Vasco Errani

Presidente della Regione Emilia-Romagna

C'è l'intesa: via libera al fisco regionale

Roma (25 marzo 2011) - Dopo una trattativa a oltranza proseguita fino all'ultimo minuto, il Pd «apre» sul fisco regionale. Alla fine il decreto passa in bicamerale con 15 voti favorevoli, 10 astenuti (Pd) e 5 contrari (Terzo Polo e Idv). A sbloccare la situazione, prima l'intesa delle Regioni sui fondi per il trasporto pubblico locale, poi l'ok della maggioranza alla clausola di salvaguardia voluta dal partito di Bersani.

«Quello ottenuto dalle Regioni, dopo un impegno lungo e convinto, rappresenta un risultato significativo - ha dichiarato Errani -. Per noi c'era un accordo su cui avevamo dato un giudizio positivo nel dicembre scorso e dopo questa lunga e difficile discussione con il Governo confermiamo la nostra posizione». (L'Unità: articolo a firma di Bianca Di Giovanni).

Cioè blocco delle addizionali Irpef al tetto dello 0,9% (quello attuale) fino al 2013, e no tax area per le fasce di reddito più basse, che non potranno pagare più dello 0,5% in più. Contemporaneamente il governo dovrà rifondere le Regioni che rispettano il patto di stabilità dei tagli applicati nella manovra estiva. Se nel 2013 questo non sarà avvenuto, ci sarà un tavolo Stato-Regioni per decidere sull'attuazione del decreto. Insomma, le norme sono «congelate» fin quando i tagli non verranno ripristinati.
Per Pier Luigi Bersani «è andata bene, ma l'albero è storto. Bisognerà raddrizzarlo in tempo, perché altrimenti il sistema salta per in coerenza. È il caso dell'irpef». Il fatto è che se da una parte il Pd ha sventato l'ipotesi di più tasse e per di più meno servizi (questo il risultato che rischiava di produrre il testo originario), dall'altra resta la ferita del fisco municipale, su cui il governo ha tirato dritto nonostante il no dei Democratici dovuto proprio per via dell'aumento dell'imposizione. A sottolinearlo il relatore di minoranza del fisco regionale Francesco Boccia (Pd).
«Questa vicenda dimostra che quando si ascolta la linea del Pd il risultato è che non si fanno pasticci e non si aumenta la pressione fiscale dichiara - Maggioranza e governo dovranno rispondere ora ai cittadini che si vedranno recapitati a casa i bollettini delle tasse comunali più alte, mentre questo non accadrà con le regioni, sarà un boomerang, per questo dovrebbero tornare indietro sul decreto sul fisco municipale».

La svolta decisiva per il cammino del decreto è arrivata anche dall'incontro con le Regioni, che hanno ottenuto il rispetto dell'impegno preso dal governo in dicembre: il ripristino dei 425 milioni per il trasporto pubblico locale. «Non più impegni, ma soldi veri», aveva chiesto alla vigilia Vasco Errani. Gli altri obiettivi centrati dai governatori sono: la fiscalizzazione a partire dall'1 gennaio 2012 del trasporto pubblico locale e la revisione dei tagli della manovra 2010 a partire dal 2012 per le regioni che rispettano il patto di stabilità.
«Quello ottenuto dalle Regioni, dopo un impegno lungo e convinto, rappresenta un risultato significativo - dichiara Errani -. Per noi c'era un accordo su cui avevamo dato un giudizio positivo nel dicembre scorso - ha concluso il governatore - e dopo questa lunga e difficile discussione con il Governo confermiamo la nostra posizione».
I governatori leghisti cantano vittoria: dimenticano che solo sei mesi fa il governo aveva sottratto quelle somme, e che a richiederle c'erano solo quelli del centrosinistra.

Bianca Di Giovanni

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