Vasco Errani

Presidente della Regione Emilia-Romagna

“Un nuovo redditometro, che favorirà chi ha più figli”

Bologna (14 ottobre 2011) - Un nuovo redditometro regionale, che considererà tutti i redditi e andrà incontro a chi ha più figli. Lo ha annunciato questa mattina di fronte alla platea della Cisl il presidente dell'Emilia-Romagna Vasco Errani, che è tornato anche ad insistere sul tema della sussidiarietà. “Bisogna avere il coraggio di tirare la palla avanti e noi in questa Regione la tireremo”, ha scandito, a confronto col segretario generale cislino Raffaele Bonanni e il senatore della Lega Massimo Garavaglia (assente perchè impegnato alla Camera Pierferdinando Casini). Ma sopratutto Errani manda in soffitta l'Isee. “Non è sufficiente, dobbiamo costruire un sistema di valutazione del reddito mobiliare e immobiliare”, un “indice per la compartecipazione a tutti i livelli” che premi chi ha più figli. Insomma “un redditometro più equo, all'interno del quale il criterio della numerosità della famiglia sia chiaro”, in modo da portare ad un “alleggerimento per le famiglie numerose”, o comunque con più figli.

Sul fronte sussidierietà, battuto con forza da alcuni sindaci, Errani si richiama al messaggio del cardinale di Bologna Carlo Caffarra. Le cose dette da Caffarra “sono importanti, fondamentali. La comunità è il futuro. Dobbiamo andare avanti nell'impianto di riforma del welfare”. Con un paletto: “Il servizio alle persone - torna ad avvertire Errani - non è come vendere i frigoriferi. Sugli anziani e i bambini non si fa business, ci sono gli standard di qualità”.

 La Regione, ha ribadito Errani in un altro passaggio della tavola rotonda, “non aumenterà le tasse, anche perchè deve essere chiaro che se anche la Cisl – esemplifica - facesse una sottoscrizione e raccogliesse 100 milioni per il sociale e me li portasse sul tavolo non li potrei spendere”. Ma Errani sottolinea anche quanto si sta facendo sul fronte dei costi, dalle tre aziende di trasporto regionali al posto delle originarie nove, e tutte “multiservizio, integrate”, all'Ato regionale, al centro unico di spesa e la “riduzione di tutti i costi gestionali”.

Rimane però la difficoltà anche solo a interloquire col Governo. Errani, da presidente della Conferenza delle Regioni, premette di non volere “il conflitto istituzionale”, ma “le Regioni e i Comuni – sottolinea - stanno prendendo schiaffi da due anni e mezzo. Ormai non ci chiamano neanche più. Se potessero non ci farebbero nemmeno leggere il Sole 24 ore”, arriva a dire il presidente. Sulle infrastrutture, argomenta poi, “se uno ascolta le conferenze stampa pensa che stiamo andando da dio, invece non si fa niente”. Esempio: un progetto cofinanziato dal ministero dell'Ambiente e dall'Emilia-Romagna, per il quale è stato chiesto e ottenuto da Roma l'invio di un commissario. “Il risultato a cantieri aperti è che non c'è più un euro del ministero e il commissario straordinario spende i soldi della Regione, a proposito di federalismo”.

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14 ottobre 2011
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