Stefano Bonaccini

Presidente della Regione Emilia-Romagna

Saluto presidente Bonaccini al convegno Unipol “Integrare il welfare, sviluppare la white economy”

Bologna, Sala Borsa, giovedì 12 febbraio 2015

Desidero ringraziare innanzitutto il consiglio regionale Unipol Emilia-Romagna per aver messo in campo quest’iniziativa, che ci dà l’occasione per ragionare  tutti insieme su una sfida di estrema importanza per il futuro e la sostenibilità della nostra società: il welfare, inteso non solo come strumento di protezione sociale, ma anche come leva per aiutare la crescita, l’occupazione e lo sviluppo di attività legate con il benessere di tutti i cittadini.

Una sfida, questa, non più rinviabile, soprattutto alla luce della crisi che non ha risparmiato nessuno, a livello globale e locale; nemmeno una regione stabile e solida come la nostra.

Nonostante i pesanti tagli dei trasferimenti statali al settore del sociale degli anni passati, la Regione ha confermato il proprio sostegno ai servizi sul territorio, a partire da quelli per l’infanzia e le famiglie, e alla sanità. Permettetemi di dare qualche dato. Siamo la terza Regione in Europa per eccellenza sanitaria e qualità dei servizi: lo dice uno studio della Fondazione economica Rosselli, pubblicato sul Sole 24 ore.

Da Piacenza a Rimini, abbiamo quasi 130mila persone assistite a domicilio e oltre 15mila famiglie che usufruiscono degli assegni di cura.

Qui, da sempre, le donne lavorano più che in altre parti d’Italia; una situazione ampiamente comprensibile se si pensa che, negli oltre mille nidi dell’Emilia-Romagna, siamo arrivati quasi il 34% di posti coperti rispetto al totale dei potenziali utenti.

Un risultato raggiunto grazie al sistema di offerta integrata pubblico-privato e allo sforzo economico compiuto dalla Regione, che ci ha portato a superare l’obiettivo indicato dal Consiglio europeo di Lisbona.

Ora, per mantenere questi livelli, abbiamo bisogno della partecipazione e del coinvolgimento di tutti. L’ho detto presentando il mio programma di mandato, e voglio ribadirlo: dobbiamo definire “standard” di gestione e fabbisogni correlati, e all’interno di questi ciascuno decide le modalità di gestione che ritiene più giuste.

E’ una sfida, la nostra, che va oltre agli assunti ideologici del passato, per cui pubblico è positivo e privato è speculazione, o viceversa: il pubblico è inefficiente e tende a sprecare, per cui sarebbe meglio orientarsi a un privato efficiente. Nella nostra regione vantiamo già, e non certo da ieri, diverse esperienze innovative realizzate da pubblico e privato in modo congiunto.

L’impegno nostro sarà erogare servizi nell’ambito di standard che dovranno essere però fissati, prestabiliti,  in modo da responsabilizzare tutti. Solo in questo modo potremo rimodulare un welfare realmente di comunità e partecipato,  basato su una forte presenza di garanzia del “pubblico” e, contemporaneamente, sul coinvolgimento e la partecipazione delle parti sociali, del terzo settore, con il pieno coinvolgimento del volontariato. Solo così potremmo realmente affrontare le sfide di una società – la nostra – che è già cambiata e che continuerà a cambiare.

Azioni sul documento
Pubblicato il 12/02/2015 — ultima modifica 12/02/2015
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it