi attesi in Italia. Di questi, per effetto del calcolo fatto sulla base delle popolazioni regionali, tra i 3 e i 4mila, toccherebbero a noi, ma in realtà a tutt'oggi siamo ben lontani da questi numeri». Prematuro, dunque individuare le zone d'accoglienza, anche se in Emilia Romagna erano già circolate ipotesi come la grande area militare di Poggio Renatico, nel ferrarese, la caserma di via Prati di Caprara a Bologna, un cantiere dismesso dell'Alta velocità a Reggio Emilia (mentre è incerta l'ipotesi della zona di Tre Poggioli a Monghidoro).
«Stiamo parlando di una situazione in divenire. Aspettiamo gli sviluppi - taglia corto Errani Ciò che posso dire è che c'è intesa piena con Province e Comuni per far fronte all'emergenza e con questi enti e le prefetture dell'Emilia Romagna, già dalla prossima settimana, potranno essere definiti i siti d'accoglienza».
Il discorso riguarda, è bene precisarlo, gli immigrati profughi provenienti dalle zone di guerra. Diverso il problema più «caldo» dei 20 mila clandestini che premono sul sud Italia, i quali non rientrano nell'accordo con il governo dello scorso 30 marzo. Ma a questo proposito, Errani ribadisce comunque la sua contrarietà alle tendopoli: «Diciamo no a situazioni che non si possono governare, le tendopoli non sono gestibili. Abbiamo chiesto una nuova proposta che l'esecutivo si è riservato di presentare martedì».
Sull'argomento «clandestini» molte Regioni, compresa l'Emilia Romagna, sono dell'idea che per questi immigrati vada attivato l'articolo 20 del testo unico sull'immigrazione che offre protezione temporanea e la possibilità di ricongiungimenti familiari con persone che si trovano in altri paesi europei.
Alessandro Goldoni
