"Chi ha giurato sulla Carta rispetti il Tricolore"
(Casalecchio di Reno, 28 marzo - Ansa) - "Noi siamo il Paese del tricolore, che tutti, soprattutto quelli che hanno giurato sulla Costituzione devono onorare. E devono alzarsi in piedi quando suona l'inno nazionale". E' la stoccata alla Lega Nord e ai suoi rappresentanti nel Governo, che per altro non ha mai nominato, da parte di Vasco Errani, che ha scandito il concetto dal palco di un convegno Spi-Cgil, nel bolognese.
"Dobbiamo fare questa battaglia culturale - ha proseguito il presidente della Conferenza delle Regioni e dell'Emilia-Romagna - e cioè ricordare che noi non siamo il Paese delle escort, ma del Rinascimento. Noi non siamo il Paese di chi fa la lettura del Risorgimento come ritiene, attraverso un revisionismo storico che lo vede come il male perchè c'è l'Unità d'Italia". In quest'ottica, Errani ha sottolineato l'importanza di "ringraziare con grandissima convinzione il presidente Napolitano per ciò che ha fatto e per come ha celebrato i 150 anni di Unità di questo nostro grande Paese".
Il federalismo deve essere puntellato su "un'idea ancora più forte di ieri dell'Unità della nazione". Poi bisogna "sconfiggere l'idea secondo la quale è fondato sull'egoismo dei più forti". "La Lega - ha detto Errani - da questo punto di vista deve porsi un problema: non si può andare in giro per il territorio a fomentare lo scontro e l'egoismo e poi governare il Paese facendo una politica esattamente opposta".
Un terzo fondamento "irrinunciabile", per il presidente dell'Emilia-Romagna, è avere "una capacità reale di riconoscere prima di tutto ai Comuni l'autonomia". Nel decreto sul federalismo fiscale regionale, passato dalla commissione bicamerale con l''ok delle Regioni, "abbiamo visto finalmente affermato un concetto che è tutto da conquistare". Nel decreto, ha spiegato "è scritto che con i tagli nella manovra finanziaria 2011 e 2012 il federalismo non si può fare. Perché quei tagli non consentono la possibilità di dare autonomia al territorio''.
Per questo il decreto "è molto diverso rispetto a quello sbagliato sul federalismo municipale, che va radicalmente cambiato". Sempre sul fisco regionale "è scritto che se le condizioni di finanza pubblica, patto europeo e via dicendo, non consentiranno di partire dal 2010, allora ci si rimette intorno al tavolo e si ridiscute".

