Bologna, patto a tre per una sanità più forte ed efficiente

Regione, Università e Città metropolitana firmano l'Accordo per l'integrazione dei servizi tra le Aziende sanitarie

15.06.2017

archivio Agenzia informazione e comunicazione Regione Emilia-RomagnaUn “patto” a tre per una sanità ancora più forte ed efficiente. É l’ Accordo di programma (pdf, 55.7 KB)stipulato tra Regione Emilia-Romagna, Università di Bologna e Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Città metropolitana. Con un obiettivo preciso: la piena integrazione dei servizi tra le Aziende sanitarie dell’Area metropolitana, e quindi le Aziende Usl di Bologna e di Imola, l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna e l’ICCS-Istituto Ortopedico Rizzoli.

A siglare l’Accordo sono stati oggi a Bologna, nella Sala Urbana delle Collezioni Comunali d’Arte di Palazzo d’Accursio, i legali rappresentanti degli enti coinvolti: il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, e il presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Città metropolitana, Luca Rizzo Nervo. Erano presenti anche il sindaco di Bologna e sindaco metropolitano,Virginio Merola, l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi e, per il Comune di Imola, il sindaco Daniele Manca e il vicesindaco con delega alla Salute, Roberto Visani.

L’Accordo impegna i firmatari a valutare tutti gli strumenti - istituzionali e organizzativi - utili alla piena integrazione dei servizi e/o delle strutture delle Aziende sanitarie, a partire da una riorganizzazione dei servizi distrettuali e ospedalieri in Area metropolitana. Obiettivo: migliorare l‘accessibilità, la prossimità e la qualità dei servizi, stimolare la ricerca e l‘innovazione, qualificare la didattica pre e post-laurea.
Il documento condiviso indica una serie di obiettivi strategici, e precisamente:
-       la razionalizzazione delle reti ospedaliere, che dovrà avvenire in modo coordinato con la revisione dei modelli organizzativi dell’assistenza distrettuale, per un’integrazione più efficace dei percorsi e delle reti clinico-assistenziali. Un’operazione, questa, funzionale a miglioramenti complessiviin termini di efficienza, continuità assistenziale, sicurezza e qualità;
-       caratterizzare maggiormente, e integrare tra loro, le vocazioni delle strutture ospedaliere nell’intera Area metropolitana, in modo da valorizzarle rispetto alle funzioni previste dalla programmazione regionale e nazionale;
-       adottare modelli organizzativi che favoriscano una collaborazione istituzionale più solida nelle attività di ricerca e didattica, così come indicato dal recente Protocollo d’intesa Regione-Università;
-       integrare in modo più efficace le attività assistenziali degli Irccs all’interno delle reti cliniche dell’Area metropolitana, e favorire la loro capacità di trasferire in tempi rapidi i risultati delle proprie attività di ricerca istituzionale sul piano assistenziale.

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I commenti

archivio Agenzia informazione e comunicazione Regione Emilia-Romagna“Mettiamo in campo un progetto che migliorerà ulteriormente la qualità della sanità pubblica nel nostro territorio- sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Sanità dell’Emilia-Romagna che vogliamo continuare a rafforzare, come dimostrano gli investimenti fatti, in strutture e personale, e l’accordo che oggi sigliamo. Si tratta di un progetto importante e ambizioso, capace di assicurare un’efficiente riorganizzazione della sanità metropolitana bolognese, un utilizzo ottimale delle risorse, oltre che un miglioramento dell’accessibilità e della prossimità dei servizi per i cittadini. Puntiamo- chiudono- a una maggiore caratterizzazione e specializzazione delle singole strutture, e ciò consentirà di valorizzarle ancora di più”.

"Con questo Accordo, che abbiamo fortemente voluto, daremo una prospettiva strategica a una ricchezza sanitaria che Bologna esprime attraverso il Policlinico universitario Sant'Orsola-Malpighi, i due Irccs Istituto ortopedico Rizzoli e Istituto delle Scienze Neurologiche e i due ospedali Maggiore di Bologna e quello di Imola. Strutture sanitarie che rappresentano il punto di riferimento per tutta la rete metropolitana, compresa quella territoriale- dichiarano Virginio Merola, sindaco di Bologna e della Città metropolitana e Luca Rizzo Nervo, presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Bologna-. L'idea è mettere in valore tutta questa ricchezza immettendola in una strategia comune, partendo dall'analisi affidata ad un gruppo di esperti e aziende sanitarie che studi diversi modelli e diverse esperienze anche a livello europeo, che possano dare forma a una forte integrazione dei nostri ospedali".

“Quello di oggi è un Accordo molto importante- ribadisce il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini-. Il nostro è un sistema sanitario di altissima qualità e, in un contesto che sta cambiando velocemente, dobbiamo guardare avanti per immaginare l'assetto più adatto a garantire un'assistenza, una ricerca e una formazione di alto livello per i prossimi cinquant'anni.

"La firma dell'Accordo- affermano il sindaco di Imola, Daniele Manca, e il vicesindaco con delega alla Salute, Roberto Visani- è un passo importante per dare forza e sostanza al processo di integrazione dei servizi sanitari dell'area metropolitana, garantendo a tutti i cittadini l'accesso alle migliori cure possibili senza perdere di vista il criterio della prossimità, che deve coniugarsi con quello della qualità dell'assistenza. In quest'ottica riteniamo molto importante la presenza dell'Università e la cura degli aspetti della ricerca e della didattica, vero perno dello sviluppo della sanità metropolitana".

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Pubblicato il 15/06/2017 — ultima modifica 15/06/2017
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