giovedì,  10 ottobre 2019

Tumore del colon retto, -30% i nuovi casi in Emilia-Romagna. La Regione rilancia la campagna per la prevenzione

Qui il più alto tasso di sopravvivenza in Italia: 69%. Bonaccini: “Lo screening, opportunità straordinaria offerta dalla nostra sanità”

Screening colon retto 2018Un tempo era tra le regioni italiane a più alta incidenza per i tumori al colon retto. Oggi, grazie principalmente all’attività di prevenzione, l’Emilia-Romagna si colloca al terz’ultimo posto nella scala nazionale per nuovi casi di neoplasia per gli uomini e al quart’ultimo nelle donne. Non solo: è la regione che presenta il tasso di sopravvivenza, a cinque anni dalla diagnosi, più elevato a livello nazionale: 69%, per entrambi i sessi, come emerge dal recente Rapporto “I numeri del cancro in Italia” curato da Associazione Italiana di Oncologia Medica e Associazione Italiana dei Registri Tumori.

E proprio per continuare a informare e sensibilizzare i cittadini, in occasione del mese di ottobre dedicato alla prevenzione, la Regione è pronta a rilanciare la campagna informativa sullo screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del colon retto.

In questi anni, infatti, lo screening ha permesso di identificare precocemente molti tumori ancora in fase iniziale e asintomatici, ma anche di rimuovere polipi intestinali a rischio di evoluzione. Tuttavia i benefici, in termini di salute guadagnata, possono aumentare, considerando che l’adesione all’invito si attesta sul 57%.

Il programma di screening regionale

In Emilia-Romagna, ogni anno, sono circa 3.000 le persone che si ammalano di cancro al colon retto, il più diagnosticato negli uomini dopo quello alla prostata e al polmone, mentre per le donne è il secondo, dopo quello alla mammella. Tra le patologie tumorali, rappresenta la seconda causa di morte più frequente: per questo è fondamentale sottoporsi allo screening.

In Emilia-Romagna il programma è iniziato nel 2005 su tutto il territorio regionale. Coinvolge oltre 1 milione e 200mila cittadini, cioè tutti quelli tra i 50 e i 69 anni, che vengono invitati ogni 2 anni a eseguire il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Ogni anno, quindi, sono regolarmente convocate 600mila persone. E i dati dimostrano che il test funziona: dopo l’avvio dello screening, si è registrata una diminuzione dei nuovi casi del 30% - e la medesima percentuale di riduzione stimata anche per la mortalità - nonostante quasi la metà non abbia ancora aderito al programma di prevenzione. L’effetto protettivo, per chi si sottopone al controllo, si ripercuote inoltre nelle fasce di età successive: anche tra i 70 e i 79 anni è stata rilevata una diminuzione significativa di casi diagnosticati.

Informazioni utili

Chi desidera avere altre informazioni può contattare il numero verde 800 033 033, oppure consultare il portale della sanità regionale nella sezione riservata agli screening oncologici, all’indirizzo http://salute.regione.emilia-romagna.it/screening/ dove è contenuto anche il materiale della campagna ed è possibile trovare i recapiti e l’e-mail del servizio screening della propria Azienda Usl.

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pubblicato il 2019/10/10 16:47:00 GMT+2 ultima modifica 2019-10-10T17:37:08+02:00

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